Velvet Underground – Rock & Roll – 1970

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Rock & Roll (o Rock ‘n’ Roll) è un celebre brano dei Velvet Underground, originariamente incluso nell’album Loaded del 1970. La canzone venne scritta da Lou Reed, che continuò ad eseguirla dal vivo anche durante gli anni successivi nella sua carriera solista.

Il brano racconta con enfasi l’avvento del rock and roll come genere musicale, narrando la storia di una ragazza di nome Jenny la cui vita “è stata salvata dal rock and roll”.

Nelle note interne del cofanetto dei Velvet Underground Peel Slowly and See, Lou Reed scrisse:

“Rock and Roll parla di me. Se non avessi ascoltato del rock and roll alla radio, non avrei mai immaginato che ci fosse vita su questo pianeta. Il che sarebbe stato devastante – pensare che tutto, ogni luogo fosse come quello da dove venivo io. Sarebbe stato profondamente scoraggiante. I film non facevano per me. La tv non faceva per me. Fu la radio che mi salvò”.

Oltre che in Loaded, la canzone è stata inclusa negli album: 1969: Velvet Underground Live with Lou Reed; Live MCMXCIII; Loaded: Fully Loaded Edition; American Poet; Another View; Rock N Roll Animal; Live in Italy; Rock and Roll: an Introduction to The Velvet Underground; Rock and Roll Diary: 1967-1980.

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Sid Vicious – My Way – 1978

Sid Vicious

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Che ci piaccia o no Sid Vicious è diventato negli anni una delle icone punk piu rappresentative, probabilmente nel modo piu sbagliato e poco rispettoso rispetto alle altre Rockstar che hanno avuto la sua stessa, tragica fine.

Sicuramente non aveva lo stesso talento di Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Janis Joplin ecc..

Non era un gran simpaticone davanti alla telecamera, durante i pochi concerti dove offendeva il pubblico e spesso faceva a botte:

“Un bravo bassista lo riconosci dal numero di crani che sfascia col basso, ed io sono un discreto bassista”

Sid Vicious si è trovato a fare il bassista quasi per caso, dopo che Glen Matlock lasciò i Sex Pistols. Non era un musicista, un compositore o un grande artista, era un Punk calato completamente nel personaggio. Era giovanissimo e senza una famiglia alle spalle (madre tossicodipendente), in pochissimi anni ha consumato tutto.

Non siamo qui per giudicare ma per parlare di Rock, e My Way di Frank Sinatra interpretata da Sid Vicious nel 1978 rimmarà negli anni come simbolo di quell’epoca così breve ma cosi importante per la musica di allora e quella che verrà negli anni successivi.

Si parlerà tanto di Sid, della sua morte, dei video dove viene ripreso e intervistato “fattissimo” che quasi si addormenta o che passeggia barcollante con una svastica stampata sulla maglietta rossa. Non abbiamo dubbi comunque sul fatto che chi ha realizzato certi video non si sia fatto molti scrupoli. Idolo per un sacco di ragazzini che non capiscono quanto puo essere grave ridursi cosi solo per interpretare uno stile di vita che puo solo portarti a quella fine.

 

 

Quando Sid Vicious registrò My Way non sapeva tutto il testo della canzone, quindi ha improvvisato piu volte, usando parole come  “cunt“, “fuck” e  “queer” (slang per un uomo gay che a detta di Sid si riferiva al suo compagno Rotten).

Si ricorda questa canzone nei titoli di coda del film “Goodfellas” del 1990.

Ecco il testo stravolto da Sid:

And now, the end is near
And so I face the final curtain
You cunt, I’m not a queer
I’ll state my case, of which I’m certain
I’ve lived a life that’s full
And each and every highway
And more, much more than this
I did it my way

Regrets. I’ve had a few
But then again, too few to mention.
But dig, what I have to do
I’ll see it through with no devotion
Of that, take care and just
Be careful along the highway
And more, much more than this
I did it my way

There were times,
I´m sure you knew
When there was but but
Fucking else to do
But through it all,
When there was doubt
I shot it up or kicked it out
I faced the wall, and the wall
And did it my way.

