Noel Monk

Noel Monk, questo nome forse non vi dice niente ma se parliamo di band come Van Halen e Sex Pistols, forse ricorderete di aver sentito riecheggiare il suo nome tra le righe della storia.

Noel Monk è stato uno degli stage-manager di Woodstock, il braccio destro di Bill Graham al leggendario Fillmore East ed ha lavorato con i più grandi musicisti rock. Tra questi ricordiamo Jimi Hendrix, Janis Joplin, i Grateful Dead, i Rolling Stones e i Sex Pistols.

Ed è proprio da quel tour che parte la storia di Runnin’ With The Devil. Un’ esperienza che avrebbe cambiato la sua vita per sempre e che nessun altro essere umano sarebbe stato in grado di gestire come fece lui. Ma la storia avvincente che Noel Monk racconta in questo libro è un’altra.

Tutto comincia negli studi della Warner Bros, quando al ritorno da quei dodici giorni con i SP, Carl Scott lo convoca nel suo ufficio regalandogli una maglietta con su scritto “Sono sopravvissuto al tour con i Sex Pistols”. Noel non immaginava neanche che non avrebbe avuto il tempo di tirare il fiato perché di lì a poco avrebbe accettato un incarico con una giovane emergente band.

“Sai abbiamo preso questa nuova band – disse- ed io ho la netta sensazione che siano destinati a diventare molto presto il cavallo di battaglia della nostra scuderia.
Nome? – chiesi
Van Halen, e vedrai che spaccheranno di brutto”.

Ebbene, quello che leggerete in questo libro, non è la storia di come si diventa leggenda, quella l’abbiamo letta sui tabloid patinati, l’abbiamo ascoltata attraverso tutti i loro dischi. Quello che racconta Noel Monk è tutto ciò che ha portato i Van Halen alla loro autodistruzione. Dall’esordio fino all’apice della loro carriera, Noel racconta l’altra storia, quella nascosta dietro ai sold out e dietro ai dischi di platino.

Una band che ha tenuto per mano prima come road manager e poi come manager personale. Perché a volte gestire un successo plateale è forse più complicato che ottenerlo, in un’epoca in cui procurarsi della droga era facile come comprare caramelle. Il libro racconta l’incredibile escalation della band ma allo stesso tempo quella di un gruppo di musicisti che fuori dal palco stavano andando rapidamente verso “una prognosi riservata”.

Il racconto dell’autore non è solo una cronaca di ciò che è accaduto concerto dopo concerto o album dopo album. E’ avvincente, ti tiene incollato alle pagine e ti porta dentro ad uno stato d’animo che va dall’ entusiasmo alla frustrazione nel giro di pochi paragrafi. E’ così che accade, vivere gomito a gomito con la band, ricevere le loro telefonate nel cuore della notte, risolvere i loro problemi, alla fine ti rende uno della famiglia.

Questo è il diario di chi ha visto i momenti più brillanti della carriera dei Van Halen, di chi ha visto le folle gettarsi letteralmente sul palco per loro. Ma è anche il racconto di tutto il marcio che può arrivare, delle cose che nessuno ha il coraggio di immaginare dietro alla leggenda, ma narrato sempre con grande umanità e affetto sincero.

Del resto Noel Monk ha davvero tenuto per mano ognuno di loro, dal primo appuntamento per la firma del contratto, quando si presentarono sudati e sdruciti con mezz’ora di ritardo fino al grande successo. Come si può non leggere tutto d’un fiato Runnin’ With The Devil? Uno dei racconti più onesti e schietti ci sia in circolazione.

Runnin’ With The Devil di Noel Monk

(con Joe Layden).
Traduzione acura di: Barbara Caserta
Pagine: 360
Formato: 15 x 21 cm
Cop. rigida con sovraccoperta
Collana: Chinaski
Prezzo: € 22,00
Codice ISBN: 9788827602607.
Disponibile dal 9 marzo 2022
Il castello editore: https://www.facebook.com/castelloeditorepagina

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