Ouverture, la nostra recensione dell’album d’esordio degli Hofmann Orchestra

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Ouverture è il disco d’esordio degli Hoffman Orchestra, dieci canzoni che miscelano sapientemente Rock, Punk, Stoner, Noise e ritmi tribali.

Un crossover di generi che si riversa su strutture musicali atipiche, dando origine così ad una proposta musicale innovativa e a tratti psichedelica. L’opening è anche la Titletrack dell’album, un’introduzione onirica, lenta e introspettiva, la quale sfocia in un finale distorto che fa da base al cantato liberatorio di Giulio Cecchini:

Vedo

ogni mia ragione non fare mai effetto

Conto

le mie convinzioni esser sempre in difetto

Credo

che nessuno al mondo potrà più salvarmi da te

Neanche il tempo di riprendere fiato, che i timpani dell’ascoltatore vengono immediatamente attaccati dai suoni distorti di Mustang (cambiar car è una scelta di vita), brano dalle forti influenze Stoner, perfetto per essere ascoltato dal vivo. Il trip visionario degli Hoffman Orchestra prosegue poi con l’aggressiva La mia vita o poco più, 3:00 minuti di vera e propria catarsi:

Soccombere ad ogni riflesso

e rinunciare a me stesso

e a sanguinar coi demoni

che ignoro e non sorprendo mai

ignoro e non sorprendo mai

ignoro e non sorprendo mai

ignoro e non sorprendo mai

L’album continua con ottimi brani, come ad esempio Desertica, Stoner- Noise in 6/8, con l’aggressività punk di Tutti i nudi vengono al petting, primo singolo dell’album. Per non parlare di Rivoluzioni in svendita una critica alle rivoluzioni, le quali sempre di più nascono su piattaforme interattive senza avere un riscontro nella vita reale, portando infine ad una perdita della loro efficacia.

Guarda il video di tutti i nudi vengono al petting

Infine, possiamo solo fare i complimenti a questa band, per il coraggio di presentare un lavoro che, come dichiarato dagli stessi musicisti, vuole sottrarsi ai cliché della scena indipendente, divenuta negli anni sempre più conservatrice. Sicuramente un ottimo biglietto da visita, uno di quegli album da ascoltare alla “vecchia maniera”, in cuffia e senza saltarne nemmeno un passaggio, dove tempi dispari, chitarre distorte e testi onirici rendono l’ascolto un vero e proprio viaggio lisergico.

Ascolta Ouverture:

Leggi la nostra intervista alla band QUI

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By |2021-04-25T11:35:15+00:00Aprile 25th, 2021|Brand New Rock, Rock News|