ZiggyFest PunkRockWeekend: annunciati i primi nomi del festival

Ziggy Fest

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Fuori i primi nomi dello Ziggy Fest Punk Rock Weekend! Il neonato festival che si terrà a Russi (Ravenna) il 26 e 27 Agosto svela le proprie carte per la due giorni di musica. L’evento vedrà portare sul palco per la sua prima edizione nomi del panorama punk e rock italiano ed internazionale di rilievo.

L’organizzazione precisa che “non mancheranno sorprese”. Cosa che, in aggiunta ai nomi di spessore già in cartellone, fa prevedere un evento musicale da non perdere assolutamente.

Ziggy Fest 26 Agosto:

Discharge.
The Oppressed.
Bull Brigade.
Klasse Kriminale.
Nabat.
Discomostro.
Guerra.
+ TBA

Ziggy Fest Sabato 27 Agosto, il festival ospiterà:

99 Posse.
Talco.
Persiana Jones.
Klaxon.
Raw Power.
Iene.
Tizio.
Heartfall.
Boogie Spiders.
+ TBA

Il tutto nella fantastica cornice di Palazzo San Giacomo a Russi (Ravenna), che per l’evento vedrà anche l’allestimento di: Area Ristoro, Area Chill e Area Bimbi. Il costo del biglietto è di 30 euro al giorno, mentre l’abbonamento per l’intero festival è di 50 euro. Le prevendite sono acquistabili su DIY Ticket a questi link:

ABBONAMENTO: https://www.diyticket.it/events/Musica/A643/abbonamento-punk-rock-weekend
DAY 1: https://www.diyticket.it/events/musica/8321/punk-rock-weekend-ziggyfest-day-1
DAY 2: https://www.diyticket.it/events/Musica/8322/punk-rock-weekend-ziggyfest-day-2

Link evento Facebook:

https://fb.me/e/1xBb8028H

Apertura cancelli ore 15:30, inizio Concerti ore 16:30

Nell’attesa che gli ultimi nomi vengano annunciati, consigliamo caldamente di accaparrarsi la prevendita per quello che si preannuncia essere uno degli appuntamenti estivi da non perdere.

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Loto, Shangri-La è il nuovo singolo per la rock band made in Italy

Loto

I Loto pubblicano un nuovo singolo “Shangri-la” che si avvale della produzione e delle registrazioni agli Attitude Studio di Andrea Rock, a Milano.

Il brano confronta il mondo reale ad un paradiso illusorio tramite varie metafore, creando uno specchio che riflette aspetti della vita quotidiana. Ogni essere umano deve intraprendere un percorso per arrivare alla propria destinazione e proprio in questo si esprime la rappresentazione di un cammino personale.

Pur essendo un gruppo di recente formazione, i Loto trasmettono con questo pezzo un savoir-faire di una certa importanza. Derivante in parte dall’esperienza dei tre membri fondatori e in parte dalla mano attenta della produzione. Il risultato è dunque un brano rock compatto e impattante. Le registrazioni del videoclip avvengono presso lo studio fotografico in provincia di Como, Immagini.

IL gruppo nasce nel 2020 da un’idea del chitarrista Prina Emanuel. Dopo una precedente collaborazione con la band hard rock Tenax, decide di fondare un proprio progetto rock/hard rock targato sempre made in Italy. Si avvale perciò della collaborazione di musicisti provenienti da realtà musicali simili.

I Loto sono:

Prina Emanuel (chitarre e basso)
Fabrizio Lugato (Voce)
Fabrizio Legnazzi (Batteria).

segui la band su Facebook: https://www.facebook.com/Loto-107457175028771

Destrage – Nuovo album e cinque esclusivi appuntamenti in Italia

Destrage

Nuova musica e quindi nuovo tour per i Destrage, che torneranno con cinque concerti esclusivi nel nostro Paese il prossimo autunno. Si parte lunedì 31 ottobre dal Viper Theatre di Firenze per “Firenze Metal”. Proseguendo poi venerdì 11 novembre a Santeria Toscana 31 di Milano, sabato 12 al The Factory di Verona,  e venerdì 18 a Roma presso Largo Venue. Per concludere sabato 26 novembre al Vidia Club di Cesena (FC).

I biglietti sono disponibili in prevendita sui circuiti ufficiali TicketOne e Mailticket per Milano e Roma, su Boxerticket e TicketOne per Firenze, a breve su Dice per Verona, a breve su TicketOne e Dice per Cesena.

Destrage, l’esclusivo quartetto milanese. Secondo Metal Injection “esercita una vasta gamma di varietà stilistiche, quasi al limite di una classificazione avant-garde”. E incorpora elementi di “mathcore progressivo…alternativo e death metal”.

La band pubblicherà il nuovo disco “So Much. too much.”, il sesto della propria carriera ed il primo con 3DOT Recordings, il prossimo 16 settembre (pre-order).

 

Ecco il commento della band:

Siamo super entusiasti di annunciare il nostro nuovo album. Vogliamo ringraziare Periphery e 3DOT Recordings per aver lavorato con noi e per averci aiutato a portare queste canzoni alle masse. Quest’album è per tutte le persone che ci hanno supportato durante questi ultimi tre anni di nulla.

Che non hanno mai smesso di contattarci e di chiedere nuova musica. Voi siete la ragione per cui facciamo quello che facciamo. Non vediamo l’ora di condividere anche queste nuove canzoni dal vivo, siamo tornati!

La notizia dei nuovi dodici brani prodotti da Matteo “Ciube” Tabacco con il mix di Will Putney (A Day To Remember, Every Time I Die) arriva con l’uscita del nuovo singolo. Si tratta di “Everything Sucks And I Think I’m A Big Part of It”, accompagnato dal video.

Il chitarrista Matteo Di Gioia spiega che il brano è “un figlio della pandemia” e aggiunge che “Viene da un periodo molto noioso, è la sensazione di delusione, di essere lasciato solo e di essere deluso. È molto introspettivo ma è anche narcisistico. Nella società occidentalizzata pensiamo che tutto riguardi noi, quindi c’è un po’ di questo”.

