Backyard Babies infiammano il Live Club con l’unica data italiana

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Gli Svedesi Backyard Babies dopo aver toccato mezza Europa con il loro tour, arrivano finalmente in Italia.
Siamo ancora reduci dalla serata al Live Music Club di Trezzo d’Adda e con diverse centinaia di chilometri sulle spalle, ma l’adrenalina contina a scorrere sotto pelle.

La band di Dregen e soci arriva in Italia con il preciso intento di regalarci un live come non se ne ascoltavano da tempo. Diciamoci la verità… avevano forse anche bisogno di riscattarsi dall’ultima volta che li abbiamo incontrati.
Infatti la ferita della brusca interruzione dopo soli venti minuti di concerto lo scorso Giugno a Verona, ancora bruciava forte.

I Backyard Babies sanno bene come coccolare i loro fan e la loro unica data italiana è stata letteralmente da pelle d’oca!

Le porte del Live Music Club aprono molto presto e alle 19.10 i Satan Takes A Holiday sono già sul palco.
Spettacolari, con le loro facce dipinte color oro ed un imponente batterista che picchia duro, riescono a macinare la scaletta barano dopo brano scaldando decisamente il palco.

Arrivano dalla Svezia ed hanno fatto diverse date con i Backyard Babies, un punk rock graffiante, tagliente e sporco come i veri rockers. Venti minuti di scaletta tiratissimi e senza respiro. Dinamite pura che esplode con il nuovissimo singolo “Unicorn” sfacciato e oltraggioso che chiude la performance della band.

Non abbiamo alcun dubbio sull’andamento della serata, ci sarà da divertirsi, cantare e pogare! Malgrado sia molto presto, gli amanti del genere Punk Rock cominciano a moltiplicarsi all’interno del Live Club.

Abbiamo ancora due band da ascoltare e l’attesa cresce. C’è un gruppo tutto al femminile che sta per fare il suo ingresso. Le biondissime Thundermother cominciano subito con un brano dai bpm adrenalinici, un po’ troppo forse, abbiamo l’impressione che vogliano esagerare… non ci sbagliamo infatti. Alla fine del primo brano la bassista lancia dal palco la sua bottiglia di vetro con la birra che si frantuma in mille pezzi appena tocca terra. No ragazze!!! Mossa sbagliata.

Le cinque rocker svedesi per fortuna si ridimensionano subito, e tra un sorso di birra e l’altro mantengono la loro energia pur contenendo i gesti estremi.
Thundermother riescono così a farsi “perdonare” lo scherzetto coinvolgendo il pubblico, scendendo dal palco e suonando tra la folla. Adesso ci siamo! Mani che si agitano, ritornelli cantati a squarciagola e qualcuno accenna persino un pogo che crescerà nel corso della serata.

Sono passate da pochi minuti le 21.00 e dopo un rapido cambio palco tutto è pronto per gli attesi Audrey Horne. Norvegia la loro origine e matrice Hard Rock con ben sette album all’attivo.
Perfetti per condividere il palco con i Backyard Babies. Un look assortito in modo bizzarro che passa dalle bretelle e camicia bianca del singer che ci ricorda un Mike Ness di altri tempi, allo stile hipster del bassista.
La band è già molto nota anche in Italia, abbastanza da sentire tutto il caldo pubblico del Live Music Club cantare i brani. Qualcuno non li conosce? Nessun problema! Mentre a metà concerto fermano tutto per scattare un selfie con il loro caldissimo pubblico, il bassista hipster ci insegna le parole del ritornello del brano successivo.
Lo spettacolo sta per andare in scena. Toschie scavalca letteralmente il pit e sale sul bancone del bar con il suo microfono. E’ finita? Certo che no!! passeggia tra il pubblico, cede il microfono e chiede alla sua band se deve portare un drink sul palco. Elettrici, coinvolgenti, scatenati. Gli Audrey Horne sono quanto di più rock abbiamo visto ed ascoltato fino ad ora.

Si alzano le luci ed in sottofondo sentiamo già alcuni brani dei Babies che ci preparano a quello per cui molti hanno attraversato mezza Italia.
Locale pienissimo, molti stanno ancora arrivando, è passato quasi un anno da quando ci hanno lasciati con un boccone amaro e con la voglia di cantare ancora insieme a loro.
L’enorme teschio simbolo della band si sta innalzando alle spalle della batteria di Peder. Un assetto nuovo. Non più gli amplificatori valvolari di Dregen, i lampeggianti rossi sostituiti con quelli azzurri alle spalle del drummer e le immancabili pedane su cui Nicke e Dregen sovrastano il loro pubblico.

Si abbassano le luci, Peder prende posto dietro ai piatti, Johan al basso e infine loro, Dregen e Nicke. Le prime note sono inconfondibili “Good Morning Midnight” dal nuovissimo album Sliver & Gold. Il pubblico esplode in un boato ed arrivano tutte d’un fiato anche Nomadic e Minus Celsius.
Non mancano i nuovi singoli che da qualche mese stiamo ascoltando sui loro canali.

Lo spettacolo è coinvolgente, caldo, pieno di energia. Nicke chiede al pubblico “Chi di voi era a Verona a Giugno” ? Mani che sia alzano. Numerose a dire il vero, sì perché il fan club dei Backyard Babies li seguirebbe ovunque!
Un grandissimo Dregen in forma smagliante che duetta con Nicke tra sorrisi di intesa ed una pioggia di sudore che accompagna l’immancabile lancio di plettri.
I Babies interagiscono con i loro fan, si concedono totalmente e portano on stage un live che tutti hanno definito il migliore da quattro anni a questa parte.

Non ci regalano ballad come “Saved by the bell” o “Painkiller”, ma ci propongono la versione semi acustica di “A Song For The Outcast”, la stessa che troviamo tra le bonus Traks di Sliver & Gold.
L’emozione è da pelle d’oca. La band non fa che ringraziare il magnifico pubblico e l’Italia che li ha sempre coccolati ed amati come forse nessun altro altrove.

Ogni brano viene cantanto, urlato, vissuto fino alla fine. Le luci si abbassano e la band sparisce nel back stage. Il pubblico li acclama, li chiama e chiede ancora la loro musica.

Passano pochi minuti e poi i Backyard Babies tornano sul palco con un finale mozzafiato.
Ancora un brano dall’ultimo album “Yes To All No” e a sorpresa un brano dedicato a tutti noi, gente come loro che vive di tutto questo.
Sulle note di “People Like, People Like, People Like Us” Dregen, Nike, Johan, Peder ci salutano commossi ed emozionati.
L’ultimo abbraccio al loro pubblico è quello Mr. Borg che rimane sotto i riflettori a godersi gli applausi mostrandoci la sua pelle d’oca mentre sembra guardarci uno ad uno dicendoci “ I Love You, Grazie”

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By |2019-04-25T20:00:17+00:00Aprile 25th, 2019|Brand New Rock, Musica Rock|