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Ok, lo ammetto: la mia anima ha molte più borchie di quanto tutti gli album degli Stones potranno mai contenere. Ma l’idea di andare ad una simile lezione di storia, per di più a sole due paia di centinaia di chilometri da casa, mi stuzzicava molto. Così mi sono fatta facilmente convincere. Molto facilmente! Quindi Lucca Summer Festival…sono arrivata!

Rimarrà sempre un mistero il motivo che ha spinto i Rolling Stones a scegliere Lucca come unica data italiana del tour. Molti hanno criticato aspramente la mancanza di vie di fuga nell’area del prato, ed erano voci che mascheravano una parte di paura, ma a giochi fatti il sollievo e l’entusiasmo l’hanno fatta da padroni. I severissimi e meticolosi controlli all’ingresso sono stati veramente tanti considerata la portata dell’evento, rendendo il concerto stesso qualcosa di spettacolare e coinvolgente come solo dei mostri sacri della portata degli Stones possono fare.

Il colpo d’occhio delle mura illuminate e gremite è davvero spettacolare, il tempo di una birra e i The Struts, il gruppo spalla glam-rock inglese con 8 anni di attività anche se sconosciuto ai più, inizia a suonare. Il frontman (sosia di un giovanissimo Freddie Mercury) riesce a coinvolgere tutti con canzoni travolgenti che trasportano subito il pubblico nel mood giusto per la serata.

E poi arrivano loro. Una partenza con il botto e il diavolo che strizza l’occhiolino al pubblico: “Sympathy for the devil” ha riscaldato subito la platea gremita e scalpitante formata da almeno tre generazioni unite dalla stessa energia che i quattro ragazzacci inglesi hanno sprigionato fin dalle prime note contagiando tutti. Non può essere altrimenti quando gli Stones sono sul palco, come se non fosse passato un solo anno ad appesantire le loro spalle.

Il #Nofilter tour si è preannunciato come uno show concentrato sugli elementi essenziali dell’evento: i personaggi che lo compongono e le canzoni che lo esaltano. Senza sovrastrutture di effetti speciali che ne avrebbero alterato la genuinità e la bellezza. E così è stato. I maxi schermi si sono concentrati esclusivamente su Mick, Keith, Ronnie e Charlie, e su gli altri membri dello spettacolo. Ancora una volta la musica è stata la vera protagonista. Il contatto diretto tra gli artisti e il pubblico non è mai mancato. Così come vari omaggi all’Italia durante le ‘conversazioni’ in italiano forzato ed in inglese, con qualche perla indimenticabile: Mick “Eccheccazzo!”, Keith “Alla faccia di chi ce vole male!” E che dire della versione italiana di “As tears go by”? Grazie Mick…apprezziamo l’impegno, senza nulla togliere alla tua voce, ma la grammatica italiana e il rock non vanno granchè d’accordo! Rock e non solo… Infatti l’animo blues del gruppo si è manifestato prepotentemente ed il repertorio non ha certo deluso: grandi classici come “Honky tonk women”, “Paint It Black”, “Jumpin’ Jack Flash”, “Tumbling Dice” e “Brown Sugar” si sono susseguiti per due ore intense e immancabile “Satisfaction”. La canzone scelta dal pubblico è stata “Let’s spend the night together”, mentre quella esaltata dalla bellissima voce femminile di Sasha Allen niente di meno che “Gimme Shelter”.  E Keith ha rubato il microfono a Mick per “Slipping away” e “Happy”.

Uno spettacolo intenso, con questi quattro veterani che hanno costantemente sprizzato energia da tutti i pori. Non si può non ammirare chi sa tenere il palco e l’attenzione delle persone in questo modo! E dopo il bis, anche i fuochi d’artificio hanno illuminato le ultime note di uno show grandioso, un pubblico esaltato e appagato e una location suggestiva.

Non ci saranno state tutte le borchie che piacciono a me, ma non mi sarei mai perdonata se mi fossi persa questa serata memorabile. Sarà scontato, ma…I know it’s only rock ‘n’ roll but I like it…..!!!

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