Matt Halpern, co-fondatore di 3DOT Recordings e batterista dei Periphery, commenta sul nuovo lavoro:

Il nuovo album è sorprendentemente folle. I DESTRAGE sono tutti musicisti straordinari che lavorano costantemente al loro mestiere, quindi non sorprende che questo sia il risultato di tutto quel duro lavoro. Sono una band fortissima e quest’album distrugge.

I DESTRAGE sono:

Paolo Colavolpe (voce), Matteo Di Gioia (chitarra), Federico Paulovich (batteria) e Ralph Guido Salati (chitarra). Il quartetto milanese ha pubblicato cinque album: “The Chosen One” (2019), “A Means To No End” (2016), “Are You Kidding Me?” (2014), “The King Is Fat’n’Old” (2010) e “Urban Being” (2007).

Mike Portnoy ha scelto “The Chosen One” come uno dei suoi album preferiti dell’anno, Heavy Blog Is Heavy ha descritto la raccolta come “un bel pezzo di lavoro” e Metal Sucks ha detto “questi sono musicisti straordinari”. “SO MUCH. too much.” vede anche la partecipazione di Devin Townsend, nel brano “Private Party”.

www.destrage.com
www.facebook.com/destrage

www.instagram.com/destrage_official

 

Black Eyes 2, da oggi in digitale e in streaming Ostacoli

Black Eyes 2

Black Eyes 2 rendono disponibile da oggi in digital download e in streaming “Ostacoli” (You Can’t Records). Si tratta del nuovo EP del duo power rock basso e batteria composto dai comaschi Nora e Alessandro.

I cinque brani che compongono il lavoro, breve ma intenso, sono caratterizzati da sonorità grezze, ma ben definite. Colpiscono così con ritmiche coinvolgenti e riff accattivanti. In “Ostacoli” basso e batteria si fondono in modo preciso in un lavoro ad alto impatto sonoro.
I testi in italiano affrontano tematiche comuni, ma non scontate, e sono ben valorizzati dalle melodie che guidano i pezzi.

Ecco la tracklist di “Ostacoli”

Posto
Sbaglio
Stanza
Obiettivo
Orbita.

Ascolta Ostacoli  QUI

I Black Eyes 2 commentano il lavoro:

“Ostacoli” nasce dal ricordo di alcuni problemi o ansie che abbiamo dovuto affrontare. L’EP rappresenta le situazioni scomode e difficili a cui probabilmente tutti vanno incontro prima o poi nella vita. A quel punto si può scegliere se fermarsi e restare incastrati oppure affrontare la paura e saltare. O si cade insieme all’ostacolo o si riesce a superarlo, ma in entrambi i casi si va avanti imparando qualcosa.

“Ostacoli” è stato scritto e composto dai Black Eyes 2 e Davide Lasala. Registrato in Edac Studio da Davide Lasala e Andrea Fognini, che ne hanno curato anche mix e master. Produzione artistica Davide Lasala. Hanno suonato: Alessandro Molteni (voce, batteria, percussioni), Nora Fedrigo (basso, cori), Davide Lasala (percussioni, basso).

BlackEyes2

Si tratta di un duo power-rock nato a inizio 2018 a Cantù (CO). Prima di conoscersi, Nora e Alessandro sono stati uno il pubblico dell’altro durante i concerti con le rispettive band del momento. Scoprono di volere entrambi creare un nuovo progetto musicale incentrato principalmente sulle ritmiche del basso e della batteria.

Cercano di raggiungere una sonorità completa, pur scegliendo di essere un duo. Trascorrono alcuni mesi in sala prove, dedicandosi alla scrittura dei loro primi brani. Nel luglio 2018 registrano “Shadows” presso Edac Studio (Gorillaz, Edda, Nic Cester, Fatoumata Diawara, Giorgieness, Vanillina… ). Con la produzione artistica di Davide Lasala ed il mastering di Andrea Fognini L’EP esce a marzo 2019 da You Can’t Records.

I Black Eyes 2 hanno all’attivo una ventina di concerti nel periodo pre-pandemia per la promozione di “Shadows”. Nel marzo 2022 registrano “Ostacoli” in Edac Studio con la produzione artistica di Davide Lasala. Registrazione, mix e mastering di Andrea Fognini e Davide Lasala. Attualmente la band sta suonando live per promuovere l’EP, uscito oggi, 29 giugno 2022 per You Can’t Records.

Black Eyes 2 online

Instagram: https://www.instagram.com/blackeyes2band/?hl=it
Facebook: https://www.facebook.com/BlackEyes2band/
Spotify: https://open.spotify.com/artist/4QHSaQOhcklOhQJfVKtIHk?si=fT0dP67QSgS_VIXWG8eVhg&nd=1
YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=XEVDSHszAxY

 

Camaleonte, guarda ora il nuovo video dei The Snookers

Camaleonte

Da oggi è online su youtube “Camaleonte” (Edac Music Group), il video del singolo di debutto dei The Snookers. Si tratta del sensazionale duo composto dai giovani morbegnesi Anita e Federico.

Il brano esprime il senso profondo e che denota sin dal primo ascolto il genuino talento e il potenziale artistico dei due musicisti. Unisce nel suono intimità e leggerezza con maggiore apertura nel ritornello, di più ricca produzione musicale. In questo l’atmosfera si fa più aperta, veicolata dal cambiamento di intenzioni del testo.

La sfera dell’intimo è resa concreta dalla presenza della chitarra acustica, strumento dal quale è nata la canzone e che ricopre un ruolo portante soprattutto nelle strofe.

E non è questo ciò che penso di te
Tu vittima del simile
Ed è per questo che ho bisogno di te
Io vittima e tu simile.

The Snookers commentano Camaleonte:

Tutte le sonorità di Camaleonte prendono spunto dal senso del testo. Ed anche dal modo in cui abbiamo cercato di esprimere un messaggio importante con positività e freschezza. La libertà della ritmica e dei suoni riportano con la mente a sensazioni estive e festose.
Il testo parla di transizione e cambiamento, condizione che la maggior parte di noi vive durante l’adolescenza.