Knocked out in bed last night
I´ve had my fill, my share of looting
And now, the tears subside
I find it all so amusing
To think, I killed a cat
And may I say, oh no, not their way
But no, oh no, not me
I did it my way

For what is a brat,
What has he got
When he finds out that he cannot
Say the things he truly thinks
But only the words,
Not what he feels
The record shows,
I´ve got no clothes
And did it my way

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David Bowie – Rebel Rebel – 1974

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Ecco uno dei riff piu famosi della storia del Rock: “Rebel Rebel” di David Bowie, pubblicato come 45 giri il 15 febbraio 1974 nell’album Diamond Dogs.

Rebel Rebel condensa in pochi versi la velocità, il desiderio di ribellione e il bisogno di dare libero sfogo alla propria individualità tipici dei movimenti giovanili e proprio per questo alla sua uscita non dette molte indicazioni sull’oscura e complessa intensità di un album apocalittico come Diamond Dogs che avrebbe visto la luce due mesi dopo.

Pensata in origine per un musical su Ziggy Stardust previsto per la fine del 1973, Rebel Rebel rappresentò l’addio ufficiale di David Bowie ad un movimento musicale ormai in declino come il glam rock, che lui stesso aveva contribuito a lanciare qualche anno prima.

Stilisticamente la canzone evidenziava un debito nei confronti dei Rolling Stones, sia nell’interpretazione vocale di Bowie è in puro stile Mick Jagger sia per l’inconfondibile riff di chitarra che seguiva la struttura tipica degli Stones di metà anni sessanta:

“È un riff favoloso! semplicemente fantastico! Quando sono inciampato in quel riff ho pensato “Oh! Grazie!”

Oltre a quella degli Stones, un’altra possibile influenza può essere individuata nell’artista transessuale Wayne County, che aveva partecipato a Pork di Andy Warhol a teatro e che da un paio d’anni faceva parte dell’entourage di David Bowie. L’artista newyorkese ha affermato che Bowie trasse in parte l’ispirazione per Rebel Rebel dalla sua canzone Queenage Baby, registrata nel gennaio 1974 dalla MainMan del manager Tony Defries e pubblicata solo nel 2006 su Wayne County at the Trucks. Tra l’altro uno dei versi del brano di County recita «can’t tell whether she’s a boy or a girl».

Nel gennaio 2016, dopo la morte di David Bowie la canzone ha guadagnato nuova popolarità ed ha nuovamente fatto ingresso nella UK Singles Chart, oltre a raggiungere il 16º posto nella Billboard Hot Rock Songs e il 70º su iTunes l’11 gennaio.[10]

Il 24 luglio 2016, Rebel Rebel è stata eseguita all’Orogel Stadium-Dino Manuzzi di Cesena durante il primo concerto ufficiale del progetto Rockin’1000, formato da 250 chitarristi, 250 cantanti, 250 batteristi e 250 bassisti diretti da Marco Sabiu.

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The Police – Roxanne – 1978

The Police

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“Roxanne” è il brano che rappresenta meglio l’inconfondibile sound del gruppo inglese The Police, estratto dal loro album di debutto “Outlandos d’Amour” del 1978.

La canzone è stata inserita alla posizione numero 388 nella lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi stilata da Rolling Stone,mentre VH1 l’ha classificata alla posizione numero 85 nella lista delle “100 più grandi canzoni rock”. Nel 2008, Roxanne è stata introdotta nella Grammy Hall of Fame.

Il testo parla di un uomo che si innamora di una prostituta. Sting scrisse il testo ispirato dalla visione delle prostitute che c’erano intorno all’albergo dove soggiornava in Francia, quando i Police si esibirono al Nashville Club di Parigi nel 1977. Il titolo della canzone deriva da un personaggio della commedia teatrale Cyrano de Bergerac, di cui era esposta una vecchia locandina nella hall dell’albergo.

La band all’inizio non confidava molto nel successo della canzone, ma Miles Copeland III ne rimase immediatamente colpito dopo averla sentita, divenne il loro manager e procurò loro il primo contratto discografico con la A&M Records.

