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Quattro bands sul palco, due americane e due svedesi, il giusto mix per una data che il Live Music Club non dimenticherà facilmente. Raccontare questo grande concerto a chi non era presente il 10 Novembre a Trezzo d’Adda non è un’ impresa facile. Già gli Hardcor Superstar da soli potrebbero bastare ad infuocare letteralmente la platea, ma a dividere la scena con loro ci sono anche altre tre travolgenti bands che sembrano essere lì apposta a scaldare l’atmosfera ed il palco, per uno spettacolo che si farà ricordare per molto tempo. Ad aprire Madame Mayhem con il suo stile quasi dark ma assolutamente rock ed eclettico in ogni suo aspetto per una performance molto teatrale che inizia a far salire l’adrenalina sotto al palco. Il locale comincia a riempirsi e si preparano ad entrare in scena i vicini di casa degli Hardcore, i The Last Band direttamente da Gotheborg, che cominciano ad introdurci nel mood della serata movimentando decisamente la scena con il loro sound glam energico e coinvolgente. Giochi di luci sul palco ed un impianto tutto nuovo installato per l’occasione che suona davvero da paura, spettinando le prime file con i potenti bassi.
Il Live Club ormai è pieno, fans in disibilio che si accalcano sotto al palco, al piano superiore e persino sul ballatoio delle scale. Sembra che vengano giù i muri e l’atmosfera è sempre più calda fino a che tutti cominciano a richiedere a gran voce “Fozzy, Fozzy, Fozzy…

“Le Star più attese della serata insieme agli HCSS, sono senza dubbio loro, la band di Chris Jericho che con tutta la sua imponenza ed i suoi muscoli entra a dominare il palco. Pantaloni e giacca di pelle nera attillati con borchie luccicanti che mettono in risalto il suo fisico scolpito. Adesso il pubblico femminile è davvero su di giri e parte un pogo scatenato che diventa incontenibile man mano che lo show incalza.
Non si risparmiano davvero i Fozzy che interagiscono con il pubblico coinvolgendolo con brani che tutti urlano a gran voce mentre il livello alcolico comincia a salire. “Avete già il nostro ultimo album?” Chiede Chris scherzando con i fans. “Certo che sì!!” Urlano da sotto.

“…Ok adesso potete continuare a mentire e ad agitare le mani”. Un grande spettacolo quello che hanno portato sul palco, anche a suon di SOS degli Abba, (cover magistralmente riarrangiata e reinterpretata nell’album ‘Do you wanna start a war’). Macchina del fumo imbracciata da Jericho e sparata direttamente sulle prime file in delirio, la serata è all’apice del divertimento e del coinvolgimento in un locale saturo, pieno e movimentato. Una data decisamente sold out e riuscita alla perfezione. Ma il pubblico aspetta loro, la band che molti hanno già visto dal vivo anche quattro o cinque volte, la band che sul palco porta non solo un concerto ma un vero e proprio show, gli Hardcore Superstar!

Il pubblico è in disibilio, chiedono gli Hardcore e il pogo continua ad incalzare tra le prime file. Buio sul palco, cono di luce azzurro e Jocke Berg in piedi sulle casse. E’ così che comincia lo spettacolo: Beg for it, Liberation e My good reputation, partono alla grande con una massiccia dose di potente Glam metal, facendoci assistere ad un vero spettacolo che supera ogni limite di sobrietà, contegno e compostezza, perché loro sono tutt’altro, come dimostrano i livelli di tasso alcolico raggiunto a fine concerto anche sul palco e quello di eccitazione della platea presente al Live, tanta bellezza statuaria che tra sudore e performance ammiccante di Jocke e company scatena gli animi ad ogni pezzo, ce ne regalano davvero tanti, toccando praticamente tutti gli album della loro lunghissima carriera passando da Dreamin in a casket, a Wild boys, Touch the sky, Someone Special, Have a mercy on me, Above the law e Moonshine. Un’esplosione di energia e di adrenalina che si propaga veloce come una scossa elettrica fra tutti i presenti. La band si scatena senza concedersi un attimo di tregua, la performance è tutta un’escalation di scatenato entusiasmo e riff supersonici sparati a tutta velocità. Con tanto di bandiera tricolore italiana indossata come mantello, Jocke ringrazia il numerosissimo pubblico dichiarando di amare la nostra Patria. Una pioggia di coriandoli esplode sul palco con getti potenti della macchina del fumo illuminato da mille luci, a questo punto all’apice di ogni emozione umanamente impossibile da descrivere, arriva la sorpresa finale, una tradizione per i nostri Svedesi. Il chiosco e l’ammucchiata di gente sul palco pieno fino a scoppiare, con relativo giro di Jägermeister offerto dalla band mentre il brano che fa da sottofondo, neanche a dirlo, è Last call for Alcohol. Sul palco Jocke cede il microfono al singer dei The Last Band che canta alcune strofe del pezzo e a servire gli shottini un barman d’ eccezione, Chris Jerico dei Fozzy. La band interagisce fino allo stremo con il suo pubblico, che lancia sul palco magliette e chissà che altro, Jocke sdraiato sui coriandoli a pelle d’orso sul palco e il gran il finale affidato ad una “We Don’t Celebrate Sundays” che fa tremare persino le pareti del Live Club. Ne abbiamo abbastanza?! No, non è mai abbastanza quando assistiamo a serate di questa portata, il nostro unico desiderio adesso è poterli rivedere di nuovo in Italia per il prossimo tour. A presto ragazzi, see you on the road again.

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