Viboras sulle pagine di RML per un’intervista sul nuovo lavoro Eternal

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Viboras, La punk rock band capitanata dalla grintosa vocalist Irene, da venerdì 8 ottobre ha reso disponibile in digital download, in streaming e in un esclusivo CD jewel box “Eternal” (Ammonia Records). Per l’occasione abbiamo raggiunto la band con questa intervista in cui ci hanno raccontato qualcosa in più.

Salve ragazzi, benvenuti su Rock My Life, è davvero un piacere avervi sulle nostre pagine. Prima di parlare di Eternal, il vostro nuovo lavoro, vogliamo conoscervi un po’ meglio.E’ vero che vi siete incontrati sul set di un videoclip ed è scattato il colpo di fulmine artistico?

Ciao! In effetti è andata proprio così, Sal aveva una band punk rock che ai tempi stava promuovendo un cd che sarebbe uscito anche nel resto d’europa. Si era pensato di girare un video, cosa molto costosa per i tempi. Grazie a Giò (futuro bassista dei Viboras) è stato tirato su un team improvvisato di tecnici per girare.

C’era tutto, mancava solo l’attrice che avrebbe impersonato la Jennifer del titolo. Da una serie di casi, lunghi da raccontare, per la parte spunta fuori Irene. La sua disinvoltura mista a sfacciataggine e a una spessa carica artistica ha colpito a tal punto Sal che da lì a poco sono nati i Viboras. Dopo una serie di prove siamo abbiamo prodotto un demo dal titolo We Bite che ci porterà alle attenzioni di Ammonia Records e il resto è storia.

Eternal è “figlio della pandemia” nel senso che ci sono dei brani concepiti proprio in quel particolare periodo. Voi siete stati molto attivi sui social anche coinvolgendo altri musicisti e amici. Questo lo ritroviamo nel vostro nuovo lavoro che contiene collaborazioni e feauturing davvero interessanti. Cosa significa per voi coinvolgere altri artisti?

Da sempre siamo convinti che si debba associare il termine Rock e soprattutto Punk Rock a quello di scena o perlomeno di collaborazione. Collaborare porta sempre a risultati esaltanti e inaspettati. Non conta il livello di notorietà degli artisti ma la loro voglia di essere creativi e attivi.

Se si persegue l’obiettivo di unirsi si crea una rete spontanea capace di ottenere grandi risultati in termini di diffusione e valutazione di artisti che magari potrebbero metterci più tempo a venire fuori. Non dimentichiamo quanto grazie ad artisti uniti si è fatto durante il momento più teso della pandemia per quanto riguarda le raccolte fondi.

La nostra “visione” di unione ovviamente comprende tutte le forme artistiche, non solo quelle prettamente musicali. Ci crediamo veramente e porteremo avanti questo credo sempre.

Le nuove canzoni parlano di situazioni reali vissute da Irene, e raccontano in modo molto coinvolgente emozioni che tutti noi abbiamo vissuto almeno una volta nella vita. Del resto i Viboras sono sempre molto schietti e sinceri con i fan. E’ per questo che vi vogliono tutti così bene?

Sicuramente siamo una band che non se la tira e che fa dei rapporti umani il proprio carburante. Ci piace molto restare in contatto con chi ci scrive, con tutte le persone che abbiamo incontrato, anche se fosse successo una sola volta.

Nella musica buttiamo tutte le nostre emozioni senza filtro, parliamo tranquillamente di emozioni, di storie personali e di quanto a volte si possa soffrire o essere felici per chi ami.

Siamo dei sentimentali che danno carico alle loro emozioni con la loro musica. Pensiamo sia una delle cose più belle che si possa fare, se poi viene percepito al di fuori di noi si trasforma in pura felicità.

Eternal rappresenta il capitolo due di un concept work iniziato nel 2019 con la pubblicazione dell’EP “Bleed”. Questo è dunque il naturale prosieguo di un qualcosa che la pandemia ha interrotto? Raccontateci questa evoluzione.

Bleed è stato un progetto vero e proprio. Dal momento della sua nascita sapevamo già che avrebbe avuto un secondo capitolo. Il disco precedente (Eleven) diceva a gran voce “Siamo tornati”, con Bleed volevamo essere più lungimiranti.

