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La storia di Kurt Cobain inizia esattamente 50 anni fa, il 20 febbraio 1967 ad Aberdeen, precisamente Hoquiam, cittadina distante solo un paio d’ore di macchina da Seattle.

Kurt Donald Cobain naque da Wendy, casalinga, e Donald, meccanico nella stazione locale di servizio della Chevron. Nonostante i mezzi modesti di cui diponeva la famiglia, il piccolo Kurt cresceva tranquillamente:

“Mia madre fu sempre affettuosa con me, una presenza fisicamente calorosa”

Kurt iniziò a mostrare interesse per la musica già a due anni, ma questa non era una sopresa nella famiglia Cobain; lo zio Chuck suonava in un gruppo Rock’n’roll, la zia Mary suonava la chitarra e molti componenti della  famiglia avevano un talento musicale.

Primo nipotino in famiglia, il piccolo Kurt aveva sette zie e zii che litigavano per stargli dietro e occuparsi di lui, intratteneva chiunque si prestava a fargli compagnia.

Come a molte bambini della sua generazione, Kurt fu etichettato dai medici come iperattivo, e gli fu somministrato del Ritalin che pero lo teneva sveglio fino alle quattro di mattina, e lo faceva dormire tra i banchi di scuola. Alla fine risolsero il problema tenendolo lontano dallo zucchero, benché fosse una cosa molto difficile per un bambino, ma funzionò.

Fin dalla seconda elementare emerse anche il suo talento nel disegno, tutti pensavano che i suoi disegni fossero bellissimi, tutti tranne lui. Una volta tornò a casa con una copia del giornalino della scuola con in copertina un suo disegno, ma Kurt era arrabbiato perchè pensava che quel disegno era brutto.

A partire dal Natale del 1974, all’età di sette anni, Kurt si mise in testa che sua madre lo considerava un bambino pieno di problemi. Suo padre cercava di costringere Kurt, che era ambidestro, a scrivere solo con la mano destra. Nonostante questo il piccolo Kurt divento comunque mancino.

Sin da bambino, e per la maggiorparte della sua vita Kurt è stato segnato da diversi problemi di salute. A parte l’iperattività, ha sempre sofferto di bronchite cronica.

Nel 1975, il primo shock: i genitori di Kurt divorziano, e lui prese molto male le conseguenze di questo radicale cambiamento nella sua vita. Al posto dell’allegro bambino di una volta, diventò un adolescente triste, sul muro del bagno scrisse:

“Odio mia madre, odio mio padre, mio padre odia mia madre, mia madre odia mio padre, voglio solo essere triste”

Ma Kurt aveva iniziato a sentirsi un’emarginato anche prima del divorzio:

“Non avevo niente in comune con mio padre. Mi voleva sportivo, a me non piace lo sport, preferivo l’arte e lui non apprezzava quel tipo di cose, così mi sentivo sempre a disagio. Fino ai dieci o undici anni, non mi accorsi che a scuola ero differente dagli altri ragazzi. Poi iniziai a capire che mi interessava ascoltare la musica piu degli altri. Fu una cosa che mi crebbe dentro lentamente e finalmente me ne resi completamente conto. Così dai dodici anni rimasi del tutto isolato.”

Kurt iniziò a frequentare un gruppo di “duri” che sfoggiavano capelli lunghi e magliette dei Kiss.

“Erano piu grandi di me, fumavamo erba e pensai che erano decisamente migliori dei miei ridicoli compagni della quarta che guardavano Happy Days. Li portavo a casa a mangiare solo per avere degli amici”

Per il suo quattordicesimo compleanno, zio Chuck gli propose di scegliere tra una bicicletta e una chitarra; Kurt scelse la chitarra, una elettrica di seconda mano e un piccolo amplificatore usato da dieci watt.

Kurt descriveva la sua prima musica come:

“Un riff rock veramente scadente. Ricordava i Led Zeppelin, ma era di pessima qualità. Alzavo al massimo volume del mio piccolo amplificatore ma non avevo assolutamente idea di cosa stavo facendo.”

