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Oggi viviamo in un mondo innegabilmente social, in cui tutto, o quasi, è affidato a facebook, twitter, instagram… è la vetrina della nostra vita. Ma davvero pensiamo di sapere tutto su come funziona, su come ottimizzare i post, su come promuovere la nostra band?
In questo articolo tenteremo di fare chiarezza su alcuni aspetti e dare qualche spunto di riflessione a chi si affaccia per la prima volta sui social o a chi desifera migliorare la propria visibilità.
Basandoci su quello che spesso ci chiedono le bands e gli artisti, facciamo anzitutto una distinzione fondamentale: è più importante il sito web o la pagiana facebook? Sono due cose molto diverse, che hanno obiettivi diversi ma che sono ugualmente fondamentali.
Il sito web è la “casa” della band, il luogo nel quale è possibile comunicare in modo ufficiale notizie, informazioni, nuove uscite, ecc. È il posto dove, magari, vendere il proprio disco, integrando nel sito le funzionalità e-commerce. È la piattaforma giusta per far iscrivere i fan alla newsletter ed il biglietto da visita per i direttori artistici o i magazine del settore, la presentazione professionale ed aggiornata costantentemente del prodotto che state vendendo.
I social sono altrettanto importanti per motivi diversi. Sono utilissimi per ridurre la distanza tra la band e il pubblico in quanto permettono una comunicazione più diretta, veloce, semplice, informale. Sono il posto giusto per condividere fotografie, idee, spunti di riflessione; sono lo spazio dove chiedere consiglio al pubblico su qualcosa (titolo del nuovo album, titolo di una canzone, scaletta dei pezzi da suonare live, ecc.) coinvolgendolo nei processi decisionali della band. Per esempio, si possono condividere con la funzione live di Facebook anche momenti della vita di una band, come ad esempio le prove, avvicinando i fans e le persone che seguono la band.
Coinvolgere il pubblico con contenuti interessanti e di valore è infatti un fattore fondamentale per il successo di questo tipo di attività.
Quando pensiamo ad un musicista, pensiamo innanzitutto alla sua arte. Ed è giusto così, perché band e cantautori comunicano prima di tutto attraverso la loro musica, regalandoci emozioni. Però, è anche vero che, se un artista vuole emergere, deve curare la propria immagine e con essa la qualità della propria comunicazione.
Ma quali sono le tecniche che una band o un singolo musicista devono adottare per comunicare con efficacia sui media?
Il social media marketing serve per dare maggior visibilità agli artisti. Il musicista è un artista e quasi sempre non ha il tempo materiale per curare i propri account sui social network o per curare la produzione di contenuti sul sito e la loro ottimizzazione SEO (Search Engine Optimization, ovvero tutte quelle tecniche volte ad ottimizzare e migliorare la visibilità di un sito web sui motori di ricerca), ma questo è fondamentale per la crescita e lo sviluppo del proprio lavoro. Gli artisti non hanno bisogno di visibilità solo per vendere il disco, ma anche per farsi conoscere da nuovi fan e per avere un seguito ai concerti. Naturalmente, avere le proprie pagine social ben curate è anche un buon biglietto da visita per presentarsi a un’agenzia, a un’etichetta o ad un direttore artistico di un locale.
Parliamo ora dell’electronic press kit. Beh, la tecnologia va avanti e le bands devono adeguarsi. Una volta, per farti conoscere dalle case discografiche, inviavi per posta una copia del vinile o un nastro inciso (cioè le vecchie musicassette, quante canzoni abbiamo portato avanti con la matita?), una copia cartacea della biografia della band, le foto e i relativi riferimenti di contatto. Poi sono arrivate le e-mail, quindi tutto il vecchio “cartaceo” si è trasformato in allegato Word e JPG, e i pezzi su CD sono diventati allegati in formato mp3.
Ora siamo nel 2018 e già da un pò sono nati gli EPK. Il press kit elettronico è una pagina web. Aprendola, trovi tutto davanti a te: biografia del gruppo, foto, un teaser video, i pezzi ascoltabili direttamente dalla pagina e i link ai social network.
