Radio Days, la nostra intervista in anteprima sul nuovo lavoro What is Life

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I Radio Days renderanno disponibile da lunedì 26 Aprile in digital download e in streaming ,“What is Life?” (Ammonia Records). Si tratta del nuovo singolo del powerpop trio che noi abbiamo ascoltato in anteprima e ci siamo fatti raccontare in questa intervista.

 I Radio Days sono un powerpop trio con un’intensa attività live e discografica. Il 26 Aprile uscirà il nuovo singolo “What Is Life?” tratto dall’album Rave On! Un singolo che suona molto anni ‘70, tra punk e beatles mood. Un bel brano scanzonato e allegro che fa venire voglia di ballare ad ogni ritornello. Non è che in questo pezzo c’è un pò di nostalgia delle feste con gli amici e delle serate passate a ballare e divertirsi?

Direi proprio di sì! “What Is Life?” trasuda quella voglia di divertirsi, di scatenarsi fino a notte fonda e di tornare ad assaporare il brivido che solo una serata passata sotto a un palco ti può regalare. Tutte cose che fino a poco tempo fa ci sembravano normalissime e che ora bramiamo come l’ossigeno.

A dirla tutta la canzone è stata scritta molto prima dell’inizio della pandemia, così come gli altri brani che compongono l’album. A marzo del 2020 ci siamo ritrovati impantanati nelle registrazioni di “Rave On!” e i tempi di realizzazione del disco si sono inevitabilmente allungati. Con il risultato che alcune canzoni, rimaste a decantare nell’immobilismo del lockdown, hanno assunto nuovi significati.

Ed ecco quindi che “What Is Life?”, nata per essere un tributo cazzone a “The Boys Are In Back In Town” dei Thin Lizzy e al power pop scanzonato degli anni ‘70, è diventata un inno alla libertà. Quasi una richiesta urlata di ritorno alla normalità, ai tempi dei concerti, delle serate con gli amici e della sbronze collettive.

E ovviamente dell’hangover del giorno dopo. È uno di quegli strani casi in cui i fatti della vita e l’imprevedibilità degli eventi danno una connotazione diversa a una canzone già scritta, riempiendola di significati inediti. Ah! Il pezzo è anche impreziosito da collaborazioni altisonanti: da Paul Collins a Kurt Baker, passando per gli Yum Yums e i Retarded!

Radio Days hanno suonato davvero in lungo e largo per l’Europa. Oltre 350 date tra Italia, Giappone, Svezia, Danimarca, Inghilterra, Spagna e tantissimi altri posti. Tra tutti questi Paesi e tra tutti I festival internazionali a cui avete partecipato, quali sono quelli che vi hanno regalato più soddisfazioni? Quelli che vi hanno fatto capire che la vostra musica può piacere e che siete sulla strada giusta?

Sono ormai parecchi anni che consideriamo la Spagna una seconda casa e la maggior parte dei nostri migliori concerti si sono svolti proprio nella penisola iberica. Sicuramente la prima partecipazione al Purple Weekend nel 2009 è stato un momento spartiacque:

Stava per uscire il nostro primo album (C’est La Vie) e avevamo appena concluso un tour insieme a Paul Collins (mito assoluto della scena power pop internazionale) con cui si era creato un bel rapporto di amicizia. Essere invitati a suonare ad uno dei più importanti festival europei specializzato in mod e sixties è stata la ciliegina sulla torta!

Ricordo il tutto come un’esperienza fantastica; c’era un clima meraviglioso sopra e sotto al palco e i camerini brulicavano di personalità della scena rock ’n’ roll garage mondiale. Un altro momento esaltante e carico di consapevolezza è stato un concerto a Madrid (credo nel 2014) i cui facemmo sold-out in un locale piuttosto capiente.

Noi eravamo clamorosamente in forma nonostante gli acciacchi da tour e il pubblico rispondeva alla grande. Ci fu particolare entusiasmo per il momento della “Ruota del Rock ’N’ Roll”, un marchingegno di nostra invenzione. (E parte fondamentale dei concerti dei Radio Days).

Consiste in una ruota in cui sono riportati i nomi delle nostre band preferite che viene fatta girare da chiunque voglia salire sul palco (delle band estratte suoniamo qualche cover, creando un clima da party fracassone).

Fu uno di quei momenti in cui hai la sensazione che i pianeti siano perfettamente allineati e che il karma cosmico abbia in mente grandi progetti per il tuo futuro. Poi siamo finiti a dormire nel peggior ostello dello Spagna, con chiazze di sangue sul materassi e una strana muffa tossica alle pareti. Ma questa è un’altra storia.

Guardando le vostre foto, video e scoprendo il vostro stile attraverso I social della band, sembrate sbucare direttamente da un Juke-Box. I Radio Days aprono uno stargate temporale sugli anni’70. Voi siete troppo giovani per aver vissuto quegli anni, da dove arriva questa passione?

Per me è tutto molto chiaro: ci sono i gusti personali di ciascuno, che per quanto discutibili e bizzarri possano essere, sono ovviamente sacrosanti. Ma è anche innegabile che ci siano dei momenti storici che oggettivamente rappresentano l’apice di una data forma artistica (ad esempio il rinascimento per la pittura o il neorealismo degli anni 50 per il cinema italiano).

Ecco, poche palle, è insindacabile che gli anni 60 e 70 siano stati il momento di massimo splendore della storia del rock. E parlo della quasi totalità dei sottogeneri che lo compongono, dal beat alla psichedelica, dal glam all’hard rock, dal pop al punk.

