Alessandro Caverni, ascolta il singolo A Rota che anticipa il nuovo album

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Alessandro Caverni è un compositore, musicista, interprete e produttore del suo progetto solista. Originario di Fano (PU) ha vissuto a Firenze, Bologna e infine Parigi, dove vive tutt’ora.

Suona e scrive canzoni dalla tenera età, ma non si è mai deciso a registrare niente fino al 2019. Anno in cui a Bologna ha incontrato i fratelli Enrico e Francesco Piazza che hanno creduto nel progetto. La paziente dedizione per la presa del suono ed il missaggio (Francesco) e la registrazione delle parti di batteria (Enrico) hanno reso possibile l’esistenza di “Dirti non saprei“.

L’album di Alessandro Caverni potrebbe essere definito un “concept” perché concepito per essere ascoltato nella sua interezza. Ciononostante le sette (+1) tracce che lo compongono, prese singolarmente risultano compatte e autonome. Tutte caratterizzate da un sound spesso ed asciutto in cui la voce si comporta come uno strumento e a volte stenta a stare a galla.

Il singolo:

A Rota è da intendersi nel doppio senso dell’espressione romanesca da un lato (in crisi) e, dall’altro, come una dedica a Nino Rota. L’arpeggio introduttivo del pezzo è infatti un adattamento per chitarra del leitmotiv del concerto in MI minore per pianoforte e orchestra “Piccolo mondo antico”.
Un grido, un rifiuto del ruolo dispotico che esercitano i segni e le parole obbligandoci alla loro mediazione. Ascoltalo qui: https://open.spotify.com/album/74TjFtBpTrCPq2YPOyFbXD

distante da me vorrei la siepe
e l’ombra di lei più in là
nella luna poi chiuderei tutti i poeti
per calciarli via di qua
i prati ed il cielo arresterei in una cornice
con il giallo anche il rosso ed il blu
e per dire direi
che lei.

inciampa su un “però”
e poi non ci pensa più
se si impiglia la sposta di un po’
sembra quasi stupido.

Alessandro Caverni, Dirti non Saprei

Tra il baroque pop, le composte psichedelie e le distorsioni di certi anni ’90 si può ascoltare un canto che è sì d’amore, ma di un amore singolare, inventato e fantastico. Le due voci presenti in “Dirti non saprei” sono da una parte quella delle parole stesse. Un gioco un po’ astratto dove a prendere la parola è proprio la parola, nel senso della lingua, del mezzo comunicativo, del segno.

Ma d’altra parte, del supporto che le porta inscritte su di sé. La domanda di Alessandro Caverni che da vita all’immaginario di questo lavoro è dunque la seguente: può un foglio di carta conoscere il messaggio che è impresso su di lui? Naturalmente no.  Ma se potesse parlare voglio immaginare e credere che canterebbe la sua impossibilità di conoscere ciò che gli sta scritto addosso.

Se potesse amare amerebbe ciò che più gli è vicino, ma che non può comprendere né possedere. Un pezzo di carta, come ogni supporto, è condannato a portarsi scritte sopra parole di qualcun’altro. In “Dirti non saprei” si finge di dar vita a questa situazione immaginaria, il balbettio, il canto di un amore impossibile. Le due voci di una unione tanto ovvia quanto irraggiungibile, quella tra la parola e il suo supporto.

Rimani in contatto con Alessandro Caverni:

Instagram: https://www.instagram.com/duenpunto/
https://open.spotify.com/artist/2KR1VNsso84h7GNtSUPXik?si=ozZbp_FRQ6yVGCqS092ugA
Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCSpPcZlN1axfWE9lnGJfiBw

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By |2021-01-20T14:36:15+00:00Gennaio 20th, 2021|Brand New Rock, Musica Rock, Rock News|