Appuntamento con Dregen ai microfoni di LineaRock

Dregen

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Il guitarman Dregen dei Backyard Babies e The Hellacopters si racconterà in un’intervista dai microfoni di LineaRock.
Martedì sera 19 Maggio, l’artista sarà ospite ai microfoni di Barbara Caserta direttamente dalla Svezia intorno alle ore 21 per una speciale diretta.

Dregen racconterà via Skype i suoi prossimi progetti, inclusa la sua nuova birra artigianale Riff  in arrivo sul mercato mondiale a breve. Vi invitiamo dunque ad essere tutti sintonizzati, e come sempre puntuali!

Dregen, pseudonimo di Andreas Tyrone Svensson è divenuto famoso per essere uno dei membri fondatori dei Backyard Babies nel 1987. Successivamente nel 1994 è anche uno dei membri fondatori della band The Hellacopters insieme all’allora batterista degli Entombed, Nicke Andersson.

Nel 1996 decidere però di lasciare la band fondata appena due anni prima, dopo aver pubblicato con essa due album per concentrarsi pienamente sul progetto Backyard Babies. Dregen fa parte inoltre sempre come chitarra solista nel supergruppo Supershit 666 insieme a due altri pezzi da 90: Ginger (The Wildhearts) alla voce e chitarra e Nicke Andersson (Hellacopters) alla batteria.

Mentre al basso di quella formazione ricordiamo il noto produttore svedese Thomas Skogsberg.
L’unico album della band, prodotto dalla Inferno Records, è un EP contenente 6 tracce pubblicato nel 1999. I Supershit 666 non si sono mai esibiti dal vivo ed il disco è stato suonato e registrato in brevissimo tempo.

Sia Ginger che Dregen però più volte ricordano in qualche intervista, che vorrebbero registrare nuovo materiale. Magari partire anche in tour con i Supershit666, ma i loro continui impegni musicali e discografici non hanno ancora permesso la realizzazione di questo loro sogno.

La lunga carriera di Dregen:

L’artista suona inoltre più volte dal vivo con il cantautore svedese Lars Winnerbäck, con il quale ha inciso anche una cover dei Rolling Stones. si tratta di “Dead Flowers”, per un album tributo alla nota band inglese. Altro grande progetto è il live album registrato insieme a Tyla frontman dei Dogs D’Amour, intitolato “The Poet and the Dragon”. Tra il 2004 e il 2007 suona contemporaneamente in altre band quali Midlife Crisis e Snowracer.

E’ il luglio del 2011 quando Dregen entra ufficialmente a far parte del progetto solista di Michael Monroe (ex Hanoi Rocks).
Con i Michael Monroe si esibisce in svariati tour in Scandinavia e Gran Bretagna, partecipando attivamente alla composizione del disco Horns And Halos.

Ma nell’aria c’è già l’idea del suo progetto solista che vede la luce ad agosto 2013. Il disco omonimo è distribuito dalla Universal Records. Anticipa così un tour che coinvolge tutta Europa, affiancato dall’ultimo progetto di Nicke Andersson con i suoi Imperial State Electric.
Dopo anni di silenzio discografico in cui tutti i membri dei Backyard Babies hanno seguito progetti paralleli dedicandosi alla loro vita privata, il chitarrista torna sulle scene con th1rt3en or nothing.

L’album segna il grande ritorno della formazione svedese seguito da una serie di concerti in Europa, Argentina, Giappone, fino ad arrivare al loro ultimo lavoro Sliver and Gold del 2019.  L’appuntamento con il guitarman Dregen è domani sera su LineaRock:

Puoi leggere anche questo articolo su Dregen

Link Utili:

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I Backyard Babies annunciano l’uscita del nuovo album Sliver & Gold

