Linea, 30 anni di musica raccontati sulle nostre pagine!

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I Linea hanno recentemente pubblicato Fuori Mercato, l’album che racconta tre decenni di musica, emozioni e vita della band. Oggi li  incontriamo di nuovo per farci raccontare questo traguardo importante della loro vita artistica e personale.

Salve ragazzi, dopo aver apprezzato il vostro nuovo album “Fuori Mercato” abbiamo il piacere di incontrarvi un po’ più da vicino. I Linea sono davvero una band fuori mercato, ci piace molto questa vostra eterogeneità di stili e generi che creano delle trame così vere nel vostro songwriting. Qual è il collante che vi tiene insieme dal 1989?

Federico:

ciao! Ciò che ci tiene ancora insieme è sicuramente la nostra grandissima passione per la musica unita al grande rispetto reciproco, sia dal punto di vista umano che musicale. Oggi ci sentiamo ancora più liberi di portare nei Linea i nostri modi di essere e di suonare. L’evoluzione del nostro suono passa da questo.

Stiamo vivendo una seconda giovinezza e a livello di creatività ci sentiamo tutti in stato di grazia, questo ci consente di continuare a divertirci. Lo studio di registrazione e la sala prove sono il nostro parco divertimenti. Quando entriamo in un negozio di strumenti musicali ci sentiamo come Alice nel paese delle meraviglie.

Gimmy:

Ciao a tutti. Innanzitutto mi fa molto piacere che apprezziate la nostra eterogeneità! Questa cosa negli anni, a volte, è stata vista quasi come un difetto. Ci dicevano…non siete ne punk, ne ska, ne reggae….non siete etichettabili. Per noi questa cosa era un complimento.

E da qui il nostro pezzo “Fuori mercato” (scritto nel ’95), riarrangiato per l’occasione e che da il titolo al disco. Per quanto riguarda quello che ci tiene insieme dal 1989….sicuramente l’amicizia ormai da tanti anni, e poi la grande passione e l’amore per la musica che ci accomuna.

Parliamo proprio del vostro ultimo lavoro, ben 14 brani! Diciamo che avete condiviso con i vostri fans i momenti più importanti della vostra carriera. A noi in particolare ha colpito “Corto Maltese”. Cosa potete dirci a riguardo?

Federico:

Più che i momenti più importanti abbiamo dato la possibilità a chi ci segue, ma anche a chi ci conosce meno, di venire a conoscenza di alcune canzoni che nel corso degli anni son rimaste in ombra. Abbiamo evitato volutamente di rifare quelli che sono i nostri classici, soffermandoci su brani meno conosciuti. O che addirittura son rimasti fuori dai nostri dischi ufficiali e per cui inediti. In merito a “Corto Maltese” lascio parlare Gimmy che ha elaborato questo bellissimo arrangiamento.

Gimmy:

Abbiamo voluto ripescare dalla nostra storia dei brani che meritavano una luce diversa, più luminosa, tirando fuori la loro bellezza e dandogli un vestito nuovo. Sono particolarmente contento che vi abbia colpito “Corto Maltese”, posso dire che amo molto questo pezzo!
E’ un brano che risale al 1994/95, faceva parte di uno dei nostri primi demo (in musicassetta!).

Si intitolava “Tiro fisso” (personaggio anche lui dei fumetti di Corto Maltese). Finì per essere registrato per il nostro primo disco “In cammino” del 2000. Già al tempo volevo che suonasse come un pezzo dei ManoNegra (band originale di Manu Chao).

Ma per vari motivi…produzione, suoni scarsi, e un po’ anche nostra inesperienza, non riuscimmo a farlo come ci sarebbe piaciuto. Lo mandai anche a Gabriele Salvatores, perchè era uscita la notizia che volesse fare un film su Corto Maltese. Probabilmente non lo ascoltò mai, e comunque alla fine il film non lo fece.

Sono sempre stato convinto delle potenzialità di questo pezzo, e allora l’ho ripreso per questo nostro disco dei 30 anni. Ho cercato di dargli un suono alla Manu Chao, alla Buena Vista Social Club……mi piaceva troppo. Crediamo e speriamo di esserci riusciti…..noi ne siamo molto contenti!

