Freddy Delirio and The Phantoms – Studio report del nuovo album “The Cross”

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Freddy Delirio, al secolo Federico Pedichini, probabilmente è conosciuto dai più come il fantasma dietro le tastiere dei Death SS. Ma le realtà musicali di Freddy sono molteplici, dai primi MANIA-C, ai W.O.G.U.E., passando per il progetto solista “Journey”, fino agli H.A.R.E.M.

E non solo. Il suo studio di registrazione FP RECORDING STUDIO vanta centinaia di produzioni, con nomi di prestigio ed una esperienza più che ventennale. Ma è del suo ultimo lavoro che vogliamo parlare oggi perché Rock My Life ha avuto l’onore di essere stata invitata al primo esclusivo ascolto del suo nuovo disco.

Il grandissimo tastierista ed eclettico musicista, cantante e produttore, ha appena concluso la sua ultima opera: l’album “The Cross” con la nuova band “Freddy Delirio and the Phantoms”, pubblicato dalla Black Widow Records.

La curiosità è forte quando me lo presenta come “…un mix tra Pink Floyd, Dream theater, Rammstein, Alice Cooper, Ghost e Nightwish. Qualcosa di doom che tende alla classica nei ritornelli. Sospensioni, oscurità, potenza. Ma molto originale. Moltissima melodia. Variegato ma univoco allo stesso tempo.“

E’ un pomeriggio nuvoloso quando arrivo al Maniero Delirio, un luogo in cui una volta varcato il cancello è possibile trovare un giardino circondato da alte mura, lo studio di registrazione, una chiesa (consacrata!) e l’abitazione di Freddy.

Sembra di entrare in una realtà sospesa ed il padrone di casa è visibilmente ansioso di ascoltare le tracce del suo nuovo disco. Mi svela che in realtà le ultime correzioni ai pezzi sono state apportate la notte precedente e questo ascolto sarà anche per lui il primo, dell’opera finita e approvata dai discografici. E’ un’emozione vederlo accendere tutte le apparecchiature e mettermi comoda, pronta a godermi l’ascolto. Ma capisco che anche lui è agitato ed in apprensione: deve capire se è stato fatto tutto come si deve.

Quindi niente discorsi, per quelli ci sarà tempo dopo. Ora si alza il volume ed iniziamo il viaggio!
Non a caso la prima canzone “Frozen Planets” racconta proprio di una discesa, da mondi ghiacciati e sconosciuti verso la Terra, verso la vita. E sembra proprio di avere le ali e di planare come un angelo sulle note e tra le nuvole.

Guardian Angel” potrebbe in un primo momento far provare la delusione di sentirsi abbandonati dal proprio angelo custode, ma non sono assolutamente note negative, perché portano la consapevolezza che non siamo rimasti soli, che l’angelo è tornato, per restare al nostro fianco.

E’ quindi la volta di una canzone che fa meditare sulla dualità dell’amore. “Inside the Castle” racconta dell’amore ancestrale e delinea la figura di tre donne. La prima rappresenta la purezza, la seconda simboleggia la passione e la terza è il congiungimento di entrambi gli elementi, distinti ma riuniti.

Solo adesso vedo che Mr.Delirio inizia a rilassarsi, che l’ascolto lo soddisfa ed i pensieri si stanno attenuando. Smette di camminare avanti e indietro e si mette a sedere vicino a me. Ma non sorride ancora…

E poi ecco la discesa verso gli Inferi. Ci aspettano “The Circles”, i gironi danteschi. E ci sentiamo trascinati verso il basso, perché l’invidia sarà sempre ad ostacolare la volontà di chi invece vuole crescere e ascendere verso il mondo delle idee, l’Iperuranio platonico dove la spiritualità si può raggiungere tramite l’intelletto.

Inizia quindi una canzone più personale e introspettiva per Freddy. Il racconto “In the Fog”, con un grandioso ritornello/assolo, riporta i suoi ricordi ad un luogo e un tempo lontani. Una montagna a cui è legato da 15 anni ed a cui ritorna spesso.

Ed ecco finalmente “The New Order”. Sono inconfondibili l’imponenza e l’autorità con cui arriva il Nuovo Ordine, per riportare equilibrio ed armonia, con una unica disciplina, un’unica lingua ed il rispetto delle regole. Ed è con un timbro oscuro che il volgo viene smembrato, per dare spazio alla nuova era. Due partecipazioni importati in questa canzone: Steve Sylvester ai cori e Chris, il figlio undicenne di Freddy, ai timpani.

Particolare e affascinante la strumentale “Afterlife”, durante la quale, in un attimo di pausa, una porta si chiude fragorosamente, accompagnata da un synth tipicamente anni 70. E la domanda è: siamo rimasti chiusi o ce la siamo chiusa alle spalle? Ma nessuno sa cosa ci sia dopo la vita.

In the Forest” ci riporta subito a melodie più felici, essendo stata scritta ripensando ad uno dei giorni più belli e spensierati di Freddy. Durante la canzone ci sorprende l’interpretazione di una vera e propria macumba. E non è assolutamente fuori posto, anzi, è stata fatta praticamente “su misura”.

Liquid Neon” ci riporta un po’ allo stato d’animo di sconforto della seconda traccia. L’atmosfera dark è quella di una notte squallida, in cui ci facciamo tante domande, apparentemente senza riposta. E l’unica cosa di cui ci rendiamo conto di avere bisogno è uno scossone per riuscire a dare una svolta alla nostra vita.

Ci avviamo verso la fine dell’opera con “Cold Areas”, che spiega ulteriormente il significato dei freddi pianeti da cui è partito tutto. Sono zone fredde, ovvero momenti più veri e atavici, che si contrappongono continuamente a quelli più caldi e pieni di problemi e incognite.

