Gli Iron Mais tornano su Rock My Life con i loro racconti on the road

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Gli Iron Mais tornano a farci visita raccontandoci un pò di più sulla loro musica, sulla loro esperienza on the road e sulla loro storia come band. Lo fanno attraverso la penna di Giacomo Paradiso.

Salve ragazzi, bentornati su Rock My Life. Mi piacerebbe comiciare questa intervista partendo un po’ dalle origini. Siete stati uno dei primi gruppi in italia a proporre l’idea di decontestualizzare una canzone dal suo stilema e portarla ad un nuovo concetto. Da dove nasce l’idea e nel caso da dove avete tratto ispirazione?

Ormai più di sei anni fa ci è venuta l’idea di fondere i nostri gusti musicali e farli confluire in questo genere ai tempi pressoché sconosciuto in Italia. Genere che ci galvanizzava oltre a divertirci molto.. Pur mantenendo sempre il nostro stile ci siamo ispirati a gruppi come gli Hayseed Dixie o agli Steven’s Seagulls.

Con cui tra l’altro abbiamo avuto la fortuna di suonare per entrambi i loro tour italiani …abbiamo quindi incominciato a fare pezzi nostri sempre seguendo l’attitudine “cowpunk”.  A tirarecosì  in causa tutti i più grandi nomi della musica stravolgendo i loro pezzi sempre in stile Iron Mais.

Gli Iron Mais sono molto variegati a livello di personalità. Tant’è che ogni membro ha un nome d’arte che si coniuga perfettamente con il mood generale di band e musica. C’è qualcheaneddoto carino dietro ai vostri pseudonimi che merita di esser raccontato ai nostri lettori?

Praticamente tutti (lol) .. possiamo partire da Jack Pannocchia che si è tramutato negli anni in Jack Latreena per la sua delicatezza nel trangugiare solidi. Ma anche liquidi e la vita in generale. La Contessina così nominata per le sue presunte origini nobili molto decadute ma soprattutto per la sua grande classe. Oppure il Ragazzo Nutria così chiamato… questo lo lascio immaginare a voi.

Da metallaro di vecchia data non posso non collegare il vostro nome ad uno splendido gioco di parole con i grandissimi Iron Maiden! Se non sono fuori strada, quanto metal c’è nel background dei musicisti degli Iron Mais? Quali sono quindi le vostre maggiori influenze come musicisti?

Veniamo tutti da estrazioni e background musicali diversi, classica, Stoner ,psychobilly , folk, hard rock, hardcore , ma quello che ci accomuna da sempre è appunto l’amore anche per il metal. (E l’odio per la trap) e quindi cosa ci può essere di più divertente che reinterpretare i brani da noi più amati sempre con il “Cock” duro?!

Andando invece in dietro nel tempo, ricordiamo gli Iron Mais per la partecipazione ad “X Factor”. Quanto ha cambiato le vostre vite la partecipazione ad un famoso Talent Show? La consigliereste come esperienza ad una band?

Noi abbiamo partecipato ad XFactor per puro caso o per puro gioco per meglio dire e ovviamente essendo gli unici a fare questo in Italia abbiamo avuto un grande successo. Cosa che ha portato un grande incremento soprattutto per quanto riguarda i live che già non mancavano prima.

Ma i passaggi televisivi ovviamente li hanno aumentati esponenzialmente… Per quanto riguarda la nostra esperienza nel programma posso solo dire che è stata bellissima perché ci hanno lasciati liberi di fare assolutamente quello che volevamo. Sempre mantenendo ovviamente un certo decoro visto che eravamo diventati la Resident Band del programma XtraFactor.

E vista anche la nostra attitudine e il nostro poco interesse nel partecipare al programma avendo sfortunatamente come giudice la persona più sbagliata per noi cioè Fedez..

Comunque abbiamo solo bei ricordi e potremmo consigliare la partecipazione solo a giovani ambiziosi,talentuosi e determinati. Anche se come abbiamo visto non sempre basta vincere XFactor. Si può sparire vincendo oppure restare presenti costantemente nella scena musicale senza nemmeno parteciparvi. Così com’è successo a noi, l’importante è avere talento e carattere.

Tante date in giro per la nazione, immagino tanti sacrifici, potreste raccontarci come è la vita “on the road” alla Iron Mais?

La vita “on the Road” può essere ovviamente divertente ma anche molto pesante quando durante tutta la settimana ci si deve dedicare al proprio faticoso lavoro. Soprattutto quando si va in tour con gli Iron Mais, il gruppo più rock’n’roll  meno morigerato della storia (lol) ..

E’ un po’ difficile infatti arrivare al venerdì stanchi dal lavoro,dover affrontare magari tanta strada , fare sound check faticosi. Ma tutto questo viene poi dimenticato nel momento meraviglioso e galvanizzante del live che rimarrà sempre la nostra forza.

In un periodo come questo mi sono fatto l’idea di quanto manchino e mancheranno eventi live. Ricordo che subito dopo l’11 Settembre a New York ci furono moltissimi grandi concerti a supporto dei cittadini Newyorkesi. Questo a dimostrare la grandissima importanza della Musica, Artisti e Performer come “cura” per il grande shock subìto. Secondo voi perché in Italia non sussite lo stesso modo di ragionare e quali sono le problematiche di un musicista che lavora in italia?

In questo momento chiunque sta sognando di fare ,organizzare o anche solo partecipare ad un concerto ,la musica è il motore da cui parte tutto il divertimento. Anche se in Italia l’artista o il musicista non è considerato ancora così basilare come nelle altre parti del mondo …

Ma se si potesse fare penso che anche quí in questo importante momento storico la musica sarebbe considerata un’ottima cura. Basta vedere il desiderio di espressione dai balconi o dai video “a quadretti” che questo lockdown ha provocato…

Possiamo solo aspettare pazientemente il momento del ritorno alla normalità sperando che i live tornino a riempire la nostra vita e sperando che l’Italia possa riuscire a rivalutare anche la musica.

Con quest’ultima domanda ci salutiamo e vi ringraziamo per aver portato nuovamente la vostra simpatia e la vostra musica sulle nostre pagine. Quale dei vostri live è stato il più bello in assoluto per voi tanto da volerlo ripetere non appena sarà possibile?

Non vediamo l’ora di ripetere live fatti su palchi enormi con migliaia di persone sotto al palco che urlano e si divertono. Inoltre aspettiamo anche di nuovo quei live nei locali piccoli, roventi e stracolmi dove si respira il calore ed il sudore di tutti. Cosa che di questi tempi sembra quasi fantascienza…ma torneremo più carichi e sudati di prima.

(A cura di Giacomo Paradiso)

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By |2020-04-21T16:22:10+00:00Aprile 21st, 2020|Brand New Rock, Rock News|