I can’t breathe, il progetto sperimentale dei Panda Clan

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I can’t breathe, esce oggi il singolo d’esordio di Panda Clan. Un progetto in cui la sperimentazione di più influenze musicali si ammalgano in modo preciso in una canzone dove ogni influenza trova il suo posto.

“Progetto liberamente ispirato al pensiero di Noam Chomsky. Vomitato in musica. Un urlo contro le sterco di mediocrità e ignoranza, da dove crescono indifferenza, apatia e rassegnazione.”

Troviamo l’accompagnamento di chitarra latin, con una base di batteria elettronica fino ad esplodere in un ritornello con chitarre distorte in pieno stile rock. Riguardo al pezzo, il fondatore del progetto lo descrive così:

“I can’t breathe” è stata scritta nel 2017, 3 anni prima quindi della morte di George Floyd. la canzone fu ispirata dalle ultime parole di Eric Garner che durante il suo assassinio pronunciò 11 volte “I can’t breathe. Il significato della canzone può essere affidata alle parole dell’attore protagonista del videoclip, il mozambicano Castro Jose Amade.

“E’ il nostro contributo alla lotta contro il razzismo e contro la violenza” e a quelle del regista Naù Germoglio:
“A tutti noi manca l’aria per qualcosa a causa di questa società opprimente che incatena a ruoli e stereotipi dai quali è difficile uscire e che obbliga a lottare gli uni contro gli altri invece che essere solidali e tolleranti”.

I can’t breathe – Crediti:

Written and perfermed by Panda Clan Produced and mixed by Stefano Iascone (Cacao Mental, Shandon, Figli di Madre Ignota, Jovanotti). Mastered by Aron Aquadrop Airaghi (Major Lazer, Steve Aoki, Jason Derulo, Crystal Fighters, Manu Chao).

Rimani in contatto con la band
https://www.facebook.com/pandaclan.ch

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By |2020-12-21T16:11:40+00:00Dicembre 21st, 2020|Brand New Rock, Musica Rock, Rock News|