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ROCK IN PARK CONTEST 2018: LA FINALE

sabato scorso si è svolta la finale del contest più atteso e partecipato dell’anno, quello del Rock in Park. Vi piacciono i concerti tranquilli?Quelli in cui tutti sono ordinati e composti? Ecco siete nel posto sbagliato. Quaranta band da tutta Italia, e non solo. Sei band in finale, tre premi in palio ed un palco.

Sarebbe facile riassumere la finale del “Rock in park contest” di quest’anno con queste poche parole ma sappiamo benissimo che non è così.

Un evento incredibile, dove band Rock e Metal da tutta Italia, e da oltre confine, si sono alternate sul palco, andando ben al di là dell’idea della gara finale e quindi ritrovandosi per cantare, pogare e divertirsi per tutta la sera, ma anche solo per bere una birra e ascoltare della musica nuova. Vedere band giovani, ma anche meno giovani; vedere chi il palco lo vive già come fosse casa sua, e chi guarda ancora il pubblico sorpreso che ci sia qualche anima che li sta ascoltando e che magari conosce anche qualche canzone.
Nonostante la serata, nonostante la pioggia che non ha mai smesso di bagnare qualsiasi anima coraggiosa che provasse ad entrare all’interno del Legend Club di Milano; nonostante tutto, il locale era pieno di pubblico composta da persone di tutte le età.Qualche amico trascinato dai membri delle band, qualche curioso, come me, qualche appassionato di musica, ragazzini, chi ragazzino non lo è più da qualche anno, tutti insieme per una notte uniti dalla musica.
La finale sì apre con i BREAK ME DOWN, frontman donna, rossa, con un paio di pantaloni di paillettes che a prima vista ci ha fatto subito pensare di essere ad uno di quei concerti negli stadi per la sua capacità di stare sul palco e far concentrare su di lei gli occhi di chiunque passasse. Band bravissima e la prova che una band con una voce femminile non ha nulla da invidiare alle altre, anzi.
Sopravvissuti alla visione della bravissima band subito dopo abbiamo avuto la fortuna di assistere alla performance dei GESCHLECHT.Tute arancioni, sangue e tanta energia. Riassumerli così sarebbe in qualche modo sminuire la bravura ma anche il modo più semplice perchè descrivere a parole l’energia che sono in grado di trasmettere penso sia impossibile. Sì potrebbe definirli illegali per le tute arancioni ma poi smettereste di leggere l’articolo per l’orribile battuta!
Passate le tute carcerarie a segure arrivano i MISANTROPHIA.
Due frontman incredibili, un’alchimia pazzesca con il pubblico che non riesce a staccare gli occhi, suoni forti e dediche alle ex un pò pungenti.
I SAINT LEAGUE salgono sul palco subito dopo.Tre musicisti con un merchandising particolarmente stiloso, quasi da alta moda, che infuocano il
palco con una carica incredibile, canzoni nuove e una presenza scenica come ben pochi. Spoiler: saranno poi loro i vincitori quindi non lo diciamo solo noi che sono stati bravi.
DISTORTED VISION. Giovanissimi. Tanto sangue, sì spera finto, e tanta carica.
La prova che l’età non fa bravura; energia e una voce graffiante. Ultimi ma non per importanza gli EXSOM.
Giacca che ricorda lontanamente Freddy Mercury, entrata scenica e presenza sul palco incredibile. Bravissima band, cinque svizzeri con tanta voglia di far musica e far ballare il pubblico. La serata sì conclude quindi con le premiazioni finali anche se un pò tutti nel frattempo sì sono dimenticati della giuria chiamata a selezionare i vincitori, per la bellissima atmosfera che sì era creata tra band e pubblico.
Come ogni gara c’è il primo classificato e l’ultimo classificato, ma non nessun podio: tutti sullo stesso palco, tutti a festeggiare insieme, a far partire tappi di bottiglie con risate e abbracci. Rockettari ricoperti di sangue finto, tute da carcerati, completi neri e facce arrabbiate che a fine serata sì addolciscono per complimentarsi perché alla fine la gara è passata in secondo piano,
l’importante è stare insieme, fare musica insieme e divertirsi.

Laura Semenzato

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