Road Syndicate sulle pagine di Rock My Life!!

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Oggi ospitiamo i Road Syndicate sulle nostre pagine virtuali e li accogliamo lasciando loro la presentazione della band.

Nel comunicato stampa arrivato in redazione leggiamo che vi definite una Rock ‘n’ Roll band formata con l’intento di suonare ciò che avete dentro. Una cosa che ci piace davvero molto e che ci fa amare i Road Syndicate a prescindere. Parlateci un po’ di questo vostro mood.

(Lorenzo Cortoni – voce)
Per prima cosa grazie a voi per l’opportunità di parlare di noi e di farci conoscere. Per noi essere una rock’n’roll band è una questione di DNA. Apparteniamo alla generazione che fa musica “insieme”. Ci piace mettere, ognuno, qualcosa di proprio nelle nostre canzoni e, soprattutto, farlo divertendoci. Questo credo sia e sarà sempre lo spirito del rock’n’roll.

(Fabio Lanciotti – chitarre)
A diversi livelli noi tutti lavoriamo nello show business, ma in Italia di solo rock’n’roll purtroppo non si campa. Creare i Road Syndicate è stata, perciò, la risposta naturale al nostro bisogno di ritornare alle origini. Avere, cioè, la possibilità di suonare il nostro genere musicale preferito. Per noi stessi, anzitutto, perché nella vita reale di tutti i giorni, noi ci vestiamo e viviamo esattamente come siamo sul palco.

(Emiliano Laglia – basso & voce)
Non è nulla di particolarmente complesso. Suonare quello che abbiamo dentro è il modo in cui concepiamo il rock ‘n’ roll!
E’ il significato più corretto che riusciamo a dargli.

(Cristiano Ruggiero – batteria)
Credo che la voglia di normalità, quella voglia che abbiamo di essere semplici e diretti anche nello stile di vita di ognuno di noi quattro sia fortemente presente nella nostra musica. Ritengo molto importante essere coerenti con quello che si fa tutti i giorni, vivendo normalmente la propria vita. La musica è la diretta conseguenza di quello che si è, quando si è onesti con se stessi e gli altri.

Il vostro stile omaggia molto i grandi del passato e amalgama una voce blues con chitarre calde e riff energici. Uno stile e un tipo di musica che poco alla volta si sta facendo di nuovo largo anche negli ascolti dei più giovani. Vi piacerebbe essere nella playlist di un adolescente?

(Fabio)
Assolutamente sì e, aggiungo, sarebbe un onore. Come altri dei Road, anche io insegno in varie scuole di musica e sono molto contento di vedere che certe sonorità stanno tornando in voga presso gli adolescenti. E poi, diciamolo chiaramente: se il R’n’R non fosse un concetto universale e valido artisticamente, non avrebbe questi continui ritorni di fiamma. Ogni volta che viene dichiarato morto o agonizzante, il rock and roll rinasce sempre.

(Lorenzo)
Ci piacerebbe contribuire a far riscoprire ai ragazzi la musica rock. Magari fargli venire voglia di prendere in mano una chitarra, alzare il volume e, come dicevo prima, suonare insieme ad altri ragazzi. Fargli riscoprire un quel genere di energia che solo il rock sa far scaturire.

A breve uscirà il primo album per i Road Syndicate, infatti l’uscita di Smoke è prevista per il 10 Luglio. Il titolo è molto intrigante e apre l’immaginazione verso i sobborghi di una New York dei primi anni 40 del secolo scorso. Possiamo avere qualche anticipazione?

(Fabio)
Sì, in effetti l’intro della title track è un sincero omaggio a quelle sonorità, soprattutto per l’utilizzo di chitarre acustiche e slide.

(Lorenzo)
Il disco è un po’ un incontro di tutte quelle che sono le nostre influenze musicali. Nelle canzoni di Smoke abbiamo cercato di far trasparire tutti quelli che sono i nostri “mondi musicali”. Quindi si passa da pezzi più immediati come può essere Why che apre l’album, a un pezzo più introspettivo e personale come Smoke o all’hard rock venato di blues di Not Comin’ Back.

(Emiliano) Il titolo e la cover fanno riferimento ad una canzone presente nel disco e al significato del testo. Senza anticipare troppo, parla di quello che si prova in occasione di una particolare esperienza di vita.

(Cristiano)
I nostri riferimenti musicali si intuiscono bene ma la cosa che a me piace molto è l’amalgama che si è creata suonando e che spero sia riscontrabile nell’album. L’idea era quella di ricreare un sound poi facilmente riproducibile anche durante i concerti, tornando al discorso iniziale, quindi di coerenza studio/live, senza fronzoli.

Senza dubbio la vostra musica ha un carattere così coinvolgente da rendere i vostri live estremamente emozionanti. Curiosando sui vostri social abbiamo già avuto modo di apprezzarvi, possiamo dirvi che fate bene al cuore! Riuscite a percepire le sensazioni del vostro pubblico mentre siete sul palco? Quanto forte sentite quell’inevitabile empatia che si crea con chi vi ascolta?

(Lorenzo)
“Fate bene al cuore” è uno dei complimenti più belli che ci siano mai stati fatti. Avere empatia col pubblico è fondamentale, personalmente ho bisogno di “sentirlo”, di comunicargli tutta la passione che metto in quello che faccio. Di sentire che chi è sotto al palco si diverte e si emoziona.

