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I Dire Straits Legacy….questi sconosciuti! Quante ne ho sentite dire a riguardo! Gente che si chiede “Si ma chi ci suona?”, oppure “Senza Mark Knopfler non ha senso!”, o addirittura chi crede che si tratti di una tribute band!

I DSL non sono altro che una formazione di virtuosi esponenti della musica internazionale, nata dall’amore e dalla passione per il gruppo “originario”.

Il gruppo è nato nel 2013 da due artisti italiani, romani per la precisione: Marco Caviglia e Primiano Di Biase. Rispettivamente voce/chitarra e tastiere. Entrambi facevano parte di progetti legati ai Dire Straits. Hanno poi incontrato Phil Palmer, che con la sua chitarra ha accompagnato artisti del calibro di Bob Dylan, Pino Daniele e Lucio Battisti prima di unirsi a Knopfler e compagni, e tre anni dopo sono stati raggiunti da Alan Clark, tastierista storico dei Dire. E così è nato il progetto Dire Straits Legends, diventato poi Dire Straits Legacy.

Sul palco troviamo poi Mel Collins al sassofono, attualmente in tour anche con i suoi King Crimson; Danny Cummings alle percussioni, anche lui militante nei Dire all’epoca di “On Every Street” e collaboratore di Tina Turner, George Michael, Bryan Adams, e Mark Knopfler stesso; Steve Ferrone, batterista di Eric Clapton, Duran Duran, Paul Simon, Tom Petty e David Bowie; Trevor Horn produttore musicale e bassista, ma precedentemente con i The Buggles, gli Yes e i Frankie Goes to Hollywood.

Il gruppo ha prodotto un disco un anno fa “3 Chord Trick”, da cui sono prese alcune delle canzoni del live, ma non sono certo mancati classici del repertorio dei Dire Straits come “Money for Nothing”, “So Far Away”, “Sultans of Swing”, “Walk of Life”, “Brothers in arms”.

Due le sorprese sul palco: il momento in cui Trevor ha ripreso possesso del microfono cantando la sua “Owner of a lonely heart” (Yes) e soprattutto la presenza, per tutto il live, di Jack Sonni, storico chitarrista dei Dire Straits, che si è unito al gruppo per l’occasione.

Ma la vera sorpresa è stata la magia che questi grandi artisti hanno saputo infondere nelle loro note. Il seducente sound degli originali Dire Straits non si è fatto desiderare. Quasi al punto che a volte, chiudendo gli occhi, sembrava di essere alla presenza di Mark e dei Dire originari. No, la mancanza di Knopfler non si è sentita. E’ stato un tuffo nel passato che non ha fatto rimpiangere niente, ma anzi, ha permesso di apprezzare le straordinarie capacità e tutta la passione che questi straordinari musicisti mettono nel loro progetto.

E ovviamente a fine serata abbiamo lasciato tutti le nostre comode poltrone per andare a cantare con loro sotto il palco, sulle note delle ultime canzoni!

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