Out Of The Edge, intervista alla band su “Rise Another Day”

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Gli Out Of The Edge pubblicheranno il prossimo 8 Novembre “Rise Another Day”, pilot trailer del nuovo progetto “Shadows”. Abbiamo incontrato virtualmente i ragazzi per farci raccontare meglio questo interessante ed originale lavoro.

Ben trovati su Rock My Life ragazzi. Qualche giorno fa è giunto in redazione il vostro nuovo singolo “Rise Another Day”, pilot trailer del nuovo progetto “Shadows”, un cortometraggio che conterrà al suo interno il prossimo album in lavorazione della band. Spiegateci questo originalissimo progetto.

Ciao Rock My Life, sono Luca e parlando a nome di tutti noi Out Of The Edge inizio ringraziandovi per questo spazio che ci avete dedicato.

“Shadows” è un cortometraggio che si trova ora in fase di preproduzione: stiamo infatti attualmente lavorando sulla scrittura della sceneggiatura, aiutati da professionisti del settore.

Una volta che avremo ultimato la scrittura, le riprese ed il montaggio del corto, comporremo noi le musiche originali per la colonna sonora e queste saranno parte del nostro nuovo album.

Nel frattempo abbiamo composto il nostro singolo “Rise Another Day”, il cui videoclip funge appunto da trailer per “Shadows”, iniziando a raccontarne rapidamente il tema e facendo fugacemente entrare lo spettatore a contatto con la storia di cui parlerà.

Abbiamo deciso di mettere in piedi questo nuovo progetto per tanti motivi, uno di questi è stata una nostra esigenza. Volevamo, infatti, fare un’esperienza che ci permettesse di sperimentare qualcosa che a livello compositivo potesse essere per noi sfidante.

Inoltre, personalmente, penso che la musica da film sia uno dei pochi ambienti musicali dove è ancora permessa totale libertà compositiva.

Senza vincoli di genere, cercando di concentrare gli sforzi solo sulla necessità di trasmettere una determinata emozione, che è un po’ l’idea che sta dietro a tutto il progetto Out Of The Edge.

Out of The Edge nascono da un’idea di Luca Stasi che sappiamo essere un polistrumentista. All’interno di questo lavoro Luca ha scelto di dedicarsi alla batteria. Come mai fra tanti strumenti proprio questo? Che legame particolare c’è con le percussioni?

In realtà all’interno di questo progetto il mio approccio è principalmente compositivo, infatti sono io che mi occupo principalmente di quel momento di creazione dei nostri brani.

Questo vale anche per quanto riguarda l’arrangiamento. Sebbene io cerchi spesso di trovare occasioni per dar spazio a ciascun membro affinché possa inserire la propria visione del brano attraverso un lavoro affrontato insieme sulla personale interpretazione.

Dopodiché, quando si va in studio ed in formazione live, mi ritrovo dietro i tamburi perché la batteria è il mio strumento principale.  Quello dove mi sento più “a casa” e quello che di sicuro padroneggio meglio, avendo alle spalle uno studio di non pochi anni.

“Time to build your world, a place for you to stay to rise another day”. Un concetto davvero importante e forte che rimane subito impresso e ci lascia immaginare non solo questo lavoro nello specifico ma un concept che fa da filo conduttore per tutte le scritture della band. E’ così?

In effetti mi rendo conto che potrebbe risultare abbastanza facile legare tra loro molti dei temi affrontati nei nostri brani, ma questo nesso non è assolutamente voluto.

E’ tuttavia possibile che il tutto risalga ad un livello inconscio e più profondo. Credo fortemente nel concetto dell’essere determinati nel costruirsi la propria vita con le proprie mani e ci sono particolarmente legato perché è qualcosa che fa parte della mia personale esperienza.

Stesso vale per il concetto di rialzarsi e del non arrendersi mai, forse perché so bene quanto sia facile cadere nel momento in cui si cerca di creare il proprio mondo.

Perché credo che tutte le cadute siano fondamentali per poter imparare qualcosa che ci può solo far crescere e migliorare, se saremo in grado di rialzarci in piedi.

Tra non molto ci sarà la presentazione ufficiale di “Rise Another Day”, è un po’ come una lunga gestazione piena di attese, aspettative, emozioni e si spera sempre che abbia un buon riscontro di pubblico. Come state vivendo quest’attesa?

Non è sicuramente facile: stiamo mettendo tanto in gioco con questo evento e stiamo anche qui sperimentando veramente tanto sotto molti punti di vista.

