Dinelli, disponibile oggi il nuovo disco Tiny Seeds, ecco la nostra recensione

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Il cantautore toscano Dinelli, rende oggi disponibile il suo ultimo lavoro Tiny Seeds. Il disco è disponibile in digital download, in streaming e in CD digipack per No reason records, Incosapevole records, Punxcrew.

Dinelli è un cantautore di origini toscane con alle spalle una lunga carriera nella scena hardcore punk con la band Seed’N’Feed. Il disco, seconda fatica solista dell’artista, è composto da tredici brani cantati in inglese attraverso i quali l’artista dà voce alla vita e alle sue problematiche che accomunano tutti noi.

Esplora così generi che vanno dal folk al rock alternativo passando per il cantautorato, in una miscela sonora da lui stesso definita “nomade”. Noi lo abbiamo ascoltato in anteprima e ve lo raccontiamo qui.

(Leggi anche la nostra intervista)

Il disco si apre con un bel giro di accordi che ci introducono in modo carezzevole e delicato in un argomento spinoso. L’autore apre infatti il suo cuore in un racconto al padre. Father appunto, è un brano che rimane coinvolgente dall’inizio alla fine e predispone il nostro stato d’animo all’ascolto dell’intero disco.

La situazione si ribalta subito dopo con il brano Roselin. Qui è invece il punto di vista di un padre che parla al proprio figlio. La voce diventa più calda, profonda ed avvolgente, così come le armonizzazioni che esprimono tutto il meraviglioso mondo di un uomo che vede l’universo negli occhi del figlio.

Dinelli sa davvero coinvolgere tutti I sentimenti più puri e veri dell’essere umano.

“when the storm is the thing that fills your soul,
you’ve got to stay true”

Queste, le parole del brano “Stay True” in cui l’autore delinea un sentiero un pò più difficoltoso nell’esplorare un momento di smarrimento.
Questo disco sembra scritto apposta per un lungo viaggio quando si ha bisogno di perdersi per un pò per ritrovarsi poi altrove con le cose e le persone che amiamo.

Man mano che andiamo avanti nell’ascolto scopriamo temi e racconti che in fondo appartengono un pò a tutti noi. Il dolore, l’incomprensione, li troviamo in “Leave it For Another Day”. Qui la voce di Dinelli si scalda ancora un pò rimanendo protagonista assoluta di questo brano così intimo. Bellissime le emozioni che esplodono nel finale in cui le armonizzazioni sembrano abbracciare il testo

“save’em for another day, you can’t change what’s been done”.

Il tema della perdita lo ritroviamo anche in “Stars”. Qui le tonalità utilizzate si appoggiano perfettamente alla drammaticità del testo. Quasi come se la tristezza ed il vuoto si intrecciassero tra gli accordi di una chitarra che rappresenta il filo con cui Dinelli avvolge il suo songwriting.

Arriva anche il momento di uno struggente brano strumentale. La perdita che affronta l’autore è davvero personale e lo tocca da vicino. Le parole che l’autore dedica allo zio in “Lucho” non sono parole ma melodia, note e musica.

A sorpresa troviamo una versione davvero particolare di “All My Life” (Evan Dando) che crea un’ oasi di respiro dopo essere usciti da un tema così forte. Qui facciamo riposare un attimo il cuore prima di incamminarci nuovamente lungo la sua strada.

Poisoned è un’altra profonda riflessione amara e consapevole su uno spaccato di vita intimo e personale. Quella che accompagna la fine di un rapporto, di un matrimonio. Anche I suoni diventano più “aspri” metallici creando un mood emotivo sul finale insieme atutti gli altri strumenti che avvolgono il cantato.

Il brano forse più doloroso di Tiny Seeds è Forgiven. Come si esce dal dolore di una morte improvvisa? Un brano quasi “urlato” come se tutto il dolore esplodesse all’improvviso. Un brano ch e un pò fa stare male.

Ma arriva subito un “infinito ottimismo” quello che Dinelli racconta in Endless Optimism. La capacità di reagire alla fine di una storia cercando di vivere la delusione come uno step evolutivo.

Il nostro ascolto prosegue attraverso una vasta gamma di sonorità e ricerca di suoni in cui Dinelli si muove perfettamente a suo agio. Un artista con un respiro decisamente internazionale che è riuscito a regalare a chi lo ascolta, degli spaccati di vita attraverso Tiny Seeds.

Abbiamo l’impressione che ancora sia tutto da scoprire. Back into The Den ha invece il profumo di un nuovo amore che ti avvolge con la paura di veder sanguinare vecchie ferite. Sonorità ancora diverse per questo brano che qui si avvicinano molto allo stile English.

Chiude Tiny Seeds il brano I Killed a Man. Un vero e proprio urlo verso l’ingiustizia espresso anche stavolta da elementi elettronici, chitarre più acide ed una sezione ritmica ben presente. Un brano per certi aspetti totalmente lontano dai precedenti in cui Dinelli esprime al meglio le sue doti artistiche.

In conclusione possiamo dire che Tiny Seeds è un disco carico di sentimenti, di vita, di un percorso introspettivo talvolta anche doloroso. Un disco che si avvicina in modo sincero e del tutto onesto a ciò che infondo riguarda tutti noi. Un lavoro, quello di Dinelli, che srà sicuramente amato da chi è alla ricerca di suoni diversi amalgamati in un buon equilibrio di stili ed esperienze musicali che ci regala l’aurore attraverso le tracce.

Ecco la tracklist di “Tiny Seed”

Father.
Rosellin.
Stay true.
Leave it for another day.
Forgiven.
Endless optimism.
Back into the den.
Stars.
Lucho.
All my life.
Summerdays.
Posioned.
I killed a man.

“Tiny seeds” è stato scritto, composto e prodotto da Lorenzo Dinelli ad eccezione di “All my life” di Evan Dando. Mixato e masterizzato da Leonardo Magnolfi a EL sopRecording studio di Firenze.

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Dinelli
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By |2021-06-15T05:36:18+00:00Giugno 15th, 2021|Brand New Rock, Musica Rock, Rock News|