Tutto è più rapido: apri il tuo programma di posta elettronica, clicchi su nuova e-mail, fai copia e incolla del link al tuo EPK e premi il pulsante di invio. (Attenzione: per alcune case discografiche vale la norma di non affidarsi solo all’EPK, ma anche all’invio fisico del proprio materiale).
L’EPK è molto utile soprattutto per farsi conoscere nei locali, visto che la maggior parte di essi non ascolterà mai la copia del disco che gli si è regalato. Oppure l’EPK è anche utile per essere trasmesso a locali di altre regioni, cioè in posti in cui, altrimenti, sarebbe stato molto più difficile arrivare.
Siamo così arrivati ad un altro punto: il management. Qui la faccenda è sensibilmente più complessa e delicata da spiegare.
Partiamo da qui: probabilmente, non tutti sono a conoscenza che il mercato musicale, sopratutto per i generi come il rock, il punk, il metal e affini, è in uno stato di crisi nera. E ciò avviene soprattutto (tanto per cambiare) in Italia.
Il nostro Paese è vecchio e ignorante. L’Italiano medio ascolta tutto quello che le radio trasmettono, perciò tutto quello che va di moda in quel momento. Gli Italiani comprano tutte le compilation in voga con i tormentoni da spiaggia ecc… Poi magari non sanno che il vicino di casa è il bassista di una band metal italiana che è famosissima nel resto del globo e che suona date sold out ovunque, tranne che in Italia.
Il pubblico rockettaro nostrano predilige l’ascolto della musica di artisti Inglesi o Americani, perché se sono stranieri sono fighi, mentre l’artista italiano che suona rock o metal non è considerato. Come mai? Ce lo chiediamo da anni, e non sappiamo darci risposta.
Purtroppo, questo si ripercuote sullo scenario dei locali che, sono sempre meno inclini a dare la possibilità alle band di esibirsi. E quei pochi che lo fanno, per esser sufficientemente sicuri di coprire le spese, contattano cover band e organizzano “tributi”, non dando quasi mai spazio agli artisti emergenti.
Così, in linea di massima, succede che i locali pretendano che le band emergenti gli riempiano la sala. Per fortuna, esiste anche qualche raro locale che è pure ben rodato (sempre troppo pochi però) che non si pone il classico problema del “ma quanta gente mi portate?”, e che dà spazio anche alla musica emergente.
Un altro problema, per il quale il mercato della musica emergente soffre, è che molti musicisti agli esordi credono di essere il Jimmy Page o il Robert Plant della scena musicale odierna, e spesso commettono errori enormi che rischiano di fargli “bruciare” il progetto (magari anche di buon livello), perché non sanno gestirlo. Ed è qui che può essere utile il manager/promoter, una figura che fa in pratica da papà alla band.
Un manager si occupa del musicista e del suo progetto musicale, e fa di tutto per far crescere, al meglio, entrambi. Il manager si prende la responsabilità di decidere che cosa è bene e che cosa è male per gli artisti, studia le varie etichette a cui proporsi, contatta le agenzie di booking, crea l’ufficio stampa. Il manager conosce tutte le necessità di ogni singolo componente di una band, si interfaccia con tutte le figure che collaborano al progetto musicale.
Insomma: il manager è la figura che si becca tutte le rogne. Ma ha anche la soddisfazione più grande, quella di veder crescere la “propria” band, giorno dopo giorno.
Quali sono allora i primi passi da compiere per presentarsi in modo professionale e competitivo?
La prima cosa da fare è sistemare la propria pagina Facebook. Ormai tutti ne hanno una, ma spesso vediamo dei veri e propri orrori di gestione… Una band che contatta un’etichetta per entrare nel suo roster, scrive lasciando il link nella mail alla pagina Facebook. Capita spesso di vedere questo: foto di baci con le fidanzate, foto dei loro idoli, post di grigliate, qualche foto della band sul palco, post contro le major (cioè le case discografiche più grandi) o contro alcuni musicisti e altre cose di questo tenore.
Questo è il primo passo per sotterrare la propria band.
Avere una pagina Facebook curata significa eliminare tutto ciò che non è attinente al progetto musicale. L’immagine è tutto.
