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Good Vibrations è indubbiamente fondamentale per il rock degli anni 60’/70′, pubblicato come disco singolo dai The Beach Boys nel 1966, scritta, prodotta ed arrangiata da Brian Wilson, con il testo scritto da Wilson e Mike Love.

La rivista Rolling Stone ha posizionato Good Vibrations alla sesta posizione nella lista delle 500 migliori canzoni di sempre da loro redatta.

Da bambino, la madre di Wilson gli raccontava che i cani possono percepire le “vibrazioni” degli esseri umani, quindi un cane abbaia se avverte che sono “cattive vibrazioni” quelle emanate da chi gli sta vicino. Wilson traspose il concetto nell’idea generale delle vibrazioni emotive, sviluppando il concetto che le persone possano emotivamente reagire alla stessa maniera degli animali attraverso le emozioni.

Good Vibrations si rivelerà essere la più costosa e complessa produzione di musica di quegli anni poca, venne creata impiegando una tecnica di registrazione mai sperimentata in precedenza: furono incisi circa 30 minuti di sezioni musicali sparse, successivamente unite insieme e ridotte al formato classico della canzone pop da 3 minuti di durata.

Molti nell’entourage dei Beach Boys erano scettici circa un così complesso e dispendioso processo creativo, ma la canzone spazzò via velocemente qualsiasi dubbio quando diventò il maggior successo commerciale della band, raggiungendo la vetta delle classifiche sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti, e stabilendo una volta per tutte la reputazione di Brian Wilson come genio musicale.

Il caratteristico suono elettronico che si può ascoltare nel ritornello verso la fine della traccia, venne creato con l’impiego di un Electro-Theremin, suonato da Paul Tanner.

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