Nel frattempo però le sue abilità crescevano e decise di partecipare alle audizioni di un’altro gruppo grunge che si stava facendo strada in quel periodo, i Melvins. Ma l’audizione non andò bene:

“Feci un gran pasticcio, ero così nervoso che dimenticai tutte le canzoni. Non riuscivo a suonare una nota, stavo lì con la mia chitarra e suonavo in sordina con la faccia rossa”

Kurt cresceva tra adolescenti sbandati e iniziò le sue esperienza con molti tipi di droga, usò questo modo per combattere la sua emarginazione e il suo sentirsi così diverso da i suoi coetanei fissati con il football e il wrestling. Frequentava altri musicisti e via via iniziarono i primi tentavi di formare una band.

Nel frattempo un’altro ragazzone cresceva in questo tessuto sociale disagiato, Krist Anthony Novoselic.  Alla fine del 1985 Krist  riceve un demo registrato da Kurt Cobain e da Dale Crover, con alcuni pezzi che poi sarebbero finiti poi nell’album “Bleach”. Al giovane bassista piacque tanto che decise di unirsi ai due come bassista stabile. A quel punto Kurt e Krist divennero una coppia fissa nella scena musicale di Aberdeen, all’interno di diverse band e coverband cambiando diversi nomi: Skid Row, Throat Oyster, Pen Cap Chew e Windowpane, fino a scegliere il definitivo Nirvana, un concetto induista e buddista.

Il primo demo registrato ufficiale della nuova band è stato “Bleach”. I Nirvana incominciarono la registrazione di un album in studio nell’arco di due-tre settimane, nonostante l’etichetta discografica indipendente Sub Pop avesse chiesto loro soltanto un EP. Tre delle canzoni dell’album (Floyd the Barber, Paper Cuts e Downer) erano già state precedentemente registrate, sempre nel 1988, ma con Dale Crover alla batteria. Malgrado i tentativi di registrare gli stessi brani con il nuovo batterista Chad Channing, il gruppo alla fine decise di inserire nell’album versioni remixate delle registrazioni con Crover. L’album era ormai preparato e sequenziato ma la registrazione fu ulteriormente ritardata parecchi mesi a causa della mancanza di fondi della casa discografica.

Il denaro venne fornito da Jason Everman, un chitarrista che era rimasto colpito dal demo con Dale Crover. Everman per breve tempo si unì al gruppo come secondo chitarrista e compare nei crediti della copertina dell’album sebbene non abbia preso parte alle registrazioni. Il bassista Krist Novoselic spiegò che volevano solo farlo sentire a casa nel gruppo, anche se in realtà fu tirato dentro solo per aver messo i soldi necessari alla registrazione dell’album.

Negli anni successivi si cominciò a parlare dei Nirvana nell’indie underground di Seattle, e il gruppo si esibiva regolarmente in giro per tutto lo stato. La vita da rocker non era facile, spostarsi e vivere in un furgone non era di certo un granché ma la band stava costruendo qualcosa di grande e andarono avanti, tra alcool, droghe, feste e risse.

Dopo Jason Everman, toccò anche a Chad, lentamente allontanato dalla band, che dopo qualche tentativo trovò la sua definitiva formazione con un’altro “Big” della storia del Grunge, David Eric Grohl. Kurt e Kris gli fecero un’audizione:

“Capimmo in due minuti che era il batterista giusto. Era un vero picchiatore, dinamico. Era così brillante, caldo e vitale. Faceva Rock”

E fu così che la band si formò così come la ricordiamo ancora oggi, una pedina fondamentale nella storia del Rock. Quando dici Grunge, la prima cosa a cui pensi è “Nirvana”.

Da quel momento in poi, il trio ha regalato perle che verranno ricordate per sempre. Una su tutte l’album della consacrazione e il capolavoro della band: “Nevermind”, uscito nel 1991. L’album non ha bisogno di presentazioni, ci fu una sorta di pazzia e di interesse collettivo per i Nirvana e per Kurt Cobain, un ragazzo di ventiquattro anni, ancora sorridente a tratti e soddisfatto per il disco che aveva appena pubblicato insieme con i suoi compagni. I suoi problemi di salute e con la droga però non sparirono, faceva uso regolarmente di eroina e questo fu l’inizio della fine, ma il suo genio fu consacrato per sempre e nessuno lo dimenticherà.

