Madyon :: LIVE 3022, la nostra intervista alla band rock pop piemontese

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Madyon :: LIVE 3022 è il nuovo live album e live movie dei Madyon, formazione pop rock piemontese dal respiro internazionale. Capace negli anni di debuttare nella top 10 di iTunes Italia e di calcare palchi importanti come quello del Collisioni Festival. Oggi incontriamo la band per farci raccontare qualcosa in più.

Salve ragazzi, è passato circa un mese dall’uscita del vostro ultimo lavoro. Come state vivendo i primi vagiti di questa nuova creatura? Cosa sta portando di nuovo nella vostra vita da musicisti?

Ciao ragazzi! Sono Cristian, il frontman della band. Grazie per lo spazio che ci state dedicando, apprezziamo molto. Diciamo che “Madyon :: Live 3022” inverte la tendenza di uscita dei dischi. Solitamente si parte con la pubblicazione di un album registrato in studio. Lo si promuove con un tour e se ci sono le risorse eventualmente si pubblica un disco live. “Madyon :: Live 3022” invece è un disco live che anticipa le sonorità, la presenza scenica e l’immagine che caratterizzerà il nostro futuro album in studio, la cui uscita è prevista a cavallo tra il 2022 e il 2023.

Possiamo definirlo un trailer per cominciare ad accompagnare chi ci segue verso ciò che sarà il nuovo album. E’ concepito come la colonna sonora di una storia ambientata in uno scenario in stile CyberPunk. Un futuro dove è possibile qualcosa in più rispetto al presente che viviamo.

Di nuovo sicuramente c’è un concept che viene curato in ogni dettaglio, dall’immagine coordinata della band, dal linguaggio della comunicazione, agli abiti di scena, al format dello show. Forse l’unica cosa che rimane invariata è proprio la musica, che per noi ha valore solo quando può essere definita “senza tempo”. Che strizzi l’occhio alla tecnologia ma che sia capace di non invecchiare.

Questo live album è un lavoro molto particolare e sicuramente molto sentito. Non possiamo non parlare del brano acustico/strumentale “Nadìr”. Lo proponete in una versione inedita suonata da Paolo Papini, chitarrista della band scomparso nel 2016. Com’è stato per voi rivivere questo ricordo?

La nostra idea era proprio quella di rivivere insieme Paolo… ma non da soli, con un vero pubblico. Per questo “Madyon :: Live 3022” non è solo un live album ma anche un live movie. L’emozione più grande l’abbiamo provata alla première, avvenuta nei cinema multisala della città di Cuneo, insieme alle persone che più sono vicine al nostro progetto.

Per ragioni più grandi di noi non possiamo più essere tutti insieme a suonare fisicamente sullo stesso palco, così abbiamo pensato di metterci tutti in un video per poter condividere lo stesso ambiente. E qual è il palco dei video? Il cinema. Ed è così che ci siamo seduti insieme ad altre 150 persone. Tutti insieme abbiamo vissuto come spettatori un concerto in cui era presente anche Paolo. Non cambierei quest’a esperienza con nessun concerto o festival di grandi dimensioni. È stata un’esperienza potentissima.

Trattandosi di un live Album avete infatti pensato di renderlo noto anche attraverso delle proiezioni cinematografiche per alcune multisala di Cuneo. L’intero concept del disco si sviluppa all’interno di un oscuro laboratorio in cui ad un certo punto avvengono delle interferenze. Com’è nata questa idea?

Per risponderti devo per forza parlarti del nuovo disco (previsto per il 2023), un album concepito come la colonna sonora di una storia ambientata in uno scenario in stile CyberPunk. Un futuro dove è possibile qualcosa in più rispetto al presente che viviamo. La scena iniziale del live movie si rifà proprio alle ambientazioni di quel genere letterario, di cui film come Blade Runner sono portabandiera.

Abbiamo sempre lavorato alla nostra musica sulla base di concept ma non li abbiamao dichiarati come in questo caso. Tutta l’immagine è caratterizzata da quel taglio estetico e narrativo. Tutto tranne la musica, come ti dicevo.

All’interno del disco le sonorità infatti si rifaranno a quelle della canzone senza tempo. La tecnologia e l’elettronica saranno a servizio di strutture musicali e arrangiamenti classici, composti da chitarre, piano, basso e batteria. Canzoni che avranno una veste potente e colorata nell’arrangiamento proposto all’interno dell’album. Ma allo stesso tempo potranno esprimersi in versione acustica, essenziali, nude come quando sono state scritte sul tappeto di casa. (Leggi il nostro articolo QUI).

Leggendo la vostra storia e sbirciando sui vostri social ho trovato qualcosa di molto interessante. Parlo di una comunicazione misteriosa apparsa sulla cartellonistica di Cuneo con cui avete suscitato la curiosità dei vostri fan. Avete coinvolto in questo modo una stretta cerchia di persone che sono riuscite a decifrare il messaggio in codice. Raccontateci cosa è successo!

Che bello! Questa intervista si fa molto interessante, non è scontato che qualcuno si informi su cosa facciamo e come lo facciamo, grazie! Per realizzare “Madyon :: Live 3022” abbiamo organizzato un concerto “segreto” nell’estate 2021, in un teatro di Alba, in provincia di Cuneo.