Le nostre aspettative sono alte, forse perché io sono caratterialmente una persona molto positiva, tutto sommato ci sono paure e dubbi che sono comunque presenti.

Credo che l’aver deciso di organizzare tutto da soli, senza neanche l’appoggio di un locale, sia stato sia un vantaggio per molti aspetti, ma anche causa di stress e difficoltà.

Tutto sommato siamo comunque molto carichi ed entusiasti: non vediamo veramente l’ora che arrivi il grande giorno per poter vedere la reazione del pubblico e poter sentire le opinioni sul nostro lavoro.

Curiosando un po’ sui vostri social e sul vostro sito web abbiamo trovato un’immagine molto particolare ed intensa. Delle ortensie che spiccano su uno sfondo di rovi su due bacchette per batteria. Come vi è venuta in mente una cosa del genere? Che significato vuole esprimere questa immagine?

A dir la verità è stato un misto tra caso e premeditazione. Sapevamo di cosa avrebbe parlato il nostro progetto “Shadows” e di conseguenza di cosa avrebbe trattato il videoclip di “Rise Another Day”.

Per cui quando, durante una giornata di photoshooting con il nostro fotografo di fiducia Jacopo Fiorino, abbiamo trovato questo piccolo angolo denso di emozione, abbiamo pensato che fosse lì apposta per noi.

Al che ho preso le mie bacchette e le ho posizionate esattamente dove dovevano stare.
Più di questo però non posso dire, per saperne di più bisognerà guardare il videoclip di “Rise Another Day”.

Out Of The Edge è una band fuori dagli schemi? Quali sono i vostri punti di riferimento nel mondo della musica e quali sonorità vi descrivono meglio?

Sicuramente si, vogliamo essere una band fuori dagli schemi. E lo vogliamo essere in modi diversi: a partire dalla nostra struttura che è un po’ al limite tra progetto band e progetto solista.

Un po’ per il fatto che non vogliamo avere un solo genere musicale che ci rappresenti ed un po’ anche per il progetto innovativo che abbiamo pensato con “Shadows”.

Se dobbiamo trovare poi dei punti di riferimento nel mondo musicale, la nostra poliedricità viene fuori ancora meglio dato che tutti quanti arriviamo da ascolti e mondi musicali differenti e molto variegati.

Per fare qualche nome, sicuramente ci sono da menzionare Pink Floyd, Foo Fighters, Dream Theater, Queen, Muse, Avenged Sevenfold, TesseracT e tanti altri.

In quest’epoca moderna ogni artista ha bisogno di promuovere la propria musica e di farsi conoscere, oggi si fa un grande uso/abuso di Facebook, instagram, twitter… che rapporto avete con queste piattaforme così social?

Siamo consapevoli sicuramente dell’importanza di questi strumenti ed anche delle grandi possibilità che offrono, soprattutto per band e musicisti emergenti.

Tuttavia non nascondo che la gestione non è semplice: richiedono tanto impegno, tanto tempo e tanta conoscenza. Mi sto sicuramente impegnando cercando di imparare come poterli sfruttare al meglio.

Ma ancora non possiedo queste capacità e so di non saperli utilizzare al meglio delle potenzialità che potrebbero offrire.

La domanda con cui vogliamo salutarvi e ringraziarvi per averci raccontato qualcosa sul vostro lavoro e questa: Quant’è importante credere ancora nella professione di musicista oggi? Prima o poi si riuscirà a non considerare più fare musica come un hobby ma come una vera arte?

Non credo che la musica possa mai essere considerata come un semplice hobby, anche se purtroppo è vero che in alcune circostanze succede.

Tuttavia credo che questo accada solo quando si parla di imparare a suonare uno strumento, soprattutto con i più piccoli, oppure quando si suona in una band di amici senza alcuna pretesa.

Quando invece ci si inserisce nel mondo della composizione e della musica inedita, sono convinto che il mondo sia già pronto a considerare la musica come forma d’arte e che la maggior parte delle persone lo faccia già.

Dopo aver piacevolmente ascoltato quello che hanno da dire gli Out Of The Edge, non ci resta che invitarvi all’ascolto e alla scoperta di Rise Another Day dal prossimo 8 Novembre.

Maggiori info: https://www.facebook.com/OutOfTheEdge/

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By |2019-11-03T11:01:39+00:00Novembre 3rd, 2019|Brand New Rock, Rock News|