Donne Rocciose, mezzo secolo di storia attraverso le donne del Rock

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Donne Rocciose, 50 ritratti di Femmine Rock, dalla contestazone alle ragazze del 2000.

Ho sempre pensato che non fossimo noi a scegliere i libri ma che fossero i libri a scegliere noi.
Mai come in questo caso mi sento di ribadire il concetto.

Donne Rocciose rappresenta mezzo secolo di trasformazioni etiche, culturali, sociali vissute con gli occhi di una donna.

Quello che più colpisce di questa opera di Francesco Gallina non è solo la cura minuziosa nel raccontare ognuna delle 50 Femmine rock scolpite in questi ritratti, ma soprattutto l’aspetto emotivo ed antropologico del periodo storico che hanno vissuto.

Fin dai primi capitoli infatti  si legge della grandissima Janis Joplin e di Suzi Quatro e ci rendiamo conto che probabilmente alcune battaglie le donne ancora non le hanno vinte.

Procediamo con calma…
Il Racconto parte quindi da un’epoca in cui la donna arriva da uno stereotipo ben costruito su un modello americano della “brava moglie”. La Casalinga che prepara la torta di mele al marito e che accudisce i figli. La massima ambizione per una ragazza di buona famiglia.

Ecco però che il vento del cambiamento, della trasformazione dei tempi fanno acquisire consapevolezza di sé alle donne che provano così a dire la loro con la musica.

Donne Rocciose si apre con gli anni ‘60, quello delle grandi sacerdotesse, come le definisce l’autore.
Donne che devono camminare in equilibrio sul ruolo che la società vorrebbe per loro con il conseguente senso di colpa che accompagna il loro volerne uscire. Donne che lottano per avere la medesima autorevolezza degli uomini.

Sono gli anni di Woodstock, gli anni alterati dalle droghe, anni in cui si vivono gli eccessi delle vite sregolate, di imput sessuali estremi, della continua ricerca della provocazione.

Finalmente queste donne riescono a togliersi il grembiulino e ad imbracciare una chitarra, ma la strada è ancora lunga perché la società non è ancora pronta ad accettare il fatto che una donna abbia qualcosa da dire.

La riflessione che accompagna Donne Rocciose sembra condurre ad una sola domanda finale.
Le donne della musica, come forse in altri campi, hanno ancora qualcosa da dire?

Dove sono finite quelle Janis Joplin, quella Patti Smith o Poison Ivy?

La sensazione che ho io da donna, lottando ogni giorno in un ambiente ancora troppo maschilista e sessista è forse questa. Quella di essere abbastanza delusa dalle mie contemporanee.

Dopo tante battaglie le Donne e non più Femmine, si ritrovano imprigionate in un’immagine instagrammabile o costruita ad hoc per i social.

Insomma, si racconta di una donna che ha finalmente consapevolezza del proprio corpo, del diritto di dire la sua, che lotta contro ogni tipo di coercizione o violenza domestica.

Una donna che si incammina sulla strada che la porta fuori dallo stereotipo donna/madre/moglie, ma poi si riduce a tappezzeria di uno studio televisivo di veliniana memoria.

Cosa può essere andato storto? Probabilmente noi stesse abbiamo finito per imprigionarci in un’altra gabbia in cui siamo ritornate alla condizione di non essere prese in considerazione per il nostro cervello o il nostro lavoro.

Viviamo in un’epoca che ad un certo punto ha invertito la tendenza.

Cinquant’anni di donne che hanno incarnato una femminilità diversa, forti, padrone di loro stesse ed in grado di ottenere tanto quanto un uomo se non addirittura di più.

In effetti con il tempo queste donne  sono diventate schiave non più di un uomo ma della loro immagine. Del dover apparire più che essere. Schiave del like a buon mercato e dei sorrisi di circostanza.

Donne Rocciose arriva proprio per questo, perchè rimanga un segno nella storia di quello che noi piccole donne con le borchie stiamo ancora facendo perché il nostro lavoro venga apprezzato prima delle nostre tette.

Affinchè quello che scriviamo, organizziamo o suoniamo, sia l’espressione più profonda della nostra anima e non debba rimanere imprigionato in un corpo.

E credo allora che si debba portare profondo rispetto verso chi con la musica ha combattutto una battaglia ideologica che ha tracciato un segno indelebile tra le nuove generazioni.

Alla fine di questa opera che davvero ho letto tutta d’un fiato la sensazione che rimane è quella di avere tra le mani non solo una piccola discografia consigliata dall’autore ma le vite a volte fragili di queste incredibili donne.

Donne molto più simili a noi di quanto crediamo. E così chiudendo l’ultima pagina di questo libro, tra le 50 Donne Rocciose ce ne mettiamo umilmente una in più. Noi stesse.

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By |2019-09-09T15:38:33+00:00Settembre 8th, 2019|Brand New Rock|