Quaranta candeline per i Fuzztones con Encore

Quaranta candeline per i Fuzztones

Quaranta candeline per i Fuzztones, questo il traguardo che la band di Rudi Protrudi festeggia con il nuovo Encore. Ecco il terzo nato di una serie di uscite destinate a festeggiare la band. Il disco raccoglie una selezione di sette cover ed un inedito.

Il disco

“Barking Up The Wrong Tree” apre il lavoro. La composizione autografa è un’ entusiasmante riempi pista “tutto campanaccio” che ci regala un brano dal pedigree 100% Fuzztones. Subito l’apporto di Lana Loveland e Marco Rivagli, rispettivamente all’ organo e alla batteria, si rivela perfettamente amalgamato con lo stile inconfondibile di Rudi. Segue “Plastic People” dei Wildwood, prima “Nuggets” del lotto. La cover perde un filo della sua psichedelia e gravitas originale a favore dell’andamento gigione della band il che la rende sicuramente più ballabile. Successivamente troviamo “Marble Hall” della omonima band canadese e su queste coordinate 60s i Fuzztones vanno a nozze centrando un’ ottima riproposizione del brano.

Riprendendo “Eyes In The Back Of My Head” si cambia panorama, infatti si tratta di un pezzo di fine anni ottanta dei Bevis Frond. Il brano originale del gruppo di Londra viene caricato ulteriormente di un vibe garage rendendolo assolutamente irresistibile. Ora è il turno di “Land Of Nod” dei Rare Earth impreziosita dalla partecipazione al sax di Steve Mackay degli Stooges. Per il sottoscritto assolutamente il piatto forte dell’ EP. Per “Alexander” dei Pretty Things la band collabora con Wally Waller storico bassista autore del brano. Inoltre su questo pezzo ritroviamo Mad Mike batterista che negli anni ottantanta aveva lungamente militato nei Fuzztones.

Il disco si conclude con al classica “Let’s Live For Today” dei Grass Roots e “Santa Claus” pezzone natalizio dei Sonics. Entrambe reinterpretate fedelmente rendendo perfettamente giustizia a due brani che più classici non si può.

Conclusioni

Nell’ attesa di un nuovo disco vero e proprio è sempre un piacere ritrovare Rudi e soci, “In Fuzz We Trust”.

Fuzztones

Website: https://www.fuzztones.net
Facebook: https://www.facebook.com/The-Fuzztones-275731423470/
Spotify: https://open.spotify.com/artist/64CktFSdicLd9XQzV6gkMg

I Faz Waltz incidono On The Ball ed é subito rock and roll

I Faz Waltz incidono

I Faz Waltz incidono On The Ball ed é subito rock and roll. Il nuovo disco dei canturini ci porta dritti alle origini del rock.

Il combo brianzolo ci ha abituato a quello che, per il sottoscritto, si distingue come il miglior revival glam and glitter dell’ ultima decade. Oggi Faz e i suoi ragazzi tornano con una variazione sul tema. Un lavoro composto da undici brani che chiamano in causa i maestri del rock and roll. Little Richard, Jerry Lee Lewis, Cochran, Berry, Presley, Holly sono solo alcuni dei nomi che vengono in mente durante l’ascolto. Allo stesso modo è impossibile ignorare personaggi come Jim Jones o Nick Curran che tanto hanno influito nel recupero di questo sound negli ultimi anni.

Il disco

I Faz Waltz si cimentano con successo nell’arduo compito di rimanere rilevanti ripercorrendo una strada già tracciata da così tanti giganti. Il tutto ha una resa che spesso richiama alla mente i primissimi Beatles, quelli del Cavern e dello Star Club di Amburgo. “Hot Cold Fever” profuma di Little Richard, mentre “Shame on You” è Cochran dalla testa ai piedi. “Cold Touch” ha un ottimo riff figlio dei primi anni sessanta di Berry, segue “She’s Mine” che incrocia Elvis e Buddy Holly. “Fool For Your Love”, più torrida e ostinata, insaporisce Esquerita con una scorzetta di Status Quo. “Empty Hands” richiama i lavori precedenti dei Faz Waltz, un fantastico mid tempo colorato di ELO e Wings. “Soon I’m Gone” è assolutamente Jerry Lee Lewis. “Hungry Man” esplora il lato più country del rock and roll delle origini aggiungendo un po’ di Gene Vincent giusto per gradire. Allo stesso tempo “Love Time Bomb” ha un fantastico vibe alla Phil Spector, uno stile quasi da gruppo femminile anni sessanta. “Lotta Lovin'” ritorna in territori cari al buon Jerry Lee. “Shining Teeth” è una ballad sentita ed emozionante che ci ricorda quanto La Rocca sia un cantautore sopraffino. In questo modo, scostandosi leggermente dal fil rouge del disco, si chiude questo album, rivelando quella che per me è la sua vera perla.

Conclusioni

I Faz Waltz sfornano l’ennesimo ottimo disco, non abituatevici, non datelo mai per scontato. Supportate adesso una band eccellente per non doverla rimpiangere domani. Bravissimi.

