Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

Roots and returns degli Hangarvain esce a Maggio di quest’anno e diventa subito uno degli album che qui in casa Rock my Life teniamo d’occhio inserendolo nella nostra play list. Oggi è una di quelle domeniche in cui trai vari ascolti alla fine decido di concedermi un album che in realtà ho già consumato e riascoltato più volte senza ancora sentirmi stanca o sazia, così oggi diventa il giorno perfetto per raccontarvi Roots and returns. Quando si inizia a fare questo lavoro ci insegnano ad essere distaccati, non farsi coinvolgere troppo, non sbilanciarsi nelle preferenze ed essere imparziali… In realtà stavolta ho deciso di fare l’esatto contrario, perché la musica non è forse questo? Lasciarsi coinvolgere da un brano, un album, una melodia, un testo ed una voce. Ed è allora che non riesci più essere distaccata ed imparziale, è allora che arriva il bello, l’emozione, è allora che racconti quel brivido che ti fa sentire delle vibrazioni che ti spingono a raccontare a tutti le tracce di un album che hai in loop in cuffia da oltre un mese! Appena schiacci play parte Roots and returns e devi guardare più di una volta il display perché d’improvviso non sai più se hai selezionato gli Hangarvain o i Black Stone Cherry…. Eh no, sono proprio gli Hangarvain! Una voce che spacca il cuore con un timbro perfetto per questo genere di musica, e lasciatemelo dire, un chitarrista che sa davvero il fatto suo, cesella finemente ogni brano con dei soli che incorniciano il pezzo tanto quanto basta per divorare anche le tracce successive. Un disco dinamico e ricco di sorprese che unisce uno swing accattivante dalle tinte blues all’energia contenuta nei circa quattro minuti di ogni pezzo. Roots and returns è un album fluido e potente allo stesso tempo che passa con agilità e disinvoltura da terreni aridi e suoni graffianti di Apple Body alle tonalità vellutate e sensuali di Give me an answer. Pezzo dopo pezzo la personalità degli Hangarvain delinea il carattere e lo stile di chi sa davvero il fatto suo, e non deludono neanche dal vivo quando quattro elegantissimi uomini in camicia e gilet salgono sul palco quasi abbagliati dalla luce bianca dell’asta per microfono del singer. Sembra che stiano per offrirci uno spettacolo di musica da ripostiglio recitando il copione di un film di altri tempi, invece poi parte il primo brano ed i bassi iniziano a far vibrare le spie su cui qualche fotografo ignaro della potenza degli Hangarvain si sta appoggiando per portare a casa qualche scatto! Come la descrivi una band così? Semplice, ascoltando Roots and returns in auto con i finestrini abbassati percorrendo qualche chilometro su una strada fuori città con il sole in faccia ed vento trai capelli. Intanto mentre mi perdo tra le note e l’immaginazione, parte ancora una volta la prima traccia di questo bellissimo lavoro. Non mi resta che godermelo di nuovo dall’inizio alla fine.

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.