Holebones, la nostra intervista alla band sull’album Loud

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Gli Holebones si stanno preparando all’uscita di Loud, il loro primo disco in uscita il 23 aprile. Abbiamo conosciuto la band con le prime anticipazioni dei brani  Ain’t Gonna Let Noboby Turn Me AroundMojo Hand , Death Have Mercy . Adesso li abbiamo raggiunti con questa intervista per scoprire qualcosa in più sul loro lavoro.

Questo disco è una vera e propria ode alla storia del blues. Infatti, le otto tracce sono quelle più significative per voi, le avete riarrangiate e reinterpretate secondo il vostro stile. Come avete fatto a sceglierne soltanto otto?

Questo album è uno “statement” e come tale doveva essere compatto ed efficace come il suo titolo,“Loud” appunto.
Quindi otto brani, 4 per lato del vinile, ci sembrava la scelta migliore. Alcuni li abbiamo fatti semplicemente perché ci siamo affezionati, come “Catfish” ad esempio, brano suonato spesso già in trio.

Altre canzoni sono state scelte in base al messaggio che trasmettono come “Ain’t gonna let nobody turn me around”  o “Black Man” l’unico brano non di matrice Blues. Sono stati scelti proprio per il loro testo che riflette un problema ancora molto sentito oggi, il razzismo.
Altre sono storie di vita che in qualche maniera ci toccano quotidianamente.

Nelle vostre dichiarazioni leggiamo: “Vogliamo portare il blues alla gente a cui il blues non è ancora arrivato”. Credete che questo genere musicale sia il linguaggio universale per arrivare all’anima delle persone?

Crediamo che la musica sia il linguaggio universale per arrivare all’anima delle persone. Il Blues è un genere che porta con sé determinate storie e determinati valori, crediamo ancora che nel 2021 questi valori e queste storie meritino di essere ascoltate. Il Blues parla di storie di vita, dall’amore all’oppressione di minoranze.

Anche se è un genere con una lunga storia alle spalle, trova sempre il modo di emergere sia a livello musicale che comunicativo.
Hip Hop, Soul, Rock, Folk ed altri generi discendono dal Blues spesso non solo musicalmente ma anche come “story telling”.

Gli Holebones sono una formazione abbastanza recente, possiamo dire che la band è nata proprio per compiere la “missione” di cui parlavamo sopra?

Nessuna missione, la band è nata per fare musica. Diciamo che ognuno di noi ha un legame con il Blues, nonostante le differenze in ascolti e storia personale. La vera missione e sfida era trovare un sound che ci differenziasse da altre band.

Volevamo fortemente dare un’identità a questo album ed ognuno dei musicisti ha messo il proprio contributo artistico per fare questo. Siamo contenti del risultato perché rispecchia il carattere di ognuno. Essere bravi musicisti non vuol dire essere una buona band, per quella ci vuole l’anima e quella ce l’abbiamo messa tutta.

Ormai manca davvero poco all’uscita del disco. Loud contiene delle pietre miliari del panorama blues internazionale. Voi avete preso questi pezzi e li avete plasmati a vostra immagine e somiglianza. Avete mai avuto paura di mancare di rispetto agli autori originali dal momento che sono davvero delle icone della musica?

Pensiamo che sarebbe stata una mancanza di rispetto riproporre i brani con l’ arrangiamento originale.
Facciamo un esempio, un brano chitarra e voce è istintivo, cantato e suonato con sulle spalle tutto il peso che aveva essere un afroamericano in america in quel periodo storico.

Siamo nel 2021, in Italia, non abbiamo lo stesso background degli autori dei brani e riprodurli fedelmente agli originali non avrebbe senso.
Abbiamo scelto di riarrangiarli a nostra immagine e somiglianza proprio per evitare un paragone con gli artisti originali. Diciamo che è un nostro tributo ai nostri eroi, sperando che il pubblico apprezzi.

Ultima domanda per voi. Ascoltando i pezzi degli Holebones, guardando qualche video sui vostri social, si percepisce un grande affiatamento tra di voi. Lavorare insieme ad un progetto crea sempre delle meravigliose sinergie. Siete anche diventati più amici in tutti questi mesi?

La musica ha un proprio codice ed un proprio modo di esprimersi, arriva direttamente dall’anima, senza filtri. A volte per i musicisti è più facile comunicare suonando. Diciamo che abbiamo sfruttato questa nostra dote anche per conoscerci meglio dal punto di vista umano.

Ci siamo chiusi in studio per 2 settimane, tutti insieme e quell’esperienza ci ha avvicinato molto. Ma la cosa più importante è la stima reciproca che ci unisce, sia musicalmente che come esseri umani.

Ringraziamo gli Holebones per averci dedicato il loro tempo e vi invitiamo a seguirli sui loro spazi ufficiali perchè Loud è un disco che promette davvero di regalarci un ascolto pieno di energia ed emozioni.

Gli Holebones sono:

Heggy Vezzano – chitarra
Andrea Caggiari – voce e basso
Leif Searcy – batteria
Niccolò Polimero – chitarra

https://www.facebook.com/Holebonesofficial
https://www.instagram.com/holebonesofficial/

Holebones
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By |2021-04-20T06:54:46+00:00Aprile 20th, 2021|Brand New Rock, Musica Rock, Rock News|