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Vedremo i Mother Mary Mood sul palco del Rock My Life Festival 2017, e non vediamo l’ora di ascoltare il loro potentissimo Live. Conosciamoli meglio attraverso questa intervista:

1) Mother Mary Mood… un nome davvero singolare, da dove viene? Come avete avuto questa idea?

Il nome Mother Mary Mood non è da intendersi nel significato religioso a cui potrebbe erroneamente far pensare, ma allude metaforicamente al sentimento di disperazione per un’umanità che ha ormai abbandonato ogni traccia di etica e spiritualità; e proprio da questo tema si sviluppano i concetti espressi nei nostri album. Spesso per semplicità il nome viene abbreviato con l’acronimo MMM.

2) Questa band ha una storia davvero interessante, per un lungo periodo avete vissuto negli USA suonando in alcuni dei posti più significativi ed importanti. Cosa potete raccontarci di quel periodo?

Per motivi diversi ci siamo ritrovati a San Diego, CA alcuni anni fa e abbiamo così avutol’occasione di poter suonare in quell’area raggiungendo posti storici come il Whisky a go-go (tempio del rock a Los Angeles) o l’Hard Rock Hotel di Las Vegas, tanto per citare alcuni dei più rappresentativi. Superfluo dire quanto questa rimanga ad oggi l’esperienza più intensa che abbiamo avuto come band. In questo modo siamo riusciti a testare la nostra musica direttamente nella patria del rock, con un ottimo riscontro di pubblico e questo ci ha spinti a proseguire e ci ha dato una forte carica e determinazione nello scrivere la nostra musica.

3) Vedendovi sul palco si intuisce subito un certo feeling tra voi, siete anche molto amici, come vi siete conosciuti?

E’ vero, il nucleo storico del gruppo è composto da amici di vecchia data; si parla addirittura di epoca adolescenziale, senza contare che Filippo (voce) e Lorenzo (chitarra) sono fratelli, mentre Marco (basso) è loro cognato. In pratica una famiglia allargata.

4) Che tipo di musica ascoltano i Mother Mary Mood? Fra tutta la musica che ascoltate e che avete ascoltato, qual è il brano della vostra vita?

Crediamo che un aspetto interessante che caratterizza la band sia rappresentato dal fatto che anche se di base condividiamo tutti la passione per un certo tipo di rock/grunge, ognuno di noi musicalmente ha comunque delle sfumature di generi diversi e probabilmente è proprio questo che costituisce il marchio di fabbrica nelle composizioni della band. Dire quale sia il brano della vita non è cosa semplice, ma cercheremo di dirne uno che renda l’idea.

Filippo: Ramble On (Led Zeppelin)
Lorenzo: Comfortably Numb (Pink Floyd)
Marco M.: Jeremy (Pearl Jam)
Marco F.: Hey Joe (Jimi Hendrix)
Andrea: Now We Are Free (Hans Zimmer & Lisa Gerrard)

5) Invece uno dei brani della vostra discografia a cui siete più legati per un motivo particolare? Parlateci di Quello che vi ha fatto più soffrire, o il più difficile, quello che avete impiegato più tempo a realizzare…

Sicuramente ognuno di noi per motivi vari è più legato ad un brano piuttosto che ad un altro. Qualcuno potrebbe dire Legion oppure Swamp Fever, ma parlando a nome di tutti possiamo sicuramente affermare che il pezzo a cui siamo più affezionati è sicuramente History of a man, brano con cui ci siamo aggiudicati la vittoria al contest di Radio Capital nel 2015.

6) Il vostro primo album, omonimo, nel 2011 un grandissimo successo consacrato poi nel 2014 con un secondo album, Awakening. A breve un nuovo lavoro in uscita a distanza di altri tre anni… potete darci qualche anticipazione? Cosa dobbiamo aspettarci di diverso e cosa invece continua a fare da filo conduttore?

Il terzo album è attualmente in lavorazione ed è a buon punto. Senza anticipare troppo sul contenuto possiamo dire che si tratta di un lavoro a cui teniamo molto perché pensiamo rappresenti il consolidamento della band dal punto di vista compositivo, e pur rimanendo coerente con lo stile Mother Mary Mood, presenta delle sfumature interessanti soprattutto a livello di arrangiamenti. Tra non molto comunque il nostro pubblico potrà scoprire ciò di cui stiamo parlando…

7) Come nascono i brani dei Mother Mary Mood? Chi di voi scrive i testi, la musica, gli arrangiamenti… ?

Il nostro processo creativo e compositivo è alquanto lineare. Il più delle volte qualcuno di noi si presenta con un’idea in testa più o meno articolata che poi cominciamo a sviluppare insieme. Altre volte magari qualcuno ha già un’idea completa. Tutto questo per quanto riguarda la composizione della musica perché invece per quanto riguarda i testi, questi rappresentano sempre l’ultimo passo del processo, andandosi ad adattare alla musica stessa. La fase finale è quella della registrazione in studio, dove il nostro producer Alessandro Beltrame completa l’opera.

8) Che programmi avete per i prossimi mesi? L’uscita del nuovo album prevede anche un tour? Quali sorprese avete in serbo per i vostri fans?

In estate abbiamo già alcune date fissate, inclusi alcuni festival rock qui in Italia, mentre per l’autunno ci stiamo organizzando anche per un ritorno negli States. Continuate a seguirci nella nostra pagina Facebook per tutti gli aggiornamenti.

9) Vi salutiamo con un’ultima domanda… quanti altri brani avete ancora in un cassetto da trasformare in altri meravigliosi album?

Un’altra caratteristica della band è quella di essere molto prolifica nella composizione. Possiamo dire solo che ci sono già talmente tante idee da poter registrare almeno altri 2 album.

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