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Oggi si celebra la morte di una delle Rock Star piu famose e influenti della storia della Musica. Kurt Cobain, leader e voce inimitabile dei Nirvana, si spense il 5 Aprile 1994. Secondo l’autopsia si tratta di suicidio con un colpo di fucile alla testa. Ma molti non ci credono ancora, e gridano alla cospirazione.

Come molti suoi leggendari colleghi, Kurt è morto a 27 anni, in circostanze strane. E’ inevitabile chiedersi se tutto ciò è solo un caso. Da molti anni si è cercato di identificare alcune teorie sotto il nome di “Club 27”, “La Maledizione dei 27”, “27 Death Club” o “Maledizione del J27» (che si riferisce all’insieme più ristretto degli artisti che hanno in comune anche la lettera J come iniziale).

Vista l’età si tratta nella maggior parte dei casi di morti causate dall’abuso di droga e alcool, spesso suicidi o incidenti stradali.

Brian Jones – 28 Febbraio 1942 – 3 Luglio 1969

Il 3 luglio 1969, Brian Jones venne trovato immobile sul fondo della sua piscina nella sua casa a Hartfield, Sussex, Inghilterra, dove era rimasto per pochi minuti. La sua fidanzata Anna Wohlin era ancora convinta che fosse vivo quando lo tolsero dall’acqua, insistendo sul fatto che ne sentiva ancora il polso. Quando i dottori arrivarono però, era troppo tardi per Brian e fu dichiarato deceduto sul posto. Il rapporto del coroner dichiarò “Morte per incidente”, e notò che il suo fegato e il suo cuore erano pesantemente compromessi dall’abuso di alcool e droghe.

Jimi Hendrix – 27 novembre 1942 – 18 settembre 1970

Il 18 settembre 1970, Jimi Hendrix venne trovato morto nell’appartamento al Samarkand Hotel. La sua ragazza Monika Dannemann, presente nella stanza al momento del fatto, racconta di come Hendrix sia soffocato da un improvviso conato di vomito causato da un cocktail di alcool e tranquillanti. Non è chiaro se il chitarrista sia morto durante la notte, come dichiarato dalla polizia, o se fosse ancora vivo all’arrivo dell’ambulanza e sia soffocato durante il trasporto in ospedale a causa del sopraggiungere di vomito in assenza di un supporto sotto la sua testa.

Janis Joplin – 19 gennaio 1943 –  4 ottobre 1970

Il 4 ottobre 1970 Janis Joplin fu trovata morta nella stanza di un Hotel a Los Angeles. L’autopsia ipotizzò una morte accidentale causata da overdose di eroina. Fu trovata 18 ore dopo il decesso con il viso riverso sul pavimento, con fuoriuscite di sangue, ormai coagulato, dal naso e dalla bocca; il corpo era incuneato fra il comodino e il letto, e da ciò si deduce la mancanza di qualsiasi riflesso teso a evitare l’ostacolo. La ricostruzione della dinamica del decesso permise al suo impresario, Albert Grossman, di riscuotere centomila dollari derivanti da un’assicurazione sulla vita, e negli anni successivi il manager si impegnò a lungo riguardo all’eredità a favore della famiglia Joplin.

Ron “Pigpen” McKernan –  8 Settembre 1945 – 8 Marzo 1973

L’8 marzo del 1973, Ron McKernan è stato trovato morto di emorragia gastrointestinale nella sua casa di Corte Madera, in California.  Anche se i suoi contributi alla band erano lentamente diminuita nel corso degli anni, gli altri membri sono stati devastati alla sua morte. McKernan fu sepolto presso l'”Alta Mesa Memorial Park” di Palo Alto in California. Garcia ha parlato al suo funerale, dicendo

“Dopo la morte di  Pigpen sapevamo tutti che questa è stata la fine degli originali Grateful Dead”.

Dave Michael Alexander –  3 Giugno 1947 – 10 Febbraio 1975

Dave Michael Alexander detto “Zander” è  noto per essere stato il bassista dei The Stooges. Abbandonò il gruppo durante il Goose Lake International Music Festival dell’agosto 1970, e non è chiaro se il motivo dell’abbandono fosse dovuto all’uso eccessivo di droghe o alcool da parte dello stesso Alexander, o se egli abbia abbandonato il gruppo perché gli altri componenti erano dediti all’uso eccessivo delle droghe. Morirà di polmonite nel febbraio 1975 ad Ann Arbor all’età di 27 anni, dopo essere stato ricoverato in ospedale per un’infiammazione del pancreas complicata da una polmonite.

Kurt Donald Cobain – 20 Febbraio 1967 – 5 Aprile 1994

La mattina dell’ 8 aprile 1994 il corpo di Kurt Cobain, deceduto ormai da 3 giorni, fu trovato da Gary Smith, un elettricista della Veca Electric, nella serra presso il garage nella sua casa. Smith vi giunse per installare l’illuminazione di sicurezza e vide il corpo steso all’interno: a esclusione del poco sangue proveniente dall’orecchio sinistro e dal naso di Cobain, Smith disse di non aver rinvenuto segni visibili di particolari traumi e pensava che si fosse addormentato. Smith trovò inoltre quella che sembrò una lettera di suicidio, ma non per l’investigatore Tom Grant. L’autopsia successivamente confermò che la morte di Cobain fu causata da un «colpo di fucile autoinflitto alla testa». Gli furono trovati anche massicce dosi di eroina nel suo sangue, circa 1,52 milligrammi per litro al momento del suicidio.

Kristen Marie Pfaff – 26 Maggio 1967 – 16 Giugno 1994

Il 16 Giugno del 1994, solo pochi mesi dopo la morte di Kurt Cobain, il corpo di Kristen Pfaff venne ritrovato, esanime, nella vasca da bagno. La causa della morte fu identificata in overdose di eroina, e la donna è stata sepolta a Buffalo nello Stato di New York al Forest Lawn Cemetery. Entrò nei Hole nel 1993, partecipando alla famosissima registrazione di Live Through This.

Amy Winehouse- 14 Settembre 1983 – 23 Luglio 2011

Alle 15:53 del 23 luglio 2011, la cantante Amy Winehouse viene trovata morta nel letto della sua casa a Camden Square. L’autopsia eseguita il 25 luglio non ha chiarito le cause. Dopo ulteriori esami tossicologici e istologici, il 24 agosto 2011 un portavoce della famiglia rende noto che:

“Le analisi non hanno rilevato tracce di sostanze stupefacenti, solo tracce di alcool, ma non in misura tale da poter stabilire se e fino a che punto l’alcool abbia influito sulla sua morte”.

Diventata popolare per la sua eccezionale voce soul e il suo indiscusso talento, ma anche per gli abusi di alcool e sostanze stupefacenti e la sua indole tendente alla autodistruzione. La talentuosa cantante nel 2007 aveva scalato le classifiche di tutto il mondo con il suo secondo album, ‘Back to Black’, lasciando senza fiato la critica musicale, senza dubbio una voce come poche altre. Sarà ricordata come uno dei personaggi del “27 Death Club”, circondati da una sorta di mistero che illumina coloro che lasciano questo mondo così presto.

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