Settore Spettacolo, voce ai professionisti degli eventi.

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Quando si parla di Spettacolo in questi giorni, il pensiero scivola sempre verso la complicata situazione che questo settore sta vivendo.
Così partendo dalla Toscana, un gruppo di professionisti del settore, con grande spirito di iniziativa e soprattutto tanta pazienza, ha contattato i colleghi in tutta Italia per capire se stessero riscontrando i medesimi problemi.

Nasce così Professione Spettacolo Toscana Ovest, che per la prima volta da quando è cominciata l’emergenza Covid, riunisce i tecnici dello spettacolo dal vivo non nelle singole realtà locali ma in un comune tavolo che abbraccia tutta Italia.

Non parliamo solo di singoli dipendenti, ma anche di liberi professionisti, service, cooperative dello spettacolo, con un occhio ad organizzatori, agenzie e artisti. I promotori di Professione Spettacolo Toscana Ovest sottolineano che parallelamente alle altre iniziative italiane di promozione culturale, ricerca, sensibilizzazione e protesta, è basilare che si trovi un sistema di collegamento comunicativo efficiente tra le istituzioni e chi conosce le problematiche del settore perchè le vive tutti i giorni.

E’ necessario però trovarlo in tempi brevi, proprio perchè l’attuale emergenza necessita di una riflessione e di un’azione a partecipare, altrimenti quando l’emergenza finirà, infatti, molti torneranno a lavorare con gli stessi  problemi che però continueranno a peggiorare inesorabilmente.

Dall’ accurata ricerca  messa a punto dai dieci tecnici sotto elencati, quindi sono state riscontrate falle di legislazione importanti e la mancanza di un inquadramento di un’intera categoria. In particolar modo vogliamo riportare le parole di Davide Fatemi – Cantiere 4, che si è occupato della stesura della lettera posta all’attenzione dell’Onorevole  Ministro Franceschini (MiBACT).

Creando questa pagina non avevo la pretesa di rappresentare tutto il settore tecnico dello spettacolo dal vivo, ma, nei due giorni che ho avuto a disposizione, mi sono attaccato al telefono h24 ascoltando problemi e proposte da molti colleghi diversi per mansioni ed esperienza. Sono stato felice di riscontrare che quello che stavo scrivendo fosse una base comune a tutti noi.

Promotori di tale iniziativa sono: 

Abi Alberto Battocchi
Aldo De Sanctis
Davide Fatemi
Flavio Innocenti
Gabri Bogi
Ivan Turinelli
Marco Mazzei
Matteo Giauro
Don Tom Tommaso Bandecchi
Marco Gorini

Qui riportiamo invece per intero la lettera che Professione Spettacolo Toscana Ovest ha indirizzato all’Onorevole Franceschini, e che fa parte di un documento più ampio presentato da Emanuela Bizi (Segretaria Nazionale SLC – Cgil) al tavolo delle trattative in merito. All’interno sono state elencate alcune proposte per il nuovo decreto riguardante proprio il settore Spettacolo.

Ecco il testo:

Onorevole Ministro Dario Franceschini,
le scriviamo ringraziando Lei e il suo staff per l’impegno che state dimostrando nella progettazione di tutele per i lavoratori dello spettacolo da inserire nel prossimo decreto, e per attirare la vostra attenzione su alcuni aspetti critici del settore tecnico, che durante emergenze come questa, contribuiscono a mettere in ginocchio circa 250.000 famiglie italiane.

Oltre ai soggetti senza scopo di lucro già finanziati dal FUS, e agli organizzatori privati dei grandi eventi, lo spettacolo è composto da numerosi mestieri, artistici e tecnici, con problematiche estremamente diverse tra loro, ma tutti collegati da interessi comuni e complementari; mestieri dove i concetti di “operaio” e “imprenditore” spesso si fondono.

La filiera è composta da Service e Produzioni che danno lavoro a Tecnici e Artisti, da Agenzie, da Fornitori e dalle Cooperative dello spettacolo che sono nate e cresciute cercando di coprire una falla di legislazione importante e dando il loro contributo fondamentale alla regolamentazione contributiva e delle norme di sicurezza necessarie per il settore.

I lavoratori dello spettacolo chiedono da sempre un inquadramento di ruolo preciso ma, al momento attuale, le nostre partite iva e le nostre aziende sono posizionate erroneamente in categorie che non ci appartengono, tramite codici Ateco che ben poco hanno a che fare con le nostre reali attività, e chi viene assunto si ritrova con un CCNL non adeguato alle peculiarità del nostro mondo lavorativo formato principalmente da intermittenti.

L’attuale blocco totale ci offre una possibilità importante per riflettere e riordinare il caos in cui sopravviviamo da decenni, nel quale dobbiamo scontrarci costantemente con carenza di tutele, competenze non riconosciute, ritardi sistematici nei compensi, concorrenza sleale da improvvisati dell’ultim’ora, casse previdenziali e tassazioni che non tengono conto della natura intermittente del nostro lavoro.

Siamo una risorsa economica importante per il paese, ma ora è necessario un vostro intervento.
Riteniamo importante che il MiBACT abbia la possibilità di avere degli interlocutori con cui discutere soluzioni che tengano conto di tutte le realtà in un quadro d’insieme dettagliato.

Queste righe sono il risultato di consultazioni tra un rilevante numero di lavoratori, imprenditori, cooperative, sindacati e assemblee nate spontaneamente in tutto il paese che collaborando hanno individuato alcune criticità imminenti causate dall’attuale chiusura e alcuni punti fondamentali su cui è necessario basare la ripresa del settore spettacolo nei prossimi mesi.

I principali problemi causati dalla chiusura attuale per aziende e partite iva sono legati ad affitti e utenze, leasing e mutui non sospendibili, crediti esigibili bloccati, regolarità Durc, tasse e relativi anticipi 2021; mentre per i lavoratori assunti da aziende o cooperative, si tratta di avere accesso ad ammortizzatori sociali adeguati fino a quando non si potrà tornare alla normalità.

E’ importante notare che alcune aziende da tutelare, non versano direttamente contributi previdenziali, ma creano una gran mole di lavoro avvalendosi di tecnici con partita iva o dipendenti da varie cooperative. Da parte nostra, ci stiamo censendo e abbiamo pronte delle strategie di adattamento per la ripresa dei lavori di medie e piccole dimensioni.

Idee chiare su come far uscire dal caos il nostro settore in maniera efficiente e sostenibile; confidiamo di trovare un canale di comunicazione diretta con le istituzioni, che possa rimanere attivo nei prossimi mesi e anni, per poter proporre un inquadramento contrattuale di ruolo preciso, codici Ateco reali e per poter usufruire di una cassa previdenziale che tenga conto dell’intermittenza del nostro lavoro.

Il vestito di artigiani o metalmeccanici non ci si addice, siamo tecnici dello spettacolo abituati a risolvere problemi; permetteteci di lavorare e usufruire di tutele proporzionate, come ogni altro lavoratore e quindi concorrere in maniera adeguata al sostentamento dello stato con le nostre contribuzioni. Lo spettacolo dal vivo comunica emozioni ed è una medicina per l’anima. Rimaniamo a vostra disposizione per ogni chiarimento e per mettervi in comunicazione diretta con i vari tavoli di colleghi e collaboratori sparsi per l’Italia.

Professione Spettacolo Toscana Ovest

pstoscanaovest@gmail.com

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By |2020-05-09T05:58:38+00:00Maggio 6th, 2020|Brand New Rock, Rock News|