The Stony Pub, il grande party per il Fuck You We Rock XVI – Strike Back

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Sono appena le 15:00 quando arriviamo presso The Stony Pub sabato 31 Agosto.
Malgrado qualche sporadica pioggia nei paraggi il morale è alto e l’adrenalina da concerto inizia farsi sentire.

Alcuni tecnici stanno già montando il palco, ci accoglie Piero Giotti dei Blind che sentiremo di lì a poche ore.
Per noi il Fuck You We Rock è sempre una grande festa e dopo varie edizioni come parte attiva e media partner dell’evento cominciamo a sentirci davvero in famiglia.

Questa edizione in particolare sembra essere davvero speciale per tanti motivi ed è forse la più sentita.
Due band con un album in imminente uscita. I Junkie Dildoz con una nuovissima formazione e ospite speciale Thomas Silver (ex Hardcore Superstar) ormai perfettamente a suo agio in questa combriccola di amici.

La serata dunque si preannuncia davvero interessante. Prima di cominciare scambiamo volentieri qualche parola con i Vain Vipers. Pochi minuti e si crea subito un feeling che accomuna noi nostalgici degli anni ‘80 -’90 e la band.

Uno stile molto glam, con delle spolverate hard rock e mood molto punk!! E’ innegabile, ci ricordano molto i Motley Crue, e sul palco non si smentiscono perché lo divorano letteralmente con la loro musica.

Questa band ci piace davvero un sacco, tra leggins zebrati, capelli cotonati e acuti spaccabicchieri ci catapultano dritti nella nostra adolescenza.

Molto apprezzata la scelta di suonare con il nostro adesivo attaccato sui loro abiti!! Prima volta per noi che li ascoltiamo live e siamo già sicuri di non volerli perdere di vista.

Il Fuck You We Rock comincia subito con questo proiettile incandescente e già il popolo fiorentino si sta scaldando agitando le chiome.

Un veloce cambio palco mentre sale la temperatura e la gradazione alcolica e on stage ci sono i Blind. Abbiamo già avuto modo di parlare di loro in occasione dell’uscita del primo album Youmanity.

Un Rock Prog portato sul palco in maniera energica e coinvolgente soprattutto dal punto di vista emotivo. Del resto è questo il filo conduttore del loro lavoro. E come ci raccontano poco prima del live, a volte bisogna avere il coraggio di andare contro corrente e raccontare qualcosa di diverso.

Lo fanno molto bene i ragazzi e siamo felici di aver ascoltato questi pezzi dal vivo, in un’atmosfera di amicizia, divertimento e condivisione dopo aver assaporato i brani nei mesi precedenti.
Piero Giotti ha messo sul palco tantissime band in questi anni con il Sinistro Fest e questa volta ci ha regalato davvero quaranta minuti di pura bellezza.

Non siamo ancora a metà festival e l’atmosfera è incredibile, tanti amici arrivano davvero da molto lontano. Tanti i musicisti tra il pubblico, cantano i ritornelli, ballano, si fermano a parlare tra una buona birra ghiacciata e Hamburger giganti.

Ed arrivano da molto lontano anche gli Hangarvain, reduci dalla precedente serata a Napoli per un altro festival. Cosa dire di questa band? Intanto il banner del loro fan club è in bella vista accanto al palco. Sono già stati definiti “la band italiana più famosa all’estero” ed hanno appena annunciato la data di uscita del quarto album “The Great Machine”.

E’ sempre una grande emozione ascoltare Sergio Toledo Mosca e Alessandro Liccardo arrivati con una nuovissima formazione per basso e batteria. Ma c’è qualcos’altro di nuovo!! Un magistrale omaggio al brano Black Betty. Del resto sappiamo bene che anche con le cover sanno conquistare persino il pubblico più esigente.

Infatti arriva anche l’attesissima Me and Mary Jane ormai sempre presente e richiestissima nei loro show insieme a nove tiratissimi brani originali in scaletta.

Questo basta per fargli perdonare di essere arrivati in ritardo a questa grande serata.

Non è ancora finita, ci attende un finale con il botto per un mix esplosivo formato da Junkie Dildoz e Ancillotti, per la prima volta in assoluto nello stesso show.

I Junkie Dildoz ormai sono di casa al The Stony Pub, tanto che sul palco succede di tutto. Ben due chitarristi nella nuova formazione e a sorpresa special guest Thomas Silver con “We don’t celebrate Sundays”.

La cosa più bella di questa band è che non sappiamo mai cosa aspettarci dai Junkie Dildoz. I loro show sono passati alla storia come i più irriverenti, casinisti, eccentrici e devastanti.

Carini e coccolosi fuori da palco ma un uragano on stage. Del resto il festival non prende forse il nome da uno dei brani più famosi della loro carriera? Se pensavamo che i ragazzi avessero finito di stupirci ci sbagliavamo di grosso. Tra il pubblico Davide Puliti che ha da poco lasciato la band, ma del resto si sa, i Junkie non si lasciano mai del tutto.

Infatti è proprio Tommy a chiamrlo sul palco “Andiamo coglione, prendi la chitarra e suona!!” Non se lo fa ripetere due volte, in una frazione di secondo gli addominali del Puliti sono già sul palco.

I Junkie Dildoz Sono così travolgenti che da un momento all’altro potremmo aspettarci persino i fuochi d’artificio (magari il prossimo anno…).

Prendiamo un po’ fiato anche noi perché l’adrenalina è alle stelle. Stanno per fare il loro ingresso gli Ancillotti.

Doppio turno di batteria per Brian che non mostra assolutamente nessun cenno di cedimento o di stanchezza, anzi, non vede l’ora di ricominciare.
Poco prima ci hanno parlato del loro imminente album di cui ancora non sappiamo il titolo ma qualche piccola anticipazione ce l’hanno svelata.

Sarà un lavoro diverso rispetto ai precedenti, qualcosa che racconterà meglio il carattere della band. Come dichiarano loro stessi. Nella loro prima fase il sound non era ancora maturo. Così soprattutto dopo aver fatto un lungo tour all’estero gli Ancillotti sentono che è il momento di introdurre qualcosa di diverso.

Elementi innovativi, un modo di suonare e cantare moderno, per arrivare a qualcosa di più strutturato. Gli Ancillotti del 2020.

Ce ne danno una prova anche sul palco suonando ben quattro pezzi di quelli che saranno contenuti nell’album. Instancabili, inossidabili, osannati dai fan che hanno goduto fino all’ultima goccia di sudore. Avrebbero potuto suonare per ore ed ore e la gente sarebbe rimasta lì ad ascoltarli e a cantare con loro.

E’ notte inoltrata quando lasciamo The Stony Pub, in relatà è quasi mattina, ma l’adrenalina è ancora in circolo e avremmo voluto prolungare questa festa all’infinito.

The Stony Pub si è trasformato nel tempio della musica. Malgrado la pioggia pomeridiana e i salti mortali fatti per relizzare la sedicesima edizione del festival, l’affluenza e la partecipazione sono state notevoli.

La volontà di rimanere uniti, di portare avanti un progetto e di credere che la musica live si può ancora salvare, ha regalato agli organizzatori occhi pieni di entusiasmo e un cuore colmo di emozione.

Adesso possiamo sicuramente affermare che ci sono due cose che rimarranno per sempre fissate nella storia di Firenze. Il Sommo poeta e il Fuck You We Rock!!!

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By |2019-09-03T16:48:56+00:00Settembre 3rd, 2019|Brand New Rock, Musica, Rock News|