Il protagonista di questa canzone vive una sua evoluzione, che lo porta dal sentirsi triste ed insoddisfatto al raggiungimento di un maggior equilibrio e positività. Nonostante non si allontani da ciò che meglio conosce e da ciò in cui crede.

Nel ritornello parliamo con lui, rincuorandolo del fatto che tutti noi cambiamo. Che chi ci vuole bene non ci giudica per le scelte che facciamo. Con questa canzone vogliamo dare un senso di inclusione e sicurezza rivolta a tutti coloro che vivono un momento simile.

The Snookers Live

The Snookers sono già pronti a presentare “Camaleonte” e il loro progetto in alcune date estive, accuratamente selezionate:

3 luglio – Wow Festival – Villa Bernasconi – Cernobbio (Como)
7 luglio – Germi – Milano
8 luglio – Joshua Blues Club – Albate (Como)
15 luglio – Bourbon – Morbegno (Sondrio)
29 luglio – Off Topic – Torino.

Credits:

Scrittura e composizione del brano di The Snookers, Davide Lasala, Andrea Fognini. Produzione Artistica: Davide Lasala, Andrea Fognini. Registrazioni e mix a cura di: Andrea Fognini, Davide Lasala presso Edac Studio.
Master di: Giovanni Versari presso La Maestà. Progetto Grafico: Paolo Proserpio. Foto: Lorenzo Scarlata. Il video è vede la produzione e la regia di OLO creative farm. Make Up di Giorgia Piatta dell’Abbondio.

The Snookers online

Instagram: https://www.instagram.com/thesnookers/
Facebook: https://www.facebook.com/search/top?q=the%20snookers

Omar Pedrini riceverà la targa Premio speciale Stefano Ronzani

Omar Pedrini

Omar Pedrini è l’artista che riceverà la targa premio speciale Stefano Ronzani durante le giornate di Rock Targato Italia Edizione Estate 2022. Le sertate sono in programma al LegendClub di Milano in data 29 e 30 luglio (Ingresso Libero).

Infatti, in questa calda estate Rock Targato Italia rinnova anche la tradizione di assegnare delle Targhe Speciali. Il premio va agli artisti che si sono distinti nel panorama della musica italiana per qualità, coraggio e sensibilità. Tutto questo, parallelamente al concorso dedicato agli artisti emergenti che culminerà con le due giornate di musica e incontri al Legend Club di Milano. La rassegna Rock Targato Italia ha ottenuto inoltre il Patrocinio della Regione Lombardia Assessorato Autonomia e Cultura.

Premio Stefano Ronzani

Il premio speciale è dedicato al giornalista Stefano Ronzani tra i più geniali e anticonformista della scena italiana. curioso, preparato ed attento osservatore delle tendenze musicali. Stefano Ronzani (collaboratore di Tutto Musica e Mucchio Selvaggio), è stato anche tra i fondatori di Rock Targato Italia e per 10 anni direttore artistico della manifestazione omonima.

La targa dedicata a Stefano Ronzani rappresenta un riconoscimento alla carriera di un artista. Parliamo di quelli che ha saputo coniugare cultura, creatività e senso della partecipazione sociale. Sempre con lo spirito indagatore e sperimentale tipico della filosofia di vita di Stefano Ronzani. Quest’anno sarà consegnata a Omar Pedrini che proprio sul palco di Rock Targato Italia ha mosso i suoi primi passi artistici nella storica prima edizione del 1987.

“Non ha bisogno di presentazioni. Un artista che ha vissuto almeno tre vite senza perdere mai il desiderio di giocare con il rock e la poesia.” Roberto Bonfanti (Scrittore. Artista).

Maggiori informazioni su Omar Pedrini qui:

FB: https://www.facebook.com/omarpedriniofficial
IG: https://www.instagram.com/omarpedriniofficial/?hl=it

Segui Rock Targato italia:
www.rocktargatoitalia.eu

Rock Wedding Planner: quando il Rock diventa stile di vita, anche nel giorno del Matrimonio

Rock Wedding

Rock Wedding Planner, proprio così! Rock è da sempre sinonimo di quell’essere fuori dagli schemi che tutti – prima o poi – sentiamo nell’anima ma che non sempre si riesce ad esprimere. Non preoccupatevi, in questo articolo conosceremo insieme la persona che può accorrere in vostro aiuto, rendendo unico e alternativo il giorno più importante della vostra vita.

Ciao Cristina, presentati ai nostri lettori.

Ciao a tutti, sono Cristina Corazza, sono di Milano e sono la prima wedding planner specializzata in matrimoni rock, fuori dall’ordinario, perché io per prima vivo rock.

Per capirci meglio, di cosa si occupa una wedding planner?

La wedding planner è, in sostanza, una pianificatrice di matrimoni. Il mio lavoro è quello di aiutare e affiancare gli sposi nell’organizzazione dell’intero evento, guidando e facilitando le loro scelte nel processo creativo (senza MAI sostituirmi a loro). Altro lavoro fondamentale è quello di aiutare le coppie a stabilire un budget e far sì che le scelte siano coerenti con i limiti prefissati, cercando comunque di realizzare i sogni dei clienti.

Alla wedding planner spetta anche organizzare e gestire la timeline, in modo che tutti i singoli aspetti del matrimonio, dalla ricerca dei fornitori al coordinamento della giornata della cerimonia fino alla risoluzione dei piccoli o grandi intoppi che possono venire a crearsi, si svolgano con i giusti tempi e si incastrino perfettamente senza creare stress a chi deve solo godersi la festa.

E invece di cosa NON si occupa una wedding planner?

Una wedding planner non apparecchia la tavola, non sistema i fiori, non porta i bicchieri per il brindisi. In generale si tratta di un/una professionista che prima aiuta nella scelta e poi supervisiona e organizza i fornitori, l’allestimento e l’intrattenimento, senza avere un ruolo pratico (salvo aggiustamenti dell’ultimo secondo).

