edifici

Edifici è il progetto musicale del duo artistico composto da Martina Prunotto (chitarrista e compositrice) e Nancy Luduena (batterista e compositrice). Dal 3 Novembre l’eclettico duo ha reso disponibile il nuovo singolo “La Route Rouge”, un originale brano in lingua francese che rende omaggio al noto paese Mentone, sulla Costa Azzurra. Noi di Rock My Life abbiamo raggiunto le ragazze con questa intervista per conoscere meglio il loro lavoro.

 Ciao Nancy, ciao Martina! Benvenute sulle nostre pagine. Il vostro ultimo singolo sta andando alla grande ed è davvero un piacere poterne parlare ai nostri lettori. Cominciamo subito con una curiosità, come mai avete deciso di esprimervi in francese in un mondo fatto di brani in inglese? Non temete di rivolgervi ad una nicchia troppo ristretta?

ciao a tutti! Qui c’è bisogno di una premessa, nel momento in cui io (Nancy) e Martina abbiamo deciso di collaborare e scrivere nuovi inediti insieme ci siamo imposte una sola regola: totale libertà di espressione. Questo significa che quello che ci spinge a scrivere non sono le leggi del mercato ma la voglia di parlare e dire la nostra. La Route Rouge è stata scritta in francese per rendere omaggio a un paese che abbiamo a cuore, Mentone, un luogo che abbiamo anche utilizzato come metafora d’ispirazione artistica, libertà e nostalgia in senso più stretto per quanto riguarda la nostra vita personale.

Nel brano si respira la Francia in ogni colore, sfumatura e sonorità. Notiamo persino l’utilizzo del violino tipico della “chanson” francese. Il titolo è una chiara citazione del dipinto di Monet “La route rouge près de Menton”. Da dove arriva questo amore per questa terra e nello specifico per questa città?

(Nancy) Ho molti ricordi d’infanzia che mi legano a questa terra, era da tanto che volevo dedicare un brano a una parte così genuina del mio passato. Inoltre il tema dell’abbandono del nido familiare, dovuto alle varie necessità che le persone possono avere, risuonava ancora nuovo e inesplorato. Per cui quando mi sono confrontata con Martina (anche lei amante della costa azzurra) tutto è stato così spontaneo che nel giro di un mese e mezzo abbiamo dato alla luce un nuovo inedito.

Il vostro progetto artistico prende il nome di Edifici, a noi viene in mente qualcosa di solido ma sempre in fase di costruzione. Arrivate comunque da un lungo percorso individuale di studio dello strumento cominciato fin dalla prima adolescenza. Come vi siete incontrate? Com’è nato questo connubio?

Il nostro incontro è stato casuale a dire il vero. Io (Nancy), una sera, mi sono imbattuta sul profilo Instagram di Martina che mi ha fin da subito colpito per il suo suono curato e il timing preciso. Un giorno ho preso coraggio e le ho chiesto se volesse collaborare con me. Siamo partite dalla cover di Layla di Eric Clapton e da quel video, insieme, ci siamo evolute alla velocità con cui si innalzano i grattacieli a New York, da qui nasce il nome del nostro progetto “Edifici”.

La Route Rouge è anche un video. In questo caso il palco è quello di un teatro. Si gioca molto con le luci, i colori, le ombre. Vi siete occupate personalmente anche della sceneggiatura?

Sì, abbiamo pensato anche alla sceneggiatura. Ci fa piacere abbiate notato la scelta del teatro come culla del video perchè non è per nulla una scelta casuale. il teatro rappresenta un luogo neutro pronto ad accogliere l’attenzione di un pubblico attento, le idee e lo spazio d’espressione che servono per dare un peso maggiore a ciò che si vuole trasmettere. Inoltre, essendo appunto neutrale, dà la possibilità a chi ascolta di identificarsi meglio e di dare una propria interpretazione a ciò che la musica gli/le trasmette.

C’è una frase ricorrente che leggiamo alla fine del testo della song, ma che ripetete anche all’inizio del video: “Les villes que nous aimons le plus sont les premières que nous avons abandonnées”. Possiamo dire che è un po’ il concept di tutto il brano?

Assolutamente sì, è una frase breve e semplice ma che secondo noi riesce a colpire in modo preciso una verità che appartiene a tutti: l’abbandono (ma in un senso più ampio del termine). Qui noi parliamo dell’abbandono di un paese ma ciò che segna più in profondità è lasciarsi alle spalle tutto quello che quel paese rappresenta e che ha visto di noi. Con tutto questo non vogliamo dire che sia giusto dimenticare o, al contrario, radicarsi nelle ombre del passato. Ma che accettare la rinascita personale regala la possibilità di osservare la nostra storia da una prospettiva esterna, dalla quale si può attingere per creare nuova arte che sia sana e utile per chi ancora non ha avuto la possibilità di rialzarsi.

In conclusione ci piacerebbe avere qualche anticipazione sulle prossime uscite di Edifici. E’ in previsione un album? I vostri prossimi lavori prevedono ancora l’utilizzo della lingua francese per rimanere in tema con il concept o avranno tutt’altra direzione? Grazie per il vostro tempo e in bocca al lupo per la vostra musica!

Ci sono altri singoli in cantiere, anzi, uno è già pronto per uscire e un altro paio sono da rifinire. Per ora la scelta della lingua francese rimane un’eccezione per La Route Rouge, però non escludiamo che possa capitare ancora di scrivere in questa modalità. Per noi la scelta della lingua ha il fine pratico di aiutare il messaggio di un brano a uscire al meglio. Per cui è il contenuto delle nostre idee che stabilisce quali strumenti (musicali e linguistici) utilizzare. Comunque siamo già curiose di vedere quali reazioni scateneranno il prossimo singolo, speriamo che vi piacerà, intanto vi ringraziamo per la bella opportunità, besos a tutti!

Guarda il video di La Route Rouge: https://youtu.be/54wuCPan67s

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