La prima cosa decisa fu appunto che tutto sarebbe convogliato in un vinile, non sapevamo come ma sapevamo che lo avremmo fatto. Lo abbiamo promosso il dovuto ma poi è arrivata la necessità di creare Eternal, di completare il progetto. La pandemia ci ha dato modo di lavorarci personalmente.

Ci ha spinto non solo a comporlo ma a crearlo. A differenza dei precedenti album buona parte della produzione è stata gestita da noi. In pratica ci siamo ingegnati e abbiamo imparato a registrare.

Solo la batteria e le voci soliste sono state realizzate in studio. Quindi dal punto di vista produttivo il periodo nero non ci ha penalizzato. Ci ha obbligato però ad attendere il momento giusto per l’uscita che è finalmente arrivato.

In un’epoca in cui ormai consumiamo tutti “musica liquida” avete scelto un’edizione in vinile. Una scelta coraggiosa se pensiamo che c’è già qualcuno che ha decretato la morte del supporto fisico nel giro di pochi anni. Siete d’accordo con questa affermazione?

Cos’è la morte o la nascita di qualcosa se non un’evoluzione? Tutto nasce da una nicchia che esplode, diventa moda e poi spesso torna nella nicchia. Non importa quanto dura, prima o poi finisce.

Poi qualcuno si sveglia e ritrova ancora quello spazio nei cuori della gente o semplicemente rialimenta la moda e via che riparte tutto. Pensa che oggi i pochi produttori di dischi in Italia sono strapieni di lavoro come non mai.

La musica liquida è un nuovo standard sicuramente ma pensare che sarà l’unico per il futuro fa un po’ ridere. Da sempre comprare un disco è un evento e così resterà per un po’. Spotify è comodo ma obiettivamente non è bello da vedere e non da poi grosse emozioni.

In ogni caso ciò che conta è la musica non importa come arriva, basta che lo faccia e in questo caso il suo essere liquida fa si che chi sta lontanissimo può conoscerti, bisogna ammetterlo. Non ci sono formati giusti o da prediligere. Sicuramente il vinile è il formato più bello che si possa realizzare e noi ne siamo fieri.

Parliamo adesso della copertina. Una grafica con un impatto fortissimo. Una corona di spine con tanto di lacrime di sangue, dei serpenti che circondano la figura femminile e il cuore che esplode di luce. Ricorda molto quelle rappresentazioni sacre da Holy Bible. Cosa potete dirci a riguardo?

Partiamo sempre da Bleed. Il cuore sanguinante rappresenta il nostro continuo sanguinare per questa arte che tanto amiamo. Sanguinare vuol dire per noi dare tutto, soffrire e godere per la musica.

La copertina di Bleed Eternal esalta questo sentimento completandone il concetto. La corona di spine, le lacrime di sangue e il petto aperto con il cuore in vista (lo stesso della cover di Bleed) sono tutti simboli si di sofferenza ma anche di pura passione.

Scrivere musica ti mette a nudo e ti fa da specchio della vita. Fa si che tutti i tuoi sentimenti e pensieri siano messi a disposizione di tutti, ti apre ti squarcia e ti fa snguinare. Le serpi sulla testa oltre a richiamare il nome della band (Vipere) sono chiaramente legate al mito di Medusa.

Un personaggio molto affascinante e in alcune versioni del mito, una donna dalla bellezza straordinaria. Per quanto riguarda la grafica siamo molto legati all’arte sacra che si mischia a quella pagana diventando profana, amiamo il rinascimento e siamo molto tamarri.

Vi salutiamo e vi ringraziamo per per averci raccontato la vostra storia e il vostro lavoro, ci auguriamo di potervi vedere al più presto sul palco! Ci sono date in arrivo per i Viboras? Cosa bolle in pentola?

Stiamo promuovendo il disco suonando come sempre si fa, nel momento in cui scriviamo siamo già in giro per la promozione. Seguiteci sui nostri social per vedere se saremo vicino casa vostra. Siamo in attesa come tutti che la situazione si sblocchi definitivamente e allora non ci sopporterete più da quanto saremo in giro. Grazie ragazzi per averci ospitati, speriamo di vederci presto!

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By |2021-10-08T05:59:36+00:00Ottobre 8th, 2021|Brand New Rock, Musica Rock, Rock News|