SIAE

Lo ha deciso SIAE, un aumento che segue l’inflazione e che incrementa dell’8% la tariffa del prossimo anno. La musica costerà di più.

Natale amaro per gli esercenti che riproducono musica di sottofondo nel loro locale, per i locali che ospitano concerti e serate a tema musicale e per chi si sposa. SIAE, con una comunicazione inviata nei giorni scorsi, ha fatto sapere di aver alzato tutte le tariffe per la musica.

L’aumento sarà dell’8% e scatterà da gennaio, valore che ricalca l’aumento dell’inflazione italiana che ha fatto registrare un +8.6% rispetto al settembre del 2021.
L’agenzia precisa che “tale misura riguarderà i valori di musica d’ambiente ed i compensi minimi e fissi per i trattenimenti. (Trattenimenti con o senza ballo, dal vivo o con strumento meccanico. Musica tematica e di sostegno, spettacoli di arte varia, illusionismo, recital, carnevali e rievocazioni storiche, compensi in abbonamento)”. Frase un po’ arcaica per dire che praticamente aumenta tutto, con qualche piccola eccezione.

I più colpiti da questa decisione sono sicuramente gli esercenti, che a partire da inizio luglio sono alle prese con un altro aumento legato alla fine dell’accordo tra SIAE e SoundReef. Chi vuole far ascoltare musica di sottofondo in negozio deve pagare due cataloghi se non vuole avere limiti in fatto di riproduzione.

Non sono però i soli: in un periodo molto delicato e con un 2023 che si preannuncia molto difficile per molte realtà. SIAE guarda al suo piccolo orto di artisti e non si preoccupa di aggiungere un ulteriore onere per quei locali che vivono di musica e che hanno già sofferto aumenti pesanti per la luce e il riscaldamento.L’impatto non risparmierà nemmeno chi si sposa o le feste di paese: se c’è musica c’è aumento.

Per maggiori informazioni visita il sito SIAE

https://www.siae.it/it/

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