Larsen Premoli, una giornata ai RecLab Studios tra musica, progetti e racconti

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Incontro Larsen Premoli in una giornata tipo ai RecLab Studios. C’è fermento, la tabella di marcia è serratissima ma con il suo sorriso e la sua disponibilità mi dedica oltre un’ora di intervista quasi a ruota libera permettendomi di realizzare anche qualche scatto per fissare nel tempo questo momento.

La storia di Larsen è forse simile a quella di tante altre persone che iniziano a suonare fin dalle scuole elementari. E’ poi ciò che si fa della propria vita che fa la differenza. Tutto comincia trai banchi di scuola, complice il suo insegnante delle medie che allora aveva aperto anche la scuola civica di musica al suo paese.

Larsen passa tutto il suo tempo libero in quel piccolo laboratorio in cui iniziano i primi esperimenti di registrazione al computer della sua prima band. Sorride ricordando il primo disco registrato con quella strumentazione da quei ragazzini e lo definisce un “risultato raccapricciante”. Ma la voglia di continuare a sperimentare è enorme, così come quella di provare ancora ed imparare sempre di più.

Negli anni successivi Larsen arriva a toccare ben 37 progetti a cui lavora tra tastiere, chitarre ecc.
Di pari passo cresce anche la sua esperienza live sia in teatro che nei vari concerti, sviluppando quello che descrive come il “piacere di finalizzare dei momenti”. Infatti, l’idea di riuscire a fotografare un momento e far sì che quella cosa duri per sempre e rimanga nel tempo, regala a Larsen un’emozione tanto gratificante quanto appagante.

In origine era Live Rec

Questo il nome dell’embrione da cui si sviluppa in seguito RecLab. All’epoca infatti Larsen ed altri suoi compagni di viaggio, si occupavano di registrare gli eventi dal vivo. Si muovevano con uno studio mobile dove acquisivano ed elaboravano tutto il materiale raccolto. L’esigenza di avere poi uno studio ed una regia “fissa” divenne una naturale conseguenza.

L’evoluzione arriva molto in fretta con il posto giusto ma soprattutto con l’idea giusta! Quindi con la regia fissa arriva anche la sala di registrazione e tutto il resto. In quasi 13 anni Larsen e i suoi ragazzi sfiorano le 700 produzioni. Un enorme cartellone all’ingresso ne raccoglie la maggior parte e devo dire che l’impatto visivo è davvero emozionante.

Continuando la nostra chiacchierata mi accorgo che Larsen è anche molto attento alle “nuove leve”, ai più giovani, in cui spesso vede qualcosa, una scintilla di talento che cerca di incanalare nel modo giusto. Come, lo leggerete più avanti in questo articolo.

Registrare in analogico

Qui Larsen ci racconta un po’ la sua filosofia mostrandoci anche alcune strumentazioni originali degli anni ‘60 attraverso cui è passata un sacco di musica, comprese alcune produzioni degli artisti che hanno registrato ai RecLab. Ad esempio ci mostra orgoglioso il mixer appartenuto alla Motown Records dal ‘60 al ‘66.

Tutto ciò che passava da quel tipo di strumentazione veniva riportata su nastro, e con dei microfoni di una certa caratura.
Quel tipo di macchina, usata oggi con i convertitori da analogico a digitale permettono di lavorare la traccia al computer correggendo in modo più efficace le frequenze e le tracce. Tutto questo ci restituisce delle cose che si sono perse nel tempo e che vale la pena recuperare, perché oggi non ci sono plug-in in grado di far suonare come le cose degli anni ‘60-’70.

Un po’ di storia

Larsen ci racconta, a proposito di questo lavoro, ciò che succedeva in quel periodo storico. La EMI, etichetta che tra gli altri, ha prodotto i Beatles, aveva addirittura un reparto ricerca e sviluppo. Costruivano infatti gli strumenti da studio sulla base delle richieste dei produttori che dovevano accontentare le esigenze dei clienti.

