RFC, la band racconta i suoi vent’anni on stage

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Gli RFC celebrano il loro ventennale con un nuovissimo singolo pubblicato il 24 Gennaio scorso.
Una vita passata on stage e on the road che noi vogliamo farci raccontare in questa intervista.

Bentrovati ragazzi!!! Vogliamo congratularci con voi per essere giunti a questo importante traguardo. Vent’anni non sono certo pochi.
Cominciamo subito con una curiosità sul vostro nome. L’acronimo RFC sta per “Ritieniti fortemente coinvolto” e sicuramente già in molti vi avranno chiesto cosa significa. Noi quindi vi chiederemo: in cosa dobbiamo sentirci fortemente coinvolti?

E’ un motto che nacque dal principio per spronare il nostro pubblico ad essere completamente partecipi ai nostri live ma soprattutto alle tematiche trattate nei nostri brani.
E’ sempre stato un nostro obiettivo creare una forte sinergia con chi viene ai nostri concerti o segue il percorso della band. Sentirli parte integrante del nostro progetto ci ha sempre dato quello stimolo in più per andare avanti.

Il vostro singolo “Revolution” è appena uscito, è un inno potente che sicuramente suscita un risveglio sia a livello personale che sociale. Come mai la scelta di alternare sia parti in italiano che parti in inglese?

Di base suonava bene e ci piaceva molto la resa nella creazione del brano, ma il vero obiettivo è stato quello di lanciare un messaggio che potesse superare tranquillamente anche i confini del nostro paese e rendere il brano più universale possibile.

Il punto di forza degli RFC sono senz’altro i live, ormai non riusciamo neanche più a contarli tutti. Sono spettacoli con una carica emotiva molto forte. Persino sulla vostra pagina Facebook alla voce “Posizione attuale” scrivete: On the road. Quanto è importante per voi questo grande impegno on stage?

E’ l’unica cosa che davvero conta per noi, nasciamo come band che ama il più possibile essere on the road e portare la propria musica ovunque, sul palco ci sentiamo davvero noi stessi.

Tre dei vostri album sono prodotti dalla celebre etichetta indipendente “La Canzonetta” una pietra miliare per gli artisti del sud e non solo. Com’è cambiata la vita degli RFC dopo essere stati accolti all’interno di questa prestigiosa label?

E’ stata un’esperienza molto bella e professionale, anche se completamente fuori dalle nostre logiche di genere, ci siamo sempre sentiti a casa e supportati in tutte le passate scelte, speriamo prima o poi di lavorare di nuovo insieme a quel team.

A proposito di questo abbiamo letto che per la realizzazione di uno dei vostri album vi siete isolati in campagna tagliando fuori tutto ciò che vi legava al quotidiano, scrivendo ben dodici brani. Cosa ha lasciato dentro di voi quel tipo di esperienza? La consigliereste anche alle altre band?

In quella circostanza il supporto della Canzonetta fu fondamentale, finanziò appunto il nostro esilio, un’esperienza atomica. Poterti completamente isolare dal mondo, chiuderti in sala prove per 30 giorni, concentrarti totalmente sulla tua musica è una cosa che sognano di fare tutte le band.  Noi siamo stati fortunati ad averla vissuta. Beh si la consigliamo vivamente, sei tu, la tua band e la tua musica..stop.

Raccontare la lunga carriera degli RFC in una sola intervista sembra quasi impossibile, ma alcune cose non possiamo non ricordarle. Ad esempio il video di “Rabbia” in rotazione sia su MTV che su Deejaytv, o l’aver condiviso il palco con artisti come LINEA77, SUBSONICA, NOFX ecc.
Questo tra l’altro all’idroscaloRock di Milano. Per la prima volta una band del sud riesce ad ottenere quel palco. Credete che sia un segno importante per la musica dal centro Italia in giù?

Si di cose ne abbiamo fatte nel corso della nostra carriera. Le collaborazioni con artisti di caratura importante come quelli che hai citato ci hanno dato tantissimo dal punto di vista dell’esperienza e della nostra crescita musicale.

Per il resto eravamo poche band a suonare questo genere, oggi siamo ancora meno, gli spazi per chi viene da questa parte di stivale sono sempre pochi. Quelli che spesso sembrano solo pochi km di distanza vanno a scontrarsi con una differente mentalità legata soprattutto all’ascolto di questo genere.

Credo sia importante tornare suonare il più possibile e diffondere la propria musica.

Abbiamo un’ultima domanda per voi. Il 2020 sarà l’anno in cui ci regalerete un altro album. Dobbiamo aspettarci qualcosa sulla scia di Revolution? Quale sarà il carattere di questo nuovo disco?

Il prossimo disco non sarà legato ad un genere, ma sarà una sincera miscela di ciò che siamo stati e degli RFC di oggi, suoniamo ciò che ci pare senza nessun genere di freno.
Il disco sarà lo specchio di ognuno di noi.

Dunque ringraziamo gli RFC per aver condiviso con noi la loro esperienza e la loro storia e vi invitiamo a seguirli sulla loro pagina PAGINA FACEBOOK

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By |2020-02-05T12:49:59+00:00Febbraio 5th, 2020|Brand New Rock, Rock News|