“Siamo entrati nei Surrey Sound Studios ed è andata abbastanza bene. Abbiamo registrato un paio di tracce, una delle quali l’avevo scritta più o meno come usa e getta. Si trattava di Roxanne, me ne ero quasi dimenticato fino a quando non abbiamo suonato l’album a Miles Copeland che era, ovviamente, il fratello di Stewart e un aspirante imprenditore, anche se non era mai stato particolarmente interessato ai Police. Anzi, se ne era tenuto lontano per non dire altro. Si è presentato alle sessioni mentre stavamo mettendo insieme il primo album ma più che altro per offrire consiglio fraterno a Stewart. Ha ascoltato il materiale e gli è piaciuto molto. Quando è arrivato il momento di Roxanne, eravamo un po’ imbarazzati perché la canzone era leggermente anacronistica, in quanto se confrontata al nostro materiale abituale risultava più lenta, tranquilla e melodica. Lungi dal dire che era un brano di merda, ha affermato che era incredibile. Io ho pensato, “gli piace questa canzone, è fantastico!”

La canzone divenne un punto fisso nei concerti dei Police; anche dopo lo scioglimento del gruppo, Sting continuerà ad eseguire il brano regolarmente durante la sua carriera da solista.

Il video musicale presenta la band mentre esegue la canzone su un palco durante quello che sembra essere il sound check di un concerto. Vengono utilizzati diversi effetti slow-motion che mostrano i membri del gruppo. Questo video è stato caricato sul canale Vevo ufficiale dei Police. Esiste anche una versione alternativa che è stata girata in un teatro di posa e mostra la band mentre esegue la canzone con alle spalle uno sfondo rosso.

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Buzzcocks – Ever Fallen In Love – 1978

The Buzzcoks

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“Ever Fallen In Love” è una canzone scritta nel 1978 da Pete Shelley e interpretata dal suo gruppo Buzzcocks.

A volte nel mese di novembre del 1977, la band osservò  musicali nella sala TV di una pensione di Edimburgo, in Scozia. E ‘stata la frase “Have you ever fallen in love with someone you shouldn’t have” estratta dal film che ha ispirato la canzone. Il giorno seguente Shelley ha scritto il testo in un furgone all’esterno di un ufficio postale.
La musica e il testo appartengono a Pete Shelley. Il brano utilizza il modello formale strofa-ritornello ed è in chiave di Mi maggiore. I testi sono costituiti da due versi (di cui uno è ripetuto) e un coro.

Il brano è stato classificato al numero 1 tra i “Tracks of the Year” per il 1978 da NME. Il critico Ned Raggett descrive la canzone come un “Capolavoro meritatamente noto.” Mark Deming nota, “La formula di base di Pete Shelley dei Buzzcocks è stata quella di sposare la velocità e l’urgenza emotiva del punk con le melodie e le tematiche del classico pop / rock”

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Rainbow – Long Live Rock ‘n’ Roll – 1978

Rainbow

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“Long Live Rock ‘N’ Roll” è estratta dal terzo album in studio dei Rainbow pubblicato il 7 Maggio 1978.

E’ un brano che sembra proprio un inno al Rock ‘N’ Roll, scritta e incisa per essere scalfita nella storia del musica.

I Rainbow furono un importante gruppo hard & heavy inglese degli anni settanta, fondato da Ritchie Blackmore, compagni della scena musicale di quel tempo dei Deep Purple, Whitesnake o Black Sabbath.

I Rainbow hanno avuto una carriera molto tormentata, hanno cambiato formazione molte volte ma la formazione “classica” è considerata:

  • Ronnie James Dio (voce)
  • Ritchie Blackmore (chitarra)
  • Cozy Powell (batteria)
  • Jimmy Bain (basso)
  • Tony Carey (tastiere)

Tutti i brani dell’album portano la firma di Blackmore e Dio.

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New York Dolls – Looking for a Kiss – 1973

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“Looking for a Kiss” è uno dei piu celebri brani dei New York Dolls estratto dal loro omonimo album di debutto pubblicato nel 1973 dall’etichetta Mercury Records.

In quegli anni l’album fu sottovalutato dalla stampa musicale, ma attualmente è considerato fondamentale per la storia del rock, e classificato al 213º posto nella lista dei 500 album più grandi di tutti i tempi stilata di Rolling Stone.

Già dalle prime esibizioni nel 1971, la band aveva cercato di fondere insieme le più variegate influenze musicali dei suoi membri, la depravazione dei Velvet Underground; la furia degli Stooges e degli MC5; il sound, le movenze, e lo stile di vita dei Rolling Stones del periodo di Sticky Fingers e Goats Head Soup circa; l’aspetto androgino di David Bowie e Marc Bolan; ed infine il blues di Muddy Waters, Bo Diddley, e soci; il tutto mescolato con una immagine smaccatamente glam con trucchi pesanti, capigliature folte, stivali col tacco alto, ecc.