Faz Waltz

Website: http://www.fazwaltz.com
Facebook: https://www.facebook.com/people/FAZ-WALTZ/100063664233577/
Instagram: https://www.instagram.com/fazwaltz/?hl=it
Spotify: https://open.spotify.com/artist/4yjADu9UHlZxL6AEYuqP93

L’Ignobile, il nuovo singolo dei Juda’s Kiss disponibile su tutti i Digital Store

L'ignobile

Disponibile dal 15 Luglio 2022 su tutti i Digital Store e su Youtube con il video ufficiale “L’ignobile“, il nuovo singolo degli Ska-Punker Juda’s Kiss. Il video sancisce ufficialmente il ritorno sulle scene di questa storica band. Il singolo e’ uscito per Alma Music/DELTA Records & Promotion.

Per tutti i fan la band ha deciso di stampare in formato fisico una “Raccolta“ che racchiude oltre al nuovo singolo, tutte le migliori canzoni presenti nei vecchi album. JK hanno deciso di chiamare “Questi siamo noi… questa e’ la nostra storia…“. Il CD e’ acquistabile esclusivamente ai loro concerti.

Presentazione di “L’Ignobile“:

La band, con una rinnovata line-up, esce con un lavoro in studio dopo 15 anni di assenza dalle scene (l’ultimo disco “Ferro alla Tempia” uscito solo in versione digitale risale al 2007). Questo brano riprende lo spirito “combattente” che l’ha sempre caratterizzata ma si discosta dall’appartenenza politica del passato abbracciando ideali apartitici e tematiche sociali.

Musicalmente sottolinea l’odierna maturità artistica frutto di un background accumulato in anni di esibizioni e progetti musicali, dalle esperienze vissute sia nella vita che sui palchi e data dall’età non più pericolosamente vicina all’adolescenza. Nel rafforzare ancor di più il senso di consapevolezza compositiva incidono, senz’ombra di dubbio, le capacità tecniche dei nuovi componenti.

L’Ignobile suona street punk misto allo ska grezzo e sporco, ma si riserva delle aperture strumentali “sintetiche” in stile pop anni ’80. Ci sono dentro i vecchi JK, i Rancid, i Duran Duran e la follia di chi ritorna sulle scene dopo anni con la sicurezza di avere ancora dei colpi da sparare.

Il testo parla di una problematica riguardante alcuni esponenti della piccola politica di provincia privi di coerenza e di scrupoli . Questi personaggi non sono i Berlusconi di turno ma sindaci di piccoli comuni, oppure presidenti di associazioni che dovrebbero avere scopi sociali e culturali.

Il video ufficiale de L’Ignobile e’ a cura di Zen Bang Productions, che ne ha curato riprese e montaggio, e girato negli spazi del Middle Ground di Ornavasso (VB).

Credits:

Montaggio Video: Zen Bang Productions [https://www.facebook.com/zenbangmediamaking]

Testi e musica: Enrico Maiorca.

Prodotto da: Marco “Kiri“ Chierichetti.

Mix & Master: Marco “Kiri“ Chierichetti.

Genere: Ska-Punk

I Juda’s Kiss sono:

Nati nel 2000 come psichedelik-punk band, dopo vari cambi di formazione ed un demo realizzato in un garage, prendono una direzione stilistica che si accosta allo ska-punk dei primi anni 80 italiani anche grazie all’ingresso in formazione di Komo alla tromba.
Nel 2002 registrano il primo lavoro su lunga scala intitolato “Skannati”. Lo registrano al One Voice Studios di Chivasso da Daniele Giordana, leggenda dei gruppi alternativi, già fonico di gruppi punk e Hard-Core di livello internazionale. (U.S. Bombs, Agnostic Front, Dropkich Murphis, Ignite, Estrema, Biohazard).

Questo CD esce sotto l’ala della “Why Not? Records” che altri non è che una flangia del famoso locale Verbanese “Perché No?”e permette alla band di firmare una contratto decennale con le Edizioni Musicali “Alma Music” già legate a gruppi quali Stiliti, Fahrenheit 451 e Pittura Freska.

Dopo diverse esibizioni anche fuori provincia e dividendo il palco con gruppi affermati nel panorama nazionale partecipano alla compilation “Soniche Avventure Punk vol. 4” della Fridge Records col brano “Doppiopetto Blu” ed acquisiscono in organico un sax (Danny) ed una seconda chitarra (Cuye).

Seguono parecchie date, anche al fianco di gruppi stranieri, e la partecipazione con buoni piazzamenti a vari concorsi (Emergenza Rock, Pilastro City, ecc,)

A tre anni di distanza dal primo LP, nel 2005 rientrano in studio a Chivasso per la registrazione secondo cd “Contropotere”.
Il nuovo lavoro esce per Alma Music e coincide con l’uscita dal gruppo del tastierista Beppe successivamente rimpiazzato da Brees.
Nell’ottobre dello stesso anno, finalmente i JK firmano un contratto che li lega all’Etichetta Indipendente ANGUS RECORDS di Lecce e si preparano per affrontare le fatiche di un nuovo lavoro e del tour promozionale.

