Tales of the Croupier, vi raccontiamo il nuovo EP della band alternative metal Thorn in Side.

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Tales of the Croupier, questo il titolo scelto per il nuovo EP della band Thorn in Side, che esplora le tendenze contemporanee della musica metal.

Come analizzare la società che ci circonda se non attraverso il racconto delle sue inclinazioni più profonde, morali e comportamentali proprie dell’animo umano? E chi meglio di un Croupier, a capo del tavolo da gioco, può cogliere gli istinti animali insiti in ogni giocatore?
Questo è quello che i Thorn in Side provano a raccontare nei sette brani che compongono Tales of the Croupier, dedicato ai vizi capitali.

In apertura di Tales of the Croupier troviamo Eat, hate, eaten. Brano strumentale dove un crescendo di suoni descrive l’ingordigia, quello che nel titolo chiamano il mangiare, odiare e mangiare ancora. Più precisamente la gola intesa non solo come abbandono ed esagerazione nei piaceri della tavola o la perdita totale del senso della misura. Ma ancora di più l’insaziabilità, l’ingordigia nella sua accezione più pura che fa perdere la capacità di provare piacere reale per ciò che si ha già.

Proseguendo poi con Lingerie in qualche modo si prosegue ancora l’argomento precedente analizzandolo però dal punto di vista dell’avarizia, collegata all’avidità della fame. Ancora di più il brano descrive un costante senso di insoddisfazione per ciò che si ha già e del bisogno sfrenato di ottenere sempre qualcos’altro. Infatti quando ci si accorge di aver buttato al vento ciò che con sacrificio si è riusciti a costruire a volte è troppo tardi, si cerca così di mentire a se stessi.

Now I’m cheating, Even with myself.

Il viaggio di Tales of the Croupier tra i vizi capitali prosegue in seguito con l’eccessivo attaccamento ai beni terreni e l’ eccessiva renitenza nel separarsi da essi. Con ritmo incalzante e giusto canto, Shark Inc. riesce a raccontare la signora lussuria, il suo incontrollato ed irrefrenabile desiderio di possedere, del piacere.

Buy
It will all be mine
Your gold and your life
It will all be mine.

Protraendo la nostra analisi di Tales of the Croupier, troviamo anche Ira, dove viene fuori il sentimento covato della rabbia. Più precisamente quel manifestare in modo violento qualcosa che non ci va proprio giù! Parliamo di quell’avversione profonda e vendicativa verso qualcosa o qualcuno, quando non possiamo proprio passare sopra a ciò che ci è stato detto.

I can’t forget what you told me yesterday
I can’t forget all the rage you caused to me.

Cambiando tema, eccoci anche a Strength of a Fool, pezzo irriverente che fin dalle prime note dà la sensazione della superbia. Allo stesso modo troviamo quella radicata convinzione della propria superiorità, reale o presunta. Questo si traduce poi nello specifico in un atteggiamento di altezzoso distacco o anche di ostentato disprezzo verso gli altri e le regole imposte.

Hey nice to meet you kneel down to my feet
Look at my life I’ve the strength of a God (my god).

Siamo giunti in tal modo anche al sentimento che sempre più appartiene agli individui rappresentato dalla tristezza per il bene altrui e percepito come male proprio, parliamo di invidia. Infatti in Wish I Was si parla proprio di questo, del costante paragonarsi a qualcuno che pensiamo abbia ciò che vorremmo avere per noi. Invece di limitarci a provare quella sana invidia che potrebbe diventare lo spunto per dare di più, ci ritroviamo al contrario a covare soltanto un sentimento malato.

Why you are you
And I can’t be you
No, envy is burning me again
Burn, when you’re coming next to me.

Infine, in ultima analisi, non poteva mancare il più grande dei peccati narrati in Tales of the Croupier. Parliamo di quello che nasce dal torpore malinconico, dall’inerzia nel vivere e nel compiere opere di bene, pigrizia, indolenza, infingardaggine, svogliatezza, abulia: l’accidia.

In A Pit to Sleep viene descritto infatti quel senso di vuoto che non è semplice da spiegare e soprattutto non è un sentimento da condividere con chiunque. Cambio di ritmo, troviamo così, ultimo ma non meno importante il brano più lento e malinconico del disco, forse anche il più introspettivo. Ed anche il tentativo di far capire cosa si prova quando sembra che tutto abbia perso di senso, che tutto sia congelato o pietrificato, lasciandoci così inermi e allo stesso modo privi di capacità reattiva.

Think of yourself petrified
That’s my life
I don’t fucking care
There is no reason for me to go out.

Sicuramente Tales of the Croupier è un disco che merita di essere ascoltato, dove attraverso musica e testi la band riesce nel suo intento di raccontare mali comuni radicati nella società. Concludendo, possiamo aggiungere un’ ultima cosa. Un plauso per  l’artwork della cover del disco, in perfetta armonia sia con il titolo che con gli argomenti trattati. Una roulette che si srotola seguendo una scala che scende (o sale?) verso un punto indefinito, ignari di quale scalino ci ospiterà.

(Lucia Deleo)

Tracklist di Tales of the Croupier:

01. Eat, Hate, Eaten
02. Lingerie
03. Shark Inc.
04. Ira
05. Strenght of a Fool
06. Wish I Was
07. A Pit to Sleep

Line-up:

Gabriele Bortolin (chitarra)
Maurizio Belli (batteria)
Mattia Scalas (voce e testi)
Lorenzo Cion (chitarra)
Mattia Migliasso (basso)

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Tales of the Croupier
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By |2020-04-14T08:30:38+00:00Aprile 14th, 2020|Brand New Rock, Rock News|