Vanexa: nuovo album e quattro chiacchiere con la band

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I Vanexa nascono nel 1979 a Savona e con il loro primo demo si affermano subito come la band heavy metal italiana più importante dell’epoca. Da quel momento in poi ci sono state tante tappe importanti e varie evoluzioni che li hanno fatti arrivare alla produzione di questo ultimo album “The Last Black” per la Black Widow Records.

Sulla scia della NWOBHM e con un cantato inizialmente italiano, la prima apparizione è stata di supporto agli Skiantos nel 1980, per poi partecipare tre anni dopo al mitico festival heavy metal italiano a Certaldo (FI), come headliner con il loro primo disco.

La formazione originale era composta da Roberto Merlone (guitar), Marco Spinelli (vocals), Sergio Pagnacco (bass) e Silvano Bottari (drums). Con il tempo la sezione ritmica è rimasta invariata, mentre Andrea “Ranfa” Ranfagni si è aggiunto come voce straordinaria, insieme al duo spettacolare di chitarra Artan Selishta e Pier Gonnella.

The Last Black

L’album uscito a luglio, dopo cinque anni di attesa, è una composizione metal che parla di problemi sociali, sofferenze, guerra e passione per la vita. Il pezzo che dà il titolo all’album “The Last Black” è di grande impatto, un hard rock potente che rimane facilmente impresso. Con un pizzico di Whitesnake qua e là.

Con “My Grave” si passa al puro heavy metal, dove voce e batteria danno il meglio. Assolutamente da vedere il video (link a fine articolo).
Earthquake” è di grande atmosfera con un suono di basso importante. Ricorda un po’ il vecchio stile degli Iron Maiden, per passare a qualche accenno heavy prog sul finale.

Le chitarre hard rock in “No Salvation” sono un piacere per le orecchie. Ma una delle sorprese più intense dell’album è la power ballad “Perfect” in pieno stile anni ’80. Con la malinconia caratteristica del binomio chitarra acustica e pianoforte.

La canzone che segue è la più lunga, con circa otto minuti e mezzo. “Armless” è una vera e propria suite con un crescendo coinvolgente. Vale la pena gustarsela con la visione del video (link a fine articolo).

Si torna quindi all’hard rock classico con “Dr.Strange” e un ritornello che, anche in questo caso, fa piacevolmente pensare agli Irons.
Una parentesi seria e profonda con “Dead Man Walking” e poi nuovamente un tuffo negli anni ’70 dei Dokken, con l’esaltante hard rock di “Like a Mirage”.

Sonorità classiche e temi attuali, invece, in “I Don’t Care”, per finire alla grande con la nuova versione di “Hiroshima” che si riconferma un metal NWOBHM, potente, veloce e di attualità.

La fusione di vari stili come l’hard rock e il metal, insieme a sfumature prog e jazz ne fanno un ascolto pregevole e l’energia che si percepisce è considerevole. I Vanexa si riconfermano una garanzia nella scena rock/metal italiana e anche estera. E’ quindi stato naturale il desiderio di contattare la band per fare qualche parola insieme e dare loro ancora più spazio, ampiamente meritato.

  • Ci raccontate qual’è il significato del vostro nome?

Siamo nati come Vanessa, cantavamo in italiano, il nostro simbolo era una farfalla (vanessa appunto). Il sound di allora era già molto buono, una sorta di Rock italiano (prima che uscisse Vasco Rossi). Ma stava nascendo il metal e noi ci eravamo dentro fino al collo, quindi anche il nostro suono stava evolvendo in qualcosa di più heavy. Cantando in italiano ci sentivamo limitati così decidemmo di cantare in inglese e cambiare anche il nome Vanessa in Vanexa, ci sembrava più internazionale!

  • Sarebbe curioso sapere qualche aneddoto dietro le quinte del famoso festival di Certaldo. Dopo tutto questo tempo cosa ci potete raccontare?

Un evento meraviglioso organizzato da gente coraggiosa e band altrettanto coraggiose, i tempi erano diversi, c’era una gran passione nell’aria e l’Heavy metal, all’epoca. Era una ventata di aria fresca nella musica Rock, le band underground ne furono tutte coinvolte.

Parteciparono più di mille persone al festival, numeri da capogiro ora. Noi eravamo “Headliner” perché eravamo l’unico gruppo ad aver inciso un album in quel momento. Lo stavamo presentando proprio a Certaldo Ricordo che organizzammo due pullman di amici da Savona che vennero al concerto, esperienza incredibile!

Tra tutte le band c’era un grande rispetto e una gran voglia di divertirsi, ma per tutti noi l’heavy metal era una cosa seria, quasi una religione, non si suonava solo per gioco, si suonava per creare energia, emozioni. Bella esperienza!

  • Un brutto episodio che vi ha visto protagonisti all’inizio della vostra carriera è stato il plagio da parte dei Saxon di un vostro demo. Come lo avete vissuto? Quali sono i vostri ricordi in merito?