I New York Dolls furono per anni snobbati e sottovalutati dalla critica, considerati come delle copie americane dei Rolling Stones, e le vendite non esaltanti portarono alla conclusione dell’avventura del gruppo che si sciolse dopo l’incisione di un secondo album, “Too Much Too Soon”, senza suscitare troppi clamori.

L’eredità del loro sound si sentirà molto negli anni seguenti nelle band che domineranno mondo del rock come Sex Pistols, Guns N’ Roses, Jane’s Addiction, The Runaways, Kiss, Aerosmith, ecc.

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Deep Purple – Black Night – 1970

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Mitco pezzo dei Deep Purple, Black Night è un brano pubblicato come singolo il 5 giugno 1970 diventando subito una Hit in tutto il mondo e uno dei brani considerati all’origine dell’Heavy Metal moderno.

Quando l’album In Rock fu completato, la EMI propose alla band di fare un singolo per la sua promozione. Secondo i ricordi di Roger Glover, dopo aver trascorso circa sei ore negli Studi De Lane Lea senza trovare l’ispirazione, il gruppo andò a bere in un pub nelle vicinanze dove consumò forti quantità di alcool. Rientrati in studio Ritchie Blackmore cominciò a suonare il riff, basato su una canzone di Ricky Nelson. Ian Gillan e Glover ne scrissero il testo e recentemente il cantante ha dichiarato di non avere ancora capito quale ne sia il significato almeno secondo le loro intenzioni iniziali.

Il riff portante della canzone è fortemente ispirato alla versione di Ricky Nelson del celebre pezzo “Summertime”. Il giro di basso del pezzo di Nelson nel 1962 è pressoché identico al riff scritto da Blackmore nel 1970.

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Kiss – Rock & Roll All Nite – 1975

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Tutti amano i Kiss e”Rock And Rol All Nite” è uno dei loro brani migliori, pubblicato come singolo per la prima volta il 2 aprile del 1975 in versione studio (assieme al brano Getaway pubblicato come lato B), e successivamente il 14 ottobre dello stesso anno in versione live. Quest’ultima versione raggiunse il dodicesimo posto nella classifica dei singoli statunitense contribuendo al successo del brano che tuttora è uno dei più noti della band, che lo propone, sin dal 1975, in quasi tutti i suoi concerti.

La canzone, presente nella maggior parte delle compilations e degli album live della band (parte del ritornello della versione live del 1975 può essere addirittura ascoltata durante l’inizio del brano Detroit Rock City del 1976), presenta delle differenze a seconda delle versioni. La prima versione registrata in studio nel 1975 non presentava nessun assolo di chitarra, mentre tutte le versioni successive a quella in studio, ne hanno uno. La versione del brano inclusa nella compilation Smashes, Thrashes & Hits del 1988 presenta invece le parti di batteria risuonate da Eric Carr. Nella versione acustica dell’album live Kiss Unplugged del 1995 invece l’assolo è suonato una parte da Ace Frehley e un’altra da Bruce Kulick.

 

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Pink Floyd – Money – 1973

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“Money” è una canzone dei Pink Floyd, interamente scritta dal bassista Roger Waters e contenuta nel celeberrimo album “The Dark Side of the Moon del 1973”. Fu anche pubblicata come singolo con Any Colour You Like sul lato B. È una delle quattro canzoni che i Pink Floyd hanno eseguito al Live 8 il 2 luglio 2005, serata nella quale sono tornati ad esibirsi insieme per la prima ed ultima volta dopo 24 anni.

« …Tutti i grandi testi hanno parole banali, e questo è un testo molto banale. » (Roger Waters)

È opinione diffusa che Roger Waters si sia ispirato al libro di George Eliot, il celebre Silas Marner, per la scrittura del testo.[2]Il testo della canzone è un’ironica critica all’eccessivo attaccamento al denaro, uno dei “lati oscuri” della natura umana, cause di disagio e sofferenza, che costituiscono il tema centrale di The Dark Side of the Moon. È opinione comune che il denaro sia la radice di tutti i mali odierni, osserva Waters, ma nessuno è mai davvero disposto a privarsene.