L’ultima canzone a chiudere il ciclo è “The Ancient Monastery”. Un pezzo di 8 minuti, molto doom e solenne a doverosa memoria di un evento funesto realmente accaduto (un eccidio sul finire della seconda guerra mondiale proprio nei pressi di questo luogo) con un fantastico assolo di pianoforte di Mr.Delirio a conclusione di questo viaggio suggestivo ed emozionante. E’ come se Freddy avesse messo la firma con le proprie mani alla fine della sua opera.

La sua voce mi riporta con in piedi per terra: “un altro ciclo di storia…”. E’ la frase con cui si conclude il disco, a libera interpretazione di chi lo ha ascoltato e scoperto nota dopo nota. Perché in realtà le anime non muoiono mai…!

Finalmente gli scappa un sorriso. E’ soddisfatto dell’ascolto e la tensione è passata.

E inizia a spiegarmi. Ogni singola canzone di questa opera è il frutto di sue esperienze di vita vissuta, ed è stato scritto e arrangiato velocemente e, soprattutto, istintivamente. E’ vero che il progetto è nato due anni fa e volutamente studiato a tavolino con i discografici, ma essendo Freddy sia produttore che compositore, ha potuto esprimersi al meglio con le sue note. Nel disco infatti ci sono tanti dettagli, dovuti alle numerose rifiniture che la sua passione e la sua precisione hanno richiesto. E merita prestarsi a più di un ascolto per poterne scoprire il più possibile.

In realtà le sue molteplici attività, tra cui ovviamente lo studio di registrazione e l’ultima fatica con i Death SS (ovviamente registrata, mixata e masterizzata proprio qui), lo hanno tenuto molto impegnato, facendo concentrare negli ultimi 5 mesi la maggior parte del lavoro puramente tecnico.

“I testi sono stati scritti in 5 giorni, perché scrivere testi mi annoia” rivela. Cosa? Da non credere. Ed invece proprio così: dopo aver composto la musica, Freddy adatta i testi che scrive prima in italiano, poi traduce in inglese ed infine adegua per il canto. Per questo album ha avuto anche il supporto di una insegnante madrelingua, perché lo avevo già detto che è un perfezionista, vero?

I fantastici assoli di chitarra che ho ascoltato nel disco sono di alcuni grandi musicisti che hanno rivestito il ruolo della morte nei Death SS: Vincent Phibes e Francis Thorn e di Lucky Balsamo (H.A.R.E.M.). Mentre alla batteria Freddy ha voluto il suo grande amico, praticamente fratello, Francesco Noli.

E alla fine si lascia andare ad un po’ di autocritica, scrupoloso al punto da darsi dei voti: e se a livello compositivo è estremamente soddisfatto e si aggiudica un bel 9, riguardo la produzione avrebbe voluto avere più tempo per rendere tutto perfetto, e si accontenta di un 8- – (si meno meno, come a scuola!). Ma si sa, un artista non riesce mai a vedere la perfezione in una propria creatura. E d’altronde non credo nemmeno che la perfezione esista, ma questo lavoro è davvero grandioso.

Poi apre qualche foto sul computer e rimango stupefatta dall’estetica dei costumi che mi fa vedere. Sono i primi studi dei personaggi della band e della copertina dell’album. E’ un look molto d’impatto e mi spiega che è stato fortemente voluto dal discografico. Tutti i componenti indossano maschere molto particolari, a metà tra quelle veneziane e lo stile di Eyes Wide Shut. Tranne lui. Lui ha un make up molto dettagliato e intrigante. Una visione d’insieme decisamente affascinante.

Lo stesso nome del gruppo gioca con il ruolo di Fantasma dell’Opera ricoperto da Freddy nei Death SS dal ’94. Ma questo nuovo fantasma è molto più surreale e molto meno horror.

Ed anche il titolo dell’album fa da filo conduttore, ricordando come ogni anima, ogni fantasma, porti con sè la propria croce karmica, passando da un ciclo di storia al successivo, nell’attesa di riuscire a riscattarsi e ad ascendere a nuovi e superiori livelli di consapevolezza.

Another cycle of history’ …un cammino che non finisce mai.

A questo punto resta solo la curiosità di andare a vedere dal vivo questo grande artista, che presenterà l’album ed il gruppo il 6 aprile al 2° M.aG. Metal Festival di Genova.
Se volete alleggerire la vostra croce dovrete esserci!

CREDITS:

Freddy Delirio: Vocals, keyboards, guitars, bass and drums
Special guests:
Vincent Phibes: Guitar solos and clean guitars on “In the fog”, “Cold areas” and “The ancient monastery”
Francis Thorn: Guitar solos and additional guitars on “Frozen planets”, “Guardian angel”, “Liquid neon” and “In the forest”
Lucky Balsamo: Guitar solos on “Inside the castle”, “The new order” and “The circles”
Jennifer Tavares Silveira: Female vocals
Elenaq: Female vocals
Steve Sylvester: Vocal chorus on “The new order”
Francesco Noli: Drums
Chris Delirio: Percussion
Cover design by James Hogg
Artwork by Pino Pintabona

LINKS:

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https://www.facebook.com/BlackWidowRecordsItaly/

Altre date:

Torino 18 Maggio
Cassano d’Adda 25 Maggio

I fantasmi in sede live sono:
Freddy Delirio: Vocals, Keyboards
Lucky Balsamo: Guitar
Jos Venturi: Bass
Giuseppe Favia: Drums

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By |2019-04-05T09:01:19+00:00Marzo 19th, 2019|Musica Rock, Rock News|