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I Nothing But Thieves con uno degli ultimi tweet annunciano la fine di un tour che li ha portati in giro per il mondo facendoli percorrere più di trecentomila chilometri, a detta loro il 92% del viaggio per la Luna… Beh noi non abbiamo controllato, ci fidiamo sulla parola, se ne sapete più di noi prendetevela con loro.
Ma chi sono i Nothing but Thieves?
Per fare un buon concerto non servano necessariamente grandi scenografie o un illuminazione pazzesca e i Nothing But Thieves ne sono la prova dopo che il 10 Novembre scorso al Fabrique di Milanio ci hanno fatto ballare e cantare tutta la notte; perchè per fare bella musica non servono tante parole e loro non ce ne hanno date,ma se fai musica in quel modo puoi anche non salutare….

I Muse furono i primi a farci conoscere questa band nata nell’Essex nel 2012 quando aprirono il loro tour solo tre anni dopo. Da quel tour i Nothing But Thieves ci sono rimasti nel cuore: 5 ragazzi inglesi poco più che ventenni con tanta energia e un nuovo modo di fare rock che sembra piacere non solo a noi vedendo la quantità di sold out collezionati in giro per il mondo in 220 concerti in 18 mesi.
Il loro primo album omonimo venne pubblicato nel 2015 scalando tutte le classifiche in poco tempo.
Alcuni dicevano di loro: Sono dei ragazzini, dove vuoi che vadano.
Ecco non lo sappiamo dove volessero andare, sappiamo solo che nel 2017 sono saliti sul palco con nomi come i Blink 182 e Linkin Park; quindi diciamo che per camminare sul palco degli I-Days non sei proprio l’ultimo arrivato.
L’8 settembre 2017 è uscito il loro nuovo album: Broken Machine, anticipato dai singolo Sorry e Amsterdam, brano che ci avevano fatto ascoltare anche al parco di Monza. Una voce inconfondibile, sound prevalentemente rock ma con non poche influenza pop; a tratti ci ricordano i Radiohead e i Muse, nell’ultimo album possiamo sentire l’insieme di diversi generi, con brani più delicati come Particles fino a canzoni più intense, potenti, come I’m Not Made By Design.
Non possiamo poi lamentarci della deluxe Edition dell’album con l’aggiunta di due canzoni: la versione acustica di “Sorry” e di una piano version di “Particles”; in cui, soprattutto in quest’ultima la voce del cantante Conor Mason arriva fino alle note più alte, con falsetti perfetti, facendo venire i brividi, andiamo…. è impossibile che una voce del genere non li faccia venire!
Insomma, una band nuova, fresca e giovane; un quintetto anglosassone che sì fa spazio in una scena rock distinguendosi per un sound particolare che ci fa alzare la testa quando passa per radio.
Non li avevate mai sentiti?
Bene ora andate su Spotify, YouTube, nel primo negozio di musica, se volete essere più “old school”, e andateveli ad ascoltare.
Ci dispiace solo non potervi dire di andare a comprare i biglietti per il prossimo live dato l’annuncio che hanno fatto su twitter, dovremo aspettare il prossimo tour dove ci troverete di sicuro sotto palco.
Adesso alzate il volume e godeteveli fino all’ultima nota!

Laura Semenzato

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