Il successo di Nevermind e di Smells Like Teen Spirit, stavano stretti a Kurt che in poco tempo si rifugiò sempre di piu nell’eroina e nella solitudine. Si sposo con Courtney Love nel 1992 con la quale condivideva la stessa passione per le droghe e la musica Rock. Nel 1992 nasce la figlia Frances Bean. Frances come Frances McKee, la cantante dei The Vaselines, o come l’attrice Frances Farmer. Bean per la forma del feto durante un’ecografia che ricordava a Cobain quella di un fagiolo. Poco dopo la nascita della piccola su Vanity Fair esce un articolo che accusa Courtney Love di aver fatto uso di eroina in gravidanza. Scatta lo scandalo, la coppia perde temporaneamente la custodia della bambina. Solo dopo un periodo di disintossicazione e numerosi processi ne riottengono l’affidamento.

Oggi sarebbe stato il cinquantesimo compleanno di Kurt Cobain, e non vogliamo ricordare solo la sua tragica fine, i suoi problemi di droga e di stabilità mentale. La sua immagine è stata nella cameretta di ogni piccolo rocker (compresa la mia) dagli anni 90′ in poi, e ci rimarrà per sempre, come si fa con le leggende, con gli Dei del Rock.

Nel 1993 intanto esce il terzo album della band: “In Utero”. Kurt Cobain, originariamente, aveva intenzione di intitolare l’album “I Hate Myself and I Want to Die” (Odio me stesso e voglio morire) frase tratta dal suo diario del 1992.

In quel periodo Cobain era solito utilizzare la frase come risposta ogni qualvolta gli veniva chiesto come stava. Cobain intendeva il titolo come uno scherzo; ha dichiarato di essere “stanco di prendere il gruppo sul serio e che tutti gli altri lo prendano sul serio”. Novoselic convinse Cobain a cambiare il titolo per il timore di scatenare possibili controversie legali. Successivamente il gruppo prese in considerazione il titolo Verse Chorus Verse, prima di trovare quello definitivo In Utero, tratto da una poesia scritta da Courtney Love.

La triste storia della vita di Kurt Cobain però finisce a 27 anni, come altre leggende del Rock. Una morte quasi annunciata e chissa cosa ha potuto spingere un ragazzo con così tanto talento, giovane, ricco, bello e famoso al suicidio. Il suo male di vivere è trasmesso in ogni nota, il disagio di chi voleva solo farsi i cazzi suoi e vivere di Rock, ma non ha saputo gestire l’inevitabile successo che un genio come lui riscuote quando si rivela al pubblico. Il ricordo di Kurt non è morto, non puo morire mai perchè la sua musica lo ha reso immortale.

Prima di andarse Kurt Cobain ha regalato ai suoi fan, e alle future generazioni di Rockers una delle performance piu toccanti della loro carriera, registrato nel 1993 e pubblicato l’anno successivo “MTV Unplugged in New York” ha scosso le anime di chiunque ama o odia i Nirvana, un capolavoro, una performance incredibile terminata con “Where Did You Sleep Last Night”  e lo sguardo profondissimo di Kurt nell’ultimo straziante urlo, che oggi piu che mai ci emoziona.

Tanti auguri Kurt Cobain.

“Mi piace sognare che un giorno riusciremo a ottenere una solidarietà generazionale tra tutti i giovani del mondo. Mi piace fare sforzi immani allo scopo di evitare il conflitto. Mi piace mantenere opinioni forti senza argomenti per sostenerle al di fuori della mia connaturata sincerità.Mi piace la sincerità. Mi manca la sincerità. Queste non sono opinioni. Queste non sono parole di saggezza, questa è solo una denuncia, una denuncia per la mia mancanza di istruzione formale, per la mia mancanza d’ispirazione, per la mia logorante ricerca di affetto e per la mia convenzionale vergogna nei confronti dei molti che hanno più o meno la mia età. Non è neppure una poesia. È solo un gran mucchio di merda. Come me.”

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