Questo è il primo consiglio, Il secondo, naturalmente, è di iniziare ad aprire anche profili su altri social network. (instagram, Twitter…)
Una band già avviata invece (e quindi più affermata) ha già una bella presenza sul web. In questo caso, bisogna capire dove la band è più carente e perché, e lavorare al meglio sul canale web per potenziare il ritorno d’immagine.
Tanti gruppi hanno dei canali YouTube poco curati: pubblicano qualsiasi video, anche dei live che sono osceni a livello qualitativo. Quando inizi a non essere più un emergente, queste attenzioni fanno la differenza.
Più di una volta le grandi etichette o le direzioni artistiche più prestigiose hanno evitato di contattare delle bands perché avevano profili molto frequentati ma zeppi di contenuti scadenti, oppure trovare su Facebook una band con molte migliaia di like, ma il cui ultimo post risale a molti mesi prima, dà l’idea che alla band stessa non interessa far conoscere il proprio lavoro.
Altre bands hanno su Twitter decine di migliaia di followers e ogni tweet pubblicato è legato alla piattaforma SoundCloud. In pratica: Twitter non lo usano mai direttamente.
Molte bands, lasciano senza risposta i messaggi dei fans. “Non ho tempo”, ma così il fan lo perdi. Attenzione.
Altra cosa molto importante da tenere in considerazione è ragionare anche da fan e non solo da musicista: pensare a che cosa ti piacerebbe leggere tra i contenuti e gli aggiornamenti di stato che riguardano il tuo artista preferito e proporre lo stesso a chi segue te.
Evitare foto imbarazzanti della tua band, sono divertenti per chi le pubblica, ma non sono professionali. Rispondere sempre ai fans e ai tuoi followers, far vedere che la band è presente e che è lì per loro.
Rendere vive le pagine social con aggiornamenti sul progetto musicale, date dei concerti, locandine, eventi.
Non atteggiarsi a rock star: l’umiltà è vista meglio.
Non collegare Twitter a Facebook, ma pubblicare su entrambi contenuti ad hoc.
Adesso vediamo come ottimizzare i post su Facebook:
Quando pubblichiamo qualcosa sulla pagina Facebook o sul nostro profilo personale, essa sarà visibile solo ad una piccola parte della nostra sfera sociale, che la vedrà nel proprio flusso di notizie.
Circa il 95% dei contatti o dei fans non vedranno nulla, grazie ad un algoritmo di Facebook che si chiama Edge Rank. (Recentemente rivisto ed ottimizzato a selezionare ulteriormente quello che deve essere visibile, quindi ancora più restrittivo).
Ogni minuto su Facebook sono inseriti circa 694 mila messaggi ed è davvero difficile far sapere che ci siamo anche noi.
In pratica Edge Rank prende in considerazione alcuni elementi per stabilire se il messaggio merita di apparire nel flusso dei nostri amici o dei nostri fans, in rapporto ad un altro messaggio, pubblicato da un’altra persona in relazione con lo stesso nostro contatto o fan.
Facebook cerca quindi di offrire contenuti che siano coerenti e pertinenti, facendo affidamento su tre elementi:
l’affinità con ogni membro della sfera sociale
il peso delle interazioni
un fattore tempo collegato alle pubblicazioni
Anche se apparentemente semplice, il sistema ha pesi diversi ed è certo più complesso.
Sarebbe il caso di prestarci attenzione, individuando alcune pratiche che possono migliorare la presenza e la diffusione dei contenuti.
1 – Cercare l’interazione con altri utenti
Se Edge rank si basa sulle interazioni che hai con gli altri partecipanti alla nostra comunità, cerchiamo di avere un numero alto di reazioni alle nostre pubblicazioni (non conta tanto il numero di like sulla pagina ma il numero di interazioni con il post, like, commenti e condivisioni dello stesso). Chiedere qualcosa e cercare di avere delle risposte, serve per avere più opportunità per essere visibili, che si tratti di un Like o di un commento. Ma consideriamo anche che le persone sono su Facebook in una condizione di relax, e rispondere è sempre uno sforzo. Quindi creare post dinamici, che stimolino curiosità o che invoglino a scriverci.