Alla fine dello stesso anno la band si scioglie ed il disco nuovo “Ferro alla tempia” non vede la luce (lo si trova comunque su Spotify).
Nel 2021 Maio dcide di rifondare la band e chiama in adunata i suoi vecchi compagni.
Riceve solo l’adesione di Ale Fonte quindi assolda una nuova line up escludendo l’utilizzo dei fiati per avere un sound più diretto senza però sacrificare lo ska-punk diventato marchio di fabbrica della band.

Line Up:

Maio – Voce + Chitarra (dal 2000 ad oggi)
Ale Fonte – Chitarra + Cori (dal 2000 al 2001 + oggi)
Nathan – Batteria + Cori
Teo Rocker – Basso + Cori
Kiri – Farfisa + Sintetizzatore.

Ascolta L’Ignobile:

Spotify: https://open.spotify.com/album/6jCKDuyUvRbj4617JZVBiN?si=MAbvg8vEQ46-UiqQlF13Lw

Juda’s Kiss contatti:

Facebook: https://www.facebook.com/judaskissofficial
Instagram: http://www.instagram.com/judaskissofficial
e-mail: maio.stoner@hotmail.it
Maio: 339-7318496.

Contatti DELTA Records & Promotion:

Facebook: https://www.facebook.com/deltarecords2019
Instagram: https://www.instagram.com/deltarecords2019
Bandcamp: https://deltarecords.bandcamp.com
Youtube: DELTA Records & Promotion – YouTube
Sito Ufficiale: https://www.deltapromotion.org
Email: deltapromotion@virgilio.it
Tel: 348-2767172.

Rockers, Diario sulle strade del Rock ‘n’ Roll – Intervista a Fausto Donato

Rockers

Il Libro Rockers, diario sulle strade del Rock ‘n’ Roll è disponibile in tutte le librerie attraverso la casa editrice Officina di Hank. L’autore, Fausto Donato è l’ A&R Manager e direttore artistico che ha lavorato per più di trent’anni nelle più prestigiose case discografiche italiane.

Dopo una sola settimana dalla sua uscita, il libro ha raggiunto il primo posto tra le novità più interessanti di Amazon nella sua categoria. Noi abbiamo rivolto qualche domanda all’autore per farci raccontare la sua esperienza.

Ciao Fausto, grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande e benvenuto su Rock My Life. Probabilmente sei nel posto giusto per raccontare la tua storia. Nelle tue vene scorre musica, Rolling Stones, chitarre distorte e riff frenetici che ti accompagnano fin dall’infanzia. Ricordi il primo concerto rock che hai visto?

Il primo concerto a cui ho assistito nella mia vita fu il concerto dalla band di mio fratello franco. Si chiamavano “I Volanti”. Suonavano un repertorio di cover rhythm and blues, soul, rock and roll. Era una band che faceva feste di piazza, nulla di che. Io avevo 9 anni e rimasi fulminato dalla batteria, dal suono che produceva e già quel giorno decisi che avrei voluto fare quella “cosa”, ovvero salire su un palco e suonare davanti a un pubblico.

Poi in realtà il primo concerto a pagamento che vidi fu quello della PFM al Palasport di Roma. Avevo 14 anni e all’epoca c’erano pochissimi concerti in Italia per via dei disordini e contestazioni politiche che si scatenavano sistematicamente all’esterno dei palasport. Non era esattamente un concerto rock, ma quasi.

Da spettatore diventi ben presto protagonista. Infatti, tra le altre cose il tuo libro racconta di un tour negli USA in cui la tua band ha aperto concerti al fianco di Iron Maiden, Ramones, Exodus ecc… Eravate consapevoli di ciò che vi stava accadendo e di ciò che sarebbe poi stata la vostra carriera?

Aprimmo per le band che citi nella domanda non negli States ma in Italia. Nel 1980 i Ramones a Roma Castel Sant’Angelo e nel 1981 gli Iron Maiden a Padova e Milano. In America aprimmo solo per i Dead Kennedy’s e fu altra storia. Non fummo mai consapevoli di ciò che ci stava accadendo perché eravamo estremamente concentrati a goderci quei momenti, quelle ore straordinarie. Mai pensammo che da lì poi qualcosa sarebbe potuta accadere. Non siamo mai stati calcolatori e acuti imprenditori di noi stessi. Lì ci sarebbe servito un buon manager…

Parliamo di una collaborazione importante. Hai affidato la prefazione di Rockers, diario sulle strade del Rock ‘n’ Roll a Caparezza. Oltre al rapporto professionale so che vi lega anche una profonda amicizia. Perché hai scelto proprio lui per questo libro?

23 anni di rapporto praticamente quotidiano, questi siamo io e Michele. Tante ore passate sulla musica, la sua musica ovviamente, e tante ore passate a parlare di vita, fare viaggi, cazzeggiare, tirare fuori idee assurde che parecchie volte poi sono diventare realtà. Come questo libro.