Questo non perché non lo si voglia fare, quanto perché non è il suo compito e, se la scelta dei fornitori è stata fatta con criterio, si avrà a che fare con professionisti molto competenti, ognuno nel proprio ambito. In un matrimonio organizzato da me, non c’è spazio per i tuttologi!

Sul tuo sito internet ti definisci LA Rock Wedding Planner®, cosa ti differenzia dalle altre proposte?

Ciò che mi differenzia dai miei colleghi è che penso e realizzo matrimoni fuori dagli schemi, dando vita ai sogni delle coppie che si rivolgono a me per andare oltre l’ordinario. Per me non esiste il “così non si può fare”, anzi, sfatare questo mito è diventata la mia sfida personale.

Cos’è per te il rock e cos’è un matrimonio rock?

La musica rock è nata come reazione dei musicisti ad una situazione preconfezionata e colma di stereotipi e di regole, che ad alcuni incominciavano ad andare troppo strette. Da lì l’aggiunta delle chitarre distorte e dei synth nella musica e di abbigliamenti provocatori sui palchi, come segno di ribellione alle imposizioni della tradizione.

Per me un matrimonio rock è una grande festa, senza schemi preconfezionati. Non deve essere necessariamente legato alla musica rock ma prende spunto da quello. L’organizzazione dei momenti principali non si discosta dai matrimoni tradizionali ma il mio lavoro è quello di “vestirli” della personalità degli sposi, dando piena libertà alla loro fantasia. Il tutto, ovviamente, sempre nel pieno rispetto dei luoghi e in coerenza con il progetto creativo studiato in precedenza.

Una domanda che in tanti si staranno ponendo: per fare un matrimonio rock, è necessario vestirsi di pelle e borchie?

Assolutamente no! Volendo si può anche organizzare un matrimonio in stile hawaiano, con sposi e invitati in costume da bagno. Scherzi a parte (ma non troppo), il matrimonio rock è quello che permette a tutti di stare comodi e di sentirsi sé stessi, abbigliamento compreso. Rock significa libertà dall’ingabbiamento delle tradizioni, non perché esse siano negative in assoluto ma perché non voglio che nei matrimoni pianificati da me, i sogni degli sposi siano limitati da usanze e consuetudini.

Andiamo al sodo. Le lettrici (e i lettori) vorranno sapere quanto incide sul budget di un matrimonio la figura della wedding planner…

Probabilmente molti miei colleghi non saranno d’accordo ma, per quanto mi riguarda, la wedding planner viene gestita economicamente come un fornitore qualsiasi. All’inizio del percorso mi tocca sempre la scomoda domanda su quale budget la coppia ha a disposizione per organizzare l’evento.

All’interno di quella cifra deve essere previsto tutto ciò che farà parte del matrimonio (per esempio il catering, l’affitto della location, i fiori, i musicisti…). Non escluso il servizio di wedding planning. Ciò che rende però centrale la figura della wedding planner, è il suo ruolo nell’aiutare la coppia a stimare il budget e a tenerlo sotto controllo, per evitare spese inutili e per spendere al meglio ogni singolo euro. Un servizio irrinunciabile.

Se tu potessi scegliere una personalità del mondo del rock a cui organizzare il matrimonio, chi sceglieresti?

I primi personaggi che mi vengono in mente ai quali organizzerei il matrimonio hanno, forse, alle spalle lo stesso numero di matrimoni dei quali mi sono occupata io come professionista… in totale! Quindi è anche possibile che siano più esperti di me. In questo momento, anche se qualche rocker purista storcerà un po’ il naso sentendolo nominare, mi piacerebbe organizzare il matrimonio di Damiano David dei Måneskin.

Ora che ci hai incuriosito a dovere, come può contattarti chi volesse avere qualche informazione in più?

Potete trovare tutte le informazioni che vi servono e tutti i miei contatti social visitando il sito rockweddingplanner.it, dove troverete anche un bellissimo form da compilare direttamente online per il primo contatto.

Grazie Cristina per averci dedicato il tuo tempo, prima di lasciarci ti chiedo però di regalare un consiglio ROCK a chi sta incominciando ad organizzare il proprio matrimonio.

Tenetevi i vostri segreti! Mamme (le più curiose), amici, parenti, vi stuzzicheranno per avere informazioni su cosa e come state organizzando. Il mio consiglio è di confrontarvi solo con pochissime persone fidate e vincolate al segreto, per non svelare troppo delle sorprese che attendono gli invitati ma anche – e soprattutto – per evitare di essere influenzati durante le vostre scelte.

Ricordate sempre che si tratta del vostro matrimonio e non di quello di qualcun altro! E soprattutto, contattate la rock wedding planner perché vi risolverà tanti problemi.

Ancora grazie a Cristina Corazza, la prima wedding planner specializzata in matrimoni rock, perché vive rock!

Sito: https://www.rockweddingplanner.it/
Facebook: https://www.facebook.com/RockWeddingPlanner
Instagram: https://www.instagram.com/rockweddingplanner/
Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCJwdt3vwExBUGwJh599D6DA

Il mio libro:
“Matrimonio combinato…bene. Storie fantastiche di nozze reali”
https://www.masciulliedizioni.com/prodotto/matrimonio-combinato-bene/

Il mio libro:
“Amati o amàti: questione di accento”
https://www.masciulliedizioni.com/prodotto/amati-o-amati/

 

Samantha Fish dal vivo a Piacenza per “Dal Mississippi Al Po”

Samantha

Samantha Fish, l’astro nascente del blues d’oltreoceano, sarà dal vivo in Italia domenica 17 luglio. L’evento “Dal Mississippi Al Po” di Piacenza si svolgerà presso Ex Convento Santa Chiara. L’artista porterà sul palco tutto l’ultimo lavoro discografico “Faster” e tutte le hit della propria carriera. I biglietti in prevendita sono disponibili sul circuito ufficiale TicketOne.