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La band svedese Backyard Babies pubblicherà il suo nuovo album, “Sliver & Gold”, il 1 ° marzo 2019 tramite Century Media Records. Il disco conterrà 10 nuovi brani seguendo la stessa identica linea che ha reso i Backyard Babies uno dei gruppi rock più importanti del nostro tempo: un perfetto equilibrio tra il party rock ‘n’ roll squallido, punk all-out da un lato e melodie decisamente mature e malinconiche dall’altra. Ecco come i Backyard Babies presentano il loro nuovo lavoro descrivendolo sui loro social ufficiali con queste parole:

Gli accattivanti tormentoni come il primo singolo “Shovin ‘Rocks”, l’apri album “Good Morning Midnight”, e “Bad Seeds” o “44 Undead” ti faranno battere i pugni e fare “foot stompin” con il tuo piede sinistro in uno stivale da cowboy e la tua zampa destra in una sneaker Chuck Taylor, la bellissima ballad che chiude l’album “Laugh Now Cry Later” ti farà versare una lacrima o due nel tuo Jack e Cola.

In attesa di rivederli dal vivo in Italia al Live Club di Trezzo D’Adda il 24 Aprile, ecco i tutti i brani di “Sliver & Gold” ed il video del primo singolo “Shovin’ Rocks”

01. Good Morning Midnight
02. Simple Being Sold
03. Shovin‘ Rocks
04. Ragged Flag
05. Yes To All No
06. Bad Seeds
07. 44 Undead
08. Sliver And Gold
09. A Day Late In My Dollar Shorts
10. Laugh Now Cry Later

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Sound Vito festival 2018 – Arrivano gli Svedesi Backyard Babies

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A pochi mesi dall’ultimo infuocato live italiano dei Backyard babies, il Sound Vito festival annuncia il ritorno della band svedese sorprendendo tutti i fans che non li aspettavano prima di due anni.Il Sound Vito festival 2018 si svolgerà il 7 -8 – 9 Giugno a Legnago (VR), per un’edizione che si preannuncia davvero esplosiva. 10.000 metri quadrati di puro divertimento, stand gastronomici, grigliate arroganti, zona mercatini e mostre artistiche.

Il progetto “ SOUND VITO ” nasce nel 2002 dalla volontà di creare, nella piccola frazione di San Vito nel comune di Legnago, un punto di riferimento per tutti i giovani appassionati di musica nella bassa veronese e una vetrina per le band musicali della zona. In vari anni è stato organizzato un festival che ha potuto dare ai giovani un luogo dove ascoltare e suonare musica. Nei suoi anni di attività oltre a gruppi locali è stata data la possibilità di assistere a concerti di artisti conosciuti a livello nazionale: – nel 2002 straordinaria ed ammaliante fu l’esibizione del LUCA DONINI QUARTET , elegante quartetto veneto in bilico tra jazz d’autore, fusion, funk e sapori di word music capitanati dall’omonimo Luca Donini, noto musicista legnaghese considerato uno dei maggior esponenti italiani del genere. – nel 2003 invece si sono esibiti sul palco del SoundVito i MAGAZZINI DELLA COMUNICAZIONE band marchigiana dedita ad un potente crossover dalle varie sfaccettature rock, band che nel suo curriculum vanta concerti in tutta Italia tra cui anche palchi importanti come il God’s Of Metal 2000 e l’apertura del concerto dei Guano Apes. – nel 2005, gli headliner furono i TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI, band tra le più acclamate e famose nel nostro stivale in ambito alternative, nella nostra piccola piazza furono richiamate circa 1.500 persone tra fans e semplici curiosi. – nel 2006, Sound Vito ebbe come ospite principale il funambolico gruppo sloveno ELVIS JACKSON, band dalle mille sfaccettature, si va dallo ska all’heavy metal, passando per massicce dosi di punk-rock, band che vanta fama europea e addirittura internazionale. – nel 2009, dopo due lunghi anni di inattività, il SOUND VITO ritorna con un gruppo molto carismatico, THE HORMONAUTS, indiscussi protagonisti del rockabilly nella nostra penisola. – nel 2010, forti della fama ormai raggiunta a livello internazionale e per festeggiare i loro 10 anni calcano il nostro palco presentando il loro cd “10” niente di meno che i LINEA 77! – nel 2011 ci hanno fatto visita i FOURTY WINKS, THE LEECHES e headliner il gruppo ska-jazz più apprezzato, gli SKA-J direttamente da Venezia. – il 2012 è stato l’anno dei duo, i THE MOJOMATICS e BUD SPENCER BLUES EXPLOSION hanno ammaliato il nostro pubblico con una carica explosiva! – nel 2013 la storia del Punk 77 ha consacrato il nostro festival, i leggendari BUZZCOCKS hanno scelto il nostro palco per la loro unica data italiana! – il 2014….10° compleanno del festival …. RUMATERA e PUNKREAS! – 2015: TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI feat. ABBEY TOWN JAZZ ORCHESTRA, MELLOW MOOD, ROCK’N’ROLL KAMIKAZES and more… – 2016: IL TEATRO DEGLI ORRORI, THE CYBORGS, CATARRHAL NOISE, HERMAN MEDRANO AND THE GROOVY MONKEYS and more.. -2017: ESPANA CIRCO ESTE, MOLOTOV JUKEBOX, DEROZER, FAST ANIMALS AND SLOW KIDS, IL PAN DEL DIAVOLO, DARKO, REBUKE and more… –