Raccontandogli aneddoti e parecchie delle storie contenute in queste pagine, lui spesso mi spronava a scrivere, a mettere tutto su carta. Insomma un giorno finalmente mi sono deciso e lui subito mi rispose si quando gli chiesi se aveva voglia di scrivere due righe di prefazione.

Fra tutti i ricordi racchiusi in questo diario di viaggio ci sono “decine di aneddoti che trasudano Rock ‘n’ Roll”. Noi di Rock My Life siamo più che convinti che oltre ad essere un genere musicale sia soprattutto uno stile di vita. Diciamo sempre che le vere borchie sono quelle che abbiamo dentro. Sei d’accordo?

Sono molto d’accordo. Il titolo del libro non è un caso. Oltre ad essere il titolo di una delle mie canzoni preferite della band, i Raff, secondo me racchiude ciò in cui in tanti si possono rivedere. Rocker non è solo girare con i jeans stracciati e il giubbotto di pelle, o con la maglietta degli Iron Maiden e farsi le foto con la lingua di fuori mentre fai le corna con le mani.

Rockers può essere, e credo sia, chiunque abbia scelto di fare la vita che vuole fare, il lavoro che vuole fare, felice della scelta che ha fatto. Dall’ avvocato al postino, dal fabbro all’astronauta, dall’ostetrica allo chefLa libertà di animo e di spirito, secondo me marchia il rocker a vita.

Tu Fausto hai vissuto in pieno tutta l’epoca dell’analogico, del vinile, della musica suonata con strumenti veri. Con l’avvento del digitale sicuramente molte cose sono diventate più semplici, ma ultimamente sembra ci sia una riscoperta di ciò che ci ha preceduto. Anche se quell’epoca non tornerà più possiamo dire che forse è tutt’altro che morta e sepolta. Cosa ne pensi?

Sembrava morta e sepolta, ma per fortuna non lo è e credo non lo sarà mai. È la qualità’ che vince sempre e nessuna tecnologia potrà mai prendere posto del fattore emotivo che crea un rito come quello dell’ascolto di un vinile o il suono di uno strumento vero. Il mercato del vinile, da zero che era qualche anno fa, adesso è in continua crescita. Certo, i numeri dello streaming sono e restano ancora molto alti a confronto del fisico, però è bello e fa pensare vedere tantissimi ragazzi sotto i 25 anni che comprano vinile e lo preferiscono alle cuffiette del cellulare. Stesso dicasi per gli strumenti veri.

Hai lavorato anche come giornalista per delle testate di riferimento nel panorama della musica italiana e non solo. Qual è l’aspetto che più amavi e che più ami della scrittura “about music”?

Nel periodo in cui ho lavorato come giornalista e redattore per testate musicali avevo come direttori e colleghi delle firme davvero importanti del giornalismo musicale. Avevo solo e sempre da imparare. Non era facile stargli dietro, ma è stata un’incredibile scuola di giornalismo. Ciò che amavo di più era la preparazione ad un intervista, l’approccio all’artista. Dovevi conoscere tutto e di più. Mai andare impreparato e improvvisare, ti avrebbero distrutto.

Mi interessava molto il confronto con gli altri colleghi, le chiacchiere fino a notte fonda sull’esito dell’intervista e sul personaggio che avevo appena incontrato. Aspettare di vedere la tua intervista, recensione, pubblicata, leggerla e fare dove c’era bisogno autocritica su ciò che poteva essere scritto meglio o diversamente. Scrivere era un atto di grossa responsabilità. Almeno io lo vivevo così.

Vogliamo salutarti chiedendoti un’opinione e anche un consiglio, per tutti coloro che si avvicinano al mestiere del giornalista nel settore musica. Ne vale ancora la pena? Grazie per essere stato con noi!!!

Fare il giornalista musicale ? Ne vale sempre la pena. Solo però se davvero si vuole fare con un giusto criterio di analisi e critica, che va al di la dei propri gusti. Altrimenti meglio non farlo. Serve conoscere molto bene il passato della musica per poter analizzare bene e “giudicare” il presente. Bisogna ricordarsi sempre che non è bella soltanto la musica che gira nel proprio iPhone.

Potete trovare Rockers, diario sulle strade del rock ‘n’roll qui:

https://www.mondadoristore.it/Rockers-Diario-sulle-strade-Fausto-Donato/eai979128013384/

Rock My Life Summer Contest torna al Barranocchia Live!

Rock My

Dopo il grande successo delle passate edizioni, Rock My Life torna con il contest dedicato alle band emergenti e underground all’interno del Barranocchia Live. Quest’anno l’appuntamento è per il 28 Agosto nel magnifico borgo medievale di Paganico (GR).

Rock My Life offre la possibilità ad alcune band provenienti da tutta Italia di vincere un montepremi finale in denaro messo a disposizione dall’organizzazione dell’evento. La nostra associazione, dunque ancora una volta supporta ed incoraggia la scena indipendente italiana. Il nostro contest infatti non solo porta la buona musica sul palco ma mette a disposizione un contributo concreto stanziato dall’evento “Barranocchia live” agli artisti che con passione ed impegno intraprendono questa strada.