Da un lato ci ha dato una spinta ad essere più conosciuti nel panorama metal italiano e non. Eravamo giovani e ingenui, avevamo dei demo registrati con i nostri brani cantati in Italiano non ancora registrati s.i.a.e.

Mai più avremmo pensato che, (dopo aver consegnato loro il nostro demo x farlo ascoltare sperando di poter suonare come gruppo spalla nel prossimo tour) una band famosa come i Saxon ci avrebbe plagiato un brano. Con l’unica differenza che noi cantavamo in italiano e loro in inglese.

Abbiamo avuto la fortuna di aver consegnato pochi mesi prima dell’uscita di “Denim & Leather dei Saxon il nostro demo a Beppe Riva (giornalista di Rockerilla). Lo ascoltò, ne fece una splendida recensione e testimoniò il fatto del plagio. Cmq abbiamo avuto episodi più brutti nella nostra “Carriera” credimi, tutto sommato quello dei Saxon non ci ha penalizzato troppo, anzi…

  • La foto dell’album “The Last Black” è molto bella e particolare. Chi l’ha ideata e realizzata? E cosa rappresenta per voi?

L’artista che ha creato la cover (stupenda!) lo ha conosciuto Sergio on line, si chiama Vladimirs Poplavskis, dopo averci fatto vedere il servizio fotografico ce ne siamo subito innamorati. Per noi è diventata un’icona, rappresenta i due aspetti della musica Heavy Rock: durezza ma anche momenti più soft e introspettivi. O forse dice solo: “silenzio e ascoltate il nostro nuovo album!”

  • E’ di pochi giorni fa un vostro live a Firenze. Come lo avete vissuto in questa epoca covid? E che programmi avete per il futuro?

Dopo l’uscita dell’album abbiamo partecipato a due Festival, “Abracadabra Fest di Genova e un Festival Metal a Firenze dedicato alle band italiane, due serata meravigliose con grande affluenza di pubblico che lasciano ben sperare sul futuro della musica Heavy/Rock in Italia!

Per il futuro speriamo di procedere in questo modo, suonando molto live senza avere intoppi con i problemi causati dalla Pandemia. A proposito di date live i Vanexa sono orgogliosi di partecipare al grande Festival Heavy Rock “All Star Fest”, che si svolgerà al “Zappa” di Antwerpen in Belgio il 21/11/2021. Parteciperanno band del calibro di Demon, Fm, Od Saxon, Warrior Soul e altri…

Allora segnamoci questa data in agenda perchè i Vanexa “non suonavano solo per gioco, suonavano per creare energia, emozioni” e ancora lo fanno alla grande!

VANEXA band

Formazione Vanexa

Andrea “Ranfa” Ranfagni – Lead Vocals (G. Hughes, Jan Paice, B. Marsden J. Lynn Turner).
Artan Selishta – Electric Guitar.
Pier Gonella – Electric Guitar (Necrodeath, Mastercastle e Labyrinth).
Sergio Pagnacco – Bass.
Silvano Bottari – Drums.

“The Last Black” track list

1. THE LAST IN BLACK.
2. MY GRAVE.
3. EARTHQUAKE.
4. NO SALVATION.
5. PERFECT!
6. ARMLESS.
7. DR. STRANGE.
8. DEAD MAN WALKING.
9. LIKE A MIRAGE.
10. I DON’T CARE.
11. HIROSHIMA.

Official video

ARMLESS: https://www.youtube.com/watch?v=BvG9U1-ue2Y
MY GRAVE: https://www.youtube.com/watch?v=O1bS49jJwQo

Vanexa:

http://www.vanexa.org/hm/
https://www.facebook.com/vanexaband

Black Widow Records:

https://blackwidow.it/
https://www.facebook.com/BlackWidowRecordsItaly

Discografia

• 1979 – Primo Demo – (Autoprodotto) – Demo tape.
• 1980 – Secondo Demo – (Autoprodotto) – Demo tape.
• 1980 – Terzo Demo – (Autoprodotto) – Demo tape.
• 1980 – Quarto Demo – (Autoprodotto) – Demo tape.
• 1980 – Quinto Demo – (Autoprodotto) – Demo tape.
• 1983 – Vanexa – (Disco In) – Full Length.
• 1988 – Back From The Ruins – (Minotauro Records) – Full Length.
• 1994 – Against The Sun – (Minotauro Records) – Full Length.
• 2010 – 1979-1980 – (Jolly Roger Records) – Full Length.
• 2011 – Metal City Live – (My Graveyard Productions) – Full Length.
• 2015 – Too Heavy To Fly /Paradox (Punishment 18 Records) – Single.
• 2016 – Too Heavy To Fly – (Black Widow Records) – Full Length Vinyl.
• 2018 – My Grave – (Punishment 18 Records) – Single.
• 2019 – Armless – (Black Widow Record) – Single.

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By |2021-09-22T11:56:49+00:00Settembre 22nd, 2021|Brand New Rock, Rock News|