 

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Il Rock svedese sul palco del Land Of Freedom con i Backyard Babies – Speed Stroke/Black Star Furies/Lester Greenowsky

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Il rock’n’ roll è proprio strano. Passano gli anni, cambiano i luoghi ma l’energia è sempre la stessa. Direi che non potremmo iniziare questo report citando questa semplice massima. Perché questa è stata la sensazione di ritorno dal Land Of Freedom dopo il concerto dei Backyard Babies.

Tante facce conosciute, tanti amici vecchi e nuovi appassionati del genere popolavano sin dalle 20.00 la venue lombarda tirata a lucido per l’occasione. Giusto il tempo di prendere il primo drink al bar che il caro buon vecchio Lester e la sua truppa sale sul palco pronta scaldare i motori di questa elettrizzante serata.

Reduce da diversi impegni live ed in attesa di avere tra le mani quanto prima il nuovo materiale, il nostro caro rocker emiliano snocciola on stage piccole lezioni di glam’ n’ roll, trainato come sempre da una formazione in grande spolvero.

Diverse le hit suonate nella mezz’ora a disposizione dove a spiccare sono le sempre verdi “I don’t wanna be with you” e “Fuck me mommy” cantate a squarciagola da tutti i presenti che cominciavano sempre più a gremire il pit , complice anche la prova esaltante di Lester e la sua band.

Giusto il tempo di un breve cambio palco ed arriva il momento dei Black Star Furies. Il terzetto lombardo, attivo oramai da quasi una decina d’anni si catapulta on stage miscelando sapientemente riff alla Beautiful Creatures ad un’ attitudine che rimanda per certi versi ad una band come i Gunfire 76.

Un sound molto personale, sempre fresco e frizzante, sicuramente adatto a scaldare ulteriormente il pubblico presente.

È arrivato il tempo di un altro cocktail che sorseggiamo proprio mentre irrompono sul palco nientemeno che gli Speed Stroke. Ok, quasi tutti saranno lì per i Babies, ma vogliamo mica perderci l’esibizione della migliore band glam metal italiana attualmente in circolazione??

Assolutamente no! Quindi largo alla band capitanata dal buon Jack, uno dei frontman italiani più dotati attualmente attivi sul territorio, vero e proprio animale da palco che accompagnato dai due axeman D.B. e Niko mette letteralmente a ferro a fuoco lo stage del Land of Freedom.