Faster

E’ il settimo album in studio della cantautrice americana, rilasciato il 10 settembre 2021 per Rounder Records. Nel corso della sua carriera di artista pluripremiata, Samantha Fish conferisce un potere straordinario alla sua auto espressione. Catturando il suo mondo interiore in riff infiammabili, ritmi viscerali e lavori vocali da brivido.

Nel suo nuovo disco ha unito le forze con il super produttore Martin ‘Cherry Cherry Boom Boom’ Kierszenbaum (Lady Gaga, Sting, Sheryl Crow). Ha raggiunto così ancora più intensità nel suo elettrizzante marchio di blues / rock & roll. Il famoso producer ha co-scritto otto delle dodici nuove canzoni dell’album spronando la musicista di Kansas City a sfidare il proprio genere musicale. Perfezionando in questo modo il suo marchio lanciandosi in un nuovo e audace territorio sonoro.

In questo viaggio Samantha è accompagnata dal leggendario batterista Josh Freese (Guns N’ Roses, Nine Inch Nails, The Replacements) e dal bassista Diego Navaira dei The Last Bandoleros. In un lavoro irresistibilmente galvanizzante ed emotivamente crudo allo stesso tempo.

Il Blues del Mississippi scorre nelle vene dell’artista

Rivelando l’affinità dell’artista con gli eroi del blues del Mississippi del Nord come RL Burnside e iconoclasti selvaggiamente fantasiosi come Prince, il nuovo album segue “Kill or Be Kind” del 2019, Si tratta del debutto su Rounder Records e incarna una sfrenata energia fedele al suo nucleo emotivo. Il lavoro include i singoli “Twisted Ambition”, “All Ice, No Whisky”, “Better Be Lonely” e “Faster”.

Nel corso degli anni, l’artista ha mantenuto la sua reputazione di fenomenale performer dal vivo, confermata con il sold out show a Milano nel 2019. Ha inoltre pubblicato ripetutamente album acclamati dalla critica che hanno mostrato il suo spirito creativo irrequieto. Portandola costantemente in nuove ed entusiasmanti direzioni musicali.

Il New York Times ha definito l’artista

Un’impressionante chitarrista blues che canta con dolce potenza” e “Uno dei giovani talenti più promettenti del genere”.

Il giornale della sua città natale, il Kansas City Star, ha scritto

Ha sfondato la porta del patriarcale blues club e mostra più immaginazione e creatività di quanto alcuni veterani del blues abbiano esibito nel corso delle loro carriere.

Rimani in contatto con Samantha Fish attraverso gli spazi ufficiali:

www.samanthafish.com
www.facebook.com/samanthafishmusic

Altri articoli QUI: Samantha Fish torna in Italia a Marzo 2022

Evento:

Domenica 17 luglio 2022 – “Dal Mississippi Al Po” – Piacenza
℅ Ex Convento Santa Chiara
Biglietto € 23 + ddp su TicketOne / € 20 in cassa la sera dell’evento
Evento FB www.facebook.com/events/677700950002054

Gogol Bordello, ecco gli opening Act delle date italiane della band di Eugene Hutz

Gogol Bordello

I Gogol Bordello tra meno di un mese sono pronti a tornare in Italia per tre imperdibili date. Tre sono anche gli opening act pronti a scaldare il pubblico prima della gypsy punk band più amata di sempre.

L’8 luglio al Beky Bay di Bellaria Igea Marina (RN) il concerto verrà aperto da DJ Madi mentre l’aftershow sarà affidato a DJ Lappa. I due dj apriranno e chiuderanno il live accompagnando la serata con una selezione della miglior musica alternative rock, punk e indie rock.

Il 9 luglio in Piazza Grande a Palmanova (UD) saranno i Dalyrium Bay ad aprire il concerto in terra friulana. La band folk punk, proveniente proprio dal Friuli, propone un genere che mescola stili più classici e folkloristici. Ad esempio samba, swing, waltz, con sonorità rock e surf, dando vita ad un sound energico e intenso.

Il 10 luglio infine, al Carroponte di Sesto San Giovanni (MI), si svolgerà l’ultima delle tre date del minitour italiano della band di Eugene Hütz. L’apertura del concerto è affidata agli España Circo Este. La band italiana ha oltre 500 concerti alle spalle tra Italia, Europa e America. Ha conquistato tutti con il suo Tango-Punk e l’energia che contraddistingue i live.

Gogol Bordello

8 Luglio Beky Bay – Bellaria Igea Marina (RN)
+ DJ Madi (opening dj set) e DJ Lappa (aftershow)
Biglietti in vendita su Ticketmaster e Dice.

9 Luglio Piazza Grande – Palmanova (UD)
Opening act: Dalyrium Bay
Biglietti in vendita su TicketOne.

10 Luglio Carroponte Sesto San Giovanni (MI)
Opening act: España Circo Este
Biglietti in vendita su Ticketmaster e Dice.

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Mon Âme, disponibile il primo singolo e video dal titolo Divano

Mon Âme

Divano è il primo singolo dei Mon Âme, duo Alt-Rock salentino dalle sonorità British e Noise. Il brano è accompagnato da un videoclip disponibile dal 27 giugno su YouTube.

Il brano racconta di una tranquilla chiacchierata su un divano, da cui il titolo del singolo, tra Fabio e Francesco, i due Mon Âme. In questo dialogo immaginario i due amici e compagni di esperienze musicali, affrontano un percorso fatto di diversi tasselli della loro vita.
Dall’amore non ricambiato, a quello finito, dal rapporto tra genitori e figli alla perdita di un amico. Una narrazione costruita su flussi di coscienza in pieno divenire, al confine tra follia e normalità.

“Divano” è anche un videoclip che vuole rappresentare il viaggio simbolico tra Fabio e Francesco intrapreso proprio con la fondazione dei Mon Âme. Un viaggio fatto di amicizia e, soprattutto, passione per il rock.

Biografia Mon Âme

Il nome tradotto dal francese all’italiano significa: la mia anima. In queste tre parole è racchiusa l’essenza del progetto musicale del duo. Ossia riportare nelle loro canzoni tutte le più intime emozioni. Sentimenti ed esperienze vissute e racchiuse in quell’essere emotivo chiamato anima. Dove il minimo comun denominatore è l’ Amore nella sua accezione più ampia.

