Marlon raccontano la loro storia a Rock My Life!

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Marlon, il progetto new folk milanese ha recentemente rilasciato il nuovo disco da titolo Sunken Worlds. Rock my life ha colto l’occasione per incontrarli con questa intervista e raccogliere la loro storia. Ecco cosa ci hanno raccontato:

1 – Marlon è un progetto New-Folk che nasce a Milano nella primavera 2017.
La prima curiosità riguarda il rapporto professionale e umano con il vostro produttore Larsen Premoli, visto che ha contribuito alla nascita della band ma in alcuni vostri pezzi suona anche il piano. Come è nata la band? Larsen fa parte del gruppo?

Tutto è iniziato con l’incontro tra Marlon e Larsen. (Marlon) Ho scritto qualche brano, e con l’obbiettivo di trovare un produttore e/o un manager per entrare nel mondo discografico mi son registrato dei provini.

Conoscevo di fama Larsen e ci eravamo incontrati in passato un paio di volte, così ho avuto la brillante idea di scrivergli alle quattro del mattino dicendogli che avevo del materiale che doveva per forza sentire.

La cosa assurda è che mi ha risposto subito, era sveglio anche lui, ed anziché mandarmi a quel paese mi ha chiesto di incontrarlo dopo poche ore in studio da lui.

Così è nato il progetto ed essendo comune l’idea di dargli un vestito più ricco abbiamo subito cercato dei musicisti di qualità.

Larsen mi ha suggerito subito la sezione ritmica composta da Andrea e Jody, ed Emanuele che in quel periodo lavorava al fianco di Larsen come suo assistente si è offerto entusiasta di salire a bordo.

Così, nel giro di un mese circa, abbiamo iniziato a far le prime prove e arrangiare i miei brani. Larsen è un pianista e tastierista da spavento e, ogni volta in cui possiamo condividiamo il palco e le registrazioni con lui.

Si limita a farci da manager e produttore senza essere formalmente anche all’interno dell’organico della band.

2-Il  progetto Marlon è nato meno di due anni e mezzo fa. Ma avete all’attivo ben tre dischi: il debut album “Musings from The Rearview”, il successivo “Live in Theatre” e adesso questo nuovo “Sunken Worlds”. Come riuscite a conciliare la vostra vita privata con tutta questa attività musicale?

Gran bella domanda, tant’è che siamo tutti un po’ isterici.

La verità sta nel sapersi organizzare, investire ogni secondo disponibile ed avere qualcuno esterno che ci aiuta e si occupi della gestione del progetto. Questo ci consente di concentrarci maggiormente sulla nostra parte del lavoro di scrittura, prove e performing.

3-Avete anche girato l’Italia con concerti, festival, eventi open-air e apparizioni radio e tv. Ritenete quindi fondamentale il rapporto diretto con il vostro pubblico? Quale è stato l’evento live che non potrete mai dimenticare? (Nel bene o nel male…)

Pensiamo che il rapporto diretto con il pubblico sia alla base di questa attività. Tutto gira attorno al pubblico e non possiamo assolutamente lamentarci del nostro, che è cresciuto rapidamente e ci supporta attivamente in un modo incredibile.

Abbiamo aperto una newsletter su WhatsApp per i fans più attivi, così da poterli aggiornare su qualunque news in tempo reale e diretto.

Uno dei tanti show che sicuramente ci hanno segnato positivamente è stato il Beer-Festival di Morimondo.

C’era una quantità di gente della serie “gambe molli quando sali sul palco” ed il modo in cui un pubblico – per lo più inedito al nostro repertorio – ha risposto ai nostri brani, è stato indimenticabile.

Abbiamo davvero apprezzato quella serata nonostante una serie di problematiche tecniche legate alle condizioni meteo sfavorevoli.

4-Anche i video dei Marlon sembrano molto importanti per la band. Ne avete girati tanti, ma quale scegliereste per presentarvi al meglio a chi non vi conosce? Raccontateci come è nata e si è sviluppata l’idea delle Postcard Songs per il precedente album.

Beh, sicuramente se dovessimo sceglierne soltanto uno consiglieremmo “Pray for Me”.

Il videoclip, che è probabilmente più uno short-movie, è stato diretto dal regista Livio di Miceli con una super troupe comprendente oltre 30 attori e comparse, e con dei mezzi di altissimo profilo.

Noi siamo sullo sfondo, come la nostra musica, mentre le immagini raccontano una storia molto avvincente.

Le postcard songs sono nate dall’idea di voler esprimere la nostra musica attraverso la comunicazione fisica ma non inflazionata da un mezzo un po’ freddo e, diciamocelo, ormai in via di disuso come il CD.

Volevamo qualcosa in più, qualcosa di più personale ed intimo. Abbiamo ideato le postcard songs con un artworks per ciascun brano, riportandone sul retro accordi e testo di ciascuna canzone dell’album, e le abbiamo pubblicate mensilmente per 12 mesi.

Consentendo  così a chi ci ha incontrato ai concerti di potersi “abbonare” e mensilmente poter scaricare una nuova song.