Volevamo coinvolgere esclusivamente i fans più vicini al progetto e per farlo abbiamo optato per una comunicazione non convenzionale, tramite cartellonistica nelle zone della nostra provincia. Il messaggio era criptato, non conteneva in alcun modo il nome della band. Ma solo simboli e riferimenti che potevano veicolare nel posto giusto, al momento giusto, solo chi ci segue molto attentamente e sa riconoscere il nostro linguaggio.

Volevamo valorizzare le persone che da anni fanno lo stesso con noi e la nostra musica e renderli fisicamente partecipi di ciò che non sapevamo si sarebbe trasformato in un live album e soprattutto un live movie.

Parliamo del vostro debutto dal vivo nel 2013 quando, i Madyon sono stati scelti per esibirsi direttamente sul Main Stage di Collisioni Festival. Come ricordate quell’esperienza?

Ricordo ogni secondo di quell’esperienza. È stato il nostro primo live di sempre, a tratti stupendo, a tratti terrificante. Perché partire suonando per la prima volta in assoluto su un main stage di quelle dimensioni, prima di artisti come Fabri Fibra, Perturbazione, Tre Allegri Ragazzi Morti e Marta Sui Tubi non è proprio cosa consigliabile a chi non è mai stato su un palco.

Intendo a livello di benessere fisico e mentale. Sapevamo di dover dare il massimo per essere all’altezza di chi stava sul palco insieme a noi ma soprattutto nei confronti di chi era venuto a sentirci.

Soltanto un anno prima avevamo aperto timidamente un canale YouTube sul quale caricavamo cover di brani famosi rivisitate con il nostro stile, non avevamo nemmeno un brano originale. E fu così che per la prima volta sul main stage di un festival così importante, salì sul palco una band con una tracklist di sole cover. Anche se ampiamente rivisitate nel nostro stile. Su YouTube sono presenti alcuni video di quell’esibizione. Da lì sono cambiate molte, molte cose nella vita dei Madyon e si sono fatti milioni di passi avanti, sotto tutti i punti di vista.

Nella vostra musica tutto è progettato prestando maniacale attenzione ad ogni dettaglio, come grafiche, scenografie e costumi. In una società in cui l’attenzione media di un utente è più bassa di quella di un pesce rosso, quanto conta per voi la cura del dettaglio? Con quest’ultima domanda vi salutiamo e vi auguriamo di portare la vostra musica sempre più lontano.

Un’altra bellissima domanda, molto realista. Siamo molto consapevoli di quanto sia il livello dell’attenzione dell’utente medio… Ma anche la nostra attenzione nei suoi confronti è paragonabile a quella di un triceratopo. Tutti i dettagli, tutti quei puntini sulle “i”, quei messaggi nascosti, non sono fatti per l’utente medio.

Sono fatti innanzitutto per noi, siamo noi a voler vestire la nostra musica, una cosa che amiamo così tanto, con il massimo del rispetto e dell’attenzione di cui disponiamo. Niente di ciò che facciamo oggi ha come obiettivo finale l’ascolto dell’utente medio.

Pensa che oggi molte produzioni, prima di essere pubblicate, vengono ascoltate sugli smartphone per verificare che suonino bene tramite gli speaker di quei dispositivi dato che sono i più diffusi. Noi facciamo l’esatto opposto e applichiamo una politica non inclusiva. Ci sono dettagli audio che, curati nel nostro studio o in posti come gli Abbey Road Studios di Londra, non possono nemmeno essere riprodotti dall’impianto di un producer medio. Figuriamoci dagli speaker di uno smartphone.

Siamo i primi haters di noi stessi, i primi a dire “questa roba non va bene” quando sarebbe un prodotto ampiamente al di sopra degli standard medi. Le uniche persone a cui dobbiamo rendere conto siamo noi stessi e siamo gli stessi che vogliamo superare, che vogliamo battere a livello di qualità.

In studio non ci capita mai di pensare a cosa ne penserà la gente fuori, piuttosto ci chiediamo cosa penserebbero i nostri idoli musicali dell’infanzia se ascoltassero cosa stiamo facendo. Sarebbero orgogliosi o delusi? Sarebbe interessante fare questa domanda agli esponenti della scena mainstream. Quelli che spesso si sono presentati alle audizioni di un talent suonando un brano di Damien Rice ed oggi si trovano a fare il tormentone reggaeton dell’estete per provare a pagarsi vagamente un mutuo.

È stata davvero una piacevole intervista, ricca di spunti di riflessione e assolutamente non banale. Grazie ancora per lo spazio che ci avete dedicato e un saluto a tutti gli amici di Rock My Life!

Ringraziamo di cuore i Madyon per averci raccontato la loro musica, continuate a seguirli attraverso i link:

Spotify: https://open.spotify.com/artist/3k42OHWWO3XSiYSRwBXxTh?si=_e7eNdNySU-KOrergD3skg
Instagram: https://www.instagram.com/MadyonOfficial/
Facebook: https://www.facebook.com/MadyonOfficial
YouTube: https://www.youtube.com/MadyonOfficial
www.madyon.com

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By |2022-06-23T06:40:56+00:00Giugno 23rd, 2022|Brand New Rock, Musica Rock, Rock News|