I testi dei Linea affrontano temi che hanno sempre un certo spessore sociale, ad esempio in Terra Libera si parla di mafia. Ma soprattutto dell’impegno dei ragazzi del sud in questa lotta. Questo vostro modo di esprimervi con musica e parole ci ricorda moltissimo una certa band londinese…. C’è sempre un po’ di Clash-mood in questi brani giusto?

Federico:

Quello che tu definisci Clash-mood è un qualcosa che non potremmo mai abbandonare perché è dentro di noi. Loro son sempre stati un nostro punto di riferimento sia a livello strettamente sonoro che di contenuti. Hanno avuto la capacità e il coraggio di dare rilevanza ad argomenti scomodi o poco visibili in quanto geograficamente lontani.

Il primo esempio che mi viene in mente è Sandinista, un titolo che è già tutto un programma. Il Clash-mood è anche un modo di essere e di pensare, per noi significa stare dalla parte giusta della barricata.

Gimmy:

Nella nostra musica entrano tutte le nostre influenze musicali e non. I Clash però sono sempre stati una nostra fonte di ispirazione, musicale e soprattutto di contenuti. Per noi è sempre stato molto importante riuscire, nel nostro piccolo, a far passare insieme alla nostra musica un messaggio sociale importante. Un messaggio fondato sul antifascismo, antirazzismo, sulla non violenza e contro l’ignoranza.

La vostra è una storia lunga trent’anni, e anche se ci sembra di capire che le definizioni e le etichette vi stanno un po’ strette, sappiamo che vi hanno definito in vari modi. Combat-Rock Band, collettivo, punk rock ecc… Ma chi sono i Linea veramente?

Federico:

La band dei Linea è la rappresentazione esatta di come siamo come persone, non ci sono “pose” ne artifici. Siamo quattro giovani cinquantenni che se ne sbattono altamente di definire ciò che fanno. Per noi è semplicemente musica, la nostra musica… che beninteso può piacere o meno.

Facciamo coesistere cose che per molti, musicalmente parlando, a livello ideologico fanno a pugni tra loro. Il fatto di non avere avuto la fortuna di fare musica come lavoro ci ha regalato una libertà d’azione assoluta. Facciamo i conti solo con il nostro istinto e con ciò che ci piace fare.

Gimmy:

I Linea sono un gruppo di persone…amici…con in comune una grande passione e un grande amore per la musica. Una band che fa da sempre la propria musica, fregandosene delle mode, delle etichette di genere e di qualsiasi cosa che cerca di ingabbiarti. E con questo disco volevamo proprio ribadire tutto questo. A 50 anni e dopo 30 di carriera non avevamo niente da dimostrare a nessuno. Chi conosce i Linea, sa quello che fanno e che dicono.

Questa band ha una storia così lunga e così piena di festival, premi e riconoscimenti che davvero ci piacerebbe poterli elencare tutti. Oggi però vogliamo chiedervi qual è stato il momento più emozionante o gratificante della vostra carriera. Ma anche quello che invece vi ha segnato di più.

Federico:

Il premio per l’impegno sociale che ci ha assegnato Punkadeka al MEI di Faenza resta un fiore all’occhiello. Salire sul palco del Cavern Club di Liverpool, sulle stesse assi calpestate da Paul McCartney e David Gilmour, giusto per citare due nomi famosi…. E’ stata una vera emozione come son stati emozionanti gli applausi ricevuti a quel concerto. Non è semplice avere il favore del pubblico inglese suonando la loro musica cantata in italiano.

I Festival tributo a Joe Strummer son stati invece segnanti, oltre che un gran divertimento. Abbiamo avuto la percezione che esistesse una comunità che si riuniva intorno al ricordo del carismatico cantante dei Clash. Una delle rare occasioni nelle quali ci siamo sentiti parte di qualcosa.

Gimmy:

Beh personalmente (un grande fans accanito dei Beatles) sicuramente suonare al Cavern di Liverpool è stato un momento davvero emozionante. La risposta del pubblico è stata un’altra grande soddisfazione! Come ha detto bene Federico, avere il favore del pubblico inglese suonando in casa loro, la loro musica non è una cosa così scontata.

Abbiamo venduto anche dei cd….incredibile! Te ne potrei citare molti altri, ma scelgo un concerto per il 1 maggio a Salerno con i Gang (dei nostri fratelli Marino e Sandro Severini) e il grande Billy Bragg…..stupendo!