Il pubblico riempie completamente il locale, i ritmi si scaldano notevolmente al suono di “Demon Alchol”, “Believe in me” e “The end of this flight” tutte suonate alla perfezione e stracariche di adrenalina a mille. Trainati come sempre dalla martellante sezione ritmica fornita dal duo Fungo/Andrew la band emiliana porta a termine uno show da veri e propri protagonisti, segno che il processo di maturazione che si attendeva dalla band è compiuto alla perfezione ed ora non resta davvero che attendere dai nostri la vera e strameritata consacrazione anche a livello internazionale.

Dopo un così caldo e travolgente inizio, il palco si prepara ad accolgiere loro, gli svedesi Backyard Babies che in Italia mancavano da ben due anni.

Un ritorno attesissimo per i fans della band che da oltre un ventennio continua a sorprenderci con performance energiche e coinvolgenti sul palco. Qualcuno dice che abbiano perso un po’ del loro smalto, che non sono più i Byb dei tour devastanti e alcolizzati dei tempi di Total 13, ma quello che abbiamo visto e sentito dimostra l’esatto contrario. Arrivano carichi su un palco molto vicino al pubblico in ogni senso, perché non esiste confine o transenna trai fans e la band, creando un contatto molto diretto tra il pubblico ed i rokers.

Parte subito il rullante di Peder che introduce Thirteen or Nothing con cui i Babies aprono la loro setlist. Pubblico in delirio che arriva a toccare il palco, ad accarezzare i rockers nordici che ci concedono una scaletta serrata e ricca di adrenalina. Brano dopo brano arrivano i riff più suonati e cantati in questi anni, mentre una platea in delirio mostra il calore e l’affetto per una band che ha troppo atteso. Anche il fan club ufficiale italiano (www.facebook.com/bybitalianpage) è presente al live con un banner in bella mostra in alto, proprio davanti ai Babies, che carichi come molle sparano tutti i brani in scaletta. C’è posto per “Dysfunctional professional”, “The Clash”, ” Brand New Hate…” suonati uno dietro l’altro senza sosta, brani in cui Nicke si concede alle prime file, stringe la mano ai ragazzi che quasi possono salire sul palco ed inizia la pioggia di plettri sulla platea scatenata che ormai perde ogni controllo trascinata dalla forza del rock duro, grezzo, dai tratti punkeggianti tipico dei Byb.

Un attimo di tregua per tirare il fiato lo troviamo solo con “Bloody Tears” che dopo un rapido cambio di chitarra per Mr. Borg parte spedita regalando ad i fans una delle migliori ballad mai scritte dalla band ed il solo di Dregen su questo brano sembra incorniciare perfettamente il mood della serata.

Intenso, sentito e avvolgente, quasi dissonante con la t-shirt di Brontolo scelta per il concerto, ma del resto a lui si può perdonare tutto quando imbraccia quella chitarra intarsiata che sembra un’opera d’arte.

Proprio quando l’emozione è già salita in gola, arrivano come missili anche “Highlights”, “A Song Of The Outcast” e “Heaven 2.9”. Brani in cui dalla platea davvero si solleva anche la polvere. Un Peder straordinario che negli anni non ha mai perso un colpo, sovrastando la scena con un drumming pazzesco senza sbavature e calibrato alla perfezione sia con le chitarre di Nicke e Dregen sia con il basso di Johan che sembra sempre quasi essere passato di lì per caso. Bicchiere di birra in mano e aria un po’ disincantata ma che si fa davvero sentire con potenza ogni volta che appoggia le dita sulle corde del basso. Eccolo qui, arriva anche un momento dovuto, doveroso e molto toccante, il ricordo commosso di Nicke per Malcolm Young scomparso appena il giorno prima. Quale brano se non Painkiller?! Eh sì perché ci vuole davvero un antidolorifico per digerire questa perdita. Chitarra elettrica stavolta, che ci regala la versione più Rock e tagliente di questo brano in cui quasi si ha paura di cantare per non rovinare l’aura di magia calata improvvisamente sul Land of Freedom con questo brano. La musica è l’unica cosa che davvero può muovere tutto, quindi ancora una volta “I’m on my way to save your Rock’n’Roll…”

