Personal è il nuovo disco di Dr. Gimmy, ecco la nostra intervista!

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Dr. Gimmy torna sulle nostre pagine per parlarci di Personal, il suo lavoro solista che racchiude tutta la sua esperienza musicale e il suo vissuto da artista. E’ per noi davvero un piacere dedicare uno spazio a questo bellissimo disco carico di emozione, ecco cosa ci ha raccontato l’autore.

Ciao Gianmarco, bentornato! Il tuo nuovo album Personal è uscito da diverse settimane ed ha avuto davvero un bellissimo apprezzamento di pubblico. Sei felice di come sta andando e di come è stato recepito da chi lo ha ascoltato?

Ciao e grazie! Si sono molto felice. Sapevo che non mi avrebbe stravolto la vita questo disco, ma sai com’è…i sogni di rock’n’roll li ho lasciati nel cassetto ormai anni fa! Però devo dire che sono soddisfatto sia dei ritorni in termini di recensioni, che di pubblico.

Personal è un disco molto intimo, personale appunto. Un lavoro in cui sentivi di dover condividere qualcosa di tuo con il pubblico. Quante emozioni ci sono in questo disco?

Sicuramente tantissime, e non solo per quanto riguarda i testi e gli argomenti di cui trattano. Questo disco per me è stato tutto un’emozione: Il fatto che è molto tempo che avevo in testa di fare un disco così, fatto tutto in casa, registrato e suonato tutto da me, sentirlo crescere piano piano, strumento dopo strumento e poi arrivare alla fine è davvero una grande emozione e soddisfazione!

Nelle tue canzoni, rigorosamente in italiano, emerge non solo la tua lunga esperienza ma soprattutto il tuo amore per il genere Brit -Pop. Ci racconti il tuo background musicale?

Beh il mio background musicale nasce da ragazzino, quando ascoltavo le cassette di mio fratello maggiore, dove c’era di tutto: Beatles, Who, Led Zeppelin, Deep Purple, Pink Floyd, Santana, CSN&Y ecc ecc. Poi al compleanno dei 13 anni mi regalarono il vinile di Let it be.

Li scoppiò il grande amore, mi comprai tutti i dischi dei Beatles e imparai a memoria tutti i passaggi, gli arrangiamenti, gli accordi, tutto. Poi come chitarrista e musicista ho suonato per 10 anni da autodidatta, tirando giù centinaia di brani dai dischi, provandoli e riprovandoli.

In seguito decisi di studiare meglio lo strumento e mi iscrissi frequentando per 5 anni il CPM (Centro professione musica) di Milano, e li mi sono diplomato in chitarra con Franco Mussida come insegnante. Poi il mio bagaglio musicale che mi sono creato, l’esperienza che mi sono fatto negli anni e il mio gusto personale, ha fatto il resto del beckground.

Personal è davvero un lavoro molto sentito e che tu hai fortemente voluto, tanto che ne hai curato personalmente tutte le fasi. Questo crea una sintonia, una magia con quello che racconti che arriva in modo incredibile. A te che effetto ha fatto ascoltare il disco per la prima volta?

Di questo sono molto contento, vuole dire che tutto il lavoro che ho fatto ha raggiunto il suo scopo, che poi è la cosa più importante. Beh guarda devo dirti che in fase di lavorazione è chiaro che i pezzi li ascolti centinaia di volte. Quando poi arrivi alla fine che hai in mano il master, lo riascolti un altro paio di decine di volte, per sentire se tutto va bene.

Alla fine quando ti arriva il disco finito e imballato, lo scarti, lo metti nel lettore, parte la musica e apri il libretto per leggere i testi ed è lo stesso un tonfo al cuore!

Non possiamo non parlare della tua “famiglia musicale”. Mi riferisco ovviamente ai Linea. Ti hanno sostenuto ed incoraggiato in questo tuo progetto solista?

Certo…e tutti hanno preso il disco! (ah ah). Hai detto proprio bene la mia “famiglia musicale”. I Linea sono sempre stati come una famiglia, un collettivo, dove al centro c’è sempre stato e c’è la voglia di fare musica.

Questo forse è il segreto per il quale dopo 30 anni siamo ancora qui a suonare, ad aver pubblicato pochi mesi fa il nostro 5° disco, quello per i 30 anni appunto, e a ritrovarci in sala prove dopo questa lunga pandemia con la voglia e l’entusiasmo da ragazzini.

I brani contenuti in “Personal” parlano di storie forti, profonde, esperienze che tu stesso hai vissuto in prima persona. Tutto questo rende il tuo lavoro sincero, onesto e toccante. Da quanto tempo avevi nel cassetto queste storie?

Alcune le avevo nel cassetto da parecchio tempo, altre sono uscite man mano che lavoravo al disco. Il fatto che si senta che questo lavoro sia sincero, mi fa molto piacere. Infatti ho voluto metter nelle canzoni tutto me stesso, con racconti e storie capitate direttamente a me e altre che ho letto, che ho sentito e che mi hanno toccato. Volevo che fosse un disco mio personale e più sincero possibile.

Grazie per essere stato con noi ed averci dedicato il tuo tempo! A presto.

Grazie mille a voi e speriamo a presto!!

Leggi anche la nostra recensione su Personal.

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By |2021-06-01T07:22:14+00:00Giugno 1st, 2021|Brand New Rock, Musica Rock, Rock News|