I suoni delle chitarre sono prettamente british e scuri. A questi si intrecciano noise e melodia in un abbraccio indissolubile, sostenuti dalla potenza ritmica della batteria. Si amalgamano così ai testi ermetici e introspettivi dando vita a quella che il duo definisce “La Letteratura Rock dei Mon Âme. Così, come dei “Poeti del rock”, vogliono condividere il proprio abisso emotivo ed esorcizzarlo attraverso la musica.

I Mon Âme sono:

Fabio D’Elia ( chitarra – voce).
Francesco Albanese ( batteria).

Segui il progetto attraverso i link:

IG: https://www.instagram.com/moname_indierock/channel/
FB: https://www.facebook.com/monamesalento/
YT: https://www.youtube.com/channel/UCmiFsSw7-pcp5vcHdJJVCIw/featured

Black Snake Moan, intervista alla one man band psych blues.

Black Snake Moan

Black Snake Moan è una one man band psych blues, progetto di Marco Contestabile. Il cantante, chitarrista e compositore ha reso disponibile dallo scorso 8 Giugno Revelation & Vision. Noi abbiamo fatto qualche domanda a Marco per scoprire qualcosa in più sul progetto.

Ciao Marco, benvenuto sulle nostre pagine. Parliamo subito del tuo nuovo lavoro “Revelation & Vision”. Un vero e proprio viaggio sonoro attraverso un percorso di rivelazioni notturne e visioni profetiche. Raccontaci meglio questa tua dimensione onirica.

Ciao a tutti gli amici di Rock My Life “Revelation & Vision” sono due brani complementari. Rivelazione che genera visione, la visione che rivela nuove dimensioni da vivere. E’ un percorso che segue un flusso di coscienza. Un auto-ascolto interiore che evoca sensazioni che nella realtà non compaiono per ciò che sono.

E’ una visione di un mondo parallelo nel quale viaggiare e immergersi. La propria fantasia che si fonde a suggestioni e ispirazioni che inevitabilmente ci segnano. Come ogni, pensieri, esperienze trascendentali o semplicemente vivere la propria emotività. Ho voluto dare un senso ad un momento molto particolare, rivelazione e visione di uno stato d’animo.

La stasi di un determinato sentimento, la ricerca costante del proprio obiettivo seguendo il miraggio all’orizzonte. La poetica del viaggio nel Deserto rappresenta il concetto di perdersi e di ritrovarsi. Ed anche la ricerca incessante di nuove risposte e luoghi da esplorare.

La tua musica è fortemente caratterizzata da elementi che stanno a metà tra il culto ed il mistero. Senza dubbio frutto della cultura delle terre Etrusche in cui sei nato e cresciuto. Quanto è forte per te il legame con con questi elementi?

La mia musica è fortemente caratterizzata da elementi di culto e mistero, il blues e la psichedelia evocano questa percezione. Mi piace molto enfatizzare artisticamente questo simbolismo e concetto esoterico del viaggio che si fonde con la mia musica. Che descrive i luoghi dai quali provengo, è una proiezione di una visione.

Il legame con questi elementi è fondamentale ed emerge costantemente in ogni luogo che vivo della mia terra. E’ una connessione spirituale, un nuovo modo di comunicare ed esprimere le proprie visioni e realtà che ognuno di noi vive. Un linguaggio artistico e spirituale che percorre le strade della storia e anche del presente che viviamo oggi, come un linguaggio di evasione perdendomi nel tempo e nello spazio.

Le sonorità Rock Blues che si fondono con il metafisico creano una dimensione diversa che porta l’ascoltatore a scavare dentro se stesso. Qual è il messaggio delle tue canzoni e della tua musica?

Le sonorità rock blues rappresentano la mia attitudine alla musica e alla vita. Sicuramente è una dimensione personale che mi garantisce una stato di tranquillità e stimolo per il mio flusso creativo. un processo di riflessione e meditazione. Il messaggio delle mie canzoni è di lasciarsi andare, di prendersi il proprio tempo e viaggiare dentro se stessi.

Seguire una strada, la propria via; è importante perdersi e ritrovarsi. Mi piace suonare e lasciare un messaggio che non rappresenti a tutti la stessa cosa, la stessa sensazione. Non devo descrivere nulla se non una esperienza, un sogno, una riflessione, un luogo che mi rappresenta.

Black Snake Moan è una One Man Band. Non è semplice destreggiarsi (così bene) con tutti gli strumenti e riuscire a farli andare tutti d’accordo in un unico progetto. Il fatto di scrivere la tua musica e suonare batteria, chitarra e tastiere rende i tuoi lavori molto più personali? Come nasce questa idea?

Suonare simultaneamente più strumenti è stato sempre molto divertente e stimolante, ho iniziato con la batteria e con il canto. Poi successivamente la chitarra e il resto dei strumenti che uso per arrangiamenti o tappeti sonori. Il progetto Black Snake Moan nasce dall’esigenza di intraprendere un nuovo percorso artistico solista “monobanda”.

Suonando più strumenti simultaneamente rappresentando concettualmente l’idea sonora di una band. L’idea è di esprimere tutto ciò che mi rappresenta e che mi descrive. Suonare ciò che sono, focalizzare le mie principali vocazioni sonore come il Delta Blues e Rock Psichedelico e Desert Rock. Ho cominciato a suonare la chitarra grazie al Delta Blues tradizionale anni 30.

Rimasi affascinato dal mondo misterioso, oscuro e viscerale del Blues primordiale, connesso inevitabilmente alla Psichedelia. La voglia di sapere di più sulle origini così antiche, mi ha portato a documentarmi e mi sono perso nel mistero del Blues. Ma anche dei suoi leggendari protagonisti, riproposti poi negli anni 60 fino ad oggi.

I tuoi lavori sono sempre un percorso onirico, una profonda mutazione interiore, un completo risveglio del proprio spirito. La figura del serpente è ricorrente sia nel nome del progetto che nelle grafiche. Perché proprio il serpente?