2 – Variare le pubblicazioni e gli interessi
Temi specifici accontentano una nicchia molto interessata, e la varietà di argomenti raccoglie un numero superiore di partecipanti. Si tratta di trovare un giusto equilibrio tra informazioni varie e complete.
3 – Essere regolari con l’esposizione
Il rapporto con i nostri visitatori è misurato in un periodo di tempo. Se si mantiene un ritmo costante di pubblicazioni, potrebbe essere utili variare i temi in funzione dei giorni, potrebbe essere utili ordinarli in categorie. La chiave è la regolarità che è diverso dalla routine. E la norma dovrebbe essere: preferire contenuti di qualità.
4 – Promuovere la pagina Facebook
E’ strano che ci siano ancora bands che non promuovono la loro pagina Facebook, non la citano nel loro sito, non la mettono nella newsletter. Non è difficile, e Facebook mette a disposizione tanti strumenti, personalizzabili e facilmente configurabili.
5 – Puntare alla qualità prima che alla quantità
La domanda potrebbe essere: se la visibilità dipende dal numero delle interazioni, la soluzione migliore è quindi pubblicare in modo massivo ? Non esattamente.
Dare importanza alla qualità significa non annoiare l’utente. Pubblicare massicciamente rischia la saturazione e può produrre effettivi negativi. L’obiettivo è sempre pubblicare il giusto messaggio, nel posto giusto, nel momento esatto. Mediamente 2 o 3 post al giorno in orari specifici mantengono alta l’attenzione dell’utente e aumenta la probabilità che l’algoritmo ne renda visibile almeno uno arrivando al nostro pubblico.
6 –Individuare giorni ed orari migliori
Studi statistici hanno rilevato che i giorni di minore affluenza sul web, oltre al week-end e i festivi, sono quelli di inizio settimana, quindi concentriamo i nostri post migliori nei giorni di mercoledì e giovedì, nelle fasce orarie in cui è più facile che un utente visiti Fb. 7.00 /13.00/19.00. a meno che non si tratti di far girare un evento promozionale, un lancio di un nuovo prodotto, video…. In quel caso è utile pubblicarlo dal primo giorno della settimana e farlo girare in modo da avere più tempo e possibilità di essete visualizzato.
7 – La sola presenza su Facebook non garantisce visibilità. Dobbiamo avere discernimento e capacità di agire con intelligenza. Sfruttare la visibilità per proporre una buon post è un’operazione intelligente, proporre sempre immagini con una piccola descrizione, né troppo lunga né troppo breve, questo aumenta la possibilità che gli utenti sentano la necessità o abbiano voglia di lasciare un commento o un like, quindi l’algoritmo farà proporre il post a facebook nelle notizie visibili. Pubblicare un’immagine, soprattutto se fondamentale per la nostra promozione o visibilità, solo con un paio di ashtag senza raccontare niente è totalmente controproducente perché l’utente non si sente coinvolto, non sarà interessato e si sentirà trascurato, sembrerà che abbiamo messo lì a caso due cose solo per farli conteti. Ricordiamo sempre che i nostri fans sono lì per noi e si nutrono di ciò che raccontiamo.
8 – Scegliere e variare i supporti
Il massimo risultato con il minimo sforzo lo si ha quando si variano contenuti e mezzi. Un link, un video, un gruppo di tre foto. Il nemico principale è la routine e la consuetudine. Ogni tanto sorprendi la tua comunità.
9 – Non limitare i contenuti
Al fine di mantenere un ritmo costante, una buona coerenza e contenuti efficaci, facciamo anche appello ai contenuti pubblicati su altre pagine dando uno spazio di condivisione. In questo modo non solo abbiamo continuità nella pubblicazione, ma costruiamo anche note differenti dall’ordinario. Per esempio condividere post di altre pagine che parlano di noi, una pubblicià, un’intervista, una recensione, una gallery di un nostro evento…
Possiamo avere l’apprezzamento dei nostri fans, ma potremmo anche lavorare per costruire relazioni importanti con altre aziende o contatti importanti.