(Emiliano)
Ti ringrazio anche io per le belle parole che fanno bene al nostro, di cuore. A nome mio posso dirti che l’empatia con il pubblico nasce dal rivedermi come uno di loro quando qualche anno fa mi emozionavo ascoltando Lorenzo con le sue precedenti band.

(Fabio)
Qualche volta mi capita di emozionarmi, lo ammetto. L’applauso che arriva quando meno te lo aspetti, i locali sempre ben gremiti, la gente che ti scrive in privato. Sono sensazioni belle. L’empatia c’è, la avvertiamo tutta ed è appagante, emotivamente indescrivibile.

(Cristiano)
Suonando live si è sempre un po’ in tensione pensando a cosa possa pensare il pubblico mentre lo fai. Devo dire che i nostri concerti sono sempre molto frequentati, soprattutto da persone alle quali piace divertirsi ascoltando rock. Questo è un fatto che ti mette subito a tuo agio, indubbiamente.

Durante un concerto sentire il pubblico contento dà energia e ti fa divertire, suonando più spensierato. Questo è il mio vissuto, ovviamente. Sono generalmente molto timido, quindi fatico a lasciarmi andare sul palco, ma sentire energie positive arrivare dalla sala aiuta parecchio.

Dopo l’uscita del vostro primo disco sicuramente la voglia di portare live questi brani sarà fortissima. Noi ci auguriamo che possiate farlo al più presto, c’è una città o un posto da cui vi piacerebbe cominciare o a cui siete più affezionati?

(Lorenzo)
Non abbiamo una città o un luogo in particolare dove ci piacerebbe andare a suonare. Come tutti abbiamo parecchi amici sparsi per il mondo e sarebbe splendido poter incontrare ognuno di loro in ogni luogo in cui si suonerà.

(Fabio)
Non c’è una unica città, in realtà. Sono sempre in giro per via del mio ventennale lavoro di producer ed ho coltivato mille amicizie sincere e stabili in tutta la penisola. Ecco: non vedo l’ora di portare Smoke “on the road”, farlo ascoltare ai nostri amici e passare il “dopo-concerto” a parlare di musica, di concerti da andare a vedere di nuovo insieme. Di vita e di rock and roll.
Davanti a un boccale di birra gelata, naturalmente.

I Road Syndicate sono un gruppo formato da musicisti provenienti da precedenti esperienze. Cosa c’è di speciale che vi unisce e che vi ha fatto riconoscere come parti di uno stesso progetto? Con quest’ultima domanda vi salutiamo e vi facciamo un enorme in bocca al lupo per tutto ciò che state realizzando. Ovviamente attendiamo impazienti l’uscita di Smoke!!!

(Lorenzo)
Viva il Lupo! La cosa speciale che ci unisce è un’amicizia di lunga data. Ci conosciamo da lungo tempo, siamo amici al di fuori della musica e c’è sempre stato un forte affiatamento. Ci è capitato spesso di suonare in qualche altro progetto che coinvolgeva a turno due o più di noi, di passare le serate a parlare di quanto ci sarebbe piaciuto fare qualcosa tutti insieme.

Quando mi sono trovato con un po’ di canzoni che avevano bisogno del sound “giusto” è stato del tutto naturale chiamare i miei amici e alzare il volume e devo dire che il “sound giusto” è arrivato.

(Cristiano)
Come dicevo all’inizio, sicuramente il riconoscersi come persone semplici che vogliono solamente fare della musica “onesta” e senza troppi fronzoli.

Musicalmente parlando le nostre esperienze personali ci avevano già portato a suonare insieme in altre situazioni e altre band della scena romana. Quindi ci conoscevamo già e spesso ci dicevamo: “prima o poi dobbiamo fare cose insieme”; ed eccoci qua.

(Emiliano)
La mia personale sensazione è che siano state proprio le nostre precedenti esperienze a portare ognuno di noi a cercare qualcosa di ben preciso, che poi abbiamo trovato in questa band. Per me ogni tassello che si è aggiunto nel mio percorso musicale, prima Fabio, poi Cristiano ed infine Lorenzo, è stato accompagnato dalla constatazione che “fosse esattamente quello che cercavo”.  Credo sia quello che sentiamo tutti quando suoniamo insieme e questa faccenda è percepita anche all’esterno, addetti ai lavori e pubblico.

(Fabio)
Ci conosciamo da metà anni 90, siamo cresciuti insieme, ci vogliamo bene, anzitutto. Siamo amici e le nostre strade professionali si sono incrociate mille e una volta. Era inevitabile, quando Lorenzo ha iniziato a pensare di ricominciare a scrivere brani, che la band fosse questa e non poteva essere altrimenti.

Non immagino nessun altro al posto di nessuno di noi. In venticinque anni abbiamo avuto in tutto, al massimo, un paio di momenti di frizione. Possiamo chiudere gli occhi e sapere dove sta andando l’altro per il bene comune. Difficile aggiungere altro. Grazie a voi e a presto dai Road Syndicate.

Per rimanere in contatto con Road Syndicate:

Facebook: https://www.facebook.com/RoadSyndicate/

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By |2020-06-29T14:41:42+00:00Giugno 29th, 2020|Brand New Rock, Musica Rock, Rock News|