Se non ci fosse stata quella ricerca, quello studio, non avremmo mai avuto quel tipo di amplificatori, di mixer o di macchine che ancora oggi Larsen utilizza per alcuni progetti. A questo punto storce un po’ il naso condividendo con noi il suo pensiero:

Io non sopporto l’idea che oggi si possa produrre a questi livelli e la musica si inizi a fruirla in versione pattumiera. E’ come avere a disposizione una foto da 400 megapixel fatta con degli oggetti bellissimi e decidere di guardarla tutta sgranata attraverso spotify per dirne una…

cotinua:

La cosa che mi manda in bestia è che quest’anno è stata annunciata tendenzialmente la morte del disco. Il CD è l’ultimo supporto con cui si può fruire la musica così com’è stata prodotta. Una volta che non ci sarà più neanche quello, non resterà più la musica originale ma sarà ascoltata solo attraverso le varie compressioni di Spotify, iTunes, Amazon…

La riflessione finale che Larsen vuole condividere con i nostri lettori è che andando in quella direzione, l’ascoltatore delle precedenti generazioni non riesce a digerire questo tipo di ascolto. L’ascoltatore giovane o distratto invece, purtroppo si sta formando le orecchie su queste cose. (L’autotune è il male del secolo).

Siamo il Paese che ha inventato la musica

La nostra conversazione è entrata ormai nel vivo e stiamo andando a toccare tasti, è il caso di dirlo, davvero interessanti. Siamo il Paese che ha inventato la musica, dice Larsen, abbiamo dato i natali a Puccini, Verdi e ora togliamo l’insegnamento della musica dalle scuole. Dare una consapevolezza del linguaggio musicale ad una nuova generazione significa educare gli adolescenti a scegliere della musica di qualità. Avrebbero innegabilmente dei mezzi per discernere.

“Non ci sarebbe quello che c’è oggi in radio se chi ascoltasse capisse che quello che ascolta è il bugiardino della medicina del gatto e non musica”

Su questa affermazione Stregatto ci strizza l’occhio e ci scruta attento con gli occhi socchiusi.

Live Session ai RecLab Studios

L’esperienza ai RecLab Studios con Larsen non può concludersi senza parlare delle live session. Come ci racconta lui stesso, il live è il momento verità. Un tempo uscivano i DVD dei live insieme al disco, oggi si è un po’ persa questa cosa.

Il bello dei live è proprio andare a sentire una band che non ti fa la fotocopia del disco, ha un altro impatto, un altro modo di raccontare la propria musica. Per chi avesse l’occasione di guardare sul tubo alcune di queste live session ai RecLab, possiamo dire che ci restituiscono un po’ l’emozione che quelli della mia generazione hanno provato con gli MTV Unplugged.

Open Lab e Progetto Ninfea

Altro bellissimo progetto è quello legato alle giornate Open Lab. Sostanzialmente lo studio apre gratuitamente a chi vuole andare a registrare un pezzo. Cantanti, band, musicisti…
In questo modo si torna a valorizzare la sostanza dei brani, melodia, testo e accordi. Esibirsi in questo tipo di situazione no filter restituisce la bellezza e l’autenticità del proprio progetto musicale.

Larsen ci parla di alcuni rgazzi giovanissimi ma molto preparati che stanno studiando musica e che non hanno ancora avuto l’occasione di produrre il proprio lavoro. In loro Larsen trova del potenziale incredibile tanto da investire nella produzione di un brano a testa che diventa poi il biglietto da visita e di presentazione di ciascuno di questi ragazzi.

Si tratta di una produzione vera come forse neanche la più grande etichetta discografica o produttore gli offrirebbe oggi.

Si registra con musicisti veri, esperti di sound designing e sempre con una grande attenzione alla loro sensibilità e al loro gusto. Si mette al centro l’artista e il suo pezzo, non secondo le esigenze e le richieste di mercato che tendono ad omologare il tutto, ma rispettando la loro personalità.

Il genio creativo di Larsen trasporta tutto questo non in un CD ma in un libro in cui viene raccontata la storia del brano, la biografia dell’artista. C’è poi anche la parte “nerd Alert!” come la definisce lui stesso. Un racconto dettagliato e specifico di tutti gli aspetti tecnici che hanno portato alla realizzazione di ogni singolo brano.

Tutto questo prende il nome di “Progetto Ninfea” e dato che c’è ancora molto altro da scoprire e raccontare vi consigliamo di essere curiosi e andare a sfogliare le pagine virtuali di questo racconto su https://www.reclab.it/ninfea/

Il nostro giro agli Studios e la mia chiacchierata con Larsen termina qui. Ciò che resta, al di là delle parole è la curiosità e la voglia di ascoltare la musica in modo diverso. Perchè se c’è una cosa, tra le altre, su cui devo davvero dare ragione a Larsen, è che se conosci come funziona, difficilmente riuscirai ad ascoltare la musica nel modo sbagliato.
Adesso mettete le cuffie e buon viaggio!

Larsen Premoli e RecLab Studios:

https://www.reclab.it/
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By |2021-09-15T07:33:07+00:00Settembre 15th, 2021|Brand New Rock, Musica Rock, Rock News|