REGOLAMENTO:

Il contest si svolgerà il 28 Agosto nel borgo di Paganico sul palco del Barranocchia Live.
Verranno prese in considerazione tutte le candidature di band underground, (no tribute band o cover band) emergenti o alla prima esperienza provenienti da tutta Italia e di qualunque genere musicale. Le candidature devono arrivare entro e non oltre il 6 Agosto 2022 all’indirizzo e-mail info@rockmylife.it specificando:

⇒Nome della band
⇒link alla pagina facebook ed altri social (se presenti)
⇒video o traccia audio di almeno un brano (se presenti)
⇒scheda tecnica e stage plan della band
⇒recapito telefonico e nome del referente della band e indirizzo e-mail di riferimento.

Fra tutte le e-mail pervenute selezioneremo le band che presenteranno i requisiti per il contest. La comunicazione avverrà tramite e-mail dopo il 6 Agosto (data in cui termineranno le candidature). L’ordine di esibizione sarà estratto a sorte e comunicato insieme agli orari di Load in e Sound check. Il voto finale ed il premio finsale sarà assegnato da una giuria tecnica unita al voto popolare.

L’organizzazione del Barranocchia Live mette a disposizione di ogni band:

Un premio finale al vincitore
Un service professionale
Cena completa con piatti tipici della tradizone maremmana e ottima birra alla spina.
Inoltre durante l’esibizione sul palco di ciascuna band sarà fornito un report fotografico professionale a cura di Rock My life.

Aspettando le vostre iscrizioni vi auguriamo buona fortuna e vi invitiamo a seguirci attraverso gli spazi social:

Rock My Life:

FB: https://www.facebook.com/rockmylifeitalia
IG: https://www.instagram.com/rockmylife_blog_official_/

Barranocchia Live:

FB: https://www.facebook.com/BarranocchiaLive

Ostacoli, la nostra recensione sul nuovo lavoro dei Black Eyes 2

Ostacoli

Sono due, Nora e Alessandro. Insieme formano i Black Eyes 2 e suonano come se fossero una band da cinque elementi. Il loro nuovo lavoro, Ostacoli, è un Ep da ascoltare tutto d’un fiato con ritmiche veloci e un bel muro di bassi.

L’intento del duo infatti, è senza dubbio quello di dare predominanza alle linee di basso e batteria che trovano posto sulle melodie trascinanti. Cinque pezzi che assestano un bel colpo ritmico con una particolare cura dei dettagli e delle sonorità magistralmente prodotte da Davide Lasala agli Edac Studio.

La sensazione è quella di un vortice che ti trascina dentro la musica dei Black Eyes 2 dall’inizio alla fine. Sia per la struttura ripetitiva e lineare di alcuni brani sia per la velocità in cui si susseguono in circa quindici intensi minuti di ascolto.

Un disco che possiamo definire quasi grunge per la schiettezza dei suoni per il “graffio” che ricorda un po’ il Seattle Sound e che non dispiacerà agli amanti del genere malgrado i testi in italiano. Sicuramente un punto a favore del duo che scegliendo la madrelingua arriva così a molte più persone, sopratutto ai loro coetanei che in qualche modo si trovano davanti gli stessi Ostacoli appunto.

Nel complesso un bel lavoro uscito dal master di Andrea Fognini che racconta uno spaccato di vita nel modo più naturale per Nora e Alessandro, ovvero con la musica.

Ascolta ora Ostacoli a questo link: https://open.spotify.com/album/2D1h0ynttutnfHPUdwM1Bl?si=ZDSCPu_9Tneyhen0pKwdsQ

Ecco la tracklist di “Ostacoli”

Posto
Sbaglio
Stanza
Obiettivo
Orbita.

Segui la band attraverso i social:

Instagram: https://www.instagram.com/blackeyes2band/?hl=it
Facebook: https://www.facebook.com/BlackEyes2band/
YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=XEVDSHszAxY

Looking For A Future, in esclusiva per Rock My Life il nuovo video degli Alive

Looking

Oggi, Rock My Life presenta Looking For A Future in esclusiva per Volcano Records & Promotion. Si tratta del nuovo video degli Alive, hard rock band romana della scuderia Volcano.

Il singolo rappresenta un’imperdibile sequela di emozioni e citazioni per veri appassionati degli anni Ottanta! Nel video a farla da protagonista è la silhouette inconfondibile di una DeLorean, la macchina del leggendario “Ritorno Al Futuro”.

Questa, accompagna i membri della band in un’avventura piccante e tutta da scoprire. Lookin’ For a Future è l’ultimo estratto dall’omonimo album di debutto degli Alive che hanno presentato al Whisky A Go Go di Los Angeles.

Si è trattato della prima Volcano Rock Night su suolo statunitense, e farà da ponte con l’imminente rilascio del nuovo disco. La release è attesa per l’autunno ancora fedelmente attraverso Volcano Records & Promotion.