Hanno avuto molto successo tra il nostro pubblico e ha avvicinato molte persone al progetto, incuriosite dal tipo di supporto: vintage ma allo stesso tempo di moderna concezione.

5-Come sono nate le vostre cover? “Life on Mars” di David Bowie e “I Got You” di The White Buffalo. E la collaborazione con Giulia Osservati degli Electric Ballroom?

Abbiamo scelto le cover con un mero criterio di gusto personale ed il fine di omaggiare gli artisti che più ci hanno segnato ed influenzato negli anni. La nostra prima cover “I Got You” è nata curiosamente durante il primo incontro con Giulia Osservati proprio durante un evento al quale eravamo entrambi coinvolti con le reciproche band.

Cominciando a parlare abbiamo scoperto di avere una comune passione per “The White Buffalo” e così abbiamo deciso di incidere un suo brano assieme, e quale migliore di quello che nasce già come un duetto fra Jack e una voce femminile.

“Life on Mars” è un brano che abbiamo sperimentato su richiesta del nostro Sinch-Manager in BMG, essendo uno dei loro artisti di punta del catalogo editoriale internazionale.

Ci ha colpito così tanto lavorare su un suo brano che in occasione del memorial-day abbiamo voluto omaggiarlo producendoci anche il videoclip che trovate su YouTube.

6-Questo nuovo album vede la partecipazione del chitarrista Emanuele Nanti, prima che lasciasse la band. Rappresenta quindi una svolta per il progetto Marlon. Parlateci delle canzoni in esso contenute, di cosa possano significare, e se ce n’è una che preferite su tutte.

Questo album segna la chiusura di uno dei capitoli più belli della nostra vita. Abbiamo legato tra di noi in un modo unico e vigoroso in questi due anni e mezzi in cui abbiamo combinato di tutto e ti più.

Ema ha preso un’altra strada, che non prevede più di dedicare gran parte del proprio tempo alla band, e noi abbiamo rispettato la sua scelta, infondo siamo come fratelli e lo avremmo supportato in qualunque strada avesse deciso di prendere.

Noi tre siamo molto affiatati e in questo momento non sentiamo l’esigenza di aprire le porte ad un estraneo: siamo all’alba di una svolta e non vediamo l’ora di dar forma ad una nuova fase del nostro progetto in modo ancora più personale.

Abbiamo scritto e registrato “Sunken Worlds” ai RecLab Studios, sempre con l’aiuto di Larsen Premoli, cercando di creare qualcosa di dirompente e travolgente ma allo stesso tempo intimo ed accogliente.

E’ un disco nato in sala prove, e cresciuto sui palchi, dallo scorso inverno per tutta la primavera ed estate, l’abbiamo voluto registrare assieme, un’ultima volta noi quattro prima di salutarci, perchè i brani son nati così!

Uno dei pezzi che reputiamo più riusciti e perciò fra i nostri preferiti è senz’altro “God Knows”: ha un significato molto forte, un vero e proprio soliloquio riflessivo in un momento di turbamento.

Ciascun brano, come già fu per le dodici tracce del primo album, ha una storia dietro: abbiamo lavorato così sin dal primo singolo.

Per noi è così: ogni brano non deve accontentarci solo musicalmente ma deve rappresentare al meglio possibile un sentimento, un’emozione, un momento o un concetto, che non vogliamo svelare per forza. Lasciamo così a chi ascolta, la facoltà di interpretare le liriche personalmente.

7- Siete inarrestabili, quindi avrete già altre idee per il futuro prossimo. Ci potete anticipare qualcosa? Quali sono i prossimi eventi live a cui potremo venire ad ascoltarvi?

Abbiamo le idee più chiare che mai in questo momento: siamo in una fase avanzata di pre-produzione volta a creare materiale nuovo, con un sound diverso da quello a cui abbiamo “abituato” il nostro pubblico.

Qualche venatura si può già sentire nell’evoluzione che c’è stata fra “Musings from the Rearview” e “Sunken Worlds”.

Stiamo anche rivisitando tutti i nostri brani editi per presentarli in un nuovo show completamente rinnovato e rivisto. Il futuro vede sicuramente ancora tantissimo lavoro e speriamo tantissime soddisfazioni.

Vi invitiamo a visitare il nostro sito internet così da poter restare aggiornati sulle date che prossimamente annunceremo, ce ne saranno molte e non vediamo l’ora di rivederci tutti sotto al palco.

Ringraziamo i Marlon che abbiamo ospitato con molto piacere sulle nostre pagine e vi invitiamo a seguirli on stage e sui loro canali social!!

See you on the Road again!

Membri del gruppo:

Marlon D. Bergamini – Vocal / Guitar
Jody Brioschi – Drums / Vocal
Andrea Dominoni – Bass Guit. / Vocal

Discografia:

“Musing from The Rearview” novembre 2018
“Live in Theatre” marzo 2019
“Sunken Worlds” settembre 2019

Official site: https://marlonmusic.it
FB: http://bit.ly/FBMarlon
YT: http://bit.ly/YTmarlon

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By |2019-10-06T13:29:41+00:00Ottobre 6th, 2019|Brand New Rock, Rock News|