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Alcune serate nascono in modo strano, ti capita sott’occhio un evento glam rock al quale non si può assolutamente mancare. Poi, appena un giorno prima, scopri che uno dei due gruppi non potrà partecipare, ma il locale è riuscito a organizzare un’apertura di serata con degli altri ragazzi, nostre vecchie conoscenze. Volevamo andare a tutti e costi e così abbiamo fatto.

Arriviamo all’Exenzia Club, a Prato con un po’ di anticipo e ci ritroviamo subito a scambiare qualche parola con i ragazzi che hanno appena finito il sound check. Si sente nell’aria l’atmosfera di divertimento e amicizia. Ma si sa, la musica fa questo effetto.

All’interno del locale alcuni gargoyle ci guardano dall’alto e qualche teschio ci accoglie al bancone del bar. L’ambiente è poco illuminato, atmosfera cupa, ma non riesce a toglierci la voglia di scatenarci sottopalco!

Ecco i ragazzi che iniziano a salire sulla scena. Marco, Alex e Max, gli Heavenly Nights, questa sera orfani del loro cantante David, che non è potuto essere presente, hanno cercato di non deludere le aspettative chiamando ad esibirsi un loro il vecchio amico, Antonio ‘il Duca’ che per un periodo è stato anche il frontman della stessa band. Iniziano subito con la canzone che da il nome al gruppo, e si parte con il botto!

Gli Havenly Nighys vanno giustamente fieri delle loro canzoni inedite, ma non disdegnano ogni tanto di strizzare l’occhio a dei grandi classici del glam anni 80, così tra una romantica ‘Just a woman’ e una scatenatissima ‘Heartbreaking nights’ trovano posto anche i Poison, i Bon Jovi e gli Skid Row. Il nostro animo di rock un pò vintage trova estrema soddisfazione in queste cover, così come nelle loro canzoni che non fanno certo rimpiangere i classici della nostra adolescenza.

E proprio ‘You give love a bad name’ offre lo spunto per una sorpresa: viene chiamato sul palco un ragazzo del pubblico che si ritrova, microfono in mano, a cantare tutta la canzone dei suoi beniamini (eh si, la band che non ha potuto partecipare era proprio una tribute dei Bon Jovi). E’ innegabile che gli Heavenly Nights hanno la capacità di entrare facilmente in sintonia, sia con chi li sta ad ascoltare, sia tra di loro. Non dimentichiamo che il cantante, come ha dichiarato lui stesso, era lì ‘di passaggio’, improvvisando una collaborazione all’ultimo minuto.

Un veloce cambio palco e diventano padroni della scena i Mötley Gäng, tribute di Milano, riconosciuta nel 2015 dallo stesso Nikki Sixx come tributo ufficiale dei Mötley Crüe.

E non c’è storia: dopo l’ intro di ‘Kickstart my heart’ parte a ruota ‘Wild side’ ed è subito delirio.

Stanno davvero suonando Joe, Mark, Hox e Riga? Perché non è facile notare le differenze con le canzoni originali! Se non fosse per gli intermezzi parlati in un misto tra milanese e toscanaccio sembrerebbe davvero di scatenarsi sotto palco con Nikki, Vince, Mick e Tommy.

E’ bello ed emozionante ascoltare anche i brani che non troppo spesso vengono riproposte dai Crüe: ‘Primal scream’, ‘Red hot’, ‘On with the show’ e ‘Looks that kill’

Non mancano i classici come ‘Shout at the devil ‘ e ‘Ten seconds to love’ che Joe giustamente ci ricorda essere stata censurata un po’ ovunque quando uscì nell’83. Per poi passare alla scanzonata ‘Smoking in the boys room’ e la pietra miliare ‘Live wire’. Ma il vero spettacolo arriva con Girls girls girls (di cui proprio quest’anno ricorre il trentennale) perché vengono chiamati sul palco a fare il coro un bel gruppo di ragazzi del pubblico.

Bhè, sembra proprio che questa serata sia una gran festa, in cui chi è venuto per assistere, non può e non deve limitarsi a cantare e applaudire, ma deve far parte dello spettacolo stesso. Raramente capita una integrazione così forte tra chi sta sul palco e chi sotto, e la soddisfazione di assistere e partecipare in modo diretto ad un evento simile rende indimenticabile a serata, per tutti i presenti.

Un plauso a parte va fatto anche alla scelta dei brani quasi tutti tratti dai primi album della band, tra il 1981 e il 1987. Una storia indiscussa che è sempre una soddisfazione riascoltare.

Unica piacevole eccezione è stata ‘Motherfucker of the year’, di ‘soli’ 9 anni fa.

Ed è con una trascinante ‘Dr. Feelgood’ ed un coro emozionante di ‘Home sweet home’ che la serata si conclude in bellezza.

Non ci resta che dare ragione a Nikki Sixx: questi ragazzi sono proprio dei grandi interpreti. E la serata è stata un successo. Divertimento, ottima musica ed anche un po’ di emozione per essere state catapultate nel passato a ballare sui ricordi.

Come dicono i Crüe, e come ci hanno appena ricordato i Mötley Gäng: ‘All in the name of rock ‘n roll!”

HEAVENLY NIGTHS:

Heavenly nights

Still alive

Fallen angel

Just a woman

Beautiful and dangerous

You give love a bad name

Fast and dead

Heartbreaking nights

18 and life

MOTLEY GANG:

Wild side

All in the name of Rock

Shout at the devil

Primal scream

Ten seconds to love

Red hot

On with the show

Motherfucker of the year

Too young to fall in love

Looks that kill

Smoking in the boys room

Live wire

Louder then hell

Girls girls girls

Home sweet home

Dr Feelgood

(A cura di Anna Paladin)

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