In questo videoclip, l’assonanza con “Back to the future” è totale, l’hard rock degli Alive infatti rimbalza di continuo tra la tradizione anni 80 e sonorità e tematiche d’attualità. Un viaggio nel tempo dedicato a tutti gli appassionati di un’epoca gloriosa che in questo periodo sembra tornare di moda come mai prima.

Per maggiori informazioni su Looking For A Future

www.facebook.com/AliveBandRock
www.volcanopromotion.com

Be Unwelcome Or Die, gli Unwelcome sono i benvenuti.

Unwelcome cover

Be Unwelcome Or Die, ma qui gli Unwelcome sono i benvenuti.

Le influenze spesso determinano molto nel sound e nella composizione di una band. Quando queste influenze rasentano l’infinito, però, può nascere qualcosa di personale e riconoscibile.

È il caso degli Unwelcome, che dal lontano 1994, anno della creazione del gruppo, cercano di comporre cose nuove e originali. Il loro è un crossover che mischia tutte le esperienze dei singoli elementi, che convergono in un progetto che, dai primi ascolti, si percepisce come molto personale.

Be Unwelcome Or Die (Ammonia records) è l’ultimo album della band Unwelcome (leggi qui l’intervista alla band). Il lavoro, composto da undici tracce di heavy rock, rappresenta il ritorno sulla lunga distanza per una delle band cardine del movimento crossover italiano di fine anni ‘90.

Il gruppo piemontese, che durante il lockdown aveva pubblicato il singolo Colors of War a supporto della protesta Black Lives Matter, ha sfruttato questo periodo per completare le nuove canzoni. Anticipato dai singoli The Dobermann e Drive (cover dell’intramontabile capolavoro dei R.E.M.), l’album porta a compimento il percorso di crescita degli Unwelcome, iniziato con un crossover per poi trasformarsi in un suono moderno e completo.

Il disco è stato prodotto, registrato, mixato e masterizzato dal cantante Andrea al TheCave nell’estate del 2021.

La band è composta da Andrea: voci, chitarra, basso, tastiere. Livio: chitarre. Maxim: batteria. Casci: basso. Copertina e grafiche sono a cura di Valerio Berruti.

Ne esce quindi un lavoro ben fatto e, proprio per la grande varietà delle canzoni che non risulta fine a se stessa, è apprezzabile dagli amanti di vari generi musicali.

Proponiamo quindi un track by track delle 11 canzoni che compongono Be Unwelcome Or Die.

Thisisus

La traccia che apre il disco serve a sintonizzare l’ascoltatore, ma in realtà le frequenze all’interno dell’album saranno molte. Intanto l’approccio è di quelli belli potenti e allo stesso tempo acidi: dal basso che pulsa quasi a ritmo cardiaco rilassato – e che bisogna dire ha un bel sound – alla voce di Andrea che danza e si intreccia, fino alla tachicardia della potenza sonora che l’intera band è in grado di sprigionare nel suo insieme. Il tutto si sposa bene per quella può essere considerata quasi più una intro che una canzone vera e propria, ma che funziona e fa capire in che mondo siamo proiettati. Voto: 7,5.

Freejazzpunkblahblah

Forse il pezzo più pazzo, ma anche tra i più belli dell’album. Anche qua bisogna fare i complimenti alla sezione ritmica, sempre molto presente e centrata, mentre la chitarra porta in melodie arpeggiate e distorte sulla strofa, per poi ingigantirsi nelle parti più incisive. Qui il cantante Andrea mostra ancora un cantato acido e paranoico, salvo poi salire di giri e di potenza ai limiti del growl nel ritornello. L’intermezzo jazz con il sassofono spiazza, specialmente al primo ascolto. Ed è per questo che piace ed è apprezzato. Insomma, il pezzo incarna tutto l’estro e la fantasia degli Unwelcome e merita un bel voto: 8,5.

Sick&Destroy

Un pezzo che trasuda rabbia e voglia di ribellione. Due minuti e mezzo in cui gli Unwelcome pestano sugli strumenti lasciando trasparire la loro attitudine variegata, grazie agli intermezzi arpeggiati misti alle accelerazioni cassa-rullante quasi tipiche del punk. E con un cantato rabbioso che porta una certa dose di grinta anche a chi ascolta. Voto: 6,5.

Gap

Si entra nei ranghi dell’alternative rock con un pezzo dalle tinte molto “stars and stripes”. Anche qui si nota la grande varietà di stili che gli Unwelcome mettono in campo, pur mantenendo il loro sound apprezzato anche nelle tracce precedenti. Anche se, a dirla tutta, appare come la traccia forse meno ispirata del lotto. Voto: 6.

The Dobermann

Come suggerisce il titolo, qui ci accoglie il ruggito di un Dobermann, mentre il rullante apre ad un cantato ipnotico e quasi sussurrato, ammantato da strumenti effettati e un ritmo avvolgente. E l’inciso è di nuovo rabbioso e coinvolgente. Pezzo ben fatto e che si ascolta con piacere, tra i più riusciti di Be Unwelcome Or Die. Voto: 8,5.

Plan-B

La velocità diminuisce, ma non il patos. Qui è il riff di chitarra a farla da padrone, armonizzato alla perfezione. La voce rimane quasi in secondo piano, molto parlata, dando spazio all’emozione strumentale. Voto: 7.