Siamo a poco più di metà live e il pubblico sembra non essere ancora stanco, così come i Babies che ci regalano un pezzo che da un po’ non proponevano nei loro live, “Bombed” (out of my mind) e l’immancabile “Nomadic”. Ci lasciano orfani a dire il vero anche con un po’ di amaro in bocca, di brani come “Roads”, e “Star War”, ma ci ricompensano ampiamente dopo un paio di minuti di pausa, sorprendendoci con un’altra ballad, “Abandon”. Qualcuno si scioglie persino in un abbraccio, dimenticando per un po’ il pogo selvaggio che ha catapultato sul palco i più affezionati che non hanno mai mollato la propria postazione durante l’intero concerto.

Gran finale con “Minus Celsius” affidato al guitarman della band che alle prime pennate sulla chitarra scatena letteralmente tutto il locale che inizia a cantare a gran voce “Minus me, minus you, I Think it’s all because of you!!!”

Cantano tutti fino all’ultima goccia del pezzo, fino ad arrivare a “Look at You”, brano che conclude una serata che dovremo farci bastare per almeno un anno. Sì, abbiamo capito bene, stavolta i Backyard Babies ci faranno un bel regalo perché potremo ascoltarli di nuovo in Italia nel 2018 con il nuovo album. Non ci resta che alzare il volume e attendere nuove potentissime tracce.

Graziella Ventrone – Dr. Gene

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Dregen, guitarman dei Backyard babies, si consacra idolo assoluto

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Non è semplice come sembra parlare di questo grande artista; Andreas Tyron Svensson, per tutti Dregen. È uno degli artisti più singolari ed eclettici che abbia scoperto negli ultimi anni, sia fuori che sopra il palco. Descrivere il suo genio creativo e la sua musica nelle sue numerose sfaccettature, significa passare in rassegna tutte le più importanti tappe dell’ hard rock nord europeo. Originario di Nassjo, una piccola cittadina della Svezia in cui ha vissuto per molti anni prima di tentare la fortuna nella vicina Stoccolma, Dregen può definirsi a pieno titolo uno dei maggiori esponenti della scena “Hard ‘n’ roll” nordica, personaggio poliedrico e straordinario che in oltre venticinque anni di carriera è stato cofondatore di band storiche come i Backyard babies ed Hellacopters, collaborando contemporaneamente anche con artisti del calibro di Michael Monroe,Tyla, Nicke Anderson… un ego iperattivo e vulcanico che non poteva prima o poi non esprimere tutta la sua personalità in un progetto solista, voce e chitarra. Nel 2013 esce l’omonimo solo album “Dregen” annoverato trai migliori album glam di quell’anno, particolarmente importante per il nostro artista anche per la nascita del suo primogenito Sixten Riff Sinatra avuto dalla bellissima cantante svedese Pernilla Andersson. Dregen è così entusiasta che una traccia dell’album ha nel titolo un gioco di parole intorno al nome del figlio. Il brano è “6.10” di cui esce successivamente una versione incisa con Danko Jones. Il suo successo artistico e personale consiste proprio in alcune caratteristiche semplici ma fondamentali: grandissima freschezza di songwriting, vivace ed ampia gamma di stili ed un’incredibile varietà di influenze artistiche che spaziano dal blues più torrido al rock duro ed oltraggioso, dalle linee più melodiche alle ritmiche quasi rockabilly. La sua chitarra così ruvida ed incisiva non risulta mai noiosa, non si sofferma mai eccessivamente su inutili virtuosismi risultando comunque ricca di particolari che rapiscono l’attenzione del pubblico, Dregen è in grado di soddisfare i propri fans con assoli che prendono vita al tocco delle sue dita sottolineando l’onda emotiva ed energica di ogni brano. Non delude mai neanche quando si misura vocalmente con brani come “FlatTyre one a Muddy road” in cui le influenze blues ispirate alla musica “nera” ben si confanno al suo timbro di voce, così caldo e profondo da far vibrare tutte le borchie nascoste nella parte più intima di noi stessi, un brano scritto in pochissimi giorni, in un momento particolarmente doloroso della sua vita in cui nel giro di pochissimi mesi aveva perso uno dei suoi migliori amici, come lui stesso ha raccontato, il brano forse più cupo ed introspettivo della sua carriera ma sicuramente il più bello.

