Venomous Anynomus è il nuovo

Venomous Anynomus è il nuovo lavoro dei Cruel Intentions. Lizzy DeVine torna a stupire con undici brani orecchiabilissimi e nuovi di zecca.

I The Cruel Intentions nascono dalle ceneri dei Vains Of Jenna, gruppo patrocinato da Stevie Rachelle cantante dei Tuff e ideatore di Metal Sludge. Comparsi sulle scene ormai una decina di anni fa, la band è composta da DeVine, Nygaard (ex Bloodlights), Wernerson e Nilsson. Venomous Anonynmous esce a quattro anni dal debutto No Sign Of Relief.

Il disco

L’attesissimo ritorno del combo svedese sicuramente non deluderà i fan di lungo corso della band. Ogni canzone contenuta all’ interno di questa nuova uscita sembra pensata con il preciso scopo di far cantare il pubblico a squarciagola. Troviamo persino una ballad in lingua madre che certamente verrà apprezzata in terra natia. Le coordinate rimango le stesse Guns, CrueRatt si fondono alla lezione dei nuovi classici della scena svedese come Hardcore Superstar, Backyard Babies e Crashdiet. La produzione è sicuramente più compatta, un suono saturo e pieno che ormai sembra caratterizzare ogni uscita di derivazione glam metal prodotta in Scandinavia. Il disco è sicuramente accattivante e farà la felicità di chiunque ami il genere: chitarroni, cori da cantare tutti assieme, melodie pronta presa e ritmiche uptempo.

Se posso esprimere la mia sincera opinione, trovo che negli ultimi anni la reiterazione di una formula ormai assodata abbia ucciso l’originalità di queste band. In tutti i dischi incontriamo una scelta di suoni molto simile, una scrittura condivisa, un modo di suonare e cantare che ormai sembra standard. Certamente il lato positivo che trasmettono queste scelte è un forte senso di “movimento”, di “scena” e di “appartenenza”. In più i fan non mancano di apprezzare, riempire i concerti, comprare i dischi e questo è quello che più conta.

La riflessione

Gli anni ottanta, però, ci hanno insegnato che quando le personalità delle band vengono accantonate a favore di un cliché è lì che, presto, si è passa ad altro. Avendo visto questa scena nascere, crescere e avendola praticata per oltre un ventennio, spero sinceramente di sbagliarmi. Allo stesso modo, spero che le band siano le prime a mettersi più in gioco, dando un taglio appena più personale alla propria proposta. Tutto ciò vale anche per i Cruel Intentions che, al netto di questa riflessione, hanno sfornato un buonissimo secondo disco.

The Cruel Intentions

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