Intervista ai The Crooks

Intervista ai The Crooks è tempo di “Mediacracy“. Ecco tutto quello che volevate sapere sulla band e sul suo ultimo disco. Incontriamo Fab e Ette, entrambi chitarristi e cantanti della band, per un’ interessantissima chiacchierata.

Ciao ragazzi benvenuti, potete presentarvi a chi ancora non vi conosce?

Fab: “Ciao, per chi non ci conosce posso solo consigliare di colmare la lacuna…siamo in giro da cosi tanti anni e ora c’è “l’internet” per cui è cosi facile trovare informazioni (v’è financo Wikipedia).

Ad ogni modo in breve: siamo I Crooks da Milano attivi dal 97/98 (uno di quegli anni lì) e abbiamo pubblicato un po’ di dischi e ep vari oltre a partecipazione a un numero spannometrico di compilation; in questi anni abbiamo suonato con un bel po’ di gruppi e qualcuno pure “grosso” (Gluecifer, Green Day, Exploited, Buzzcocks, Jim Jones Revue e Datsuns i primi che mi vengono in mente). 

Per chi volesse saperne di piu: https://it.wikipedia.org/wiki/The_Crooks

In concomitanza con il vostro 25esimo anniversario esce un nuovo lavoro “Mediacracy”, avete voglia di raccontarci come nasce questo disco e di cosa parla?

Fab: “Dunque,  nasce dal fatto che ci eravamo sciolti e avevamo smesso di suonare finchè Ette (il chitarrista) ha proposto agli altri di provare a lavorare su delle canzoni o abbozzi che aveva lì e abbiamo blandamente ripreso a trovarci in sala prove, poi tra una pandemia e una crisi di governo son venuti fuori gli spunti per lavorare meglio sui pezzi e farne un concept album che parla dell’impatto che i media, la tecnologia e i nuovi canali d’ informazione stanno avendo sugli esseri umani e sul loro approccio alla vita.”

Ette: “Come appunto dice Fab ci eravamo presi un periodo di pausa per dedicarci ad altri progetti, ma siccome avevo delle canzoni a cui stavo lavorando che mi piacevano e che pensavo potessero funzionare per un ritorno, abbiamo cominciato a lavorarci molto semplicemente senza uno scopo preciso… Con l’andare del tempo ha preso forma l’idea di riunirle in un disco concept e quindi di legarle tra loro con una storia e un tema generale. A quel punto il disco secondo me è decollato e i pezzi del puzzle si sono composti tanto che sentendolo finito mi sono stupito io stesso per quanto è coerente sia per il suono che per i testi… Miracolo a Milano!”

Alla fine del lavoro c’è qualche brano che preferite in particolare? Quale vi piace di più suonare dal vivo? 

Fab: “E’ come chiedere ad un bambino se preferisce la mamma o il papa’ ahahahah!
Scherzi a parte ognuno di noi ha qualche preferenza o ha pezzi che gli piaccion meno e si “stufa” a suonare e non necessariamente son quelli che ha composto. Posso segnalare come particolarmente indicativi dello spirito del concept APOPHENIA, I KNOW e BAD BOYS.”

Ette: “In effetti ce ne sono parecchi che mi piacciono…se devo sceglierne altri oltre a quelli citati da Fab direi “Rise it up” (sul disco cantata dal grandissimo Kevin Preston dei Primadonna) perchè l’ho scritta un po’ come una sfida ai soliti cliché sul punk r’n’r: nel pezzo ci sono ben una 15ina di accordi diversi ahahah,! Anche se camuffati da sembrare 3. “Please believe me” è un’altra che mi piace molto…”

Vi siete esibiti tanto sia in Italia che all’estero, avete diviso il palco con molteplici realtà internazionali, dalle band di culto tra gli addetti ai lavori, fino a quelle in copertina nelle riviste. C’è qualche ricordo particolare a cui siete più affezionati per quanto riguarda i live?

Fab: “Ah son davvero troppi per un’intervista sola, se ne volete qualcuno in più dovreste farcene una al mese (ma vi prego di non farlo ahahahaha) comunque eccone uno che è anche decisamente indicativo della differenza tra l’ Italia e il resto del mondo in ambito rock: avevamo appena fatto il sound check per il concerto assieme ai Datsuns (Gruppo neozelandese che aveva appena pubblicato il secondo album prodotto da mr John Paul Jones) e si chiacchierava con loro sulle date del tour e alla domanda su quale fosse la loro prossima tappa il chitarrista ci dice “domani Andiamo a Firenze e partiamo da qui alle 4 stanotte, che facciamo dopo il concerto? Voi siete di Milano giusto? Andiamo a far festa dai”  Noi ci guardiamo e dato che era un lunedi sera gli rispondiamo che il giorno dopo alle 7 del mattino avremmo dovuto andare a lavorare…. Lui ci guarda sbigottito e ci dice “Lavorare?  E dove? Ma non fate I musicisti? Ho sentito ora il vostro soundcheck e non sembrate affatto gente che suona nel tempo libero….” Al che noi abbiamo spiegato che in italia chi fa sto genere molto raramente ci campa e che di band che suonano “come professionisti” ma che vanno in fabbrica è pieno, anzi in ambito punk e rnr quasi tutti . Direi che questo episodio parli chiaro no?”