La figura del serpente è ricorrente perchè rappresenta molti simboli spirituali che rispecchiano la mia musica. Dal risveglio, il legame con la vita provenendo dalle profondità della terra. Vive in armonia con ogni sua vibrazione energetica ed è il simbolo della saggezza, considerato anche il simbolo della conoscenza.

Poiché dall’oscurità riemerge verso la luce, pace interiore e consapevolezza. E’ un animale misterioso, custode di segreti che narrano antiche energie terrestri che scorrono e si concentrano nel potere dello spirito. Un animale antico e molto affascinante, simbolo di molte religioni e del peccato della tentazione.

Ha moltissimi significati e lo associo ad un mutamento interiore psichedelico e potente, profondamente misterioso. Ha evocato molte mie sensazioni anche come referenza del rock del panorama psichedelico anni 60. Mi piace interpretare così la figura del serpente, connessa al mio genere musicale, dal significato arcano che tramanda dall’antichità.

Ancora una domanda su Revelation & Vison. Tu dichiari che “i brani di questo mio ultimo 45 giri, non possono essere scissi e distinti dalla solita separazione tra lato “A” e lato “B”. E questo perché, in realtà, entrambi scaturiscono da un unico momento creativo”. Puoi approfondire questo concetto?

Ho deciso di rappresentare la fotografia di un determinato momento rendendo omaggio al doppio singolo “Revelation & Vision”. Poiché rappresentano la stessa tematica proiettata in luoghi differenti. La scelta “commerciale” di pubblicare un 45 giri nasce dalla passione di questo formato.

Dalla volontà di rendere omaggio alla produzione analogica dei vinili, che adesso, fortunatamente, stanno anche tornando di moda. I due singoli nascono durante una sessione di registrazione in studio e sono stati realizzati e scritti lo stesso giorno. Ecco perchè credo che non possono essere divisi, ragione per la quale ho voluto produrli insieme senza ulteriori tracce.

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Vogliamo salutarti con un’ultima domanda. Quale viaggio spirituale, metafisico o tangibile ha intrapreso in questo momento Black Snake Moan?

Il vero viaggio spirituale di Black Snake Moan è l’auto-ascolto. La volontà di perdersi e ritrovarsi seguendo il proprio istinto e la propria creatività che ha sempre portato alla realizzazione di esperienze davvero belle e indimenticabili. Sono in un momento di riflessione e di crescita personale, è proprio questo il bello. Non smettere mai di sognare e di esprimersi, seguendo il proprio flusso. “Ride The Snake”…

Segui Black Snake Moan attraverso i link:

Facebook: https://www.facebook.com/BlackSnakeMoanOMB/
Spotify: https://open.spotify.com/artist/7b9uHpzuGRqYEwWRnzww2j?si=wwgQspByRhObeTfLkzIj0w
Instagram: https://www.instagram.com/blacksnakemoan_omb/
Bandcamp: https://blacksnakemoan-omb.bandcamp.com

Unwelcome in rampa di lancio. L’intervista.

Unwelcome

Unwelcome in rampa di lancio con un nuovo album carico di adrenalina.

Già disponibile in digital download, in streaming e in cddigipackBe Unwelcome Or Die” (Ammonia records), il nuovo disco della heavy rock band piemontese Unwelcome. Il lavoro, composto da undici tracce di heavy rock, rappresenta il ritorno sulla lunga distanza per una delle band cardine del movimento crossover italiano di fine anni ‘90.

La band, che durante il lockdown aveva pubblicato il singolo “Colors of War” a supporto della protesta Black Lives Matter, ha sfruttato questo periodo per completare le nuove canzoni. Anticipato dai singoli “The Dobermann” e “Drive”, quest’ultimo cover dell’intramontabile capolavoro dei R.E.M., l’album porta a compimento il percorso di crescita degli Unwelcome, iniziato con un crossover per poi trasformarsi in suono moderno e completo.

Noi di Rock My Life abbiamo intercettato Andrea, voce e chitarra del gruppo, per farci raccontare il lavoro che c’è dietro alla loro ultima fatica discografica.

Ciao ragazzi, intanto complimenti per l’ottimo lavoro, rimanete collegati su queste pagine per la recensione che uscirà nei prossimi giorni. La prima cosa che emerge ascoltando il vostro disco “Be Unwelcome or Die” è proprio la grande varietà di generi musicali che si colgono all’interno delle canzoni. A un certo punto spunta anche del jazz. Insomma, l’impressione è quella di un crossover che non guarda in faccia gli stereotipi e punta dritto verso i vostri gusti musicali, senza se e senza ma. Siete d’accordo?

Grazie per i complimenti, mi fa molto piacere sapere che il disco è stato apprezzato e sono curioso di leggere la recensione. Sono assolutamente d’accordo, abbiamo sempre considerato la nostra musica come crossover. Ci piace molto ibridare, cogliere un po’ ovunque influenze e contaminazioni e farle nostre. Cerchiamo da sempre di essere non banali, di sorprendere e spiazzare chi ci ascolta, non ci interessa ripetere all’infinito una formula oppure un suono. Ci annoiamo facilmente e per questo ci piace cambiare, evolvere, fare sempre cose diverse e – almeno per noi – stimolanti. Ben venga quindi il jazz, ma anche l’elettronica, il grunge, la newwave. Noi abbiamo coniato una definizione per la nostra musica che pensiamo calzi a pennello, ovvero “Space-Core”.

Però da qualche parte bisognerà pur partire. E quindi viene spontaneo chiedervi da chi avete tratto le maggiori influenze, almeno nella fase embrionale del vostro variegato progetto. Avete delle band che vi hanno ispirato più di altre?

Sinceramente non ci è mai interessato somigliare a questo o quell’artista, abbiamo sempre cercato il più possibile di essere originali e non derivativi, e poi ognuno di noi ascolta cose diverse e penso sia la chiave del nostro suono. Personalmente ascolto veramente di tutto, sono un amante della new-wave, del punk, mi piace la musica elettronica, mi piace il jazz, mi piace il rap. Forse, se dovessi indicare un nome, direi che i Faith No More sono stati una grande influenza a livello di attitudine: liberi di sperimentare e di fare tutto quello che ci pare.