Noi abbiamo iniziato a suonare in giovanissima età completamente infatuati dal culto semi religioso della chiesa dei Ramones, per poi spostarci lentamente verso sonorità più sixties. Ed approdare infine a quella meravigliosa miscela esplosiva che prende il nome di power-pop!

In definitiva credo che quei tre lustri che vanno dal 1964 al 1979 siano la cosa migliore mai capitata nella storia dell’umanità (seconda solo alla scoperta del fuoco). Qindi la vera domanda non è tanto perché noi ne siamo così infatuati, ma come è possibile che qualcuno non lo sia? Grazie a dio c’è sempre tempo per pentirsi e rimediare ai propri errori.

Oltre ad aver suonato sullo stesso palco con Marky Ramone, The Sonics, Nomads, Kurt Baker (solo per citarne alcuni); avete pubblicato due split in 7” con due delle migliori powerpop band di sempre. Rubinoos e Paul Collins Beat. Raccontateci questa esperienza.

Innanzitutto ci tengo a precisare che l’aver realizzato due dischi con due delle nostre band preferite in assoluto è una di quelle soddisfazioni che ci consentirebbe di appendere gli strumenti al chiodo. Salutare tutti con sguardo ebete e ritirarci per sempre nel nostro ego appagato.

La cosa ancora più incredibile è che in entrambe le occasioni l’idea di realizzare un disco insieme è nata dopo un incontro “on the road”. Quindi dopo aver condiviso il palco, esserci conosciuti ed aver instaurato un bel rapporto di amicizia. Durante il tour che abbiamo fatto coi Paul Collins Beat è stato davvero incredibile ascoltare ogni sera le hits che ci hanno formato musicalmente, per poi ritrovarci a cazzeggiare insieme sul furgone.

E i Rubinoos sono delle persone straordinarie con cui ci siamo immediatamente trovati in sintonia, oltre ad essere i migliori musicisti con cui abbiamo mai avuto a che fare. Sentire una nostra canzone riarrangiata e registrata da loro è una di quelle esperienze da cui devo ancora riprendermi. I due 7” sono attualmente sold-out ma i ragazzi della Surfin Ki stanno valutando una ristampa.

Curiosando sul vostro sito web abbiamo notato che avete un bellissimo merch! Condividiamo pienamente l’idea del vinile, dei colori scelti, è tutto molto vintage ed in linea con il vostro tone of voice. Anche qui l’ispirazione arriva dagli anni ‘70 giusto?

Il nostro grafico da qualche anno a questa parte è il mitico Hervè Peroncini dei Peawees! È lui che bisogna ringraziare per la parte estetica dei nostri dischi e per il design del merchandising.

Abbiamo sempre pensato che la parte musicale di una band dovesse essere accompagnata ad un’immagine altrettanto curata, sia nell’aspetto promozionale (magliette, spille, poster, video musicali) che nella parte live. Sul primo punto infatti amiamo creare delle combinazioni di merchandising estremamente variegate e ragionate.

Fate un salto su radiodays.it e buttate un occhio a tutte le combo che abbiamo preparato! Sull’aspetto live la nostra idea è che ogni concerto dovrebbe essere vissuto come un’esperienza unica ed indimenticabile. Ed è stupendo quando abbiamo la sensazione che il pubblico partecipi attivamente e si senta parte di un spettacolo che li faccia evadere dalla quotidianità e che li trasporti altrove, anche solo per un’ora.

Va da sé che per creare uno show coinvolgente è fondamentale un’estetica forte e di impatto. Per questo motivo ai nostri concerti puoi trovare luci colorate, coriandoli, palloncini, maschere, ruote da girare e altre diaboliche invenzioni. Ecco… ora mi è salita una voglia pazzesca di suonare dal vivo!

Per concludere non potevamo non chiedervi qualcosa in merito al nome della band: Radio Days richiama in pò la fortunata serie televisiva Happy Days. Com’è arrivato questo nome? Noi con questa domanda concludiamo e vi auguriamo un grandissimo in bocca al lupo per tutti I vostri progetti! See you on stage!

Radio Days è il titolo di un film di Woody Allen che parla di nostalgia e di amore per un’epoca passata e per un immaginario disincantato e mitico. Ovviamente il suo amarcord musicale si concentrava soprattuto sul Jazz degli anni 40, ma il concetto può ovviamente essere esteso al rock ‘n’ roll o al genere che uno predilige.

Il nome Radio Days rievoca proprio un periodo straordinario della storia della musica, quando ascoltare musica alla radio era possibile e soprattutto esaltante.

Più che di un reale periodo storico si tratta di sensazioni e di immagini collettive che rievocano tempi spensierati, voglia di trasgressione e una sorta di malinconia-nostalgia per i tempi andati. Energia e melodia: il nostro diktat assoluto. In sostanza è un nome che sintetizza in maniera perfetta il nostro sound.

Non ci resta che attendere lunedì 26 e cominciare a riscaldare l’attesa seguendo la band anche dagli spazi ufficiali:

www.radiodays.it
FB: www.facebook.com/RadioDaysPowerpop
IG: www.instagram.com/radio_days_powerpop/
Spotify: http://bit.ly/RadioDaysSpotify
Apple Music: http://bit.ly/RadioDaysAppleMusic

www.ammoniarecords.it
YT: https://www.youtube.com/user/AmmoniaRecords

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By |2021-04-21T13:18:45+00:00Aprile 21st, 2021|Brand New Rock, Musica Rock, Rock News|