Il 2016 invece un progetto itinerante vede il nostro eclettico e creativo guitarman alla prese con un gruppo di bikers; un tour on the road per i boschi della Svezia, toccando paesi e città immerse nelle natura con tende, sacchi a pelo, chitarre, percussioni, bassi e ampli portati nei sidecar per centinaia di chilometri. La meta? Decisa di volta in volta. Jam session improvvisate o no, hanno portato in giro per due lunghi mesi tutta l’arte di questo spirito così libero ed originale che non ha mai mancato l’appuntamento con i suoi fans che lo attendevano sui social, postando e documentanto con scatti sempre dettagliati e numerosi tutte le tappe di questo incredibile tour. Un esperimento destinato a ripetersi, come ammette lo stesso Dregen che rimane sempre una persona solare, positiva che non evita mai il contatto con i fans sia mediaticamente che durante i live. Il suo carattere così carismatico lo porta ad essere sempre l’anima di ogni band con cui collabora, diventanto il punto fermo (si fa per dire) attorno al quale ruotano tutti gli altri membri. La sua indole lo porta a creare un feeling con il pubblico, attirandolo magneticamente sul palco, le sue performance sono dei veri e propri spettacoli, domina la scena, si tuffa sulla platea, diventa un tutt’uno con la sua chitarra, perchè lui è Dregen, occhi azzurri, irrinunciabile gilet di pelle nera e l’inseparabile collana con due anelli ed una stella. Un grande artista ed una grande persona, se ancora non lo conoscete vi basterà assistere ad uno dei suoi live per rimanerne stregati.

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Backyard Babies al lavoro sui nuovi brani

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I Backyard Babies sono al lavoro su nuovi brani che comporranno il loro prossimo album, di cui ancora nulla è stato anticipato, che seguirà l’ultimo ‘Four By Four’ uscito lo scorso agosto del 2015. Il cantante/chitarrista e co-fondatore della band Nicke Borg ha pubblicato oggi un breve video dallo studio dal profilo Instagram, che vi riportiamo sotto, accompagnandolo con la didascalia:

“Registriamo le tracce di chitarra.  Le nuove canzoni stanno facendo esplodere gli altoparlanti!”

 

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I Backyard Babies si sono riuniti nel 2014 – dopo la pausa iniziata nel 2009 – rimettendosi in moto l’anno successivo. Il primo concerto dalla reunion ha avuto luogo nel contesto dello Sweden Rock Festival 2015, di cui vi riportammo un video con la performance.

Dal loro ultimo album ‘Four By Four’ sono stati realizzati il video del singolo apripista “Th1rt3en Or Nothing”– disponibile anche in versione a 360° – e il video di “Bloody Tears”. Durante il tour in supporto all’album è stata registrata la data al Cirkus di Stoccolma che diventerà un dvd, come già annunciato.

I Backyard Babies sono anche passati anche dalle nostre parti, facendo una tappa al Live Club di Trezzo sull’Adda nel Novembre 2015, (qui la photogallery) dove eravamo presenti noi di Rock My Life – in quanto gestori dell’informatissima pagina ‘Backyard Babies Italian Page‘ , da non dimenticare la data di Nicke Borg dello scorso Dicembre al Legend Club di Milano con il suo progetto solista acustico Nicke Borg Homeland, che potete visionare qui!

FONTE: http://suonidistortimagazine.com/backyard-babies-al-lavoro-su-nuovi-brani-un-video-dallo-studio/

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