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Who’s the Monster?

Questo il tema attorno al quale girano le dieci tracce contenute in un album che sembra avere davvero tutti gli ingredienti dosati a dovere per essere un grande successo. Una realtà nuda e cruda quella che viene affrontata brano dopo brano, una realtà in cui tutti i mostri (o per meglio dire gli zombie) vengono sviscerati uno ad uno e raccontati senza mezzi termini o compromessi.

Una società che ci sbatte in faccia la dura realtà con cui ognuno deve faticosamente fare i conti. Questo mettono i Drive me dead nei loro potentissimi colpi di batteria e in queste tracce infuocate che lasciano un bel segno sulla pelle, che sembrano davvero affronate con un punk/rock duro, grezzo e sporco i demoni che vengono a trovaci appena calano le tenebre.

Un album pieno di energia, mozzafiato, che scorre via brano dopo brano per un disco suonato alla vecchia maniera. Nessuna contaminazione, nessuna influenza ma uno stile proprio che la band porta fino in fondo come un vestito cucito su misura per loro. Con questo album i Drive me Dead ci hanno regalato un ottimo lavoro che a nostro parere potrebbe essere la colonna sonora perfetta per un film poliziesco in cui si scontrano buoni e cattivi, guardie e ladri, ma anche demoni e forze oscure….del resto respiriamo questo tipo di sensazione persino rigirando tra le mani la copertina dell’album disegnata ed illustrata da Sergio Gerasi, già conosciuto per le illustrazioni di Dylan Dog.

Questa è la sensazione che proviamo ascoltando l’intero lavoro, un racconto ben strutturato su una scenografia a tratti surreale, nessuna ballad di rito inserita tra le dieci tracce ma due tributi che ci lasciano letteralmente a bocca aperta. Un brano dal titolo Lemmy’s Ghost in cui possiamo persino sentire un richiamo voluto alle sonorità tipiche dei Motorhead in cui per una volta il buon Lemmy strizzerebbe l’occhio compiaciuto e si alzerebbe in una standing ovation. Come non parlare poi del brano che chiude il disco, la cover che non ti aspetti, ma così ben reiterpretata e riarrangiata dai Drive me Dead che sembra quasi essere un brano nato nel loro garage per caso in una sera di mezza estate, magari dopo un paio di birre in più. Così dopo avere fatto un viaggio attraverso mostri, zombie e fantasmi del compianto Lemmy, una bella corsa a tutta velocità a bordo di una decapottabile con Summer 69 al massimo volume ci fa trovare quella luce in fondo al tunnel con cui torna finalmente il sole mentre gli zombie fanno rientro nelle viscere della terra.

Gran bel lavoro ragazzi!!!

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