Nuovo album per Il Segno del Comando

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Il Segno del Comando, storica band genovese in attività dal 1995, ha presentato nel novembre scorso il nuovo album “L’Incanto dello Zero”.

Realizzato al Nadir Studio di Genova e prodotto da Black Widow Records, arriva dopo cinque anni dal precedente.

Ogni album del gruppo ha la peculiarità di essere ispirato ad opere letterarie. In passato il disco d’esordio da cui prende il nome il gruppo stesso, riprende l’omonimo romanzo di Giuseppe D’Agata ed il relativo sceneggiato televisivo della Rai del ’71.

A seguire “Der Golem” del 2001 e “Il Volto Verde” del 2013, sono stati influenzati dalle opere di Gustav Meyrink, scrittore esoterico tedesco.

LA NASCITA LETTERARIA DEL PROGETTO

A distinguersi dal passato la collaborazione attiva con lo scrittore Cristian Raimondi. In quest’ultimo caso il lavoro non si ispira ad un’opera già esistente, ma creata appositamente per il gruppo.

In realtà Diego Banchero, bassista e anima storica della band, è rimasto molto colpito dai post pubblicati su Facebook da Cristian. Un ragazzo che non aveva mai pensato di pubblicare un libro, finchè Diego non lo ha contattato e ha insistito affinchè ciò accadesse.

Ed è così che è nata una stretta collaborazione tra i due, che ha portato alla nascita della prima opera autobiografica di Cristian “Lo Zero Incantatore”, in cui in effetti l’autore afferma di seguire la guida di una voce/entità spirituale, i cui racconti possono essere interpretati in maniera molto introspettiva.

In parallelo, allo sviluppo dell’album si sono uniti anche gli altri elementi della band, contribuendo con le loro personalità, al risultato finale. Le due chitarre Davide Bruzzi e Roberto Lucanato, le tastiere di Beppi Menozzi e la batteria di Fernando Cherchi, con la voce profonda e carismatica di Riccardo Morello, hanno dato vita a undici brani di grande impatto sonoro.

L’album è inoltre arricchito dalla presenza di importanti ospiti: Paul Nash e Maethelyiah, rispettivamente chitarra e voce (The Danse Society), Luca Scherani, tastiere (Hostsonaten e La Coscienza di Zeno) e Marina Larcher, voce (Egida Aurea e Runes Order).

Il risultato è un rock prog decisamente esoterico, con spunti jazz, dark e metal. Si crea così un insieme molto particolare che riporta spesso al sound horror\soundtrack, caratteristico da sempre della band.

L’aspetto esoterico si ritrova infine anche nell’artwork di Paolo Puppo, leader dei Will’o’Wisp, che ha lavorato a stretto contatto con Il Segno del Comando, durante tutta la lavorazione dell’album, per tradurre fedelmente in immagini ogni sfumatura dell’opera.

LE TRACCE

‘Il Senza Ombra’, è una intro strumentale che, grazie all’aiuto dell’organo, richiama alla mente sensazioni molto sinistre e oscure.

‘Il Calice Dell’Oblio’, ci catapulta subito nel rock duro e decisamente dark , con un potente riff iniziale che precede la voce narrante di Riccardo Morello. Veniamo introdotti allo smarrimento dell’autore e alla sua anima disperata.

‘La Grande Quercia’, un altro brano strumentale, di grande atmosfera, e arricchito meravigliosamente dai vocalizzi di Marina Larcher.

‘Sulla Via Della Veglia’ è un bel mix tra prog e metal, in cui la voce di Riccardo Morello torna a farla da padrona. Nel testo infatti possiamo scorgere la presa di coscienza dell’uomo e le prime domande esistenziali che ne scaturiscono. Bellissimo assolo di chitarra ad interrompere le riflessioni.

‘Al Cospetto Dell’Inatteso’ ci porta la bella voce di Maethelyiah e la chitarra di Paul Nash, con un tema iniziale in stile Dario Argento, poi ripreso più volte nel corso della canzone. Cristian inizia ad affrontare se stesso e la sua interiorità.

‘Lo Scontro’, oltre a fare riferimento ad un vero e proprio incidente d’auto, lascia libere le tastiere di Luca Scherani che rendono psichedelica la parte iniziale.

‘Nel Labirinto Spirituale’ racconta invece le prime esperienze esoteriche di Cristian, dandoci un po’ di respiro con melodie rilassanti, che incantano.

‘Le 4 A’, con una intro molto ritmica guidata dal basso di Diego, ci viene raccontato l’incontro con la follia di un amico, chiuso in un ospedale psichiatrico.

‘Il Mio Nome E’ Menzogna’ è un inno alla solitudine, che viene percepita come unico modo per andare avanti nel proprio percorso interiore. Fusione di dark e prog che ricorda da vicino il sound dei Blue Öyster Cult.

‘Metamorfosi’, atmosfere jazz che Maethelyia e Paul Nash riescono a farci vivere, per arrivare finalmente alla fine del percorso alchemico, con il riconoscimento da parte del protagonista, dell’Androgino dentro di sé.

‘Aseità’, ovvero il basso di  Diego Banchero e il significato più profondo dell’essere, che trova in se stesso la ragione della propria esistenza, senza bisogno di riferirsi ad altro. Uno degli attributi di Dio. La fine del percorso.

Atmosfere cupe e illuminate, suoni prodigiosi e voci melodiose. Tutto questo è l’incontro delle esperienze di un giovane scrittore e di grandi musicisti.  La trasposizione in musica di un viaggio visionario ed esoterico, che lascia con la voglia di non arrivare mai alla fine pur di goderne ancora.

Dio e Mefistofele in questa esistenza siedono su troni a poca distanza

SONGS LIST:

IL SENZA OMBRA
IL CALICE DELL’OBLIO
LA GRANDE QUERCIA
SULLA VIA DELLA VEGLIA
AL COSPETTO DELL’INATTESO
LO SCONTRO
NEL LABIRINTO SPIRITUALE
LE 4 A
IL MIO NOME E’ MENZOGNA
METAMORFOSI
ASEITA’

Il Segno del Comando:

Diego Banchero: Bass and Programming
Riccardo Morello: Vocals
Roberto Lucanato: Guitars
Davide Bruzzi: Guitars and Keyboards
Beppi Menozzi: Keyboards
Fernando Cherchi: Drums

Guests:
Maethelyah: Vocals
Paul Nasch: Guitars
Luca Scherani: Keyboards
Marina Larcher: Vocals

Links:

http://www.ilsegnodelcomando.net
https://www.facebook.com/IlSegnodelComando.Official
https://twitter.com/segnodelcomando

http://www.blackwidow.it/

VIDEO:

Il mio nome è Menzogna – https://www.youtube.com/watch?v=S0Qzr_BUbFA
Il Calice dell’Oblio – https://www.youtube.com/watch?v=5m1_7xOBo1Y

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By |2019-05-17T08:02:54+00:00Maggio 17th, 2019|Brand New Rock, Musica, Musica Rock, Rock News|