Not for You

Not for You è il nuovo lavoro dei Bullet of Noise in uscita il 10 Febbraio su tutte le piattaforme digitali e di streaming online attraverso Volcano Records & Promotion. Oggi raccontiamo il progetto con questa intervista al frontman della band Cristiano Lucidi.

Ciao Cristiano, bentornato su Rock My Life. Oggi siamo qui per raccontare ai nostri lettori uno dei tuoi progetti e nello specifico il nuovo lavoro dei Bullet Of Noise. Il nuovo Ep dal titolo “Not For You” uscirà per Volcano Records & Promotion tra poche settimane. Vuoi raccontarci qualcosa su questo importante accordo?

In realtà con Volcano avevamo già preso accordi prima del periodo della pandemia. Poi con tutto quello che stava accadendo abbiamo deciso di comune accordo di lasciare tutto in sospeso. Anche perché la band nel frattempo ha subito delle variazioni notevoli. Originariamente infatti eravamo in 4 e alla fine per una serie di vicissitudini siamo rimasti soltanto io e Mauro. Così abbiamo deciso di continuare da soli producendo in maniera autonoma i nostri brani. A quel punto abbiamo contattato di nuovo Alessandro Liccardo che si è occupato delle pre-produzioni facendo un grandissimo lavoro. Siamo molto soddisfatti del risultato finale.

 A questo punto vorrei precisare, avendo già ascoltato i brani che compongono Not For You, che uscire con un prodotto low budget non significa affatto avere un prodotto scadente. Possiamo già anticipare ai nostri lettori quale sarà la data di uscita dell’ Ep?

Certo! Not For You sarà disponibile da venerdì 10 Febbraio su tutte le piattaforme digitali e di streaming online. Sarà su oltre trecento piattaforme quindi potrà essere ascoltato davvero ovunque.

Questo nuovo Ep ha anche una copertina davvero interessante. So che hai fatto una sorta di sondaggio fra i tuoi contatti per scegliere l’ artwork. Ma alla fine hai scelto il simbolo della radioattività ed un font immediatamente riconoscibile per chi segue i Queen Of The Stone Age. Raccontaci questa scelta.

Intanto dobbiamo precisare che il sound di questi brani è bello incazzato, si chiama “Not For You” perché volevo far riferimento a tutti quelli che ci hanno remato contro e che non hanno creduto nei Bullet of Noise. Amo particolarmente questo simbolo perchè è un triskell, ne ho diversi tatuati. Inoltre ho volutamente utilizzato il font dell’album Songs For The Deaf perché ricordiamo quel tipo di sound e quella cifra stilistica.

Ascoltando i primi brani dei Bullet of Noise e ascoltando poi questo Ep, si nota una differenza notevole. Siamo di fronte ad una maturazione artistica e a delle sonorità diverse. Cambiamento che credo sia figlio anche della pandemia, perché questi due anni hanno dato modo agli artisti di concentrarsi non solo sul lavoro ma soprattutto su determinati stati d’animo che vengono poi realizzati in musica e parole. E’ così?

Si, assolutamente. I brani nascono proprio durante la pandemia e devo dirti che avevano tutto un altro tiro. Perché come abbiamo già detto, prima eravamo in quattro. Poi quando è uscito Guido Sabadini che era il chitarrista solista del gruppo, ho scoperto una mia vena artistica che ha tirato fuori  il sound che tu hai ascoltato. Ho ribaltato tutti i brani ed ho cominciato a creare una dinamica diversa. Non volevo che fossero dei brani piatti proprio perché mancano gli assoli. E’ venuto fuori qualcosa di estremamente moderno ed affine a ciò che è la musica di adesso.

Ora che abbiamo parlato delle sonorità e della struttura dei brani vorrei soffermarmi anche sui testi. So che te ne sei occupato personalmente, possiamo raccontare la trama di questo storytelling?

Sicuramente per rispondere a questa domanda devo partire da The Circus, che è stata la prima canzone che ho scritto. Non per i Bullet Of Noise ma per un progetto parallelo che avevo nella testa e che volevo chiamare proprio The Circus. Per quanto riguarda gli altri brani onestamente ti dico che non volevo porre troppa attenzione sui testi perché volevo che l’elemento predominante fosse la musica. In buona sostanza scrivo per immagini, i miei testi sono molto evocativi.

Infatti ascoltando le tracce si può chiaramente percepire che il concept del disco si sviluppa prettamente intorno alla parte strumentale e che il testo e la narrazione sono elementi che completano ma che non predominano sugli strumenti. Era il risultato che volevi ottenere?

Non è una sensazione sbagliata. In effetti la voce diventa uno strumento musicale, volevo che i testi avessero delle parole che mi permettessero di cantare in un determinato modo. Uso parole che mi danno una mano nel cantato. E in questo senso l’inglese aiuta molto.

La matrice grunge di questo disco viene fuori in maniera prepotente, non perché è un copia e incolla ma perché il grunge alla fine è un’attitudine, non possiamo definirlo solo un genere musicale. Ecco, l’attitudine grunge di questo disco è assolutamente tangibile. Cosa hai da dire a tal proposito?

Originariamente nella mia testa volevo andare verso l’alternative metal, ma il mio background di ascolti e gusti musicali alla fine è venuto fuori. Ci trovi un pò dei Soundgarden, dei Queen of the Stone Age, in parte i Tool. Non abbiamo uno stile definito, siamo orgogliosi di essere stati super originali pur rimanendo fedeli a quello che già fa parte di noi e dei nostri ascolti.

Voglio farti un’ultima domanda per soddisfare la curiosità dei nostri lettori. Il progetto Bullet of Noise nasce ufficialmente nel 2017. Sono quindi diversi anni che è in piedi tra alti e bassi. Come ti trovi adesso in questa formazione a due con Mauro Fabbri?

Onestamente mi trovo benissimo, a parte che Mauro è un fratello e conosciamo pregi e difetti l’uno dell’altro. Pensa che a Dicembre faremo trent’anni di amicizia. Vorrei poter festeggiare con lui con il viaggio dei nostri sogni a Seattle. Chiaramente nel disco non siamo in due, perché c’è anche Stefano Nuccetelli che è un grande batterista e chitarrista ed ha prodotto il lavoro. Mentre per la parte live ci sta supportando Simone Tomei alla batteria. Abbiamo anche aperto le audizioni per il ruolo di batterista nella band, vediamo che succede….

Ti ringrazio tantissimo per aver scelto le nostre pagine per raccontare il vostro lavoro ed ovviamente diamo appuntamento ai nostri lettori il 10 Febbraio su tutte le piattaforme digitali.

 

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