Killer Machine, il nuovo disco degli Hell Spet raccontato direttamente dalla band

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Killer Machine è la recente release per i bresciani Hell Spet. Oggi ospitiamo la band sulle nostre pagine conoscendoli meglio con questa intervista.

Salve ragazzi, benvenuti su Rock My life. Poche settimane fa avete reso noto Killer Machine, la title track del vostro nuovo album. Ci troviamo di fronte ad uno scenario apocalittico in cui le macchine prendono il sopravvento sull’umanità. Parlateci meglio di questo concetto.

Ciao regaz! Si, KILLER MACHINE, è stato presentato alla Latteria Molloy il 5 gennaio ma era già un anno che ci lavoravamo.
Il concept è figlio di birre, libri, birre, films e birre l’ho già detto?! Parla della vita dopo che le risorse del nostro pianeta Terra si saranno esaurite.
In questo futuro distopico (non troppo futuro e nemmeno troppo distopico) si muovono i brani del disco.
Non hanno un vero e proprio ordine che racconta la storia dall’inizio alla fine, sono invece più come fotogrammi di un momento storico vero e proprio.
I protagonisti di questa storia sono due: la razza umana allo stremo delle sue energie e speranze di sopravvivere e la Killer Machine.
La macchina perfetta che però per sopravvivere ha bisogno di alimentare il suo motore con gli spiriti degli esseri umani.

Gli Hell Spet suonano insieme dal 2011 ma solo più recentemente la formazione della band ha raggiunto quota sei elementi. Quello che colpisce è l’utilizzo del banjo e del mandolino. Proponete così un set coinvolgente con richiami alla musica country come nessuno in italia sa fare. come siete arrivati a questa scelta stilistica?

La scelta stilistica non è che c’è proprio stata, all’inizio eravamo in cinque e Niccolò suonava il banjo.
Avevamo un contrabbasso perché il nostro bassista aveva appena cominciato a suonarlo. Per il genere che facevamo all’inizio era una formazione appropriata.
Poi è successo che Simon (ex chitarra elettrica) ha scoperto di saper suonare il mandolino ed era una cosa a cui non potevamo rinunciare: ancora più corde!
Dal 2014 poi si è unito alla band anche Michi (Cannibal) e il sound è decisamente svoltato.

Ascoltando la vostra musica adesso e confrontandola con il vostro esordio notiamo sicuramente un’evoluzione. Ci sono sonorità che partono dalla musica tradizionale dal sapore USA fino ad arrivare al Folk. Tuttavia in Killer Machine sentiamo spiccare tratti thrash sempre più marcati. Quanto è difficile riuscire a bilanciare tutti questi elementi e tenerli in equilibrio senza disorientare il vostro pubblico?

Beh l’equilibrio è semplicemente il nostro gusto personale. Quello che sentite o sentirete in KILLER MACHINE è il nostro modo di comporre ora. La HELL SPET è cambiata tanto negli anni ma sempre in un’unica direzione, chissà come sarà il prossimo album?

Gli Hell Spet sono senza dubbio una band che vale la pena sentire live almeno una volta nella vita. Per chi non vi conosce l’impatto che si ha al primo ascolto è senza dubbio forte e potente. Avete mai l’impressione che i vostri live siano un pò come una rappresentazione teatrale? Come raccontare la trama di un film di fantascienza…

In realtà il nostro show è piuttosto diretto e onesto. Ci divertiamo da matti e forse è per questo che si diverte anche il pubblico.

A proposito di live, ci piacerebbe sapere com’è il vostro rapporto con i fan. Gli Hell Spet hanno una nutrita fanbase che nel tempo è cresciuta e si è consolidata. molti dicono di voi: “Non è cosa suonano ma come lo suonano!” Cosa succede durante i vostri show?

Ecco appunto, come dicevo prima: la gente si diverte perché noi ci divertiamo.
Ci sono momenti più incazzati e momenti più festaioli! Questa alternanza magari fa si che la gente si trovi bene per come si sente. Se è incazzata si diverte e se si diverte, si diverte ancora di più!

Parliamo ancora di Killer Machine. Ad uno scenario catastrofico si contrappone un barlume di speranza. Ritmi frenetici, incalzanti in cui troviamo perfettamente incastonati i già citati mandolino e banjo. Come se ci fosse ancora una speranza di sopravvivere e dominare l’anarchia delle macchine. Cos’è che ci salverà tutti?

Ci salverá restare tutti assieme. Soprattutto quando le cose vanno male.

Come abbiamo detto, suonate insieme davvero da moltissimo tempo, avete sicuramente passato momenti in cui vi siete sentiti come una famiglia e altri momenti più difficili. Cosa riesce a tenere unita una band e a far andare avanti il lavoro anno dopo anno?

Siamo tutti molto amici da tanti anni. Qualcuno più, qualcuno meno ma alcuni di noi da più di dieci anni.
E suoniamo assieme da più di dieci anni! Certo abbiamo avuto momenti in cui le cose non andavano benissimo ma mai a livello di band ma di rapporti tra di noi.
Siamo in sei e passiamo assieme tanto tempo. Soprattutto in fase creativa o in studio, durante le interminabili prove, le discussioni ci sono ma è normale confrontarci tra di noi.
Suonare assieme è anche questo. Ognuno di noi vuole il meglio per la banda e questo ci fa andare avanti sempre.

Vogliamo salutarvi e ringraziarvi con un’ultima domanda. E’ stato un piacere conoscere la vostra musica e parlarne in questo spazio. In attesa di potervi vedere e sentire dal vivo potete svelarci cosa c’è nell’imminente futuro Hegli hell Spet?

Dunque, nell’imminente futuro HELL SPET ci sono un videoclip nuovo fiammante e un po’ di appuntamenti live che renderemo noti sulla pagina Facebook.
Man mano verranno ufficializzati dai promoter. Ci sono posti nuovi che vorremmo visitare ma anche posti dove già siamo stati e che rivedremmo volentieri.
E’ bello tornare dove si è stati bene! Possiamo anticipare però la prima bella sorpresa dell’anno.
L’11 luglio al Rock am Ring festival (Ritten/Bolzano), suoneremo all’after show dei Sepultura!!
Un ottimo auspicio, parrebbe!
Grazie a voi! Un saluto a tutti, ci si vede live!

MAGGIORI INFO SU HELL SPET: https://www.facebook.com/HellSpet/

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By |2020-01-28T09:03:11+00:00Gennaio 28th, 2020|Brand New Rock, Musica, Rock News|