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Arriva quasi per caso tra le mie mani questo album, in un giorno in cui la prima pioggia annuncia l’arrivo dell’Inverno portando con sè la sua voglia di leggerezza e il bisogno di passare qualche ora senza pensieri. Atmosfere che richiamano i tramonti in riva al mare passati intorno ad un falò con una chitarra e pochi buoni amici. Melodie che evocano il sound tipico delle sonorità brasiliane calde ed avvolgenti. Ritmiche fresche, dinamiche e pulite ma con un’attenta ricerca del dettaglio e del particolare che rendono accattivante l’ascolto avvolgendoci in una rassicurante coperta di Linus.

I primi due brani, “aria acida” e “posso dirti che” ci introducono subito nell’atmosfera che ci accompagnerà per l’intero album. Poche manciate di minuti per ogni pezzo in cui ci viene voglia di lasciarci andare allo spirito scanzonato con cui vengono raccontate tematiche anche molto profonde, ma sempre con la leggerezza della giovane età dell’artista che ci invita a prendere le cose più pesanti “senza pensieri“, titolo che dà il nome all’album. “Tempo” è la traccia che troviamo esattamente a metà disco, un brano che spezza un pò e si diversifica da tutto il resto per le sonorità quasi orientali che che sembrano così care all’autrice dalla voce vellutata e carezzevole, un timbro finalmente fuori dagli schemi delle voci ormai tutte un pò omologate. Un pò come raccontato in “io zingara“, il coraggio di essere se stessi in un mondo che ci vuole sempre legati a degli schemi e che ci imprigiona in strutture musicali che qui sembrano essere superate in modo naturale, pertinente e piacevolmente sorprendente.

Un giro veloce sul brano numero sette “assillo” in cui con estrema leggerezza ritmiche ipnotiche quasi reggae accompagnano il ritornello “nessuno ti potrà dare più di me che sono morfina, prendine ancora un pò…” strizzando l’occhio in modo ammiccante, e anche autoironico per certi versi, alle dinamiche dei rapporti interpersonali.

Arriviamo dunque all’ultimo brano che con un colpo di coda rhythm and blues spezza totalmente da tutto il resto concludendo il meraviglioso viaggio all’interno di questo grande lavoro “anche senza di te” chiude come lo zucchero in fondo alla tazzina del caffè.

Un album in cui possiamo trovare davvero ogni tipo di sonorità, tracce che suonano con un mood un pò blues nostalgico alternato alle percussioni che alleggeriscono questa corsa trai vicoli di un antico paese, un album che parla di vita e di emozioni, che racconta in modo giovane e fresco i pensieri profondi di una giovane Serena Matù che presta la voce ai battiti del suo cuore. Questo album è un sole al tramonto, un caldo plaid in una sera d’inverno che ti sorprende però come una leggera pioggia d’estate. Un bellissimo progetto realizzato con impegno e passione, scoperto per caso ed amato per scelta.

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