Ette: “Ce ne sono parecchi….ma come non citare la serata all’ Ohibò in cui si sono presentati nel pubblico I Green Day e alla fine sono saliti sul palco e hanno suonato un intero set dopo che gli abbiamo prestato l’attrezzatura? Persone fantastiche e gentillissime…si sono guardati il nostro live dale prime file e ci hanno offerto da bere dopo il concerto tra una chiacchiera e l’altra… Indimenticabile…”

Quali sono secondo voi le dinamiche interne alla band ad essere cambiate maggiormente in venticinque anni? Quali quelle esterne?

Fab: “Abbiamo cambiato talmente tante volte formazione che a volte mi chiedo se ho sbagliato giorno o sala prove ahahhahaha. Scherzi a parte le dinamiche son le stesse di quelle che si ha con una fidanzata solo che in una band ne hai 4 😊 le dinamiche esterne invece son cambiate notevolmente con l’avvento dei social etc perche è molto piu veloce mettersi in contatto con le persone, ovviamente internet ha anche amplificato la proposta musicale per chi ascolta e tutto è diventato molto piu “usa e getta” e soprattutto difficile trovare qualcosa di gustoso in mezzo a tantissima merda…diciamo che spesso avere cosi tanto è come non aver nulla, non riesci a focalizzarti sulle cose e la gente si perde via.”

Ette: “Le dinamiche interne sono più o meno sempre le stesse, intorno è cambiato tutto!!!” 

Intervista ai The Cr

Cosa raccomandereste a una band che ha appena cominciato a suonare? 

Fab: “Di lasciar perdere subito, è frustrante, meglio fare i calciatori. Scherzi a parte il consiglio che posso dare è quello di spegnere la Tv e i vari programmi e talent, quelli non hanno un cazzo a che fare con la musica e concentrarsi sullo scrivere canzoni e non sul “successo e la visibilità” . quello verra’ se le canzoni sono fighe e per uno svariato numero di casualità. Ma secondo me contano le canzoni. “

Ette: “Poche stronzate: chiudetevi in cantina, suonate come dei pazzi, scrivete delle canzoni vostre, provatele allo sfinimento, registratele bene e velocemente, state sempre in giro per locali, feste ecc. Prima come spettatori e poi come musicisti, rompete il cazzo a tutti….qualcosa ne uscirà! E se non ne esce nulla amen: il successo non è lo scopo di tutto questo, ma una possibile conseguenza!”

Come si fa a fare quello che avete fatto voi e a farlo per così tanti anni? 

Fab: “Me lo domando anche io! Si deve esser proprio testardi come caproni.”

Ette: “Bho??? con mooolta pazienza e taaanta perseveranza…e un sacco di prove ahahaha!”

photo credit: Fulvio "Devil" Pinto

Cosa vi piace di più e cosa meno del panorama italiano underground di oggi? 

Fab: “Di bello c’è che con gli anni si son maturate amicizie sincere e profonde con un sacco di gente, un sacco di band che adoriamo ascoltare, e molte da cui abbiamo imparato a suonare, son diventati nostri amici e collaboriamo anche musicalmente… Questo è davvero bellissimo”

Ette: “Visto che Fab ha detto le cose che ci piacciono io dico quelle che non mi vanno giù: le micro scene costruite su differenze minime e insigniificanti  che si fanno la guerra tra loro, quelli che se sei “professionale” o comunque vuoi che si rispetti la parola data ti catalogano tra I rompicoglioni da tagliare fuori. Ahahah!”

photo credit: Niska Tognon

Cosa ascoltate ultimamente? Avete qualche band da consigliarci in particolare?

Fab: “Personalmente sto ascoltando un sacco di reggae; band da consigliare? Tra le vecchie glorie sicuramente i Senzabenza e i Rappresaglia mentre tra le “nuove leve” vi consiglio i Trashed da Saronno e i Billycock da Aprilia.”

Ette: “Io mi faccio I miei viaggi alla scoperta di band nuove magari già sciolte da 30 anni, ultimamente parecchio della scena no wave anni 80 . Concordo con fab su Billycock e Trashed  e anche i Weekend Cigarettes…e aggiungo una band nuova che fa roba psych/blues strumentale che a breve uscirà con un EP: gli Arto Fantasma.”

Io vi ringrazio infinitamente del vostro tempo e della pazienza, congedatevi pure come preferite.

Ette: “Un saluto a tutti, andate a sentirvi il nostro disco e veniteci a vedere dal vivo che la musica live è sempre meglio!”

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