Quello invece che ci ha segnato di più….di sicuro la tragica scomparsa del nostro primo bassista Paolo. Quello è stato un momento davvero duro. Credo che in qualche modo ci abbia spinto a continuare nel suo ricordo.

L’anno 2020 è quello in cui esce Fuori Mercato. Avete voluto riproporre dei brani a cui negli anni avreste voluto dare di più, che per qualche motivo erano rimasti un po’ più nell’ombra. E’ un modo per chiudere un ciclo e affacciarsi verso qualcosa di nuovo?

Federico:

In un certo senso si, magari più a livello inconscio. È stato un modo di dire “Noi oggi siamo questi, il passato è importantissimo ma guardiamo avanti”. Questo disco lo abbiamo voluto con tutte le nostre forze e siamo contentissimi di come è venuto. È effettivamente un punto di arrivo e contemporaneamente una nuova partenza, per il futuro non ci poniamo limiti.

Gimmy:

Si può vedere anche così… si. Volevamo festeggiare questo traguardo importante, e quale miglior modo per una band che non un disco? Abbiamo scelto dei brani che raccontassero e ripercorressero la nostra storia, dandogli però un nuovo vestito una nuova luce. Un suono più moderno. Le canzoni erano molto belle e hanno retto benissimo al passare degli anni. Ora questo magari ha dato una nuova via per il futuro….chissà può essere un nuovo punto di partenza…..

Dulcis in fundo vogliamo parlare dell’unico brano inedito di Fuori Mercato. Parliamo di Rumore. Il testo descrive il potere magico della musica, come ci fa sentire ogni volta che la portiamo con noi lungo questo viaggio chiamato vita. A voi come fa sentire la musica? Con quest’ultima domanda vi ringraziamo di essere stati con noi e di averci regalato così tanta bella musica in tutti questi anni. In bocca al lupo ragazzi!!

Federico:

La musica è come l’ossigeno e anche se economicamente non ci dà da vivere, è allo stesso tempo di importanza vitale. È davvero una delle medicine più efficaci che esistano. È anche universalmente riconosciuta come unica forma di linguaggio in grado di essere compresa da tutti senza distinzione di sorta.

La musica ci circonda e ci colpisce anche se non vogliamo. Per noi continua ad avere una grande funzione consolatoria. Nulla è paragonabile all’emozione che scaturisce dalle note di un brano ed è proprio per questo che è stupido circoscriverla dietro a mille etichette. La musica ci fa volare alto, altissimo. Grazie di cuore per lo spazio che ci avete dedicato.

Gimmy:

Questo brano è stato scritto dal nostro bassista Silvio, e credo che il testo e anche la musica spieghi benissimo quello che per noi è la musica. La musica per noi è vita, è un luogo dove ci si può sempre rifugiare, anche nei momenti più difficili. A noi la musica ci fa sentire….bene! Grazie mille a voi per lo spazio che ci avete dedicato! W il lupo!!

Tracklist Fuori Mercato

Nuovo rosso
Terra libera
Fuori mercato
Push
Campesinos
The correct use of religion
Corto Maltese
Ritorno
Palomar
L’ultimo dei re
Frontiera
Pensavo con te
Tienanmen
Rumore (inedito).

Altri Dettagli

Tutti i brani di “Fuori Mercato” sono di Mauro Zaccuri / Gianmarco Pirro eccetto “L’ultimo dei re” di Gianmarco Pirro, “Rumore” di Silvio Calesini, “Frontiera” di Mauro Zaccuri / Gianmarco Pirro / Davide Calesini. Il disco è stato registrato, mixato e masterizzato da Davide Lasala e Andrea Fognini all’Edac Studio di Fino Mornasco (CO) tra febbraio e giugno 2020.

Hanno suonato: I Linea – Gianmarco “Gimmy” Pirro: voce, cori, chitarre elettriche e acustiche, tastiere, programmazione. Federico “Brat” Bratovich: voce, cori, chitarre elettriche e acustiche, tastiere. Silvio Calesini: basso; Massimo Longhi: batteria e percussioni. Con la partecipazione di: Davide “Prais” Calesini, rap in “Frontiera”; Filippo Andreani, voce in “Pensavo con te”; Davide Lasala, additionals.

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By |2020-11-23T08:46:08+00:00Novembre 23rd, 2020|Brand New Rock, Musica Rock, Rock News|