Pressing Walter

Un arpeggio crunchato apre a un nuovo cantato acido, prima di tornare a spingere con il muro sonoro imposto dagli Unwelcome. Apprezzabile anche l’intermezzo bassistico che apre a un bridge molto ispirato e fa alzare il giudizio complessivo del pezzo, che si chiude poi con un nuovo arpeggio. Voto: 7,5.

Btn

Ancora una volta la sezione ritmica torna protagonista, con una batteria ritmata e un basso bello potente che cattura l’attenzione per tutto il pezzo. Il cambio di marcia arriva nel ritornello, bello potente e aggressivo come ormai gli Unwelcome hanno abituato in questo Be Unwelcome Or Die. Voto: 6,5.

Drive

Qui si parla di una cover di un gruppo intramontabile come i R.E.M. E anticipiamo che ci è piaciuta. Intro di basso di pochi secondi e poi via verso una traccia che si potrebbe ascoltare in macchina a 130 all’ora. Basta chiudere gli occhi per ritrovarsi sulla Route 66 o su un’altra di quelle iconiche strade americane. E infatti la canzone si chiama Drive non a caso. Pezzo riarrangiato sulle sonorità degli Unwelcome che fa il suo lavoro in pieno, tra i più riusciti di questo Be Unwelcome Or Die. Voto: 8,5.

Beautiful

Ritmi stoppati e un cantato arrabbiato: qui la grinta torna a farla da padrone, ma gli Unwelcome non disdegnano i loro cambi di ritmo a cui ormai ci hanno abituato. Ben realizzati in questa Beautiful, che merita un buon giudizio. Bello anche il solo centrale, uno dei pochi realizzati in Be Unwelcome Or Die, come i tempi moderni ormai (opinabilmente) richiedono. Voto: 7.

Judah Knows

Be Unwelcome Or Die si chiude con questa traccia riflessiva e introspettiva. Giusta la scelta di posizionare alla fine un pezzo come questo, che invita però a ragionare e trasporta verso altri lidi. Voto: 6,5.

Giudizio finale.

Be Unwelcome Or Die è un bel disco. Si lascia ascoltare e riascoltare senza annoiare e questo, per una band, è già di per sé un complimento. Pochi passaggi a vuoto e un sound molto ben riconoscibile, nel quale si possono ammirare le molte sfaccettature di una band che, nonostante le tantissime influenze tutte diverse tra loro, sa quello che vuole. Il risultato è un buon prodotto che può piacere molto agli amanti del genere e, in certe occasioni, anche a chi questo tipo di musica piace meno, come nel caso della cover di Drive e dell’inedita The Dobermann.

Voto finale: 73.

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DRABIK Rilaciano un nuovo singolo Parasite

DRABIK

Dopo alcune anticipazioni nelle scorse settimane, i DRABIK rilasciano oggi il secondo singolo che anticipa l’album in arrivo a settembre. Il brano dal titolo Parasite è disponibile su tutti i digital store, su Spotify e sul canale YouTube della band accompagnato da un lyric video intenso ed evocativo.

Il brano ancora una volta mette in mostra la potenza di una band giovane ma già in grado di padroneggiare i propri mezzi espressivi. Del resto non potrebbe essere diversamente visto il dream team che il gruppo veronese ha creato attorno al progetto, che vede Maki dei Lacuna Coil in veste di produttore artistico dell’album in uscita attraverso Volcano Records & Promotion.

Parasite è un pezzo intrigante che offre chiavi di lettura su più livelli simbolici e, oltre a scatenare un headbanging devastante, ci offre un’occasione di riflessione ed introspezione profonda quando “il parassita che abita la nostra mente ci chiede di accoglierlo senza opporre resistenza” (Drabik).

Mannequin’s Tracklist

1. Black Hole
2. Chain Of Sorrow
3. Mannequin
4. Lead You On
5. Lap Of God
6. Floating
7. Pray
8. Parasite
9. Rough Hands
10. Sinner’s Pledge

Volcano Promotion

web: www.volcanopromotion.com

Drabik

web: www.drabik-official.com
facebook: www.facebook.com/drabikofficial

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Ziggy Fest Punk Rock Weekend! Nuovi infuocati annunci nella line up

Ziggy Fest

Dopo aver sganciato una prima serie di nomi di spessore, lo Ziggy Fest Punk Rock Weekend alza la posta in gioco. Lo fa con una serie di nuovi ospiti che si vanno ad aggiungere all’evento romagnolo di fine agosto.

Vanno infatti ad aggiungersi all’evento Banda Bassotti, Lumpen, Le Iene e Amos and The Ruers. Questi nuovi ospiti saranno in cartellone insieme ai già annunciati Discharge, The Oppressed, Bull Brigade, Klasse Kriminale, Nabat. E inoltre, Discomostro, Guerra, 99 Posse, Talco, Persiana Jones, Klaxon, Raw Power, Tizio, Heartfall, Boogie Spiders.