Nel film Pink Floyd The Wall, durante la canzone The Happiest Days of Our Lives, si vede il piccolo Pink a scuola che scrive una poesia su un pezzo di carta. Il professore gli si avvicina e, per deriderlo, legge all’intera classe la poesia. Si tratta di un estratto del testo di Money:

« Money get back
I’m all right, Jack
Keep your hands off my stack
New car
Caviar
Four star daydream
Think I’ll buy me a football team. »

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Black Sabbath – Paranoid – 1970

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“Paranoid” è un brano del 1970 dei Black Sabbath, estratto dal loro album che si chiamava proprio “Paranoid”.

Inizialmente, secondo le intenzioni della band, la canzone doveva essere soltanto un brano “tappabuchi” che venne registrato come riempitivo durante l’ultima seduta di registrazione in studio per l’album in uscita. Poi però, Paranoid acquistò sempre maggiore successo e popolarità ed è ancora oggi considerata una delle canzoni più importanti e influenti nella storia dell’heavy metal, indissolubilmente associata ai Black Sabbath e alla figura di Ozzy Osbourne (che anche dopo l’uscita dal gruppo continuò per tutta la carriera successiva ad eseguire il brano in concerto).

Nel 2004, la rivista statunitense Rolling Stone ha posizionato Paranoid alla posizione numero 253 nella loro lista delle migliori 500 canzoni di sempre.

Basata su un semplice riff di chitarra, la canzone ha un testo dove affiorano i temi della sociopatia e della devianza mentale che resero l’immagine della band oscura e minacciosa.

È finita con la mia donna perché non è
riuscita ad aiutarmi con quel che succedeva nella mia mente
La gente pensa che io sia pazzo perché
mi acciglio sempre
Tutto il giorno penso a cose,
ma niente sembra soddisfarmi
Penso che perderò la testa se non trovo
qualcosa che mi tranquillizzi
Puoi aiutarmi ad occupare il cervello?
Oh sì

Ho bisogno di qualcuno che mi mostri
Le cose che non riesco a trovare nella vita
Non riesco a vedere le cose che fanno la vera felicità,
Devo essere cieco

Fammi uno scherzo e sospirerò, e tu riderai e io piangerò
Non riesco ad essere felice e l’amore è irreale per me
E così mentre ascolti queste parole che ti parlano del mio stato
Ti dico di goderti la vita, io vorrei poterlo fare ma è troppo tardi

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Led Zeppelin – Rock and Roll – 1971

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Quando inizi a parlare di Rock, a masticarlo, a suonarlo, inevitabilmente ti imbatti in “Rock and Roll” dei Led Zeppelin, e ti innamori per sempre.

Contenuta nel quarto album del gruppo, indicato con il titolo “Led Zeppelin IV” fu pubblicata come secondo singolo estratto dall’album nel 1971.

Come suggerito dal titolo, la canzone si basa su una delle strutture più frequenti del rock and roll, il Blues in 12 misure di LA.

Vista l’importanza del brano abbiamo scelto di pubblicare anche il testo, buona ascolto Rockers!

It’s been a long time since I rock and rolled
It’s been a long time since I did the Stroll
Ooh, let me get it back, let me get it back, let me get it back
mm-baby, where I come from
It’s been a long time, been a long time
Been a long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time
Yes, it has

It’s been a long time since the book of love
I can’t count the tears of a life with no love
A-carry me back, carry me back, carry me back
mm-baby, where I come from,whoa-whoa, whoa-oh-oh-hoh
Its been a long time, been a long time
Been a long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time
Ah, ah-ah, ah-ah

Hoh, it’s been so long since we walked in the moonlight
a-making vows that just can’t work right
Haw-haw, yeah, open your arms, open your arms, open your arms
Baby let my love come runinng in, a-yeah
It’s been a long time, been a long time
Been a long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time.

Yeah, hey, yay, hey, yeah, hey, yeah, hey
Ooh, yeah, ooh-ooh, yeah, ooh-ooh, yeah, ooh-ooh, yeah
It’s bveen a long time, been a long time
Been a long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time

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The official music video for Led Zeppelin – “Rock And Roll (Alternate Mix)”
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