La vostra ecletticità si riscontra non solo nel songwriting, ma anche negli strumenti che utilizzate. Quanto è importante per voi sperimentare per cercare di scoprire sempre nuove sonorità?

Importantissimo! Questa volta, tra l’altro, mi sono occupato in prima persona della produzione, delle registrazioni e dei mixaggi e volevo sperimentare il più possibile. Avevo in mente un suono moderno, ma lontano dalle mode e soprattutto che non fosse facilmente catalogabile. Così ogni canzone ha sonorità differenti, anche perché ognuna è differente. Inoltre ho giocato un po’ con le distorsioni: ci sono synth e tastiere qua e là, ci sono feedback e dissonanze e ho pure inserito un assolo di sax. Penso sia molto importante cercare nuove strade ed esplorare nuovi territori, e sono davvero molto soddisfatto del risultato.

Parlando invece un po’ del vostro progetto, la band è attiva sin dal 1994 e ha pubblicato moltissimo materiale dalla sua nascita. La curiosità nasce però anche sul nome: da dove deriva e come è stato scelto?

Volevamo un nome corto. Abbiamo sempre creduto nei nomi corti. E volevamo che fosse facile da ricordare e difficilmente catalogabile (voglio dire: una band che si chiama Metallica che musica potrà mai fare?). Unwelcome ci è piaciuto da subito, non abbiamo mai avuto altre opzioni. E poi significa “sgradito” che è un po’ il nostro modo di essere, poco accomodanti.

Veniamo sicuramente da un periodo molto difficile come quello della pandemia. Vista la pubblicazione del nuovo album immaginiamo vi siate spesi per la composizione e la registrazione. Ma come ha affrontato questo periodo una band come la vostra?

In verità la pandemia è stata la scintilla che ha riacceso tutto quanto. A un certo punto mi ha contattato Kappa (il boss di Ammonia Records) che è un amico di lunga data (e come me tifosissimo del Toro) chiedendomi se avessimo materiale inedito da far uscire insieme a una ristampa di Independent Worm Songs. La mia risposta è stata: “beh, in effetti abbiamo praticamente due dischi mai usciti ahahahahah”. Ed è così che abbiamo pubblicato prima “The Swedish Files” ovvero la versione svedese (cioè prodotta da Eskil Lovstroem, produttore dei Refused) di I.W.S., e poi “Rifles”, che è una raccolta di tutto il materiale cha avevamo registrato dal 2002 in avanti. Ed è così che abbiamo ricominciato a ragionare sulla possibilità di fare qualcosa di nuovo. Poi l’anno scorso abbiamo fatto uscire il singolo “Colors of War” e ci siamo messi al lavoro sul nuovo disco. In realtà ci eravamo presi una lunga pausa, durante la quale alcuni di noi hanno continuato a fare musica con altri progetti (Kessler, Gr3ta, TheBuckle) ma abbiamo sempre saputo che gli Unwelcome venivano prima di tutto.

E dal punto di vista dei live, avete date in programma nelle quali poter ascoltare la vostra musica?

Certamente! Stiamo lavorando per preparare i concerti, ci vuole un po’ di tempo perché questo è un periodo un po’ particolare, dopo due anni di chiusure e di divieti, ma vogliamo senz’altro riuscire a fare qualche data in estate e poi fare un tour vero e proprio nei club in autunno.

Qual è invece l’aspetto che preferite nella vita di una band? Vi sentite più a vostro agio in studio di registrazione o sul palco?

Sono due situazioni molto differenti. Sicuramente suonare dal vivo è più divertente, è la cosa migliore dell’essere in una band: visitare posti differenti, conoscere persone nuove e stringere amicizia con altre band. E poi è l’unico modo per promuovere sul serio una band underground come la nostra. Allo stesso tempo mi piace molto – da sempre – la parte di produzione e registrazione, mi diverte molto e penso sia molto stimolante.

Parliamo anche del rapporto che avete con i nuovi metodi di proporre musica al giorno d’oggi. Si vendono ancora i dischi o a fare la differenza sono gli streaming?

Noi siamo cresciuti in un periodo in cui i dischi si compravano e si ascoltavano fino allo sfinimento, siamo tutt’ora legati al formato fisico tant’è che “BeUnwelcomeOrDie” è uscito in cd-digipack in due differenti versioni, con la grafica curata da Valerio Berruti, che è un artista di fama internazionale nonché un carissimo amico. Però lo streaming è il progresso e bisogna prendere atto del fatto che oggi la musica è percepita e fruita in modo differente e bisogna essere presenti sulle piattaforme di streaming e sui social. Ovviamente le vendite di dischi si sono praticamente azzerate negli ultimi anni e gli streaming non hanno sostituito a livello economico quelle entrate, però ci permettono di essere ascoltati ovunque nel mondo e di raggiungere persone che non ci avrebbero magari mai ascoltato. Tant’è che solo su Spotify abbiamo raggiunto quasi 150.000 ascolti, che sono moltissimi per una band come la nostra.

A questo punto vi ringraziamo della bella chiacchierata. Anzi, se volete aggiungere qualcosa sentitevi pure liberi. E, se volete, cogliete anche l’occasione per salutare i nostri lettori e i vostri seguaci! Un grosso in bocca al lupo per tutto e rock on!

Voglio ringraziare per lo spazio concessomi, e invito tutti i vostri lettori ad ascoltare “BeUnwelcomeOrDie” sulle piattaforme di streaming e, soprattutto, ad acquistare il cd-digipack sul sito di Ammonia Rec. a questo link: https://ammoniarecords.it/shop-online/
Grazie e be UNWELCOME or die!!!

Gli Unwelcome si possono trovare ai seguenti link:

Facebook: www.facebook.com/beunwelcomeordie

Instagram: www.instagram.com/beunwelcomeordie

Bandcamp: beunwelcome.bandcamp.com