10- ottenere maggiori visite sulla pagina e aumentare i followers
Individuare con precisione quale pubblico voglaimo raggiungere e soprattutto quale obiettivo ci siamo prefissati. La nostra pagina professionale non deve mai essere “contaminata” con contenuti privati, questo ne sminuisce la professionalità e la credibilità. Tenere alta l’attenzione dei visitatori con piccole strategie come la creazione di un contest, racconti o immagini inedite che generano curiosità
(back stage, piccoli gossip, curiosità riguardanti la nostra attività) cose che saziano la curiosità di chi visita la nostra pagina.
11- Perché i social sono così importanti
I social sono fondamentali perché sono il nostro biglietto da visita, raccontano chi siamo, ma soprattutto mostrano a chi si avvicina a noi per la prima volta, la qualità del nostro lavoro.
I tre bacini fondamentali sono facebook, twitter e instagram. Nessuno dei tre è sottovalutabile, perché ognuno di loro ha degli utenti differenti, quindi posiamo raggiungere anche un pubblico differente, ad esempio chi non ha facebook può essere comunque assiduo “frequentatore” di instagram o twitter o vice versa. Se abbiamo un sito web, è fondamentale tenerlo aggiornato costantemente, rinnovare grafiche e contenuti, e questo deve necessariamente andare di pari passo con gli altri social, perché se nel sito vengono inseriti i link ai social non possiamo permetterci di avere un lavoro eccellente da un lato e decadente dall’altro. La professionalità e la qualità deve essere portata avanti di pari passo ma soprattutto in modo omogeneo per non creare confusione nell’utente che vuole conoscerci ed interagire con noi. Daremo in questo modo anche l’idea che noi per primi teniamo alla nostra immagine e ci occupiamo di noi stessi perché il nostro è un buon lavoro e vale la pena tenerlo in considerazione.
Strategie di comunicazione per una band
Una band che ha alle spalle una produzione di un certo spessore e che cerca di affermarsi facendo la differenza dalle altre realtà simili alla propria, deve lavorare non solo sulla propria immagine, ma anche sul modo di proporsi e soprattutto sui rapporti con gli utenti, le webzine, i direttori artistici e chiunque ruoti intorno al loro lavoro.
– Un primo passo fondamentale consiste nel curare in maniera omogenea e professionale ogni canale (sito web, social….)
– non escludere mai dai ringraziamenti o condivisioni sulla propria pagina chiunque parli di noi, che sia una recensione, un’intervista, una galleria fotografica, una partecipazione radiofonica… non possiamo condividere una recensone dimenticandoci di un’altra, questo attira “antipatie” da parte di chi ci ha recensito e ci mostra ingrati anche agli occhi degli altri. Il mondo “giornalistico” è solidale e comincerà a diffondersi l’idea che quella band non ha mostrato gratitudine, non avranno più voglia di supportarci o condividere le nostre promozioni.
Ogni direttore artistico di un locale riceve mediamente 40/50 richieste al giorno di band che vogliono esibirsi nel proprio locale. Il modo in cui arriva una mail e come si presenta una band è determinante per farci prendere in considerazione. Il materiale informativo deve essere curato, professionale, di qualità, perché dimostra che noi per primi ci prendiamo cura della nostra band. E’ necessario anche dimostrare che siamo seguiti, che il nostro pubblico interagisce con noi e che siamo attivi. Nessuno investirà mai su una band che non conosce e che non è in grado di riempire il locale. È fondamentale pubblicare foto dei nosri live, riproporre di tanto in tanto video, notizie, recensioni, podcast di interviste radiofoniche….
Il lavoro costante sui social, fornisce un passepartout che ci apre numerose porte, ma richeide impegno, costanza e dedizione. E’ fondamentale avere una persona che se ne occupi giornalmente e che controlli più volte al giorno l’andamento dei dati, che si occupi della grafica, dei post e della promozione. Acquisire un metodo efficace richiede anni di studio e un minimo di esperienza nelle strategie di comunicazione, se improvvisiamo o lasciamo al caso le pubblicazioni rischiamo di non essere efficaci e di disperdere inutilmente energie, per questo il controllo costante della nostra popolarità sui social ci aiuterà a correggere il tiro e a cambiare strategia.

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