Elrditch: Terence Holler si racconta sulle pagine di Rock My Life

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Gli Eldritch sono una delle band prog metal più seguite ed amate nel panorama musicale italiano ed estero. A poche ore dall’ imminente uscita del nuovo disco EOS, abbiamo incontrato Terence Holler, frontaman e fondatore della band.

Il carismatico singer ci accoglie presso il suo ristorante “La Porkeria BBQ” di Rosignano Marittimo. Così davanti a dell’ottimo cibo ed una buona bottiglia di rosso, risponde alle nostre domande rivelandosi una piacevolissima compagnia.
Ecco cosa ci ha raccontato!

Ciao Terence, grazie di aver accettato questa intervista e di averci accolto davanti a del buon vino e dell’ottimo cibo. L’usicta del dodicesimo lavoro in studio degli Eldritch è ormai imminente. Si tratta di un lavoro molto introspettivo con delle tematiche molto forti. Cosa rappresenta per te EOS?

Posso dirti intanto che tutte le linee di voce e tutti i testi sono scritti da me, quindi racconto le cose vere perché non riesco ad inventare storie. Questo disco in pratica è un diario aperto della mia vita anche perché io rido e scherzo sempre ma la mia vita è molto complicata!

Gli Eldritch sono una band molto amata e ormai sul palco da diversi anni, avete subìto diversi cambi di line-up anche abbastanza importanti prima di arrivare all’attuale formazione. Sappiamo che ogni volta che c’è un nuovo membro nella band c’è sempre da trovare un equilibrio, una sintonia, come ci si riesce?

Non è così semplice in effetti, noi siamo stati fortunatissimi, ad esempio il nuovo bassista Dario Lastrucci è veramente fortissimo. Lo avevamo sentito dire, avevamo bisogno di “uno forte” e lui lo è davvero. Ha dato una bella spinta anche ai cori all’interno del disco.

Inoltre bisogna essere sempre sulla stessa lunghezza d’onda anche fuori dal palco o dalla sala prove. Riuscire ad essere caratterialmente compatibili. C’è stato poi anche il rientro di Oleg Smirnoff che all’epoca si allontanò dalla band proprio per un’ incompatibilità caratteriale.

Musicalmente però è sempre stato incredibile e siccome la band è come una famiglia, anche se si discute poi alla fine si trova sempre il modo di far funzionare le cose. L’ amalgama funziona ancora bene dopo trent’anni!

Tu sei il frontman e il fondatore della band, la figura più carismatica all’interno di un gruppo, quella che serve da collante. Senti mai il peso di questa responsabilità? Hai mai avuto voglia di mollare tutto e sciogliere la band?

A volte è successo, in questi trent’anni è capitato spesso di dover prendere delle decisioni più o meno importanti. Essendo un gruppo si mette tutto ai voti e succede che qualcuno si trova sempre ad essere l’ago della bilancia. Per cui spesso mi sono dovuto assumere la responsabilità anche di sbagliare. In generale questo ruolo non mi ha creato mai grossi problemi perché comunque anche nella vita, in vari settori ho sempre fatto il leader. Non riesco ad essere troppo passivo…

Parliamo ancora di EOS. In alcuni brani ci sono dei chiari riferimenti alla depressione e ad alcune situazioni drammatiche che dichiari di aver vissuto tu stesso. Ad esempio il bullismo, Quanto può essere utile la musica per esorcizzare la paura della tristezza e trovare il coraggio di reagire?

Come dicevo prima, io scrivo di cose che sento mie e che ho vissuto. Purtroppo sono uno di quelli che ha subìto il bullismo e sono anche stato sull’orlo della depressione. La musica per me è un po’ come queste riunioni degli alcolisti anonimi, parlando tanto di una cosa alla fine ne senti meno il peso.

Ho bisogno di scrivere canzoni dove racconto la mia vita di me**a, sia quella passata che quella presente. A me serve come terapia. Allo stesso modo ho bisogno di sentire gli applausi ed i complimenti delle persone. La musica serve anche ad arrivare alle persone che vivono le stesse situazioni, così si sentono meno soli sapendo che qualcuno capisce quello che hai dentro.

Nel disco, gli Eldritch ci stupiscono con una cover a sorpresa… questo è il momento spoiler alert! Come avete fatto ad incastrare Jon Bon Jovi nel contesto di questo disco? Non è che il tuo sogno nel cassetto è cantare di nuovo in una band Hard Rock?

Sai, io essendo vissuto in America ascoltavo tantissimo la radio anche da bambino. Non mi sono mai fissato con un genere specifico, io mi concentravo piuttosto sui cantanti, sul timbro di voce, sull’espressività.

Da piccolo ascoltavo Billy Joel, Elton John… poi sono cresciuto con l’Hard Rock, infatti all’interno del disco ho voluto inserire proprio questa cover di Bon Jovi.

Alla fine Gli Eldritch non sono neanche troppo catalogabili in un genere ben preciso, abbiamo tantissime sfumature di vari generi musicali e questa è la nostra fortuna perché riusciamo a suonare in diversi contesti. Per quanto riguarda cantare in una band Hard Rock no, adesso non ce la farei.

Gli Eldritch sin dal 1988, anno in cui la band è stata fondata, suonano nei più importanti festival. Avete partecipato ad esempio a diversi Gods Of Metal. Credi che esistano ancora realtà del genere in giro per il mondo? Parlaci di quella esperienza.

Io penso che quando finirà del tutto questa emergenza sanitaria, anche in Italia potrà tornare un festival del genere. Il problema è che per fare eventi di questa portata, dato che c’è stato un bel cambio generazionale, devi per forza chiamare dei gruppi storici. Non puoi fare il Gods Of Metal con i gruppi appena nati. Ci vogliono i Maiden, i Dream Theater….

Dato che ci siamo incontrati qui nel tuo ristorante “La Porkeria”, adesso vogliamo fare un gioco. Ci salutiamo con quest’ultima domanda: Abbina tre piatti presenti nel menù a tre brani degli Heldritch e se vuoi spiegaci il motivo.

Essendo l’autore dei brani qui giochiamo facile! Nel disco secondo me ci sono delle vere gemme che possiamo associare ai miei piatti. Ad esempio la suite “Sunken Dreams” lungo ben 11 minuti è sicuramente il tomahawk, il bisteccone! Perchè è un’ Angus irlandese, massaggiata, enorme e ci vuole il suo tempo per mangiarla. Esattamente come il brano ha diverse sfumature che si apprezzano mangiando.

Poi c’è il nostro secondo singolo, Circles, direi che è senza dubbio la “Porca Bruschetta” perché è un azzardo che poi alla fine stupisce e piace tantissimo. Circles infatti è anche un video lungo 7”22 che tu pensi che la gente non lo guarderà mai. Invece poi ti coinvolge così tanto che arrivi sempre fino alla fine.

Infine c’è la ballad I Can’t Believe It, che è anche il mio pezzo preferito perché è il brano più intimistico, ha un’atmosfera particolare… Possiamo abbinarla alle patatine con il gorgonzola perché è bella forte, dal sapore deciso che persiste con quel retrogusto particolare.

Dopo questa bella intervista salutiamo e ringraziamo Terence per averci dedicato un bel pò del suo tempo, non ci resta che attendere altre 24 ore per l’uscita di EOS, che naturalmente vi racconteremo sulle nostre pagine!

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By |2021-11-18T08:52:19+00:00Novembre 18th, 2021|Brand New Rock, Rock News|