Le band saranno distribuite sul weekend del 26 e 27 Agosto e l’evento si terrà presso la bellisima e unica location di Palazzo San Giacomo a Russi (Ravenna).

Ma Ziggy Fest Punk Rock Weekend ha anche altri assi nella manica che verranno svelati a breve. Nel frattempo è caldamente consigliata la prevendita, che può essere per un giorno singolo o per entrambi i giorni. Tutte le prevendite ufficiali sono disponibili su DIY Ticket a questi link:

ABBONAMENTO: https://www.diyticket.it/events/Musica/A643/abbonamento-punk-rock-weekend

DAY 1: https://www.diyticket.it/events/musica/8321/punk-rock-weekend-ziggyfest-day-1

DAY 2: https://www.diyticket.it/events/Musica/8322/punk-rock-weekend-ziggyfest-day-2

I biglietti hanno un costo di 30 euro al giorno, mentre l’abbonamento per l’intero festival (2 giorni) è di 50 euro.

Link evento Facebook:
https://fb.me/e/1xBb8028H

(altre info in questo articolo)

Ziggy Fest Punk Rock Weekend

Apertura cancelli ore 15:30, inizio Concerti ore 16:30.

Per l’evento Palazzo San Giacomo vedrà anche l’allestimento di:
*  Ristoro
* Chill
* Bimbi.

Segui l’evento attraverso gli spazi ufficiali:

Instagram: https://www.instagram.com/ziggyfest_punkrock/
facebook: https://www.facebook.com/ZiggyFest-Punk-Rock-Weekend-108025401935214

The Salem’s Gates, Release Party per MVP allo Skulls CLUB di San Marino

The Salem's Gates

The Salem’s Gates è il nuovo album in uscita per Volcano Records & Promotion di MVP. Si tratta dell’esordio del nuovo progetto di Michele Vasi che sarà presentato live per la prima volta allo Skulls Club di San Marino il 29 Luglio. Il disco sarà disponibile in copia fisica durante il release party. Lo troverete invece su tutte le piattaforme digitali e di streaming online a partire da Settembre.

In occasione del concerto sarà anche proiettato il film originale realizzato per raccontare la genesi del progetto e di The Salem’s Gates. MVP nasce su iniziativa di Michele Vasi, militante nel metal sperimentale in tutte le sue sfaccettature. L’idea di base è quella di un gruppo melodic metal con voce femminile che abbraccia influenze prog e orchestrali. La loro musica affonda le radici nelle atmosfere horror, rendendo il loro spettacolo una performance a 360°.

Beyond The Truth (Smile And Say Hi!)

Stige

Opener della sarata saranno i Celestial, lo show proseguirà poi con gli emergenti Eonia Rise, realtà power metal romagnola formata da quattro ragazzi. Anch’essi presenteranno in anteprima il loro debut album “Rise from the light blast”

A seguire Dark Ages, la rock band veronese che ha recentemente rilasciato il nuovo lavoro “Between Us” attiva dal 1991 con un’intensa attività live.

A completare la line-up anche i Built-in Obsolescence con il loro prog metal scalderanno il palco a dovere con i loro brani ricchi di atmosfera. Sogni, disillusione e speranza, disegnano una spirale attraverso le verità più oscure per cui l’umanità sarà condannata.

The Salem’s Gates, Release Party

29 Luglio Skulls Club San Marino
Ingresso 5 Euro (in loco)

Evento Facebook: https://fb.me/e/4wLAIG7hf

Info e Prenotazioni:
Michele – 3473853834.

Timeline

20.00 – Celestial
20.45 – BIO
https://www.facebook.com/builtinobs
21.20 – Dark Ages
https://www.facebook.com/darkagesrock
22.10 – Eonia Rise
https://www.facebook.com/eoniarise
23.00 – MVP
https://linktr.ee/MvpOfficialBand

Aftershow DJSet

Rock, Hard Rock, Alternative, Hard’n’Heavy Metal
https://www.facebook.com/86b.angel/

Isabhell dopo il singolo Sober torna con una nuova uscita: ecco “Rockstar”.

Isabhell

Questo brano racconta di come a volte il successo possa cambiare le persone e riflette sulla solitudine che, nonostante si pensi di avere tutto, continua a farsi sentire da dentro, dal profondo.

L’artista si pone una serie di interrogativi interiori: è questo ciò che ha sempre cercato?
Sta forse morendo internamente per aver represso troppe emozioni?

Il senso di allontanamento dai suoi reali bisogni emotivi costringe la protagonista ad andare avanti solo con le sue pillole.

La Storia Di Isabhell

Isabhell è entrata nel mondo della musica come cantautrice nel 2021, il genere spazia dall’indie-rock/alternative alla cloud music con delle sfumature grunge.

È sempre stata appassionata alla musica ma ha deciso di incidere il primo EP verso la fine del 2021 inizi 2022.

Il singolo di debutto è Sober seguito da Motel, entrambe anticipano l’EP dal titolo ‘’I don’t write love songs’’.

L’ultima uscita è rappresentata dal singolo “Rockstar”.

ASCOLTA “XXX”!

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